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Studenti, scontri a Roma. Premier: a casa a studiare

Posted by Peppe Caridi su 30, novembre, 2010

BERLUSCONI, BUONA RIFORMA DEVE PASSARE. STUDENTI VERI A STUDIARE – ”Quella in Parlamento e’ una buona riforma che favorisce gli studenti, i professori e piu’ in generale tutto il mondo accademico e dunque deve passare se vogliamo finalmente ammodernare l’universita’ ”. Silvio Berlusconi, parlando con l’ANSA al suo rientro a Palazzo Grazioli, difende a spada tratta il provvedimento elaborato dal ministro Mariastella Gelmini. “Gli studenti veri sono a casa a studiare, quelli in giro a protestare sono dei centri sociali e sono fuori corso”, ha poi commentato il premier.

UNIVERSITA’: SIENA, CONTRO-MANIFESTAZIONE STUDENTI CENTRODESTRA (AGI) – Siena, 30 nov. – Contro manifestazione a Siena degli studenti di centro destra, appartenenti ad Azione universitaria e Giovane Italia che questo pomeriggio si sono recati con uno striscione in consiglio provinciale che era in seduta. I consiglieri di Lega Nord e Pdl hanno chiesto di potere leggere un loro volantino sulla situazione dell’Universita’ di Siena e di anticipare la discussione dell’ordine del giorno sulla situazione dell’Ateneo senese presentato dai consiglieri Pdl Francesco Michelotti e Fabrizio Camastra, previsto dopo le interrogazioni in programma. La proposta e’ stata messa ai voti ma e’ stata respinta. I giovani hanno fatto un applauso ironico e hanno lanciato dei facsmile di banconote. Poi si sono recati, con i consiglieri della Lega e del Pdl che hanno polemicamente abbandonato il consiglio provinciale, nel cortile del rettorato dove hanno steso il loro striscione critico sulla situazione finanziaria dell’ateneo. “Non ci sono state offese di alcun genere – tiene a precisare il consigliere provinciale del Pdl Lorenzo Rosso rispondendo al capogruppo del Pd Marco Nasorri che parla di “un atto grave, un affronto alle istituzioni, un’arroganza estrema” in una nota nella quale si sottolinea come nei confronti dei consiglieri ci siano stati “pesanti insulti”. In serata intanto gli studenti che protestano contro la legge Gelmini con un corteo svoltosi nelle strade della immediata periferia del centro storico hanno fatto andare letteralmente il traffico in tilt rimasto bloccato per qualche ora.

UNIVERSITA’: DA RIFORMA GOVERNANCE A RECLUTAMENTO, ECCO DDL GELMINI (ASCA) – Roma, 30 nov – L’aula della Camera si appresta a votare il ddl Gelmini che intende riorganizzare l’universita’ italiana e dovra’ poi tornare in Senato. Dal reclutamento al merito, dai contratti di ricerca alle borse di studio per arrivare alla stretta contro la cosiddetta ”parentopoli” all’interno dell’universita’, ecco i punti principali della riforma. Si parte dall’organizzazione del sistema universitario, per cui entro sei mesi dall’approvazione della legge le universita’ dovranno approvare statuti con queste caratteristiche. ADOZIONE DI UN CODICE ETICO. Ci sara’ un codice etico per evitare incompatibilita’ e conflitti di interessi legati a parentele. Alle universita’ che assumeranno o gestiranno le risorse in maniera non trasparente saranno ridotti i finanziamenti del Ministero. RETTORI. Limite massimo complessivo di 6 anni al mandato dei rettori, inclusi quelli gia’ trascorsi prima della riforma. GOVERNANCE. Distinzione netta di funzioni tra Senato Accademico e Consiglio d’Amministrazione, il primo organo accademico, il secondo di alta amministrazione e programmazione. Il Senato avanzera’ proposte di carattere scientifico, ma sara’ il Cda ad avere la responsabilita’ chiara delle assunzioni e delle spese, anche delle sedi distaccate. Il Cda avra’ un massimo di tre componenti esterni. PARENTOPOLI. La Camera ha approvato un subemendamento della maggioranza che rende ancora piu’ duro un emendamento proposto dall’Idv contro la ”parentopoli” all’interno dell’universita’. In particolare, non si potranno avere parentele fino al 4* grado per partecipare ai concorsi, anche per ricercatori e assegnisti. L’Idv aveva proposto fino al 3* grado. FUSIONE ATENEI. Gli atenei avranno la possibilita’ di fondersi tra loro o aggregarsi su base federativa per evitare duplicazioni e costi inutili. RIDUZIONE FACOLTA’. Riduzione molto forte delle facolta’ che potranno essere al massimo 12 per ateneo. Questo per evitare la moltiplicazione di facolta’ inutili o non richieste dal mondo del lavoro. RECLUTAMENTO. Il ddl introduce l’abilitazione nazionale come condizione per diventare professori associati o ordinari. L’abilitazione e’ attribuita da una commissione nazionale sulla base di specifici parametri di qualita’. I posti saranno poi attribuiti a seguito di procedure pubbliche di selezione bandite dalle singole universita’, cui potranno accedere solo gli abilitati. CONTRATTI DI RICERCA. Il ddl introduce una riforma del reclutamento con un sistema di tenure-track: contratti a tempo determinato di 6 anni (3+3). Al termine dei sei anni se il ricercatore sara’ ritenuto valido dall’ateneo sara’ confermato a tempo indeterminato come associato. In caso contrario terminera’ il rapporto con l’universita’ maturando, pero’ dei titoli utili per i concorsi pubblici. Questo provvedimento si rende indispensabile per evitare il fenomeno dei ricercatori a vita e determina situazioni di chiarezza fondate sul merito. Inoltre, il provvedimento abbassa l’eta’ in cui si entra di ruolo in universita’, da 36 a 30 anni, con uno stipendio che passa da 1.300 euro a 2.100. Frutto di un emendamento di Fli, l’assunzione di 4.500 ricercatori vincitori di concorso per il posto di professore associato per i tre anni successivi all’approvazione della riforma. RICERCATORI IN CATTEDRA. Frutto di un emendamento votato alla Camera, la modifica al testo originario stabilisce che ”i ricercatori di ruolo siano tenuti a riservare annualmente fino a un massimo di 350 ore per chi e’ assunto a tempo indeterminato e fino a 200 ore per i tempo determinato a compiti di didattica integrativa e di servizio agli studenti, inclusi orientamento e tutorato, nonche’ attivita’ di verifica e apprendimento”. GESTIONE FINANZIARIA. Introduzione della contabilita’ economico-patrimoniale uniforme, secondo criteri nazionali concordati tra Miur e Tesoro. I bilanci dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza. Debiti e crediti saranno resi piu’ chiari nel bilancio. Commissariamento e tolleranza zero per gli atenei in dissesto finanziario. VALUTAZIONE ATENEI. Le risorse saranno trasferite dal ministero in base alla qualita’ della ricerca e della didattica. Fine della distribuzione dei fondi a pioggia: vi sara’ l’obbligo di accreditamento, quindi di verifica da parte del ministero, di tutti i corsi di laurea e di tutte le sedi distaccate per evitare che si creino insegnamenti e strutture non necessarie e una valutazione dell’efficienza dei risultati conseguiti da parte dell’Anvur. I docenti avranno l’obbligo di certificare la loro presenza a lezione, per evitare che si riproponga senza una soluzione il problema delle assenze dei professori negli atenei. SCATTI SOLO AI MIGLIORI. Si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione dell’attivita’ di ricerca dei docenti. In caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si puo’ partecipare come commissari ai concorsi. La manovra estiva aveva cancellato gli scatti stipendiali nella Pubblica amministrazione, proprio quando nell’universita’ venivano introdotti gli scatti per merito. I finiani hanno chiesto la conferma della norma e sono stati trovati i fondi: 18 milioni per il 2011; 50 per il 2012 e per il 2013, da ridistribuire tra gli atenei secondo criteri di merito accademico e scientifico.ASSUNZIONE PROFESSORI ASSOCIATI. L’aula della Camera ha approvato un emendamento della commissione cultura, tra quelli richiesti da Fli, che prevede che delle ”risorse previste dalla legge di stabilita’ per il finanziamento del fondo ordinario delle universita’, e’ riservata una quota non superiore a 13 milioni di euro per il 2011, 93 milioni di euro per il 2012 e 173 milioni di euro annui a decorrere dal 2013” per l’assunzione di professori associati. FONDO MERITO. Delega al governo per riformare organicamente la legge 390/1991, in accordo con le Regioni. Obiettivo: spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi universitari e mobilita’. Inoltre sara’ costituito un fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di merito e di gestire su base uniforme, con tassi bassissimi, i prestiti d’onore. MOBILITA’ PERSONALE. Sara’ favorita la mobilita’ all’interno degli atenei, perche’ un sistema senza mobilita’ interna non e’ un sistema moderno e dinamico. Possibilita’ per chi lavora in universita’ di prendere 5 anni di aspettativa per andare nel privato senza perdere il posto. LIMITE CONTRATTI GRATUITI. Secondo un emendamento del Pd approvato dall’aula della Camera, i contratti a titolo gratuito non potranno superare nell’anno accademico il 5% dell’organico dei professori e ricercatori di ruolo in servizio presso l’ateneo. In questo modo, ha spiegato il primo firmatario Eugenio Mazzarella, ”si impedisce l’impiego gratuito nella docenza di propri professori in pensione o altri soggetti in misura tale da demotivare gli atenei a proporre contratti retribuiti per i giovani ricercatori”.

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