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Università e ‘Ndrangheta: le cosche della locride hanno condizionato in modo illecito attività accademiche negli atenei di Reggio, Messina e Catanzaro

Posted by Peppe Caridi su 21, novembre, 2010

Proseguono le indagini dell’inchiesta del Ros: ricostruiti rapporti tra giovani rampolli dei clan e studenti, ricercatori, assistenti e docenti delle tre università. Antonio Pelle era riuscito a superare 9 esami in 41 giorni! – Gli investigatori del Ros provinciale di Reggio Calabria stanno continuando le indagini relative all’inchiesta condotta dalla DDA di Reggio Calabria che sta rivelando tutti i segreti delle influenze ‘ndranghetiste non solo sull’Università Reggina, ma anche sugli atenei di Messina e Catanzaro: il boss Giuseppe Pelle, infatti, in un’intercettazione telefonica, garantiva ai suoi interlocutori di poter determinare l’esito dei test d’ingresso nelle facoltà di Medicina delle Università di Messina e Catanzaro.

Il nipote del boss, Antonio Pelle, giovane rampollo dell’omonima cosca della locride, con favori, regali e amicizie con i docenti era riuscito nell’impresa di sostenere e superare ben 9 esami in soltanto 41 giorni!

Sono 11, come già anticipato nei precedenti aggiornamenti, gli avvisi di garanzia a docenti, impiegati e studenti della Facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria: le perquisizioni e gli interrogatori stanno proseguendo ancora oggi e continueranno anche nei prossimi giorni. Sul registro degli indagati sono finiti docenti, personale amministrativo dell’ateneo e studenti, accusati dei reati di falso ideologico e truffa. Gli inquirenti stanno cercando di approfondire i rapporti tra alcuni esponenti del clan Pelle e gli indagati, sentiti come persone informate sui fatti.

Le conoscenze di Antonio Pelle all’interno dell’università sono palesemente confidenziali in diverse intercettazioni captate dai carabinieri del Ros. Oltre che con il responsabile della segreteria Roberto Catalano e con Francesco Iaria, il giovane intratteneva conversazioni con toni piuttosto amichevoli e di confidenza e parlava di regali lasciati ai docenti anche con Giuseppe Fera (docente di ‘Laboratorio di Progettazione Urbanistica’), il suo collaboratore Francesco Morabito, Maurizio Paolo Spanò (dottore agronomo e forestale che gravita all’interno della Facoltà di Architettura di Reggio), Deborah Pennestrì (docente a contratto) e Martino Milardi (ricercatore).

Inoltre Antonio Pelle aveva raccomandato una studentessa con Fera ed è intervenuto in favore dei cugini Francesco (Ciccio) e Antonietta per i test di ammissione nel settembre 2009.

In questa vicenda avrebbero avuto un ruolo fondamentale Serena Di Guida, Antonio Fondacaro e Francesco Mazzacuva. In un’intercettazione Fondacaro avverte Antonio Pelle: “vedi che ti sto mandando le domande solo per ciccio e antonietta, sono 15”.
Inoltre tra questi personaggi sono intercorsi numerosi sms durante le prove, in cui Pelle chiedeva notizie su come stessero rispondendo i cugini ricevendo puntualmente lo stato della situazione.

Intanto, il rettore dell’università Massimo Giovannini, ha ribadito la completa disponibilità dell’ateneo a collaborare con la Dda reggina: “Ero al corrente dell’indagine ed il nostro personale ha subito messo a disposizione tutta la documentazione utile agli inquirenti. Seguiremo lo sviluppo dell’inchiesta e, al momento opportuno, prenderemo le dovute decisioni. Siamo grati allo sforzo che sta compiendo la magistratura per contrastare la ‘ndrangheta, poteva anche sembrare strano che il nostro mondo fosse immune da questo fenomeno. L’Università fa parte della società e se questo male diffuso contagia la politica, la sanità, perchè non avrebbe dovuto infiltrarsi anche da noi? Ben venga un’indagine che può aiutarci a fare chiarezza. Anche perchè da quel che leggo mi sembra che l’influenza dei Pelle non si limitasse solo al nostro ateneo, ma anche a quelli di Messina e Catanzaro. Non serviva questa ricaduta negativa sull’immagine delle nostre Università proprio in questo momento. Conosco il prof. Fera e ancora non mi capacito. Sui nove esami sostenuti in 41 giorni dal giovane Pelle … beh, non so che dire! Adesso aspettiamo l’esito finale delle indagini, poi parleremo meglio di fronte a fatti certi e confido che gli indagati possano dimostrare la loro totale estraneità alle accuse. In caso contrario, ovviamente, l’ateneo dovrà tutelarsi. Consulterò il nostro ufficio legale per capire se è possibile assumere anche qualche iniziativa preventiva”.

Il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, ha detto che “l’indagine sull’Università Mediterranea è un’importante garanzia per confermare la serietà e il prestigio di un ateneo che è uno dei più stimati centri di sapere del Mezzogiorno. Il lavoro a trecentosessanta gradi svolto dalla Direzione distrettuale antimafia e dai carabinieri, cui va il nostro plauso, alla fine non scalfirà il buon nome della Mediterranea e dall’isolamento di qualche mela marcia, ne sono certo, uscirà rafforzato il prestigio del corpo docente e amministrativo il cui impegno, in tutti questi anni, ha forgiato importanti intelligenze molte delle quali, purtroppo, hanno dovuto abbandonare questa città per mettere a disposizione di altre realtà geografiche esperienza e professionalità acquisite in riva allo Stretto. In questo particolare momento, caratterizzato da importanti iniziative giudiziarie ognuno è chiamato a fare la propria parte per contribuire ad arginare gli ormai espliciti tentativi della ‘ndrangheta di insediarsi nei vari settori della nostra società, confermando così la sua preoccupante capacità pervasiva”.

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