LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Rifiuti a Napoli? Saviano dà la colpa al Nord

Posted by Peppe Caridi su 23, novembre, 2010

di Stefano Filippihttp://www.ilgiornale.itQuaranta minuti di telepredicazione di Roberto Saviano – lui la chiama «narrazione» – per mettere a nudo le cause dello scandalo rifiuti in Campania. Lo scrittore rifiuta (è il caso di dirlo) la parola emergenza: prolungandosi da 16 anni si tratta ormai di un dato fisiologico. Rifiuta ancora l’etichetta di «terroni zozzoni»: l’inventore della raccolta differenziata è nientemeno che Ferdinando II di Borbone, anno Domini 1832, monarca che invitò i concittadini a tenere separati «i frammenti di cristallo e vetro» pena l’arresto. «Non siamo predisposti alla monnezza», scandisce l’eroe di quell’«Ufo televisivo» che è il programma Vieni via con me secondo il quotidiano francese Le Monde.

E allora come mai Napoli è diventata la vergogna d’Europa? Che cosa ha portato a formare una montagna di spazzatura illegale gestita dalle ecomafie che secondo i calcoli di Saviano è alta addirittura il doppio dell’Everest? La risposta è semplice, i colpevoli additati ai milioni di spettatori sono due. Il Nord Italia e Silvio Berlusconi. Lo scrittore parla di responsabilità diffuse, politici, imprenditori, camorristi, massoneria deviata. Risale alla fine degli Anni Ottanta per accordi sottobanco che prevedevano lo smaltimento di rifiuti tossici in cambio del finanziamento di certe campagne elettorali. Fa scendere una lacrimuccia stabilendo che l’emergenza è scattata 16 anni fa: è il 1994, fatalità l’anno in cui Berlusconi vince per la prima volta le elezioni, quello fatidico della discesa in campo. E all’inizio del programma Fabio Fazio elenca tra i «desideri impossibili», assieme alla «tv che si occupi di politica ma senza politica che si occupi della tv», anche l’utopia che non si dica più «scendere in campo» ma «servire il Paese».

Ma contro Berlusconi non ci sono soltanto riferimenti generici e indiretti. Saviano fa leggere al regista Gabriele Salvatores le sette dichiarazioni in due anni del premier secondo cui «l’emergenza è risolta». Le promesse non mantenute, secondo lo scrittore, sono anche peggio degli sporchi traffici camorristici perché rubano la speranza ai meridionali, gli cuciono addosso etichette che non meritano. Salvatores legge e Saviano ridacchia. Ed ecco cucita addosso al premier l’etichetta di quello che ha alimentato il caos.

L’altro imputato è il Nord. «La dinamica è semplice – dice il nuovo Savonarola – le discariche sono piene, la magistratura le sequestra, i camion non scaricano, la monnezza resta per terra, si moltiplicano i roghi per bruciarla». Accidenti, ci voleva Vieni via con me per smascherare quello che è sotto gli occhi di tutti. «Tutta colpa della politica, ha fatto tutto in modo disastroso, destra o sinistra sono uguali anche se le responsabilità sono diverse. Sono stati spesi otto miliardi di euro in 10 anni per l’emergenza, una massa di denaro su cui la politica ha speculato senza risolvere nulla, ma facendo guadagnare una delle più grandi aziende d’Europa, la camorra».

E perché le discariche sono piene? Forse perché c’è un solo inceneritore in tutta la regione fatto aprire dall’esercito schierato da Berlusconi e funzionante per appena un terzo del potenziale? Forse perché ogni paesucolo dichiara guerra allo Stato quando nelle vicinanze si ipotizza di aprire un nuovo smaltitore? Forse perché la camorra sobilla la popolazione per non perdere l’eco-business che vale un fatturato pari a quello di Telecom? No. Colpa dei rifiuti del Nord. Le aziende del Nord hanno sversato in Campania parte dei rifiuti destinati allo smaltimento in Africa. La grande distribuzione del Nord ha strangolato gli agricoltori del Sud obbligandoli a trasformare i frutteti in ricettacoli di ecoballe perché così i terreni rendono di più. «Nord-Sud, Nord-Sud: è questo il messaggio che deve passare», ripete Saviano il quale accusa i politici che dicono: non vogliamo la spazzatura di Napoli. «Invece la monnezza è di tutti, il Paese è fatto di vasi comunicanti – pontifica lo scrittore – ragionare così è da codardi, miopi e in malafede». Da intoccabili, verrebbe da aggiungere.

Come Saviano. Tra i «desideri impossibili» di Fazio, infatti, c’è anche la museruola al Giornale: «Nessun giornale faccia più una raccolta di firme contro Roberto Saviano perché non è un partito politico ma è molto di più, è una persona». La formula dell’elenco invece rende molto misero l’intervento del comico Corrado Guzzanti, l’unico a strappare qualche sorriso con le sue freddure contro tutti.

Per Saviano il Nord è spazzatura

di Vittorio Maciocehttp://www.ilgiornale.itNo, Saviano, non è cosa e’ niente. Ho sentito i camion scaricare di notte pattumiere di veleni nella mia terra. Ho visto troppa gente nel mio paese morire di malattie nuove e misteriose. Il mio cimitero è una Spoon River di fanghi tossici e tra quei nomi c’è anche mia madre. Ho letto le carte delle Asl che parlano di valori anomali per tumori e leucemie. Ho toccato la rassegnazione di chi vive a Sud del Liri, lì dove un tempo correva la nostra Mason&Dixon, la linea che divide il Nord dal Sud. Ho sentito la puzza della camorra bussare ai confini della mia valle. Non è cosa e’ niente.

Solo che nel 2010 non possiamo continuare a tirare fuori la vecchia scusa. Sono stati i piemontesi, i Savoia, i fascisti, i lùmbard, i veneziani, i barbari, gli yankee, i marziani. Tutti tranne che noi. Ma davvero tu pensi che la questione meridionale si risolva dicendo che il Nord è spazzatura? Sono loro i bastardi. Sono loro gli untori. Sono loro, i capitalisti, che hanno infettato l’anima, la terra e le bestie del Mezzogiorno. Mi sembra un pregiudizio al contrario. La monnezza qui arriva da tutte le parti, clandestina e maledetta. Ma siamo noi che gli apriamo le porte. Siamo noi che ce ne fottiamo, che chiudiamo gli occhi, che diciamo vabbè. Sono i nostri amministratori che se ne fregano del domani: nel posto dove d’estate scendono gli orsi cosa può fare un po’ di fame chimica?. Siamo noi che ci mettiamo i soldi nel portafogli. Tanto quello che non strozza ingrassa. I signori che tu conosci, gli infami della camorra, non parlano bergamasco. Hanno le nostre facce. Stanno qui da una vita e si sono messi la giacca e aprono discoteche che durano una notte, riciclano la puzza e la rendono oro. Ma è gente del Sud, maledettamente del Sud.

Non sarà l’odio verso il Nord a salvarci. Non ci basta più riesumare la questione meridionale, cantare i canti dei briganti e alzare la bandiera del Sud innocente e tradito. È solo un altro muro buono a spaccare questo straccio d’Italia. Scusami, ma voglio prendere il treno fino a Milano e poi il giorno dopo tornare giù, senza frontiere. Tu dici che i nostri contadini sono stati strozzati dai supermercati nordisti. È per questo che hanno svenduto la terra e le mele agli sciacalli della spazzatura. Lassù, però, la terra l’hanno difesa e le mele sono un marchio di qualità. Magari i fessi siamo noi e i saggi loro.
Non è cosa e’ niente. E se tutto quello che dici è vero allora non ci resta che una strada. Pretendiamo, subito, adesso, il federalismo. Non malediciamo il Nord. Non spezziamo l’Italia. Ma facciamo il Sud. Senza scuse e capri espiatori.

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Una Risposta to “Rifiuti a Napoli? Saviano dà la colpa al Nord”

  1. nicol said

    Condivido, scusate, io vengo dalla terra, dove si fa la raccolta differenziata, i contenitori di cibo, di umido in genere, devono essere puliti, prima di venere messi dei bidoni, i pannolini sono a parte, inoltre si incentiva quelli riciclabili.

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