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Novara-Reggina, molto più che una partita di calcio: le storie dei reggini emigrati ritrovatisi nel settore ospiti di un match di serie B

Posted by Peppe Caridi su 23, novembre, 2010

di Peppe Caridi – Il Novara-Reggina di ieri sera è stato un vero spettacolo, non solo per quanto visto sul manto sintetico dello stadio Piola, ma anche per quanto accaduto sugli spalti e nella Città Piemontese.
Novara-Reggina è molto più che una partita di pallone: quella di Novara è una delle Città e una delle Province con la più alta percentuale di emigrati Calabresi e Reggini, stimati intorno a ventimila in tutto il territorio novarese.
Sono tanti, quindi, i legami tra queste due terre i cui rappresentanti calcistici si sono sfidati in una sfida d’alto livello per la serie B. A Novara c’è anche un’Associazione che si chiama “Bruzia” il cui Presidente è Rocco Zoccali, Commissario della Polizia di Novara, nato a Pellaro (RC).
L’Associazione organizza molte attività culturali, gastronomiche e di spettacolo legate alla Calabria e ieri era presente allo stadio con centinaia di supporters amaranto trasferiti da anni in Piemonte, prevalentemente per motivi di lavoro.
Un grande striscione occupava il settore ospiti con al centro il logo dell’Associazione circondato dalle scritte “Novara nella testa e nella vita” e “La Calabria sempre nel cuore“.

Erano circa mille i tifosi della Reggina che ieri hanno gremito la curva del settore ospiti: tra loro tante famiglie, tanti bambini.

Tra loro anche Alessio Marrari, un reggino che a Novara è un’istituzione perchè ha creato e gestisce il sito http://www.cittadinovara.com/ che è ormai un punto di riferimento per la comunità novarese nel settore dell’informazione e della comunicazione online.
Alessio, che è un apprezzatissimo coach di basket nato e cresciuto cestisticamente nella pallacanestro reggina, ieri sera è andato allo stadio. Ovviamente nel settore ospiti, e con la sciarpa della Reggina al collo: “E’ stata una serata di grande spettacolo e vera sportività. Quando il calcio è così, è davvero fantastico” ci ha raccontato.

Tra le tifoserie c’è stato grande rispetto“, ha detto: “pensate che era la prima volta che io andavo allo stadio e quando sono arrivato non sapevo dove andare, ho sbagliato curva e mi sono ritrovato, con la sciarpa della Reggina ben in vista al collo, in mezzo agli ultras del Novara. Con grande cordialità, mi hanno spiegato dove dovevo andare per entrare nel nostro settore. Poi, mentre lo speaker annunciava le formazioni del Novara, qualcuno tra i nostri aveva iniziato a fischiare, ma gli ultras di Reggio che sono venuti direttamente dallo Stretto a qui per vedere la partita, l’hanno zittito subito spiegandogli che qui non avrebbero fischiato nessuno, che non sono venuti a fischiare gli altri ma solo a tifare per la Reggina. E’ stata una serata davvero divertente, peccato solo per com’è andata sul campo perchè non abbiamo meritato un risultato così pesante. E peccato anche per la mia voce, praticamente non ne ho più, ho urlato così tanto … ma mi sono divertito “.

Alessio vive a Novara ma nonostante tutto stra-tifa per la Reggina, che è sempre nel suo cuore: “E come me, qui c’è tantissima altra gente. Ieri sera ho conosciuto l’Associazione “Bruzia” e ho scoperto tante altre storie personali simili alla mia. Sono contento che ci sia una comunità del genere perchè può farci sentire più vicini alla nostra terra d’origine. Ad esempio, per sabato hanno organizzato una vera e propria ’Frittolata’ come da tradizione Calabrese, e non vedo l’ora di andarci! Siamo tutti perfettamente integrati e in una città così tranquilla viviamo benissimo, ma le tradizioni della nostra terra ci fanno sempre emozionare e con iniziative di questo tipo è come se fossimo più vicini a casa, con meno nostalgia“.

Ecco le fotografie che Alessio ha fatto durante la partita di ieri sera dalla curva dei tifosi Reggini:

 

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Una Risposta to “Novara-Reggina, molto più che una partita di calcio: le storie dei reggini emigrati ritrovatisi nel settore ospiti di un match di serie B”

  1. mimmasuraci said

    un bel momento di gioia a significare l’importante ruolo dello sport come strumento, e per di più inconsapevole,per partecipare sentimenti di appartenenza nella condivisione festosa aldilà del risultato.Da notare i circa duemila tifosi reggini in proporzione molti di più di quelli che si recano attualmente al Granillo : come dire forse che per capire Reggio e le sue realtà bisogna espatriare

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