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MONSIGNOR ANTONIO DE LORENZO, ILLUSTRE SUDIOSO DELLA CITTA’ DI REGGIO AL SERVIZIO DEL SUD

Posted by Peppe Caridi su 19, novembre, 2010

IRRICONOSCENZA IN PATRIA – DE LORENZO REGGINO UOMO MERIDIONALE
Sacerdote: celebrava la Santa Messa per evitare distrazione e dedicare il tempo a Dio e alle sue bellezze

L’uomo, sente il bisogno di confortare le iniziative personali, i pensieri, i suggerimenti che a volte si elargiscono, si propongono, con le esperienze dei nostri avi che, seppur in modo diversificato, sono vissuti secondo i canoni di vita del tempo nella sofferenza  o nella opulenza, nello scherno o fra gli applausi Ogni epoca ha la sua società.
In questo contesto, è meritorio segnalare le capacità e la intelligenza di un giovane  reggino di  20 anni, che vive durante la sua giovinezza  una trasformazione spirituale ma  non per questo abbandona  le bellezze della vita terrena e i suoi derivati in un contesto sicuramente della volontà Divina.

In quanto si riporta,  si sofferma l’attenzione solamente sull’aspetto umano e nell’uso della propria  intelligenza in un contesto sociale  i cui soggetti e  atti comportamentali vietano, precludono all’accesso della casta dominante a chi non ne fa parte .

E’ il caso di un ragazzo reggino di nome ANTONIO DE LORENZO, nella cui nascita si riscontrano i crismi delle norme  (cattoliche) dell’epoca, che permettono di affacciarsi  in un contesto sociale e culturale in cui egli viene accettato quale  portatore  di doti ’intellettive e di capacità.
Questo reggino  inizia i sui studi presso il Collegio della Compagnia del Gesù in Reggio Calabria, città ricca di confraternite religiose e di conventi , comunità religiose con associazioni e varie.
Questo aitante giovane subito si distingue per le sue doti di superiorità ed intraprendenza. Abbracciando la strada religiosa, superando i vari passaggi canonici anche in considerazione alla sua intelligenza cresceva  unitamente ad una ottima fertilità religiosa.
Nato  in Reggio Calabria  il 5 agosto 1835 il  De Lorenzo  in età giovanile  ha coperto incarichi in attività consone alla sua bravura, svolte nei vari campi della didattica, nella ricerca e nella formazioni di chierici membro di vari consessi culturali; in poche parole  un giovane che  già, dimostra attitudini allo scibile umano .
Però, il suo talento non va oltre se non viene curato, educato, compreso, indirizzato, e aiutato da esperti nella sua crescita di quelle capacità insite che ha e che ciascuno di noi possiede  a vari livelli.
Reggio ha offerto il massimo delle sue risorse culturali delle conoscenze umane del tempo, la città ed i vari istituti non avevano niente altro da  mettere a disposizione del suo sapere e del suo intelletto.

Abbandona il seminario e la città di Reggio e va verso lidi più ricchi  e prosperosi, alla ricerca di nuove conoscenze, di un nuovo sapere; ovviamente arriva a Roma centro della cultura del Cristianesimo e delle varie arti. Ovviamente forse in carrozza o a cavallo e non  col settebello o in aereo.
Quanta polvere ha preso lungo il percorso. Questa è una battuta per far capire i sacrifici dell’epoca a cui un giovane doveva sottoporsi nella cieca ubbidienza e nel duro contesto di autorevolezza e a volte autoritarismo delle istituzioni del tempo .

Egli approda in Roma frequentando l’Università Gregoriana e completa gli studi filosofico e teologici.
In questa nuova estate di scoperte la sua attenzione si sofferma nelle ricerche storiche e archeologiche; è attratto e interessato dal mondo culturale che guidato da valenti maestri giunge a mete sempre più alte. Egli  simpatizzante, rimane affascinato  e stabilisce un rapporto di durevole amicizia  con quanti hanno elargito il loro sapere.

NUOVO MONDO,  COSE NUOVE, COME SI PROCEDE,  COME SI COSTRUISCE, COME SI RIPORTA, COME SI PRESENTA  un metodo.
Nominato a livello di Monsignore ricopre la carica presso la cattedrale di Reggio e successivamente Vescovo in Mileto, che risulta nella storia della chiesa  e ancor oggi fra le piu importanti Diocesi del Meridione.
Il prodotto culturale acquisito in Roma, in Reggio, lo trasforma in ricerca del passato in cui trova pezzi di natura archeologica della città antica La Sua saggezza e le sue conoscenze  mirano a rendere più nobile la sua terra.

Morì in Roma nel 1903 dove si ritirò per incomprensioni   pastorali ed altro con  gli ecclesiastici del posto. Le spoglie sicuramente sono tornate in treno in Reggio Calabria ove, dopo lungo tempo, ha avuto riconoscimenti della sua opera poliedrica prestata alla società italiana ed in maniera attenta alle città  di  Reggio Mileto e tutto il Meridione.

Non si fa l’apologia agli ecclesiastici meridionali o al Cardinale Portanova,  ma si vuole qui ricordare  che la chiesa di Cristo in quest’ultimo periodo ha voluto elevare sugli altare il Sacerdote Padre Catanoso non per le sue pubblicazioni non per le sue scoperte non quale grande oratore ma come povero fra i più poveri ma ricco nella preghiera doti peculiare per la santità.
Ha dato a Reggio –l’onore di avere un Santo ,ma la città come ha contraccambiato?
I reggini ed in modo particolare  le autorità diano a se stessi una risposta!
Il ragionamento di De Lorenzo si vuole traslare guardando le giovani intelligenti (le santità) di capacità, intraprendenza in quanto Reggio non può vendere cio che non possiede allora si deve emigrare verso mercati piu opulenti (Giappone, America) che non mi stancherò di ripetere anche se Reggio non  ha mostrato alcuna sensibilità a queste problematiche denunciate, segnalate con particolari stralci  ai politici.

Si omette la produzione creativa  del De Lorenzo, circa la ricerca, storica, topografica  e  a sfondo religioso soffermando l’attenzione sulle motivazione che il giovane aveva per recarsi a Roma e per emanciparsi nelle varie arti.

ANALOGIA a quanto  riferito nelle lettere al EX Sindaco di Reggio oggi Presidente della Regione Calabria, al Presidente  della Provincia di Reggio Calabria  alla  Stampa New Lives per diffondere la iniziativa costata frutto di anni di studio, dedizione e attenzione  a Reggio C. e la sua provincia nel contesto del meridionalismo .
Nessuna risposta si  ebbe in merito, eppure i giovani dell’area metropolitana rimangono in attesa di volare per nuovi lidi anche con sacrificio, similmente a quel Mons. recandosi in Roma scoprì mondi a lui sconosciuti.
Non facciamo diventar vecchi questi giovani, corriamo con i tempi Voliamo a New York –Parigi-Berlino-Tokio-  Vienna e in tutti quei posti  dove  le popolazione possono apprendere mondi nuovi in quanto a Mons. Di Lorenzo non erano sufficienti quelle  “poche o troppe conoscenze reggine”
Ma erano necessarie mondi, conoscenze tecnologia ancora al Sud sconosciuti, in particolar modo alla nuova istituzione metropolitana. Essa non può essere amministrata di personale non esperto in un contesto di managerialità internazionale.

SI conclude invitando le autorità  di esaminare, studiare, meditare, provvedere a preparare i figli che possono  fra 20 anni dare  il loro contributo  frutto dell’investimento che oggi si farà.

Una emancipazione evolutiva nei vari settori.

1)      Scuola Politica per il Sud
2)      Formazione  economica  per investimenti e Reddito
3)      Finanziaria e Assicurativa
4)      Tecnologica  Industria Edilizia e Costruzione meccaniche aeronavali
5)      Diritto internazionale nel nuovo contesto Europeo
6)      Rapporti  diretti con i paesi della Comunità Europea
7)      Managerialità nei diversi campi di attività
8)      Conoscenze e rapporti con la Diplomazia  ed enti Consolari
9)      Istituzione Bancaria con Depositi dei Risparmi del Sud
10)   Artisti, Teatro, Musica  Sedi di Strutture dello spettacolo Poesia e Letteratura
11)   Studi televisivi  e Produzione artistica.

Si vuole concludere la comparazione  DE LORENZO 1835 – 1903, con i giovani della società di oggi chiedendo l’attenzione del mondo culturale reggino (evitando la risposta abbiamo fatto questo o quello)  per i giovani  “sani” dell’area dello stretto nuovi LIDI.

Trovare le forme, i metodi, le finanze,  per volare oltre le Alpi.

Osservatorio romano   DBV

NB: MONOGRAFIE e MEMORIE REGGINE e CALABRESI
Antonio  M.   DE LORENZO  Ediz. La Ruffa
A cura Antonino DENISI

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