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Stazione meteo distrutta sul Pollino: una mano violenta non distruggerà il sogno di tanti giovani appassionati

Posted by Peppe Caridi su 7, dicembre, 2010

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/7380/foto/6.JPGda http://www.meteoweb.it – di Peppe Caridi – Quando, nel 2006, ricevemmo la prima email da Bruno Renon, studioso dell’ARPA Veneto proprio con relative deleghe alle conche carsiche, iniziammo a conoscere quest’affascinante mondo e ci entusiasmammo alla proposta di entrare a far parte di un progetto di monitoraggio meteo/climatico così prestigioso e ambizioso.

Più o meno in tutto il mondo, la comunità scientifica sta studiando le conche carsiche, doline chiamate anche polje ancora dai comportamenti climatici estremamente misteriosi perchè decisamente estremi, ben differenti dall’andamento meteo/climatico delle aree conosciute e urbanizzate.

L’Associazione MeteoTriveneto già da anni conduceva sulle Alpi centro/orientale, in collaborazione con alcuni appassionati Sloveni, il monitoraggio delle tante conche carsiche che esistono in quella zona.
Bruno Renon ci chiedeva di essere il braccio meridionale e Mediterraneo di questo progetto, invitandoci a monitorare l’Appennino che, soprattutto nel Pollino, nasconde tante conche dalle caratteristiche estremamente sorprendenti.

Ci siamo subito appassionati al progetto, abbiamo fatto studi, abbiamo spulciato ogni metroquadrato dell’Appennino tramite google maps, e sul Pollino abbiamo individuato tante conche molto interessanti da monitorare.
Abbiamo fatto dei test, siamo andati lì con dei termometri rudimentali a min/max e siamo rimasti davvero sconvolti da temperature a dir poco incredibili, anche dieci gradi più basse (nelle ore notturne) rispetto ad altre località poste alla stessa quota e nelle stesse condizioni.

Così abbiamo iniziato questo progetto con la stazione meteo di Piano Ruggio, con tutta l’intenzione di allargarci ancora alle altre conche del Pollino e poi degli altri massicci dell’Appennino.

In questi anni abbiamo avuto tantissime soddisfazioni: con l’occasione della stazione meteo e dei dati da prelevare a Piano Ruggio, abbiamo conosciuto il Pollino in tutte le stagioni, con tutti i suoi colori, la sua flora, la sua fauna e i suoi prodotti tipici.
Abbiamo stretto collaborazioni con il Cai di Castrovillari e con l’Ente Parco, oltre ad altre Associazioni locali.
Abbiamo visitato posti splendidi e organizzato escursioni di pregevole delizia.
E abbiamo portato avanti con grande passione un progetto di rilevamento che, tramite internet, veicoliamo dalle pagine del nostro portale ( http://www.meteoweb.it/ ) rendendo un servizio di pubblica utilità non solo alla comunità scientifica, ma anche ai cittadini comuni e agli appassionati di ambiente, montagna e natura.

Abbiamo fatto tutto questo con la nostra Associazione ONLUS, con lo spirito di volontariato e gratuità che anima tutte le attività di MeteoWeb, e non abbiamo avuto neanche un attimo di debolezza quando, nell’estate 2009, abbiamo subito il furto del datalogger di Piano Ruggio, quella fantastica conca al confine tra la Calabria e la Basilicata in cui abbiamo mosso i primi passi a caccia dei segreti delle doline carsiche.
Dopo poche settimane un nuovo datalogger era di nuovo lì, con un palo più robusto e più alto di quello di prima.

E adesso faremo di nuovo così: due mesi fa abbiamo installato un’altra stazione meteo in un’altra conca carsica del Pollino, nella Piana Grande di Masistro.
Nei giorni scorsi abbiamo trovato la stazione distrutta, in queste condizioni.
Ma una mano così violenta non ci può fermare, non ci fermerà.
Ripristineremo al più presto la stazione meteo, forti del supporto di tutti quegli enti e associazioni (Comune di Saracena, Ente Parco Nazionale del Pollino, Cai di Castrovillari e anche Carabinieri e Corpo Forestale dello Stato) che hanno espresso grande apprezzamento per questo progetto, con la convinzione che dopo questo vile atto vandalico proveranno, per quanto possibile, ad essere ancor più attenti nel controllo del territorio.

Questa stazione meteo tornerà presto in piedi, chi l’ha voluta distruggere non avrà partita vinta così facilmente. Perchè da quella telefonata di Bruno Renon sono passati più di quattro anni ma, in termini di entusiasmo e voglia di fare, è come se non fosse passato neanche un giorno.


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