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Arresto Iovine, Maroni: questa è l’antimafia dei fatti

Posted by Peppe Caridi su 17, novembre, 2010

Roma, 17 nov. (Apcom) – Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ribadisce che oggi l’arresto del boss Antonio Iovine segna una “giornata bellissima” e se il capo del Viminale non vuole “dire nulla su Saviano” e sull’ormai famoso monologo andato in onda a “Vieni via con me”, sottolinea però che “l’antimafia dei fatti, quella che anche oggi ha dato un durissimo colpo alla criminalità organizzata, è la risposta migliore all’antimafia delle polemiche”. “E’ una giornata bellissima. L’arresto di questo pericoloso latitante e’ un colpo durissimo alla camorra. Antonio Iovine era latitante da 14 anni. E’ il vero capo della camorra, dopo l’arresto di Schiavone. E’ una giornata da incorniciare“, così il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha commentato, in un’intervista per il Tg5, l`arresto del capo dei casalesi Antonio Iovine. In merito alle polemiche sul monologo di Roberto Saviano a “Vieni via con me”, il responsabile del Viminale ha sottolineato: “Non voglio dire nulla su Saviano. All’antimafia delle polemiche, la risposta migliore e’ l’antimafia dei fatti,quella che anche oggi ha dato un durissimo colpo alla criminalita` organizzata”. Riguardo ad un`eventuale crisi di governo, che potrebbe portare ad un cedimento nella lotta alla criminalita` organizzata, Maroni ha sottolineato che “l’azione di contrasto alla criminalità organizzata è un`azione complessa, che vede lo sforzo quotidiano delle donne e degli uomini della polizia, dei carabinieri, della guardia di finanza, della magistratura e del capo della polizia, che voglio personalmente ringraziare”. “Un`azione che – ha concluso – vede anche una guida salda al Viminale e nel governo. Se il governo va in crisi – avverte Maroni – certamente la lotta alla criminalita` diventa meno efficace”

CAMORRA:BERLUSCONI SI CONGRATULA CON MARONI,SUCCESSO GOVERNO (ANSA) – ROMA, 17 NOV – Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha chiamato il Ministro dell’Interno Roberto Maroni per congratularsi per la cattura del boss Antonio Iovine che figurava tra i 30 pi— pericolosi latitanti. L’operazione odierna, ha sottolineato il Presidente Berlusconi, conferma il successo del Governo nella battaglia contro la criminalit… organizzata. Lo rende noto Palazzo Chigi in un comunicato.

‘NDRAGHETA: MARONI, PRESENTE AL NORD? SCOPERTA ACQUA CALDA (ANSA) – ROMA, 17 NOV – La presenza della ‘ndrangheta al Nord ”e’ la scoperta dell’acqua calda”. Cosi’ il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nel corso della registrazione della trasmissione Matrix, ha commentato l’azione semestrale della Dia. ”Io sono di Varese – ha spiegato Maroni – e ricordo che nel 1990 c’e’ stato li’ il primo grande processo contro la ‘ndrangheta al Nord e qualche anno prima la Lega denunciava il fatto che mandare i mafiosi in confino al nord non faceva altro che asportare la mafia in quelle regioni”.

‘NDRANGHETA: MANTOVANO, SANDOKAN E’ MAFIA MARONI MIGLIOR MINISTRO INTERNO Roma, 17 nov. – (Adnkronos) – ”Cari Saviano e Fazio, provo per un momento a pormi sulla lunghezza d’onda del vostro programma. Schiavone detto Sandokan e Roberto Maroni. Il primo pluriomicida, il secondo al vertice di un sistema che ha catturato centinaia di latitanti pluriomicidi. Sandokan organizzatore di estorsioni, Maroni proponente della norma, approvata dal Parlamento, sull’obbligo di denuncia, che addirittura impone ai titolari degli appalti di denunciare le richieste estorsive”. Lo dichiara Alfredo Mantovano, sottosegretario di Stato all’Interno. ”Sandokan inquinatore dell’economia campana, Maroni autore delle disposizioni, e delle conseguenti azioni di governo, sulla tracciabilita’ dei flussi finanziari per gli appalti – continua – e sulla prevenzione dalle infiltrazioni per la ricostruzione in Abruzzo e per Expo 2015. Sandokan a capo di una struttura criminale, che e’ giunta a realizzare la strage di extracomunitari pur di affermare il predominio nel casalese, Maroni a capo di una struttura dello Stato che, proprio a partire dal territorio casertano, sta realizzando, con rinforzi di polizia, con l’uso dell’esercito, con una presenza costante e col raccordo stretto con la magistratura, una bonifica senza precedenti in vaste aree del Sud”. ”Cari Saviano e Fazio – conclude – onesta’ impone che completiate voi stessi questi due elenchi e li facciate leggere nella vostra trasmissione da un attore, fra i tanti del vostro giro. Perche’ sia chiaro perfino su Rai 3 quello che in Italia oggi e’ evidente anche alle pietre: che Schiavone detto Sandokan e’ una delle espressioni di quel male radicale che e’ la mafia, e Roberto Maroni e’ il miglior ministro dell’Interno della storia d’Italia, come ha riconosciuto non piu’ tardi di qualche settimana fa un certo Roberto Saviano”.

CAMORRA: CATTURATO IOVINE, LATITANTE DA 14 ANNI IL BOSS DEI CASALESI SI NASCONDEVA IN UN VILLINO DEL SUO PAESE (ANSA) – NAPOLI, 17 NOV – Come tutti i pezzi da novanta di mafia e camorra alla fine e’ stato scovato nel suo territorio, dove godeva di amicizie e connivenze ed era protetto da una rete impenetrabile di omerta’. La latitanza di Antonio Iovine, boss del clan dei Casalesi, si e’ conclusa la’ dove era cominciata, 14 anni fa, a Casal di Principe, roccaforte della cosca piu’ potente della Campania. A catturarlo gli agenti della squadra mobile di Napoli, diretti da Vittorio Pisani, che erano da tempo sulle sue tracce. Iovine si nascondeva in un villino di via Cavour, dove veniva ospitato dal proprietario, Marco Borrata, 43 anni, muratore incensurato, arrestato con l’accusa di favoreggiamento. Era Borrata, insieme con la moglie e una figlia, a prendersi cura del latitante, e di questo gli investigatori della squadra mobile ne erano ormai certi tanto da ”monitorare” tutta una serie di ”siti”, ovvero di abitazioni e nascondigli riconducibili alla famiglia. L’operazione e’ entrata nella fase decisiva dopo l’intercettazione di una conversazione telefonica risalente a poche ore prima della cattura in cui uno dei familiari avanzava la richiesta di un panettone, circostanza che avrebbe convinto i poliziotti della presenza in casa del boss. Alla vista degli agenti lui non ha opposto resistenza. In casa non c’erano armi e, al termine del sopralluogo, e’ stata scoperto un piccolo bunker che tuttavia non sarebbe mai stato utilizzato. Nessuna soffiata ha messo la polizia sulla strada giusta, hanno tenuto a precisare gli inquirenti. La cattura ha rappresentato il risultato di una lunga serie di appostamenti e, soprattutto, di mesi di intercettazioni telefoniche e ambientali. Resta la questione di come sia stato possibile a un esponente del calibro di Iovine di restare alla macchia per 14 anni nonostante fosse braccato da polizia e carabinieri. La risposta, senza giri di parole, l’ha data il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore. ”Vuol dire che la gente del posto gli ha dato una mano”, ha affermato il procuratore. ”Forse per solidarieta’, forse per altri motivi ma non vi e’ alcun motivo che si puo’ giustificare”, ha aggiunto definendo tale esternazione ”una nota amara” in una giornata caratterizzata dall’euforia per il successo di magistrati e poliziotti. Nativo di San Cipriano d’Aversa, Iovine, soprannominato o’Ninno, era nell’elenco dei trenta latitanti piu’ pericolosi d’Italia. Deve scontare la pena dell’ergastolo inflitta al maxiprocesso Spartacus. Componente con Michele Zagaria (l’altro superlatitante del clan) della diarchia che dalla latitanza ha diretto gli affari criminali del sodalizio, Iovine e’ considerato il ‘boss manager’, la mente affaristica del sodalizio impegnato tra le altre attivita’ anche nel business della spazzatura. A lui viene attribuita la capacita’ del clan di espandere i propri interessi ben oltre i confini campani. E’ Iovine, per gli inquirenti, a rappresentare per anni la camorra che fa affari e che ricicla i proventi delle attivita’ illecite, droga e racket su tutte, nell’economia pulita e nel business del cemento. La sua ascesa al vertice dell’organizzazione e’ avvenuta in seguito all’arresto di Francesco Schiavone, detto Sandokan, e allo scompaginamento del gruppo comandato da Francesco Bisognetti, soprannominato Cicciotto e’ Mezzanotte. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, commentando la cattura, ha detto che quella di oggi ”e’ una bellissima giornata”. E ha contrapposto l’ ”antimafia dei fatti” a quella delle ”polemiche”. ”Io mi occupo di quella dei fatti e questo e’ un avvenimento eccellente”, ha affermato. ”Aspettavo questo giorno da quattordici anni. L’arresto di Antonio Iovine ‘O’ Ninno’, rappresenta un passo fondamentale nel contrasto alla criminalita’ organizzata”. ha detto lo scrittore Roberto Saviano, che nel suo ”Gomorra” ha raccontato le attivita’ criminali del clan. ”Uno dei precetti fondamentali della criminalita’ organizzata e’ che ‘nessuno e’ un re se non vive nel suo territorio’, a riprova della sua potenza e autorevolezza perche’ si fa proteggere dall’ambiente in cui vive: l’arresto di Iovine, per la figura di vertice del personaggio, e’ quella di un re arrestato nel suo ‘fortino”’, ha osservato il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso.

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