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Wikileaks: sale attesa per nuovi file. Pdl: “è nuovo terrorismo”

Posted by Peppe Caridi su 28, novembre, 2010

Roma, 28 nov. (Apcom) – Sale l’attesa per la pubblicazione da parte dei Wikileaks dei riservatissimi documenti che minacciano una tempesta diplomatica globale. Gli Usa hanno avvertito i governi chiamati in causa nei documenti confidenziali che Julian Assange vuole far mettere in rete. L’ora X delle rivelazioni dovrebbe scattare stasera alle 22.30, con le pubblicazioni da parte di vari quotidiani internazionali, a cominciare da New York Times, Guardian, Le Monde e Der Spiegel. Ci sarebbe materiale imbarazzante anche per l’Italia e oggi il ministro Franco Frattini suggerisce alla magistratura di “valutare seriamente” l’ipotesi di mettere sotto inchiesta chi dovesse pubblicarle”, poichè si tratta di notizie “frutto di reato”. Per il Pdl, l’operazione Wikileaks cambia la stessa nozione di terrorismo con una accezione “più vasta” di quella tradizionale. Il capo di Wikileaks – dice il ministro degli Esteri in al Corriere della Sera – è sotto processo in almeno dieci Paesi ed è ricercato. E com’è noto le autorità americane hanno arrestato e messo sotto processo il responsabile di queste fughe”. Parla invece di una nuova forma di terrorismo il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. “Nelle prossime ore – osserva in una nota – vedremo l’effettiva entità dell’operazione Wikileaks e quindi saremo in grado di dare una valutazione ponderata”. Frattini precisa che non commenterà “mai” notizie “frutto di un reato”, ma chiede “la consapevolezza di un interesse nazionale: anche perché è noto che il materiale copre fatti dal 2006 al 2009…”. Per il capo della diplomazia italiana i magistrati non dovrebbero invece indagare sul contenuto delle rivelazioni, anche se riguardasse dei reati: “Si tratterebbe di rivelazioni identiche a quelle che arrivano da una busta anonima inviata alla Procura dell Repubblica. Che fa un procuratore, indaga sulla base di un anonimo?”. Intanto gli Stati Uniti hanno respinto qualunque negoziato con Wikileaks, affermando che il sito internet specializzato possiede i documenti in violazione della legge americana. “Non intavoleremo un negoziato sulla diffusione o la divulgazione di documenti confidenziali americani ottenuti illegalmente”, ha scritto il consulente giuridico del Dipartimento di Stato, Harold Koh, in una lettera indirizzata al fondatore del sito, Julian Assange, e al suo avvocato, girata ai mass media. Quanto ai contenuti, la ridda delle indiscrezioni rilancia oggi con Gheddafi e Mugabe, ma anche Mandela. Secondo il Daily Mail, infatti, anche l’eroe anti-apartheid sarebbe “fortemente criticato” dal Dipartimento di stato nei documenti in via di diffusione.

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2 Risposte to “Wikileaks: sale attesa per nuovi file. Pdl: “è nuovo terrorismo””

  1. Mi pare sia stato Cicchitto a usare la parola “terrorismo”, e allora Cicchitto ha dei seri problemi con la semantica. “Terrorismo” vuol dire un’altra cosa, terrorismo è ammazzare nel mucchio per diffondere e provocare terrore, paura. Ad esempio se io ora vado ad ammazzare il mio vicino di casa non sono un terrorista, ma un assassino. Per fare un esempio storico: Gaetano Bresci (giusto o sbagliato che sia quello che ha fatto non siamo qui a giudicare) ha commesso un omicidio non un atto di terrorismo. La seconda cosa che volevo dire è: siamo sicuri che WikiLeaks faccia male? qual’è il male che fa? Il rendere pubbliche tutte le zozzerie che fanno i politici e i diplomatici di tre quarti di mondo? (per zozzerie intendo cose serie, non pagare una escort per passarsi una serata, cosa della quale non me ne frega assolutamente niente). Il mondo lo stanno distruggendo quelli che fanno le zozzerie, non chi le rivela… Io penso che in una democrazia non dovrebbe esistere il segreto di stato, altrimenti che potere al popolo è???

    mv

  2. mimmasuraci said

    tanto tuonò che piovve mi verrebbe da dire-Oppure- tanto rumore per nulla-oppure-la montagna ha partorito il topolino.
    Io spero ancora che Wikileaks sveli non solo le pruderie o le tendenze psicosomatiche dei politici ma soprattutto la verità sui misteri delle molte stragi e degli atti di terrorismo che hanno funestato il mondo e anche il nostro Paese e sui quali c’è tuttora un silenzio omertoso assordante da parte di tutte le istituzioni nazionali e straniere.

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