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Caro Gratteri qual è il Suo messaggio? Se la ‘ndrangheta non sarà mai sconfitta cosa fa Lei ogni giorno? E noi?

Posted by Peppe Caridi su 25, novembre, 2010

https://i2.wp.com/www.strill.it/images/foto/gratteri.jpgdi Peppe Caridi – “Io non sono ottimista sul fenomeno mafioso e credo che la mafia non sarà mai sconfitta ma arginata perché in ognuno di noi c’è un piccolo ‘ndranghetista“.
Con queste parole il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria Nicola Gratteri ha scosso l’animo di decine e decine di giovani studenti che stanno partecipando al seminario di studi sulla ‘ndrangheta ‘La Ferita‘ organizzato dal Museo della ‘Ndrangheta in collaborazione con la Provincia di Reggio Calabria.
Caro procuratore Gratteri, stavolta non scrivo da giornalista, da addetto ai lavori o da cronista e redattore di Strill.it, ma scrivo da giovane di 24 anni che adora questa terra in cui sogna di vivere e di lavorare in modo libero e civile.
Nessuno, probabilmente, conosce la ‘ndrangheta così bene come Lei, che quotidianamente lavora per contrastarla spesso con risultati brillanti. Ma, a prescindere da ciò che accadrà nel futuro, a prescindere dalla sopravvivenza in eterno o dalla scomparsa del fenomeno criminale, il messaggio che ieri pomeriggio ha lanciato durante il seminario della Provincia ha un effetto devastante su sogni, speranze e prospettive di tutti quei giovani che ogni giorno vedono nella Sua figura, come in quella dei vari Pignatone, Cortese e via dicendo, un’immagine eroica dei volti, delle facce e dei nomi che provano a liberare questa terra dal cancro criminale.
Soprattutto in questo periodo in cui lo Stato è protagonista di una straordinaria offensiva senza precedenti nella storia della Repubblica contro mafia, ‘ndrangheta e camorra, proprio in questo periodo caratterizzato da arresti e sequestri da record nei confronti delle ‘ndrine, proprio in questo momento in cui può crescere la speranza del futuro, Lei stronca tutto così: “la mafia non sarà mai sconfitta“.

Ma se davvero è così, allora lei che si alza a fare la mattina per andare a lavorare con l’obiettivo, esplicito nel Suo stesso ruolo, di sconfiggere la mafia? E’ procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale ANTIMAFIA, cioè contro la mafia, ad essa contrapposta, e certamente lavora ogni giorno per distruggerla, sconfiggerla, annientarla. Non per nulla su di Lei, anche su di Lei, ci sono le speranze di noi giovani che sogniamo un futuro migliore, libero, onesto, civile per la Calabria e per il Sud Italia.

Ma se “la mafia non sarà mai sconfitta“, Lei che lavora a fare?  Il Museo della ‘Ndrangheta, così attivo con i giovani per contrastare la cultura mafiosa, che esiste a fare? E noi? Che dovremmo fare? Ci ha detto tante belle parole sulla legalità, sugli adulti a cui dobbiamo opporci, sulla politica che ci inganna, sulle lobby di potere da cui dobbiamo stare lontani, sulla cultura da cui dobbiamo fortificarci. Ma se poi “la mafia non sarà mai sconfitta“, tutto questo che lo facciamo a fare?
Quale sarebbe la soluzione? Rassegnarci a convivere con la ‘ndrangheta, o scegliere di scappare (sì, perchè questo è il verbo giusto, dire “emigrare“, “andare altrove“, “cercare lavoro” significa non avere le palle di dirci in faccia la verità) dalla nostra terra natìa per cercare altrove società migliori, più libere, oneste e democratiche?

Noi abbiamo ancora speranze: esultiamo ogni mattina in cui vengono sgominate cosche della ‘ndrangheta, confidiamo nel lavoro di forze di polizia e di magistrati che ogni giorno servono lo Stato proprio con l’obiettivo di sconfiggere la criminalità.

E’ vero che il giorno in cui sarà sconfitta la mafia, morirà anche l’antimafia con tutti i suoi professionisti più o meno mediatici, più o meno commerciali, più o meno impegnati sul campo del contrasto a ‘ndrangheta, camorra e cosa nostra.
Ma non può essere la salvaguardia dell’antimafia a portarci, anche solo indirettamente e inconsciamente, a tutelare la mafia.
La mafia deve sparire, la ‘ndrangheta deve soccombere. E non, come diceva Falcone con spirito fatalista, perchè è fisiologico (“prima o poi accadrà perchè come tutte le cose umane ha un inizio, uno sviluppo e una fine“), ma deve soccombere e deve sparire grazie all’impegno positivo, leale e onesto delle forze pulite di uno Stato civile e sviluppato come l’Italia, supportate a livello sociale e culturale dai cittadini da cui ci si aspetta, specie in Calabria e Campania, ancora un salto di qualità morale in Sicilia già verificatosi dopo la stagione delle grandi stragi che hanno evidentemente scosso una Regione dalla tradizione e dalla cultura di notevolissimo spessore storico.

E allora non ci dica più che la “mafia non sarà mai sconfitta“. Vada a dirlo, se proprio deve, in qualche convegno dell’università della terza età, in cui sarà certo o quasi che i suoi uditori saranno tutti nella tomba il giorno in cui la ‘ndrangheta non ci sarà più.
Ma con decine e decine di ventenni di fronte, non uccida più i loro sogni e le loro speranze. Non sconfessi più il Suo lavoro quotidiano, fatto d’impegno attivo contro la criminalità.
La speranza di un futuro migliore è forse l’unico o comunque il principale elemento che ci spinge a provare a studiare e lavorare in questa terra, con tutte le difficoltà del caso rispetto a sistemi in cui il merito ha più spazio di logiche di mafiosità. Se viene a mancarci anche questo, che cosa dobbiamo fare?
E a maggior ragione se a dirlo è proprio Lei, su cui – glielo assicuro – confidiamo le nostre speranze di giovani calabresi e di giovani meridionali, allora è ancora peggio.

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Una Risposta to “Caro Gratteri qual è il Suo messaggio? Se la ‘ndrangheta non sarà mai sconfitta cosa fa Lei ogni giorno? E noi?”

  1. mimmasuraci said

    condivido; e il pezzo mi ha commosso. C’è da dire anche che il fenomeno criminale e specificamente mafioso appartiene all’uomo in quanto tale a qualsiasi latitudine si trovi e più ancora la mala pianta alligna là dove il potere è più forte; perchè, secondo me, c’è una mafia istituzionalizzata che è immune da tutto.E personalmente preferirei che i giudici lavorassero al loro mestiere piuttosto che girovagare per talk show, progetti di legalità, marce e quant’altro. Che ognuno faccia il proprio al posto che si è scelto testimoniando con il proprio impegno i valori in cui crede. Poi se il giudice Priore a proposito di Ustica e di altre stragi alle quali ha dedicato moltissimi anni della sua professionalità ha delegato giornalisti e storici a trovare la verità che il potere giudiziario non è riuscito a trovare, allora si che è auspicabile che i magistrati si scelgano un altro lavoro …sic transit gloria mundi.
    mimmasuraci.wordpress.com

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