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Perchè si insiste a chiedere le dimissioni di Berlusconi?

Posted by Peppe Caridi su 7, dicembre, 2010

https://i0.wp.com/www.ilcalcestruzzo.it/images/stories/12dicembre/berlusconi_dimissioni1.jpgdi Giovanni Alvaro – Una domanda emerge spontanea, nell’opinione pubblica, per il continuo chiedere le dimissioni del Governo presieduto da Silvio Berlusconi. Esse sono state chieste, in contrasto col proprio ruolo di Presidente della Camera, da Gianfranco Fini a Bastia Umbra quando, invitando il premier a recarsi al Colle per notificare la propria uscita di scena, legittimava l’apertura di una assurda crisi extraparlamentare. Prima di lui si era cimentato nell’invito ‘dimissionario’ il solito Antonio Di Pietro che, però, non escludeva la mozione di sfiducia. La musica, comunque, è continuata con le dimissioni chieste, insistentemente, dal Pierfurby Casini, un giorno si e l’altro pure, avanzando le più strampalate proposte come quelle di dar vita a governi tecnici, o di salvezza nazionale, o di armistizio, precedute sempre dalle necessarie dimissioni del Cavaliere nero, pericolo pubblico numero 1. Pensando di dar maggior forza alla richiesta il trio Lescano (un ex fascista, un ex democristiano ed un ex tutto come li ha dipinti ‘Striscia la notizia’). ha rilanciato la richiesta. Dimissioni prima del 14 dicembre.

Perché questa insistenza? Perché si continua a richiedere le dimissioni se sono già fissate le assemblea delle due Camere per discutere e votare, in una, la mozione di sfiducia e, nell’altra, quella di fiducia? La richiesta poteva avere un senso all’inizio della crisi, ma non ora che siamo a poco più di una settimana dal pronunciamento del Parlamento. Perché allora si insiste, e si continuerà a farlo, facile previsione, fino al 13 dicembre? Se qualcuno pensa che la gente sia così ottusa da non capire cosa bolle in pentola ha una scarsa considerazione degli italiani e anche per questo sarà penalizzato quando ci si dovrà confrontare dinanzi al corpo elettorale.

La gggente (come la chiamava Sandro Curzi in Tele Kabul), però, capisce più di quanto si possa immaginare. Con le dimissioni si otterrebbero, infatti, due grossi risultati. Il primo, nascondere eventuali spaccature all’interno dei singoli gruppi, in particolare nel FLI e nell’UDC, che con le dimissioni del premier non verrebbero alla luce; il secondo è quello di evitare, se esiste, un diverso possibile pronunciamento tra Camera e Senato. Sfiducia nella prima, fiducia nel secondo, che sarebbero propedeutici ad aprire la porta a nuove elezioni in un solo ramo del Parlamento.

Gli eredi della Prima Repubblica, lontani però anni luce dalle sottigliezze di quella fase politica, si dimostrano per quello che realmente sono: semplici apprendisti stregoni. Del resto come si può pensare di vincere la partita se tutti quanti stanno assieme, appassionatamente, per far fuori il Caimano, e rinviare, a dopo il funerale del ‘caro estinto’, ogni ragionamento sul prosieguo? Come possono pensare di fare il gioco delle tre carte e senza progetto politico sperare di andare avanti.

Se Berlusconi ha trovato mille difficoltà per governare avendo un solo soggetto a fare, prima, le pulci, e poi il controcanto, e quindi lo strappo, logica conseguenza di tradimento bello e buono del corpo elettorale, e infine di annunciare il voto di sfiducia, come pensano di poter uscire dal pantano, in cui inevitabilmente verranno a trovarsi, i ribaltonisti avendo aggregato tutto e il contrario di tutto? Troppi galli in un sol cortile, troppe diverse concezioni della politica e dell’etica, troppi diversi obiettivi. L’alleanza tra diversi antiCav, si sbriciolerebbe senza un solo attimo di respiro.

Tra le altre cose manca il collante dell’aggregazione come fu Romano Prodi. Pensare a Luca Cordero di Montezemolo significa applicare una pezza che sarebbe peggio del buco. Vendola sarebbe disgregante, Fini non sarebbe opportuno, Bersani inutile, Casini un povero illuso, Rutelli inesistente, Tremonti non è un traditore, Draghi pensa ad altro.

Se ciò che diciamo è vero il 14 dicembre potrebbero esserci delle belle sorprese. In caso contrario si deve andare al corpo elettorale. Molti ne hanno paura, altri lo sperano per accrescere i propri rimborsi elettorali, altri ancora vi sono costretti per poter dare all’Italia un Governo che possa governare. L’attuale vicenda, quindi, non ci angoscia per nulla.

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Una Risposta to “Perchè si insiste a chiedere le dimissioni di Berlusconi?”

  1. Paolo said

    Che tristezza!

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