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Infamie e diffamazioni di Saviano su Maroni, ma la tv di stato vieta il diritto di replica al Minstro

Posted by Peppe Caridi su 16, novembre, 2010

Roma, 16 nov. (Apcom) – Il ministro dell’Interno Roberto Maroni definisce “totalmente prive di fondamento”, “gravemente offensive e diffamatorie” le dichiarazioni espresse ieri sera da Roberto Saviano a ‘Vieni via con me’, e chiede “di poter esercitare il diritto di replica per contestare tali falsità nel corso della prossima puntata del programma”. E’ quanto si legge in una lettera inviata oggi da Maroni al presidente Rai Paolo Garimberti, ai componenti del Cda, al direttore generale Mauro Masi, al direttore di Rai Tre Paolo Ruffini, al presidente della Commissione parlamentare di vigilanza Sergio Zavoli e ai presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani. “Nel corso della seconda puntata del programma ‘Vieni via con me’, in onda ieri sera su Rai Tre, Roberto Saviano ha affermato che ‘la ‘ndrangheta al Nord, come al Sud, cerca il potere della politica e al Nord interloquisce con la Lega”, ricorda Maroni: “Queste dichiarazioni, totalmente prive di fondamento, sono gravemente offensive e diffamatorie nei confronti del movimento politico a cui appartengo”. “Come Ministro dell’Interno, che combatte quotidianamente ogni forma di criminalità organizzata con assoluta determinazione, mi sento profondamente offeso da queste parole e chiedo pertanto – conclude Maroni – di poter esercitare il diritto di replica per contestare tali falsità nel corso della prossima puntata del programma”.

Roma, 16 NOV (Il Velino) – Pieno di ascolti ma anche di polemiche per “Vieni via con me”, la trasmissione di Raitre che ha per protagonisti Fabio Fazio e Roberto Saviano – e che ieri ha ospitato tra gli altri Gianfranco Fini e Pier Luigi Bersani, i cui interventi sono stati contestati da Pdl e Lega. Ma a far discutere e’ soprattutto l’intemerata di Saviano contro la diffusione della ‘Ndrangheta al Nord e il ruolo di “interlocutore” della criminalita’ che la Lega starebbe svolgendo. Parole che scatenano la reazione furente di Roberto Maroni, ministro dell’Interno e maggiorente del Carroccio. Il titolare del Viminale si sfoga: “Ho chiesto al Cda della Rai il diritto di replica alle incredibili accuse lanciate da Saviano. Vorrei un faccia a faccia con lui per vedere se ha il coraggio di dire quelle cose guardandomi negli occhi”. Maroni chiede risposta “anche a nome dei milioni di leghisti che si sono sentiti indignati dalle insinuazioni gravissime di Saviano e quindi auspico che mi venga concesso lo stesso palcoscenico per replicare ad accuse cosi’ infamanti che devono essere smentite. Non c’e’ neanche bisogno di replicare ora nel merito, ma chi ha sentito ieri sera Saviano parlare senza contraddittorio potrebbe essere indotto a pensare che in quelle parole c’e’ qualcosa di vero e siccome non e’ cosi’ voglio poter replicare a quelle stupidaggini”. Il titolare del Viminale rammenta che Saviano lo ha definito uno tra i migliori ministri nella lotta alla mafia e avvisa che se l’invito della Rai non arrivera’ “sara’ dimostrata a tutti che quella e’ una trasmissione contro la Lega e che la democrazia e’ un optional. Chiunque ha diritto di replicare, altrimenti vuol dire che siamo tornati al tribunale della Santa Inquisizione”. Negativa la replica del responsabile del programma Loris Mazzetti, capostruttura di Raitre: “Se il ministro Maroni ha qualcosa da dire e si e’ sentito offeso, essendo un ministro, ha la possibilita’ di parlare in tutti i programmi e in tutti i telegiornali, quindi si organizzi in qualche maniera. Noi stiamo facendo un programma culturale e quindi non credo che ci sara’ la possibilita’ di replicare. Se noi abbiamo detto cose non vere, cose smentibili se lo abbiamo ingiuriato o offeso, che si rivolga direttamente alla magistratura”.  Una risposta che fa trasalire Maroni: ”Mi auguro – dice a Radio Padania – che prevalga il senso di responsabilita’ da parte della Rai, ho sentito che i responsabili forse non mi consentiranno il diritto di replica a Saviano. Saremmo di fronte alla nuova inquisizione, dove un partito viene condannato senza possibilita’ di difendersi. Alla faccia del servizio pubblico”. Il titolare del Viminale e’ pronto a chiedere l’intervento del Colle e dei presidenti delle Camere: ”Giro al presidente della Repubblica e ai presidenti di Camera e Senato la questione, se la Rai decidera’ di negarmi il diritto di replica a Saviano. Chiedero’ al Presidente della Repubblica se una accusa cosi’ infamante sia compatibile con una funzione come quella di ministro dell’Interno che sto sostenendo”. Maroni poi assume un’iniziativa formale lamentando – in una lettera inviata ai presidenti di Camera e Senato, al presidente della commissione di Vigilanza, al presidente della Rai e ai componenti del Cda, al direttore generale e al direttore di Raitre – che nella puntata di “Saviano ha affermato che ‘la ‘ndrangheta al nord, come al sud, cerca il potere della politica e al nord interloquisce con la Lega’. Queste dichiarazioni, totalmente prive di fondamento, sono gravemente offensive e diffamatorie nei confronti del movimento politico a cui appartengo. Come ministro che combatte quotidianamente ogni forma di criminalita’ organizzata con assoluta determinazione, mi sento profondamente offeso da queste parole e chiedo, pertanto, di poter esercitare il diritto di replica per contestare tali falsita’ nel corso della prossima puntata del programma”. Saviano risponde a Maroni tramite l’Ansa: “Sono stupito e allarmato dalle parole del ministro Maroni. Non capisco di quali infamie parli. Temo che abbia visto un’altra trasmissione”. Lo scrittore invita il ministro “a rivederla e riascoltarla: io ho parlato solo di fatti, frutto di un’inchiesta giudiziaria dell’Antimafia di Milano e Reggio Calabria sul nuovo assetto della ‘Ndrangheta e sulla sua presenza culturale, politica ed economica in Lombardia. Fatti che dovrebbero preoccupare il ministro dell’Interno invece di spingerlo ad accusare chi li denuncia”. La questione esplode anche in commissione di Vigilanza – dove i componenti del centrodestra invocano la tutela del diritto di replica per Maroni. Giovedi’ prossimo alle 14 sara’ ascoltato in Vigilanza tutto il consiglio di amministrazione della Rai, compreso il presidente Paolo Garimberti. In una seduta successiva, forse martedi’ della prossima settimana, sara’ ascoltato anche il direttore generale Mauro Masi. La decisione e’ stata presa dall’ufficio di presidenza convocato oggi a Palazzo San Macuto, nel quale il presidente della commissione, Sergio Zavoli, ha – si legge in una nota – ”indicato l’opportunita’ di un confronto con i consiglieri eletti dalla Commissione sui problemi e le difficolta’ dell’azienda”. “Indignato dalle insinuazioni gravissime sui legami tra mafia e Lega” si dice Marco Reguzzoni, capogruppo del Carroccio alla Camera. Dal Senato altre voci leghiste denunciano che parole come quelle di Saviano delegittimano l’azione antimafia del ministro. Con Maroni e con la Lega si schiera immediatamente il portavoce del Pdl Daniele Capezzone: “Ha totalmente ragione. Se la Rai e’, come spero, un’azienda con qualche speranza di essere o almeno di apparire seria, deve garantire a Roberto Maroni e alla Lega la possibilita’ di replicare nelle stesse condizioni, nella prossima puntata di ‘Vieni via con me'”. Ignazio La Russa, ministro e coordinatore Pdl, avvisa che con l’attacco di “Saviano-Savonarola” alla Lega la campagna elettorale su Raitre e’ di fatto cominciata. In difesa di Saviano corre invece l’Italia dei valori: “Nessuno tocchi Saviano. Dal ministro Maroni arriva un’intollerabile intimidazione ad uno scrittore che vive sotto scorta per la sua denuncia coraggiosa di tutte le mafie. Il ministro dell’Interno, invece di reagire in maniera scomposta, faccia pulizia all’interno del suo partito e cacci i disonesti”, dice il portavoce dipietrista Leoluca Orlando. Secondo il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi, “le accuse indegne di Maroni a Roberto Saviano sono un favore alle cosche. Un ministro dell’Interno non puo’ permettersi di legittimare, con le sue parole, il clima di omerta’ sugli affari delle mafie al Nord e sulle collusioni tra criminalita’ e politica”. Nel suo monologo Saviano ha tra l’altro affermato: “La ‘ndrangheta al Nord, come al Sud, cerca il potere della politica e al Nord interloquisce con la Lega”. Per lo scrittore campano il Carroccio “da sempre ha detto che non vuole qui le manette o la repressione ma non basta, perche’ sono i soldi legali che irrorano questo territorio, e’ li’ che il fenomeno deve essere contrastato”. Altri momenti-clou del programma – destinati a fare discutere per l’unilateralita’ delle voci ascoltate – sono quelli dedicati alla vita e alla morte, con gli interventi della vedova di Piergiorgio Welby e del padre di Eluana Englaro. Gli autori del programma esultano per gli elevati indici di ascolto della puntata di ieri sera (nove milioni e 31 mila telespettatori, pari al 30.21 di share, con quasi 20 milioni di contatti), ma gli spazi concessi a Fini e Bersani fanno discutere. Il leader di Futuro e liberta’ e quello del Pd “hanno avuto una grande opportunita’: quella di parlare al Paese, a molti milioni di italiani, in un’atmosfera per loro favorevole, calda, irripetibile. E invece? E invece da loro e’ venuto un compitino banale e deludente, senza emozione, senza calore, senza visione”, rileva Capezzone, che con metafora calcistica parla di “calcio di rigore malamente sprecato”. Per il presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto, “La trasmissione ‘Vieni via con me’ e’ un misto di settarismo e di mediocrita’. Fazio e Saviano hanno fatto dei mediocri comizi senza contraddittorio. Saviano ha attaccato la Lega senza che venisse dato a nessuno la facolta’ di risposta. Anche l’invito ristretto a Fini e a Bersani a parlar di destra e di sinistra e’ una manifestazione di faziosita’; entrambi non sono certamente al di sopra delle parti e hanno offerto delle performance di per se’ modeste, paradossalmente pero’ inferiori sul terreno della faziosita’ ai comizi dei due conduttori”. Secondo Cicchitto, che in un contesto informativo del genere venga attaccato dalle opposizioni il direttore del Tg1 Augusto Minzolini “da’ il segno di una ottusa faziosita’ imperante nel mondo radiotelevisivo”. Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato, punta il dito contro l’intervento di Fini sui valori della destra, bollandolo come un “compitino di quinta elementare”. Sempre per Gasparri e’ fondamentale che la Rai dia diritto di replica a Maroni. Al Pdl, in particolare a Gasparri, Stefano Di Traglia, responsabile Comunicazione del Pd, risponde a nome di Bersani che “non c’e’ da sorprendersi per queste valutazioni sui valori di sinistra e di destra, visto che arrivano da chi pensa che anche la Costituzione italiana sia ormai un elenco banale”. Diametralmente opposta la reazione del deputato ex Idv Giuseppe Giulietti, animatore dell’associazione Articolo 21: “Non siamo particolarmente appassionati alla guerra dei numeri ma di fronte ai risultati conquistati con le unghie e con i denti e persino con il gruppo dirigente della propria azienda che remava contro non si possono che ringraziare gli autori, Raitre e tutti quelli che ci hanno regalato una serata di qualita’ e di impegno civile e gli oltre nove milioni di italiani che hanno scelto la trasmissione”. Giulietti punta il bersaglio contro il direttore generale Rai Mauro Masi: “I cittadini hanno gia’ dato espresso il loro voto di sfiducia al direttore generale. In qualsiasi altra azienda non sarebbe neanche necessario chiedere le dimissioni, sarebbero gia’ state consegnate. Oggi e’ un’ottima giornata per farlo”. Analoga la richiesta del senatore dipietrista Pancho Pardi. Il programma e’ piaciuto molto anche al presidente dei deputati finiani Italo Bocchino: il record di ascolti della trasmissione, dice il capogruppo Fli alla Camera, “dimostra che nel Paese c’e’ voglia di buona politica, valori, contenuti e programmi”. Il direttore di Raitre, Paolo Ruffini, difende la trasmissione: “Roberto Saviano non e’ certo Mose’ che da’ le tavole della legge, il suo e’ un programma che in una societa’ libera deve esserci”. (Nicholas D. Leone)

RAI: MARONI NELLA LETTERA “PROFONDAMENTE OFFESO, DIRITTO REPLICA” (AGI) – Roma, 16 nov. – “Nel corso della seconda puntata del programma ‘Vieni via con me’, in onda ieri sera su Raitre, Roberto Saviano ha affermato che “la ‘Ndrangheta al nord, come al sud cerca il potere della politica e al nord interloquisce con la Lega’”. Cosi’ il ministro dell’Interno Roberto Maroni scrive nella lettera indirizzata al presidente della Commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli, ai presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini e all’intero Cda della Rai. “Queste dichiarazioni – prosegue Maroni -, totalmente prive di fondamento, sono gravemente offensive e diffamatorie nei confronti del movimento politico a cui appartengo”. “Come ministro dell’Interno – conclude Maroni -, che combatte quotidianamente ogni forma di criminalita’ organizzata con assoluta determinazione, mi sento profondamente offeso da queste parole e chiedo, per tanto, di poter esercitare il diritto di replica per contestare tali falsita’ nel corso della prossima puntata del programma. In attesa di un cortese, sollecito riscontro, porgo cordiali saluti”.

Rai/ Maroni: appello a Colle se non potrò replicare a Saviano Gli chiederò se accusa infamante sia compatibile con mia funzione Milano, 16 nov. (Apcom) – “Giro al Presidente della Repubblica e ai presidenti di Camera e Senato la questione se la Rai deciderà di negarmi il diritto di replica a Saviano”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, durante la trasmissione ‘Che aria tira’ su Radio Padania condotta da Roberto Ortelli. “Se io fossi il Presidente della Repubblica e si verificasse che il ministro dell’Interno appartiene a un partito che fa affari con la ‘ndrangheta – ha aggiunto il responsabile del Viminale – credo che mi preoccuperei”. Per questo Maroni ha detto che chiederà al Presidente della Repubblica “se un’accusa così infamante sia compatibile con una funzione come quella che sto facendo come ministro dell’Interno. Io credo di no”.

Rai/ Domani ‘caso Maroni’in cda, count down voto fiducia su Masi Malumori per ‘no’ preventivo Mazzetti a ospitare il ministro Roma, 16 nov. (Apcom) – Torna a riunirsi domani il Cda della Rai. Quella di domani, alla vigilia della convocazione dei vertici Rai in Parlamento giovedì da parte della commissione di Vigilanza, doveva essere una riunione piuttosto di routine (all’odg la discussione sui canali digitali e l’audizione di Gianni Minoli sulle iniziative del servizio pubblico per i 150 anni) ma ancora una volta il lunedì sera di Fabio Fazio e Roberto Saviano entrerà di prepotenza nel confronto fra i vertici Rai. A maggior ragione dopo il formale annuncio da parte del ministro dell’Interno leghista Roberto Maroni di voler investire direttamente il capo dello Stato Giorgio Napolitano qualora non gli venisse offerta la possibilità di replicare a quelle che ha ritenuto “offese infamanti” nei suoi confronti da parte di Roberto Saviano. In questo senso a viale Mazzini non sono mancati oggi imbarazzi e malumori per il ‘no preventivo’ che il responsabile di ‘Vieni via con me’, capostruttura di Raitre, Loris Mazzetti, ha voluto rendere pubblico di sua iniziativa rispetto alla possibilità di un intervento di Maroni in una delle due puntate ancora in scaletta del programma. Tanto più avendo lo stesso Mazzetti riconosciuto che non è affatto esclusa – ed anzi è presa in considerazione – la possibilità di altri politici in studio, dopo il successo di ascolti ieri per la coppia Fini-Bersani. Domani sarà anche il giorno del ‘verdetto’ sul referendum interno promosso dall’Usigrai sulla fiducia nel direttore generale Mauro Masi che si è svolto lo scorso 11 novembre con la partecipazione al voto di circa 1.500 giornalisti del servizio pubblico. Lo scrutinio, che si terrà a pochi passi da viale Mazzini nella nuovissima sede dell’Enpapi di via Alessandro Farnese e sarà pubblico, avrà inizio alle 9,30 con l’apertura dei plichi provenienti dalle diverse testate nazionali e sedi regionali della Rai. Al termine dello spoglio affidato alla commissione dei Garanti, l’Usigrai renderà noto il risultato con una conferenza stampa.

‘NDRANGHETA: GELMINI, NON SONO IN DISCUSSIONE RISULTATI MARONI Roma, 16 nov. – (Adnkronos) – ”Nessuno puo’ mettere in discussione i risultati ottenuti dal ministro Maroni nella lotta alle mafie. In questi anni si sono susseguiti con un ritmo incessante arresti di latitanti e confische di beni nelle mani delle cosche. Non e’ un caso che anche uno scrittore impegnato su questo fronte come Roberto Saviano abbia rivolto in passato al ministro degli Interni parole di grande apprezzamento. Sorprendono quindi le accuse mosse ieri alla Lega e spiace particolarmente che non sia stato permesso un normale contraddittorio”. Lo dichiara il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini.

Vallardi: per Saviano un anno fa Maroni miglior ministro di sempre Roma, 16 NOV (Il Velino) – “Caro Roberto Saviano noi della Lega Nord vorremmo capire cosa le sta capitando. Cosa le sta succedendo? Meno di un anno fa ed esattamente il 22 dicembre 2009 lei dichiarava testualmente a Panorama: ‘Roberto Maroni? Sul fronte antimafia e’ uno dei migliori ministri dell’interno di sempre'”. Cosi’ il senatore della Lega Gianpaolo Vallardi, segretario della commissione Antimafia nel suo intervento in aula sulle dichiarazioni dello scrittore Roberto Saviano contro la Lega. Vallardi ha anche ricordato come “non e’ cosa da tutti i ministri dell’interno riuscire ad arrestare 28 dei 30 latitanti piu’ pericolosi in circolazione in soli due anni di governo”.

FAZIO-SAVIANO:E.LETTA,AVREI DATO DIRITTO DI REPLICA A MARONI (ANSA) – ROMA, 16 NOV – “Avrei dato il diritto di replica al ministro Maroni”. Così Enrico Letta a Otto e Mezzo su LA7 interviene nel merito della richiesta del ministro degli Interni Roberto Maroni dopo le dichiarazioni fatte da Roberto Saviano nella trasmissioni Vieni via con me. In seguito il vice segretario del Pd sottolinea anche come “il successo della trasmissione è un fatto straordinario che fa onore ai due conduttori, Fazio e Saviano, e a Paolo Ruffini”.

Rai/ Castelli: Saviano parla a vanvera, regime è della sinistra Non è questione di querele ma di assicurare tv a più a voci Genova, 16 nov. (Apcom) – “Non è questione di querelare, è questione di poter avere un dibattito civile e democratico in cui i cittadini possano sentire tutte le versioni, invece la Rai purtroppo è dominata dai comunisti e possono parlare solo i comunisti”. Lo ha dichiarato, questa sera a Genova, il viceministro leghista alle Infrastrutture Roberto Castelli, rispondendo alla domanda di un giornalista sulle affermazioni del responsabile del programma “Vieni via con me”, Loris Mazzetti, che ha invitato il ministro dell’Interno Roberto Maroni a rivolgersi alla magistratura se le cose dette in trasmissione non fossero vere. “Le accuse di Saviano -ha sottolineato Castelli- sono demenziali perché parla veramente a vanvera ed è incredibile che nessuno gli possa rispondere. E’ vero che siamo in un regime ma in un regime dove domina la sinistra”, ha concluso il vice ministro leghista.

FAZIO-SAVIANO:CAPARINI-LAINATI,RAI E’ EMERGENZA DEMOCRATICA (ANSA) – ROMA, 16 NOV – ”Saremmo all’emergenza democratica se la Rai non permettesse all’onorevole Maroni di replicare nello stesso programma ”Vieni via con me” alle indecenti e gratuite accuse che il signor Saviano ha rivolto alla Lega Nord”. Lo sostengono in una nota congiunta l’onorevole Davide Caparini (Ln), segretario di presidenza della Commissione di Vigilanza Rai e l’onorevole Giorgio Lainati, (Pdl), vicepresidente della medesima. ”Ai massimi vertici della Rai – sottolineano i due parlamentari – non puo’ certo sfuggire che il contraddittorio e il diritto di replica sono gli elementi minimi che caratterizzano le televisioni pubbliche delle piu’ grandi democrazie. Peraltro- rilevano Caparini e Lainati – il livello di liberta’ della Rai non puo’ essere certo deciso ne’ da Ruffini, ne’ da Mazzetti, ma dalla governance dell’azienda che e’ tenuta a far applicare le leggi, a cominciare da quella sulla par condicio, che obbligano la tv pubblica a garantire il pluralismo e il contraddittorio”.

FAZIO-SAVIANO: MARONI, NESSUNO COME ME CONTRO LA MAFIA (ANSA) – MILANO, 16 NOV – ”Di fronte ad accuse come quelle che ha fatto Saviano mi viene la pelle d’oca. Sono offeso e indignato per questo ho chiesto alla Rai di poter andare a replicare”: lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, parlando in diretta a Radio Padania. ”Nessun ministro dell’Interno – ha aggiunto – puo’ vantare risultati come quelli che ho ottenuto contro la mafia. Dire che la mafia e la camorra sono presenti al nord e’ una ovvieta’. Ma accusare, come ha fatto Saviano, un intero partito di essere il referente della mafia mi fa venire la pelle d’oca. Voglio credere che Saviano sia in buona fede e che qualcuno gli ha messo in bocca quelle parole, ma lui non sa di che cosa parla. Per questo ho chiesto di poter replicare. Dopodiche’ ho sentito che i responsabili della trasmissione non mi consentono il diritto di replica. siamo di fronte alla Inquisizione! Siamo al nuovo medioevo!”. Maroni ha quindi aggiunto ”spero che prevalga il senso di responsabilita’. In nessun Paese al mondo se un ministro dell’Interno chiede di poter replicare gli dicono di no! Quindi se non dovessero consentirmi la replica girero’ la questione al Presidente della Repubblica e ai presidenti di Camera e Senato”.

‘NDRANGHETA: MONTAGNOLI (LEGA), SAREBBE GRAVE NEGARE REPLICA A MARONI Roma, 16 nov. – (Adnkronos) – ”Dopo le infamanti accuse ricevute da Saviano, senza il benche’ minimo contraddittorio, negare il diritto di replica a Maroni sul palco della trasmissione ‘Vieni via con me’ sarebbe di una gravita’ inaudita”. Lo afferma Alessandro Montagnoli, vicepresidente vicario dei deputati della Lega nord. ”Contro mafia, camorra e ‘ndrangheta questo governo -continua Montagnoli- fa fatti e non chiacchiere da salotto televisivo cui e’ abituato Saviano. Grazie all’impegno incessante del ministro Maroni contro la criminalita’ organizzata, sono stati sequestrati beni per un valore di 18 miliardi di euro e sono stati arrestati 29 dei 30 latitanti piu’ pericolosi del Paese”. ”Quello che e’ stato detto ieri durante la trasmissione di Rai Tre -conclude Montagnoli- non solo e’ indegno, ma assolutamente fuori dalla realta’. E’ sacrosanto che il ministro dell’Interno abbia il diritto di replica”.

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