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Ponte sullo Stretto: tassello irrinunciabile nella nuova piattaforma d’intesa Europa-Africa

Posted by Peppe Caridi su 20, novembre, 2010

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/3906/foto/PonteMessina.jpgdi Domenico GalatàSono un Ingegnere, classe 1930, di madre veneta (Padova) e padre calabrese (Reggio Calabria), messinese di nascita, laureato al Politecnico di Torino nell’ottobre del 1953 in Ingegneria Idraulica. Ho operato principalmente durante la vita professionale nel settore delle acque: come assistente governativo per il servizio Dighe del Ministero dei Lavori Pubblici, ad Aosta per la costruzione della grande Diga di Beauregard in Valgrisanche, e quindi per 46 anni quale Tecnico dirigente e poi Direttore dell’Acquedotto Municipale di Messina e direttore dell’Azienda Speciale Acquedotto (AMAM) da me costituita.

In questi lunghi anni di professione ho realizzato i due acquedotti più importanti per Messina (acquedotto Alcantara e acquedotto Fiumefreddo) ricavando dalle viscere dell’Etna oltre mille litri al secondo e facendo di Messina la città meridionale meglio servita dal prezioso liquido (oltre 400 litri pro capite al giorno). Ho anche realizzato la nuova rete

idrica interna della città che è servita da un modernissimo impianto di automazione, unico nel meridione per le sue peculiari caratteristiche. Ho premesso tutto ciò per presentarmi da uomo che, lungo la propria carriera professionale, ha avuto la fortunata opportunità di esprimere con concrete realizzazioni l’amore profondo che lo lega non solo alla terra siciliana ma a tutta la grande Madre Italia.

Vengo al dunque: ho letto l’articolo del 23 ottobre scritto da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, titolato “Il Ponte, monumento dell’Italia disunita”, in cui si tratta tale importante argomento in maniera “burlesca” e genericamente dileggiante. Mi sono molto meravigliato conoscendo i firmatari, tanto da pensare che l’articolo non fosse scritto da loro. Da tecnico, da vecchio professionista innamorato della mia Terra (parlo dell’Italia), avendo ora potuto prendere conoscenza di alcuni particolari del più grande progetto di Ponte che l’intelletto umano abbia mai avuto l’ardire di ritenere realizzabile, il Ponte sullo Stretto di Messina, non posso non accettare le infondate esternazioni di chi “burlescamente” dichiara che si tratterebbe di un’opera “impossibile”, proprio mentre i più qualificati esponenti mondiali delle scienze ingegneristiche sono coinvolti da anni, a livello teorico e pratico, nella progettazione ormai esecutiva di un’opera a ragione definita “l’ottava meraviglia del mondo”.

Non voglio entrare in particolari tecnici, per non dilungarmi, ma non posso accettare che si indichi una tale opera come pensata solo per “ricavare con i pedaggi sonanti dollaroni”: non si può banalizzare sull’affascinante ventaglio di enormi potenzialità racchiuse in questa idea, Ponte e gli impatti, sempre favorevoli, della costruzione di tutti i più grandi ponti del Pianeta, che già realizzati ce lo dimostrano. Chi ha attraversato lo Stretto di Messina su un ferry boat il primo agosto o in un qualunque giorno estivo sa bene quale fastidio comporti attendere fermo, per ore ed ore, al caldo canicolare, il proprio turno di imbarco per raggiungere la nostra Isola. L’idea Europea del “Corridoio Uno Berlino Palermo” avvicinerà non solo geograficamente l’Europa del Nord con quella del Sud, ma creerà una nuova Piattaforma d’intesa per poi avvicinare il Continente Africano a quello Europeo per un’integrazione indispensabile nel futuro, che comincia domani, ed in cui il Ponte sullo Stretto di Messina rappresenta un tassello irrinunciabile.

Quello sullo Stretto non sarà “l’unico ponte che invece di unire divide”. Respingo tale infondata dichiarazione. La respingo ancor più perché detta in questa ricorrenza del 150° anniversario della nascita della Nazione. Appare quanto meno ridicola l’affermazione che il Ponte sarebbe stata voluta dal Governo Berlusconi per “tirare la volta alla Regione di Scopelliti”. Bene ha detto Francesco Merlo che il Ponte porterà “ricchezza, risorse, opportunità straordinarie, nuovi posti di lavoro”, rappresentando l’opera più bella e più avanzata che l’Italia possa realizzare. Ormai ci rassicurano sui capitali necessari per il finanziamento dell’opera: ci sono. Il 40% è già disponibile (1,3 mld approvati dal Cipe il 6/3/2009 ed 1,2 mld assicurati dal capitale proprio della Stretto di Messina). La restante parte, 60%, sarà recepito sui mercati nazionali ed internazionali secondo lo schema del tipico project financing. Già la Repubblica Cinese ha segnalato il suo alto interesse ed, in particolare la “China Development Bank”, interlocutore principale per la realizzazione delle “Grandi Infrastrutture in Sicilia”, così come hanno manifestato interesse anche importanti investitori statunitensi, tra cui molti oriundi italiani.

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Una Risposta to “Ponte sullo Stretto: tassello irrinunciabile nella nuova piattaforma d’intesa Europa-Africa”

  1. santo said

    E’ una grandissima opera mai costruita in Italia.
    Oltre a unire il meridione con il nord ed altri stati.
    si verificarebbe una grande partecipazione di manodopera
    per diversi anni, e tutto il mondo di personale veniva a visitare
    la grande opera, rimanendo incantati della visuale del ponte sullo stretto.

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