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UNIVERSITA’, PASSA ALLA CAMERA LA RIFORMA GELMINI. SODDISFATTO IL PDL: “E’ UNA GRANDE RIVOLUZIONE”

Posted by Peppe Caridi su 1, dicembre, 2010

Roma, 01 DIC (Il Velino) – “La riforma dell’Universita’ e’ passata alla Camera, con 307 voti favorevoli e 252 contrari (7 astenuti). Ce l’ha fatta a superare lo scoglio piu’ grande sebbene, come la settimana scorsa, il governo sia stato battuto per ben due volte. Adesso – ricorda il CORRIERE – andra’ al Senato in terza lettura: l’esame dovrebbe cominciare il 9 dicembre. Il presidente del Senato Renato Schifani vorrebbe approvare prima del voto di fiducia del 14 dicembre ma Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, avverte: ‘In questo caso salterebbe raccordo sui tempi per l’approvazione del ddl di stabilita”. Ieri comunque si e’ chiuso il primo tempo: la maggioranza ha incassato la vittoria e il ministro Gelmini l’applauso in Consiglio dei ministri ‘chiamato’ da Gianni Letta. Per Berlusconi ‘questa riforma e’ un altro esempio del governo del fare, favorisce gli”studenti, i professori e in generale tutto il mondo accademico’. Per la Gelmini ‘e’ uno tra i fatti piu’ importanti di questa legislatura’. Tutto il centrodestra ha detto si’ alla riforma, compresi i finiani, che alla fine l’hanno votata pur se dopo aver ingaggiato un braccio di ferro su due emendamenti poi accolti dal ministro. E mentre fuori da Montecitorio studenti e polizia si fronteggiavano duramente, dentro le cose filavano abbastanza lisce, almeno rispetto ai colpi di scena e ai timori del ministro Gelmini della settimana scorsa, quando minacciava di ritirare il ddl se lo avessero stravolto. , Invece sono passati, tra le modifiche un poco piu’ incisive rispetto al testo originale, solo i due emendamenti voluti da Futuro e Liberta’, indispensabili per ottenere il si’ dei finiani alla riforma, quello sull’assunzione di 1500 professori associati all’anno per tre anni (con una previsione di spesa ‘fino a’ 300 milioni circa di euro) e quello sugli scatti meritocratici e non ope legis ai quali, se la Gelmini come ha promesso li inserira’ nella Finanziaria, sono stati destinati 18 milioni di euro nel 2011, 50 nel 2012 e altri 50 nel 2013. Due volte il governo e’ stato battuto: una sull’emendamento del finiano Fabio Granata (sugli assegni di ricerca) e l’altra su tre emendamenti simili di Fli, rutelliani e Pd (che fanno cadere il monitoraggio del ministero dell’Economia sui conti dell’Istruzione). Il governo riscrive l’emendamento dell’Italia dei Valori contro Parentopoli nell’Universita’ e lo fa votare, con l’apprezzamento di Fli e Lega. D Pd porta a casa un emendamento, con parere positivo della maggioranza, che mette un freno ai contratti gratuiti di docenza. Ma poi si spacca, come peraltro Fli e 5 Udc: sulla proposta di Tabacci (Api) che proponeva di reperire i fondi per i ricercatori a tempo indeterminato ricorrendo al finanziamento pubblico ai partiti. In questo caso insieme a Lega e Poi hanno votato anche 25 deputati del Pd (tra cui l’ex tesoriere dei Ds Sposetti, 15 dell’Udc tra cui il leader Pierferdinando Casini, 6 di Fli e 4 di Mpa)”.

GELMINI: “E’ UN CAMBIAMENTO EPOCALE”: ‘Un cambiamento epocale’: così il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha definito la riforma universitaria mentre continuano in tutta Italia le proteste degli studenti contro il ddl, con manifestazioni, cortei, occupazioni. La Gelmini continua a ripetere che gli studenti non devono temere questo provvedimento che è nel loro esclusivo interesse.
La Riforma è stata approvata dalla Camera ed ora passa al Senato: “Mi auguro che la riforma venga approvata definitivamente dal Senato, magari prima del voto di fiducia al governo Berlusconi del 14 dicembre” ha detto la Gelmini non trovando d’accordo il Pd del Senato che vuole invece rimandare il voto finale sulla riforma dell’Università al periodo successivo al voto di fiducia al governo. “L’approvazione della riforma dell’Università è un altro obiettivo raggiunto dal governo del fare. E’ la dimostrazione che l’esecutivo prosegue nella sua azione riformatrice, mantenendo gli impegni presi con gli italiani” commenta invece il premier Silvio Berlusconi “Con la riforma si dà un colpo mortale a parentopoli”.

UNIVERSITA’:OK CAMERA A DDL,MA PROTESTE IN TUTTA ITALIA SCONTRI A ROMA;GOVERNO SOTTO 2VOLTE;PREMIER,IN PIAZZA FUORICORSO (di Gianluca Vannucchi) (ANSA) – ROMA, 30 NOV – La Camera ha approvato il testo di riforma dell’universita’, che ora andra’ in terza lettura al Senato. Un voto avvenuto in un clima pesante che ha visto il Governo battuto due volte sugli emendamenti, con il ruolo fondamentale di Fli, e un’Italia percorsa da Nord a Sud dalle proteste. Con scontri, in particolare a Roma, e iniziative di occupazioni di tetti, stazioni, strade, autostrade e monumenti che sono arrivate fino a Parigi, dove studenti italiani hanno esposto uno striscione anti Gelmini sull’Arco di Trionfo. In particolare, sono state le stazioni ad essere prese di mira oggi: almeno 16 quelle occupate, magari soltanto per alcuni minuti, ma con ripercussioni sul traffico ferroviario. Bloccati anche alcuni tratti autostradali, come la A14 all’altezza di Bologna. Opposti i giudizi politici. Se per Silvio Berlusconi ”quella in Parlamento e’ una buona riforma che favorisce gli studenti, i professori e piu’ in generale tutto il mondo accademico”, per il leader Pd Pier Luigi Bersani il governo non sara’ ”in grado di portare a termine questa riforma nella sua applicazione”. ”L’approvazione della riforma – ha detto il ministro Mariastella Gelmini – Š un fatto importante, una tra le pi— importanti della legislatura. Spiace averlo dovuto fare in un clima di tensione sociale”. Per il ministro e’ un ”cambiamento epocale se vogliamo allineare il nostro sistema all’Europa. In serata, Gelmini ha aperto a docenti e studenti per ”monitorare insieme” l’attuazione della legge ed ha auspicato una lettura ”obiettiva e non ideologica” del provvedimento. Duro il giudizio del Premier anche sui manifestanti: ”Gli studenti veri sono a casa a studiare, quelli in giro a protestare sono dei centri sociali e sono fuori corso”. Secca la replica di Pier Luigi Bersani: ”Mi pare che nella stragrande maggioranza studenti e ricercatori si sono mossi in modo pacifico. Ha impressionato la citta’ militarizzata, mai vista Roma cosi’, e se si e’ arrivati a questa tensione e’ per irresponsabilita’ del governo che ha perso la testa e la presa sui problemi del paese”. Contro replica del ministro dell’Interno Roberto Maroni: ”mi pare che tutto sta avvenendo con grande responsabilita’ delle forze dell’ordine che hanno subito violenza e stanno gestendo una situazione molto complicata”. Sulle proteste e’ intervenuto anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini: ”Gli estremisti che hanno bloccato Roma e causato gravi incidenti non hanno reso un buon servizio alla stragrande maggioranza di studenti scesi in piazza con motivazioni non totalmente condivisibili ma certamente animate da una positiva volonta’ di partecipazione e di miglioramento delle condizioni della nostra Universita”’. Anche per il presidente del Senato, Renato Schifani, gli incidenti ”non hanno certamente giovato alla vita democratica e a chi voleva manifestare pacificamente”. E se per Nichi Vendola Roma e’ stata trasformata in una ”cartolina” del Cile anni ’70, per il leader della Lega Nord Umberto Bossi gli studenti ”in parte hanno anche qualche ragione ma non si devono fare strumentalizzare”. Il bilancio della giornata e’ comunque non grave, anche considerata l’ampiezza della protesta: secondo l’Unione degli Universitari, infatti, in tutto il Paese sono scesi in strada in almeno 400 mila. Si sono registrati alcuni tafferugli soltanto a Genova e alla stazione di Bologna (quattro feriti lievi tra i giovani), oltre agli incidenti di Roma, che si sono concentrati nella zona di via del Corso, nelle adiacenze della Camera. In particolare, alcuni manifestanti hanno cercato di forzare una postazione di blindati e sono stati respinti con una carica. Spavento per turisti e passanti che si sono rifugiati nei negozi, con un bilancio di tre feriti tra le forze dell’ordine e almeno un fermato. Ma Roma ha pagato un prezzo molto alto in termini di vivibilita’: il centro storico e’ stato praticamente paralizzato per tutto il giorno con pesanti ripercussioni sul traffico, gia’ provato da uno sciopero dei mezzi di trasporto. E anche nella Capitale, come nel resto d’Italia, gli studenti hanno protestato con flash mob sulle strade per bloccare la circolazione a tratti. Ora il testo della riforma Gelmini ritornera’ al Senato per la terza lettura, con un calendario che ne prevede l’esame il 9 dicembre, solo cinque giorni prima della votazione di fiducia sul governo. Intanto il presidente del Senato Schifani, ha convocato per il 2 dicembre una riunione dei capigruppo per un ulteriore esame del testo del ddl. Il dato politico che emerge dalla Camera e’ il risultato ottenuto da Fli. Innanzi tutto, due volte il governo e’ stato battuto: la prima su un emendamento presentato da Fabio Granata sugli assegni di ricerca, la seconda su tre emendamenti analoghi presentati sempre dai futuristi, da Api e dal Pd (e’ stata eliminata la norma che prevedeva una sorta di ”commissariamento” dell’Istruzione da parte dell’Economia) Inoltre, due emendamenti che i finiani avevano chiesto di riscrivere sono stati approvati con il nuovo testo, quello sulla quota di assunzioni del docenti di seconda fascia e quello sul fondo di merito degli atenei e sugli scatti meritocratici di prof e ricercatori meritevoli. Il Governo porta a casa l’emendamento contro parentopoli, proposto dall’Italia dei Valori, apprezzato da Fli e Lega, e infine addirittura inasprito su indicazione di Viale Trastevere. Anche il Pd ha portato a casa un emendamento, sui cui la maggioranza aveva dato parere positivo, che ha messo un freno sui contratti gratuiti di docenza.

UNIVERSITA’: DESTRO (PDL), DDL GELMINI UNA VERA RIVOLUZIONE ‘MI AUGURO CHE PASSI ANCHE IN SENATO’ Padova, 1 dic. (Adnkronos) – “Peccato che le solite minoranze di studenti siano scese in piazza perche’ hanno dimostrato di non capire il disegno di legge sulla riforma Gelmini. E peccato che anche qualche ricercatore sia salito sui tetti finendo per fare da comparsa alle passerelle di Bersani e Di Pietro. E’ stata dura superare le strumentalizzazioni provenienti da piu’ parti ma il ministro Gelmini e il Governo Berlusconi hanno portato a compimento una delle piu’ importanti riforme per il bene dei nostri giovani e del Paese. Un disegno di legge che ha al centro il futuro, ovvero gli studenti e che rappresenta un cambiamento storico”. Lo sottolinea Giustina Destro (Pdl). ”La Camera ha votato una riforma che chiude con l’epoca dei baroni e della parentopoli, che impone il ricambio generazionale e garantisce il merito: una vera rivoluzione- spiega Giustina Destro – Non e’ nelle piazze, infatti, che si fanno i grandi cambiamenti, ma nella testa di ogni cittadino e nell’Universita’ riformata scorrera’ linfa nuova. Universita’ meglio gestite e finanziate non saranno piu’ degli “esamifici”, ma centri di ricerca e conoscenza che rilanceranno la competitivita’ di tutto il nostro sistema educativo e di sviluppo economico. E i giovani – quelli che veramente studiano e si impegnano – torneranno ad essere i protagonisti di questa vera rivoluzione culturale. Ora tocca al Senato”.

“E’ una riforma che produce benefici per gli studenti e segna la fine del ‘baronato’, mentre  rilancia l’autonomia degli atenei introducendo criteri meritocratici, d’altronde la fine degli scatti di carriera ‘ope legis’ ne è la dimostrazione”. Plaude alle riforma Gelmini dell’Università, ieri approvata dalla Camera anche con i voti dei finiani, l’onorevole Luigi Fedele,  presidente del Gruppo del Pdl in Consiglio regionale,  che spiega: “Sul piano politico ed istituzionale,  rappresenta una delle riforme strutturali  su cui il centrodestra ha scommesso una posta importante.  Sul piano, invece, più squisitamente operativo – aggiunge  Fedele – la riforma costituisce una forte schiarita, di cui si aveva bisogno in un settore che, pur rappresentando l’ossatura dello sviluppo economico e culturale, per decenni è stato letteralmente abbandonato, al punto che tante Università sono purtroppo diventate carrozzoni clientelari privi del benché minimo ancoraggio con le istanze del territorio e del tutto autoreferenziali. Finalmente, adesso, dando anche sicurezze ai professori associati, 1500 saranno assunti per tre anni, e valorizzando la figura del ricercatore, per la cui funzione sono state introdotte regole certe, e  prevedendo, ancora, l’abilitazione scientifica nazionale per i docenti con cui si  pone  fine al cosiddetto ‘localismo’, l’Università italiana può risalire la china”. Conclude il Presidente del Gruppo del Pdl: “Ai giovani dico senza panegirici di non lasciarsi strumentalizzare,   perché  è in gioco il  loro e quindi il  futuro del Paese. La protesta è legittima, ma alla condizione che non accechi l’autonomia di pensiero. Specie nel Sud e segnatamente in Calabria, c’è l’urgenza di avere dalle Università un apporto sganciato dagli interessi conservatori e dai pregiudizi ideologici. Senz’altro Università più libere –  in questo senso va per esempio  la norma che prevede un solo mandato per i Rettori – capaci di realizzare borse di studio non solo per i bisognosi ma anche per i talentuosi, potranno efficacemente  concertare, assieme alla buona politica che in alcune Regioni del Mezzogiorno come la Calabria intende cambiare i metodi del passato, il riscatto del Sud”.

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3 Risposte to “UNIVERSITA’, PASSA ALLA CAMERA LA RIFORMA GELMINI. SODDISFATTO IL PDL: “E’ UNA GRANDE RIVOLUZIONE””

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  2. Lo Studente
    http://coriintempesta.altervista.org/blog/lo-studente/

  3. […] via https://peppecaridi2.wordpress.com/2010/12/01/universita-passa-alla-camera-la-riforma-gelmini-soddisf… AKPC_IDS += "23042,";Popularity: unranked [?] Posted by admin on dicembre 1st, 2010 Tags: Elezioni Share | […]

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