LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Governo: insinuazioni e attacchi personali alla Carfagna per dissapori con esponenti campani del Pdl sull’emergenza rifiuti, ma il Ministro: “io sono seria, non andrò mai con altri partiti”

Posted by Peppe Caridi su 19, novembre, 2010

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/images/carfagna.jpgCARFAGNA SENTE BERLUSCONI, AMAREGGIATA MA COSCIENZA A POSTO ARRABBIATA CON CIRIELLI E CESARO; SE SI DIMETTE LASCIA CAMERA (ANSA) – ROMA, 19 NOV – Mara Carfagna sarebbe molto, molto arrabbiata ed amareggiata con i presidenti delle provincie di Salerno e di Napoli, Edmondo Cirielli e Luigi Cesaro, entrambi del Pdl, sulla vicenda dei rifiuti. Il ministro sente anche Silvio Berlusconi, appena giunto a Lisbona per partecipare al vertice Nato, e si sfoga esprimendo tutta la sua amarezza per gli attacchi dei suoi colleghi di partito. E precisa: ”Ho la coscienza a posto”. Chi oggi pomeriggio la ha incontrata e ne ha raccolto lo sfogo la ha vista proprio stanca di ricevere attacchi personali da parte di colleghi di partito campani.”Ho la coscienza pulita, non ho nulla da rimproverarmi”, ribadisce a chi ha avuto modo oggi di parlarle. Tutto sarebbe nato dalla vicenda dei termovalorizzatori. Carfagna voleva che i presidenti di provincia fossero esautorati dalla gestione di questi impianti in Campania, ed ha proposto che fosse nominato un commissario, a scelta del governo; il presidente della Regione Stefano Caldoro, avrebbe riferito il ministro, sul tema la pensa come lei. Per questa sua posizione, avrebbe spiegato il ministro delle pari opportunita’, Cirielli e Cesaro la attaccano ogni giorno sul piano personale. E lei non ce la fa piu’. Una cosa, comunque, e’ certa: non andra’ mai con un altro partito perche’, ha rivendicato, lei e’ una persona seria. Di conseguenza, avrebbe precisato che qualora si dimettesse dal governo lascerebbe anche la Camera dei deputati: per dimostrare, avrebbe aggiunto, di essere una persona diversa da tutti gli altri. Nel pomeriggio e’ stata vista per diverso tempo al ministero della Difesa, nell’ala del Palazzo che ospita gli uffici del sottosegretario Guido Crosetto.

BERLUSCONI CHIAMA CARFAGNA, TRANQUILLA SI SISTEMA TUTTO MA NON E’ IL MOMENTO DI CREARE NUOVE TENSIONI (ANSA) – ROMA, 19 NOV – ”Tranquilla che si sistema tutto”. Silvio Berlusconi, appena giunto a Lisbona per partecipare al vertice Nato, chiama Mara Carfagna per capire cosa sta succedendo in Italia dopo la notizia di sue possibili dimissioni dal governo e dal partito. Le rassicurazioni del Cavaliere,secondo quanto riferito in ambienti del Pdl, sarebbero venute dopo aver ascoltato le parole accorate del ministro che avrebbe espresso ”amarezza” per quanto accaduto sulla vicenda rifiuti. Infine una raccomandazione: Mara, non e’ il momento di fare queste cose in una fase delicata. Non e’ opportuno creare nuove tensioni, avrebbe concluso il Cavaliere.

Pdl/ Brambilla: Carfagna darà ancora suo contributo a governo “E’ un ministro molto apprezzato” Roma, 19 nov. (Apcom) – Mara Carfagna non smetterà di dare il suo “contributo”, sia al partito che al Governo. Lo afferma il ministro del Turismo Michela Brambilla: “Mara Carfagna è un ministro molto apprezzato, appassionato e che ha sempre lavorato con grande impegno. Sono certa che continuerà ad assicurare un importante contributo all`attività del governo e del partito. In un momento politico così delicato, auspico che abbiano fine tutte queste polemiche interne e personali”.

GOVERNO:GELMINI,LEALTA’ CARFAGNA FUORI DISCUSSIONE BASTA ATTACCHI (AGI) – Roma, 19 nov. – “Sono prive di fondamento le notizie legate a una uscita del ministro Carfagna dal governo e dal Pdl”. Ad assicurarlo in una nota e’ stata la ministra dell’Istruzione Mariastella Gelmini. “Mara Carfagna e’ un ottimo ministro e la sua lealta’ nei confronti del presidente Berlusconi non puo’ essere messa in discussione, come ha anche sottolineato in questi giorni il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini”, ha spiegato. “I continui attacchi che il ministro Carfagna ha subito sono ingiustificati e dannosi per tutto il governo”, ha insistito, “basta con il fuoco amico. Questo e’ il momento in cui invece e’ necessaria l’unita’ del partito attorno al presidente Berlusconi”.

DA SHOW GIRL A MINISTRO, LE METAMORFOSI DI MARA QUANDO BERLUSCONI DISSE ‘LA SPOSEREI’ E VERONICA SI INFURIO’ (di Marco Dell’Omo) (ANSA) – ROMA, 19 NOV – E’ passata dalle luci di Domenica In alle sale di Palazzo Chigi. E’ arrivata alla Camera grazie a Silvio Berlusconi, che la volle in lista nel 2006: all’epoca era una soubrette televisiva, tratti mediterranei in un fisico da modella e una laurea in giurisprudenza nel cassetto. Nei quattro anni passati tra i berluscones, la Carfagna ha imparato a tirare fuori le unghie. Al suo arrivo a Montecitorio, si presento’ con un look castigato (era scomparsa la cascata di capelli corvini sostituita da un sobrio caschetto) ma non fu facile, per lei, scrollarsi di dosso il suo passato di apparizioni televisive e calendari. Noemi e Patrizia D’Addario dovevano ancora venire ed era Mara a catalizzare le critiche conto il ”velinismo” del centrodestra. Quando Silvio Berlusconi, durante la consegna dei Telegatti, disse ”se non fossi gia’ sposato la sposerei immediatamente”, Mara si ritrovo’ nella bufera. Veronica Lario ando’ su tutte le furie e scrisse una lettera a ”La Repubblica” per pretendere le scuse del consorte. L’incidente fu superato rapidamente,se non altro perche’ oscurato dalle rivelazioni sulle feste di Palazzo Grazioli e di Villa Certosa; anche se l’immagine di sfasciafamiglie e’ restata addosso a Mara Carfagna, come dimostra la velenosa risposta di Vladimir Luxuria alle dichiarazioni di Mara sugli omosessuali che non hanno diritti al riconoscimento di coppia perche’ ”sono sterili e non si riproducono”: ”Stai zitta sfasciafamiglie, ragioni come Hitler”, disse il futuro vincitore dell’Isola dei famosi (all’epoca deputato ”transgender” di rifondazione Comunista). Carnagione olivastra, occhi e capelli scuri, Mara e’ nata 35 anni fa Salerno. Il padre insegna italiano e storia, ed e’ il preside del liceo classico della citta’ campana. Il fratello, di un anno piu’ grande, e’ un chirurgo plastico. La sua bellezza non passa inosservata tra i ragazzi del liceo scientifico da lei frequentato. La sua bellezza e il suo talento (Mara nel frattempo studiava pianoforte al conservatorio e frequentava una scuola di danza) le aprirono le porte della televisione. Sesta nell’edizione del 1997 del concorso di Miss Italia, Mara arriva a Domenica In su rai uno, accanto a Giancarlo Magalli, quindi ottiene la conduzione della Domenica del villaggio, su Rete4. Un calendario e qualche foto ose’ lanciano ancora di piu’ l’immagine di Mara, che nel 2006 e’ una delle soubrette italiane piu’ popolari. L’incontro con Berlusconi avviene a Palazzo Grazioli: lei accompagnava il padre, che conosce il Cavaliere da qualche anno. Mara si esibisce al pianoforte. Suona la canzone napoletana ”Era de maggio” e ”La Patetica” di Beethoven, conquistando definitivamente Berlusconi. Nel 2006 viene contattata da Forza Italia: Maria Teresa Armosino le propone di occuparsi del settore femminile campano. Lei, che e’ sempre stata di destra (a diciotto anni ha votato anche per il Movimento Sociale) accetta volentieri. Nel 2006 Sandro Bondi la chiama e le propone la candidatura per la Camera. Da quel momento Mara cambia vita; lascia la scena televisiva ed entra in quella politica. Dove trova amici, come Italo Bocchino (”Lui, Brunetta e Bondi sono le persone con cui mi consulto di piu’ ”, ha raccontato, smentendo come ”meschinita”’ le voci di una storia tra lei e il capogruppo del Fli) , ma anche qualche nemico, come Alessandra Mussolini, che proprio ieri l’ha accusata di continuare a frequentare Bocchino. Anche con altre prime donne del Pdl i rapporti non sono facilissimi: di Maria Vittoria Brambilla ha detto recentemente ”Capisco il malessere di chi lavora nel partito da anni e la vede avanzare rapidamente”. Aggiungendo una bocciatura totale del look della collega ministra (famose le calze autoreggenti intraviste a Porta a Porta): ”Non amo andare conciata in un certo modo”, ha tagliato corto Mara, la morigerata.

Berlusconi: A Fini non la do vinta. E pensa a nuovo ‘contenitore’ Il Premier fiducioso sulla ‘verifica’: avanti voto su voto Roma, 19 nov. (Apcom) – Tu chiamala se vuoi, nostalgia. O forse è più semplicemente la presa d’atto di troppe cose che non sono andate come dovevano. Fatto sta che in più di una conversazione, recentemente, il premier Silvio Berlusconi ha detto di sentire la ‘mancanza’ di Forza Italia. Insomma, non proprio del partito, perché ora c’è il Pdl. Ma perlomeno dell’entusiasmo che ne circondò la nascita, di quello che gli azzurri della prima ora, come Antonio Martino che lo ha incontrato oggi, amano chiamare ‘lo spirito del ’94’. Il premier nelle ultime settimane ha molto insistito con la dirigenza del partito affinché si dimostrasse compatta attorno alla sua leadership, ma come il ‘caso Carfagna’ ha dimostrato, il ‘coperchio’ non riesce a evitare fino in fondo che emergano le divergenze per ora anestetizzate. Ed è anche per questo che circolano voci di un nuovo nome e di un nuovo simbolo che il Cavaliere sarebbe pronto a lanciare. In realtà, viene spiegato, al momento si tratterebbe più che altro di una opzione tra le altre. Di certo, Berlusconi sta pensando a un modo per ‘rinnovare’ la sua creatura, un nuovo ‘contenitore’, qualcosa che riesca a rimettere in circolo un po’ di entusiasmo alla ‘base’. In quest’ottica il Cavaliere riflette, legge dossier e accetta suggerimenti. In attesa che si consumi il D-day del 14 dicembre. Con chi ha avuto modo di parlargli di recente, il premier si sarebbe mostrato fiducioso di passare il ‘test’ del voto anche alla Camera. “Incasso la fiducia – sarebbe stato il suo ragionamento – e poi sarò io ad avere il coltello dalla parte del manico”. Tanto che qualcuno ipotizza che il Cavaliere possa essere affascinato dalla proposta di Bossi: ossia fare come Fanfani e dimettersi nonostante il sostegno del Parlamento. Uomini molto vicini al premier tuttavia assicurano che lui andrà avanti voto dopo voto fino a quando Fini non si assumerà l’onere di farlo cadere. “Io a quello non la darò vinta” avrebbe affermato Berlusconi. Il voto resta dunque sullo sfondo, in attesa quanto meno di sondaggi migliori, per ora più come minaccia o strumento di persuasione verso deputati e senatori. Ma ai suoi interlocutori Berlusconi va ripetendo che bisogna tenersi pronti, anche a costo di dare vita a una nuova creatura.

CARFAGNA,PRONTA LASCIARE,SONO AMAREGGIATA DIETRO LA DECISIONE NUOVI E VECCHI DISSAPORI CON PDL CAMPANIA (di Anna Laura Bussa) (ANSA) – ROMA, 19 NOV – Lei da’ tutta la colpa al termovalorizzatore di Salerno la cui costruzione non voleva venisse gestita dalla provincia di Salerno. Gli altri ‘litiganti’, tra cui Alessandra Mussolini, assicurano invece che la storia risalga a molto tempo prima. ”E’ da tre anni – interviene Mario Pepe – e cioe’ da ”quando ero coordinatore di Fi a Salerno che io e lei non ci rivolgiamo la parola”. Fatto sta che il ministro per le Pari Opportunita’ Mara Carfagna fa sapere oggi di essere pronta a lasciare governo e partito a causa di insanabili contrasti con i vertici campani del Pdl. Assicurando di essere ”molto amareggiata”, ma ”con la coscienza a posto”. La notizia delle possibili dimissioni provoca, nel giro di pochi minuti, le reazioni della maggioranza:chi difende il suo operato nell’esecutivo, come i colleghi Stefania Prestigiacomo, Maria Stella Gelmini e Franco Frattini, e chi, come Denis Verdini, Guido Crosetto e Fabrizio Cicchitto invita a non far esplodere polemiche personali in questo momento di crisi. In realta’ un certo malessere tra gli esponenti campani del Pdl era gia’ visibile nei giorni scorsi. All’inizio della settimana, il presidente della provincia di Salerno e presidente della commissione Difesa della Camera Edmondo Cirielli scrive una lettera ai deputati del suo partito per dimostrare, anche attraverso ritagli di giornali, come la Carfagna ”insieme ad Italo Bocchino”, ora capogruppo di Fli, gli stessero facendo guerra sul territorio per una serie di ragioni tra cui la scelta del candidato di centrodestra per le prossime elezioni al comune di Salerno. La risposta della Carfagna e’ immediata. Bloccato Verdini in Transatlantico si sfoga: ”Ora basta, non ce la faccio piu”’. Verdini, che poco prima aveva ascoltato anche le lamentele di Cirielli, invita a non pubblicizzare il ‘dissapore’ tra i due visto il momento politico piuttosto complesso. Il giorno dopo ci pensa Alessandra Mussolini a far risalire la tensione. Vedendo il ministro parlare con Bocchino in Aula si avvicina per fotografarli con il telefonino. ”Brava! Brava!” commenta la Carfagna. E la Mussolini ribatte: ”Vergognati!”. Poi, esplode la questione termovalorizzatore di Salerno. Pd e Lega, sostengono alcuni berlusconiani, raggiungono l’intesa di farne seguire la costruzione al presidente della regione Stefano Caldoro. Ma lei, con i suoi, si racconta sempre nel Pdl, si attribuisce il merito della ‘scelta’. Cosi’ gli esponenti campani, irritati per lo ‘schiaffo’ che sarebbe stato dato a Cirielli (che aveva indetto la gara per la costruzione dell’opera pubblica anche con un assessore all’Ambiente ‘caro agli ecologisti’) minacciano di lasciare l’Aula per protesta. Ma non finisce qui. Oggi Bocchino saluta calorosamente in Transatlantico Maria Stella Gelmimi e la Carfagna ‘immortala’ la scena con il cellulare, in polemica con lo ‘scatto’ del giorno precedente che le era stato ‘rubato’ dalla Mussolini. Ma c’e’ anche un’altra questione che non va giu’ a molti del Pdl: i circa 20 milioni che, grazie ad un emendamento di Fli, sarebbero stati dirottati al ministero delle Pari Opportunita’, quello della Carfagna. Le ho detto di vergognarsi, spiega la Mussolini, per questo fatto e per la sua ”liaison con Bocchino che sta mettendo a rischio il partito”. La verita’, si maligna nel Pdl, e’ che Mara Carfagna avrebbe alzato ”tutto questo polverone” delle sue dimissioni ”minacciate” per mettere in crisi Berlusconi su input di Bocchino. Se la sua intenzione di lasciare l’esecutivo fosse vera, commenta il capogruppo dell’Idv alla Camera Massimo Donadi, ”venga a formalizzarle al piu’ presto in Parlamento”.

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