LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Maltempo in tutt’Italia: neve al nord, allagamenti al centro, caldo record al sud. Situazione critica anche in gran parte d’Europa: è l’effetto Katrina

Posted by Peppe Caridi su 2, dicembre, 2010

 di Peppe Caridi – http://www.meteoweb.it – Il numero dei morti e l’entità dei danni non è minimamente paragonabile, ma la profonda perturbazione che sta provocando fenomeni meteo estremi su gran parte d’Europa e d’Italia si chiama proprio così, come il violento uragano che 5 anni fa ha destabilizzato la tranquillità del Golfo del Messico. E’ scritto in modo un pò diverso, perchè il nome esatto di questa depressione è ’Katharina’, ma poco cambia nella sostanza. E’ la versione Tedesca del ’Katrina’ assegnato dal National Hurricane Center al tragico uragano dell’agosto 2005.

Ma similitudini appellative a parte, l’Italia è nella morsa del maltempo a causa di un ciclone Atlantico che sta risalendo l’Europa da sud/ovest verso nord/est e che, partito dalla penisola Iberica dov’era arrivato a sua volta dall’oceano pochi giorni fa, proprio in queste ore sta attraversando l’Italia settentrionale per dirigersi verso l’Europa nord/orientale.

La perturbazione, profonda 992 millibàr e al momento posizionata proprio nel cuore delle Alpi, è estremamente vasta, e determna una circolazione depressionaria su gran parte del continente Europeo, determinando non solo condizioni meteorologiche avverse, ma anche forti venti ciclonici e anche rimescolamenti d’aria di entità notevole.

Ecco la mappa barica con il posizionamento attuale del vortice depressionario:

Le temperature sono gelide non solo nell’Europa nord/orientale, ma anche in quella centro/occidentale, per via dell’irruzione polare in atto da ormai più di una settimana:

Il freddo non ha alcuna intenzione di dare una tregua e, anzi, nei prossimi giorni sarà ancora più intenso specie nel Regno Unito, in Francia, Germania, Belgio e Paesi Bassi.

Di conseguenza, su gran parte del Continente si verificano forti nevicate fin in pianura:

In Italia la situazione è estremamente varia, ma comunque all’insegna dei fenomeni estremi.
Al Nord abbiamo avuto forti nevicate fin in pianura specie tra Piemonte, Lombardia ed Emilia. Le Alpi e l’Appennino Ligure sono letteralmente sommersi dalla neve, caduta copiosa fin dalle bassissime quote. Per la seconda volta, in Liguria la neve è arrivata fin quasi sulle coste, e per la terza volta nel giro di cinque giorni ha nevicato in ampie aree della pianura Padana. Pioggia, invece, al nord/est con forte bora su Trieste, acqua alta a Venezia e piogge moderate/forti sulle pianure del Triveneto, con nevicate copiose sin dalle basse quote delle preAlpi. Le temperature si mantengono basse, e anche nell’Appennino Tosco/Emiliano c’è ancora molta neve. E’ allarme per le valanghe, il cui rischio è sempre più marcato vista la tantissima neve fresca caduta nelle ultime ore. Venerdì 3 dicembre, con l’ingresso di aria gelida da nord/ovest, tornerà a nevicare in pianura Padana, specie in Emilia Romagna, per la quinta volta nell’arco di una settimana! Per giunta in una fase stagionale ancora a cavallo tra l’autunno e l’inverno: si tratta di una situazione davvero eccezionale.

Al Centro abbiamo avuto forti piogge, specie tra Marche, Umbria, Toscana, Lazio, Abruzzo e Campania. La zona più colpita è stata quella della Marsica, nell’Abruzzo interno, in Provincia di L’Aquila, lì dove una Regione Adriatica come l’Abruzzo ha invece caratteristiche climatiche Tirreniche perchè l’esposizione orografica del territorio è sulla dorsale occidentale dell’Appennno e non su quella orientale.
Le stesse aree colpite dal terremoto del 6 aprile 2009 stanno facendo i conti con l’emergenza maltempo: molti corsi d’acqua sono esondati, tante sono le frane segnalate lungo le strade, e moltissimi gli allagamenti. Il Comune di L’Aquila ha chiesto lo stato di calamità e i Vigili del Fuoco hanno definito la situazione “drammatica”. Qui è possibile osservare qualche foto. Anche nel Lazio i fiumi sono tutti ingrossati e in alcuni casi si sono verificate delle esondazioni, oltre a numerose frane e allagamenti. Nelle prossime ore continuerà a piovere forte proprio tra Lazio, Marsica e Campania, con piogge anche intense, ma le temperature diminuiranno e sui rilievi tornerà la neve. La situazione rimane comunque di grande allerta.

Il Sud, infine, è sferzato da forti raffiche di scirocco che hanno superato gli 80km/h trasportando tantissima sabbia del Sahara e rendendo l’atmosfera davvero surreale, come possiamo vedere da queste foto dallo Stretto di Messina o ancora meglio da queste relative al Cosentino Tirrenico.

Davvero eloquenti le mappe satellitari in cui è evidente la presenza della sabbia del Sahara in tutto il Mediterraneo centro/orientale.
Si nota bene anche il forte maltempo nelle Regioni Centrali Tirreniche, con le nubi addensate sul versante occidentale dell’Appennino dai forti e umidi venti di libeccio provenienti dal Tirreno, mix esplosivo per piogge fortissime:

Ma tornando al sud, oltre alla sabbia del deserto, al forte vento di scirocco e al cielo sporco da molte nubi, bisogna segnalare la scarsa visibilità un pò ovunque proprio per le nebbie e le foschie provocate da quest’altro mix davvero suggestivo e affascinante.
Dal punto di vista termico, abbiamo parlato non a caso di caldo record. La stazione di Grottaglie, nel Salento, tra Lecce e Taranto, ha raggiunto i +23°C, superando di molto il precedente record caldo di dicembre che era di +21,4°C e risaliva al 1979.
Messina ha raggiunto i +25°C: il precedente record è di +25,4°C e risale al 30 dicembre 2009, quindi ad appena un anno fa.
Bisognerà vedere quale sarà la massima definitiva di Messina con il dato decimale, per poter capire se il record è stato battuto o meno, ma comunque la giornata odierna si posizionerà al secondo posto tra i giorni più caldi del mese di dicembre, ed è davvero significativo che al primo posto ci sia una giornata del dicembre 2009 e al secondo posto una giornata del dicembre 2010. Inoltre stanotte la minima di Messina è stata di +19,8°C, una minima davvero eccezionale se si considera che il precedente record di massima più elevata nel mese di dicembre è di +17,6°C risalenti al 5 dicembre 2003. Ma la giornata non è ancora finita, e molto probabilmente entro la mezzanotte, con l’ingresso di un debole maestrale, a Messina la temperatura scenderà al di sotto dei +19,8°C di stamattina, anche se potrebbe non scendere sotto i +17,6°C segnando quindi un nuovo record. Anche per altre località della Sicilia sud/orientale si rischia di battere i precedenti record caldi: ne parleremo in un apposito spazio dedicato del MeteoNotiziario a fine giornata, quando i dati saranno completi e ufficiali. I +25°C, comunque, oltre che a Messina sono stati raggiunti a Catania (dove però il record è di +26,3°C), mentre Palermo e Reggio Calabria si sono fermate a +24°C (record rispettivamente di +26,2°C e +26,0°C). Molto caldo anche a Pescara con +23°C (ma il record è di +27,8°C), Bari, Termoli e Lamezia Terme con +22°C, Crotone e Brindisi con +21°C, Lecce e Trapani con +20°C.
Caldissimo anche nella Valle del Crati dove Cosenza ha raggiunto una massima di +24,0°C dopo i +12,5°C di minima.
Notevolissimo il dato di Scilla, nel Reggino Tirrenco, con +25,6°C raggiunti alle 07:00 del mattno. Nel Messinese Tirrenico sono stati addirittura segnalati valori di +27/+28°C, lì dove il caldo è stato alimentato dal favonio.

Nelle prossime ore al sud le temperature crolleranno di oltre 15 gradi tornando inferiori alle medie del periodo, tanto che nella seconda parte della settimana farà di nuovo freddo e tornerà la neve sui rilievi Appenninici, ma per la prossima settimana è prevista una nuova sbuffata nord Africana dovuta all’ennesimo passaggio di una depressione Atlantica dall’Europa sud/occidentale verso nord/est.

Come abbiamo già scritto nel MeteoNotiziario, la situazione non si sbloccherà almeno per tutta la prima decade di dicembre, con quest’assetto sinottico che rimarrà invariato e quindi con continui passaggi depressionari da sud/ovest verso nord/est nell’Europa. E in Italia sarà sempre la solita solfa: freddo e neve fin in pianura al nord, forte maltempo al centro, altalena termica al sud dove continueranno ad alternarsi forti richiami caldi e moderate sfuriate invernali da nord/ovest, quando il ramo freddo delle varie perturbazioni riuscirà a lanciarsi verso sud dopo che il vortice ciclonico avrà attraversato le Alpi e si sarà diretto verso levante.

Tutti gli aggiornamenti, gli approfondimenti e le foto su http://www.meteoweb.it

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