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Basta col terrorismo contro la centrale a carbone

Posted by Peppe Caridi su 7, dicembre, 2010

https://i2.wp.com/www.ilcalcestruzzo.it/images/stories/12dicembre/campi-di-sterminio-02.jpgdi Giovanni Alvaro – E’ scandaloso, vera mente scandaloso, che per creare consenso attorno alla scelta di gruppi, solo rumorosi però, contro la costruzione di una centrale a carbone a Saline Joniche si utilizzino le più incredibili mistificazioni e si diffondano, non semplici preoccupazioni per la salute, ma veri e propri allarmi sociali che stanno creando nella popolazione diffusi climi di angoscia. Ma è altrettanto scandaloso che dinanzi ad un vero e proprio terrorismo psicologico nessun organo giudiziario abbia sentito l’urgenza e la necessità di un proprio intervento per far cessare detto scandalo. Si continuano a diffondere notizie gravi e intollerabili anche dopo la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che l’insediamento ha ricevuto da parte della Commissione del Ministero dell’Ambiente che come si sa utilizza parametri di riferimento molto più severi rispetto agli altri Paesi europei. Ma il fronte del No non intende demordere e continua a diffondere notizie destituite di ogni fondamento e tese a terrorizzare, questa è la parola esatta, la popolazione interessata.

La centrale in questione diventa dispensatrice di distruzione, di morte e di gravi mutazioni genetiche. La zona interessata viene presentata come zona invivibile e da abbandonare e la si paragona ad Auschwitz, il famoso campo di sterminio dove i nazisti sterminarono milioni di ebrei e di prigionieri di guerra. Per dimostrare la veridicità di questa incivile diffusione di ignobili fandonie, operata con volantini e depliant affissi ai muri, si è cercato di far credere che, mentre il mondo abbandona il carbone, solo in Calabria e a Saline si pensa di farne un uso massiccio, da parte di spregiudicati che considerano gli abitanti del posto veri omuncoli con l’anello al naso.

Ed è anche su questo che emerge la ingiustificabile malafede di chi cavalca la menzogna e tenta di piegare alle proprie posizioni l’intera popolazione. In Italia le centrali a carbone, di vecchia e nuova generazione, sono 17 e di esse solo 4 sono localizzate nel Mezzogiorno d’Italia e precisamente a Brindisi, in Sardegna e a Civitavecchia. Alcune di esse sono ubicate nei centri abitati come quella di Genova e Brescia, e altre in zone altamente turistiche come quella di Stintino in Sardegna. Nel resto del mondo la situazione non è dissimile a partire dalla ‘verde’ Germania la cui produzione di energia dipende essenzialmente dal carbone con l’ubicazione delle centrali nei pressi o addirittura dentro le città come quelle di Colonia.

Quanto sta avvenendo in Calabria ha, comunque, dell’assurdo. Nel mentre, in Italia, c’è un esodo imprenditoriale verso zone dove la mano d’opera è a basso costo, in Calabria (regione occupante gli ultimi posti nelle graduatorie economiche), e a Saline Joniche (zona che di turistico ha solo il nome grecanico) arriva un investitore che impegna la bellezza di 1,5 miliardi di euro, immediatamente spendibili, che determinerà l’occupazione di 1.500/2.000 operai per la costruzione dell’insediamento e ben 500 dipendenti in modo stabile tra centrale e porto, e che attirerà, per i prezzi dell’energia a costo ridotto, altri investimenti, e a tutto questo si dice no, e per riuscire ad ottenerlo, questo no, si diffondono veri e propri allarmi sociali.

E’ ora di dire basta, basta ad una vergogna che sta facendo ridere l’Italia intera. Anzi c’è necessità che si apra un vero e proprio tavolo di trattative con la Società interessata alla costruzione per concordare e definire una serie di ricadute, oltre a quelle previste per legge, al fine di determinare un’accelerazione dei processi di sviluppo che oggettivamente verranno messi in moto, perché investimenti attirano investimenti. Il primo dovrà riguardare il mantenimento in efficienza di un porto che è il vero emblema del degrado e dell’imbroglio ambientalista perché dopo il suo insabbiamento continua a restare una inutile pozza d’acqua salata.

C’è però bisogno di coraggio da parte degli Enti locali dell’area grecanica, almeno quelli non condizionati da scelte ideologiche, non per andare controcorrente ma per disvelare le falsità e sapersi mettere alla testa della cosiddetta maggioranza silenziosa che non è vero che sia contraria al la scelta energetica ipotizzata. Il resto sono solo fantasie senza costrutto.

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Una Risposta to “Basta col terrorismo contro la centrale a carbone”

  1. SCENARIO SULLO STRETTO
    Gentilissimo G.Alvaro; il popolo greganico, la città di Reggio, il litorale siciliano che si affaccia sullo Jonio e quanti rifiutano questo insediamento, chiedendo altro, penso che debba essere un desiderio e un loro diritto rispettarlo.
    Fare opera di terrorismo, non mi sembra opportuno ne culturalmente valido. Chiedere altri investimenti produttivi, “curare” la sua segnalazione sull’uso del porto rendendolo fruttuoso, fare 10000 posti letto per vacanzieri, in analogia, segnalando una mia visita ad un complesso di città per pellegrini alle porte di Roma che pur essendo Urbanista mi sono meravigliato dell’organizzazione di detta nuova città nel Comune di Sacrofano 90 ettari, una città a misura d’uomo incassando migliaia di euro ogni giorno. (2500 pasti ad dì’) Il pellegrino lasciando questo complesso dice “grazie” sia per i costi che per per ciò che ha goduto .
    Come mai questa società chiede d’investire in una regione sottosviluppata? perchè nessuno dà la disponibilità insediativa di una struttura “discutibile” Si ricorda che gli investimeti CASMEZ per gli ‘insediamenti Industriali in Provincia di reggio, sono essi siti in aree disagiate ed improduttive decisioni prese lontano dalla <Provincia di Reggio.Si tralasciano altri parametri di valutazione.La società Imprènditrice cerchi altri siti dove le popolazioni sono piu disponibili e condizioni più favorevoli per tale operazione finanziaria. Nessun terrorismo
    ma, rispettiamo le volontà e le decisioni di una popolazione che ha sempre subito vessazioni e decisioni altrove prese.
    Non fate distruggere il "TEMPIO DELLO STRETTO" Esso è dei Reggini e dei Messinesi che lo offrono a tutto il mondo (dbv)

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