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Centrale a Carbone di Saline Joniche (RC), nota della SEI: “Il fronte del no non ha capito il progetto. Chi ha interesse a mantenere le cose come stanno ora?”

Posted by Peppe Caridi su 16, novembre, 2010

http://www.progettosei.it/index.php – “La mozione approvata dal Consiglio Regionale pone ancora una volta l’accento su due temi fondamentali: la necessità di ascoltare il territorio e quella di conoscere approfonditamente le opportunità per lo stesso. Due questioni che finora sono totalmente mancate per quanto riguarda il nostro progetto per Saline Joniche.
La mozione approvata ieri dal Consiglio Regionale chiede di “costruire un percorso di ascolto con le comunità locali” e dichiara che la Regione è “aperta al confronto e ad un incontro con le comunità per la crescita economica e sociale dei territori”. SEI condivide a pieno questo approccio e è intenzionata a puntare proprio sul dialogo con il territorio per aprire un confronto sereno e costruttivo con tutte le parti.

Il progetto SEI rappresenta un’opportunità unica, di grande interesse per le comunità locali e per tutta la regione, per le enormi ricadute occupazionali e di sviluppo del territorio che comporta.
Questo è il dato su cui la Regione e tutte le istituzioni dovrebbero confrontarsi, mettendo eventualmente in parallelo le alternative realmente percorribili. Tenendo presente che un investimento come quello SEI risulta non solo compatibile con altre attività ma anzi le favorisce, chiediamo un raffronto concreto e misurabile rispetto alle opportunità di crescita e di rilancio economico che le diverse ipotesi di sviluppo potrebbero eventualmente offrire.

Prima di parlare di sviluppo e rilancio dell’area è fondamentale condividere una base comune: il progetto SEI è ampiamente compatibile sotto il profilo della tutela della salute e dell’ambiente circostante. Non è la SEI a dirlo ma la Commissione ministeriale composta da 50 esperti accreditati a livello internazionale, unico organo competente per impianti di questa tipologia a livello nazionale. Non solo: lo dice chiunque abbia preso in mano il progetto con approccio scientifico e volontà di indagare ogni dettaglio sul piano tecnico. Lo dice chi ha osservato la cura posta nell’elaborare l’architetture dell’impianto: un progetto studiato secondo i più avanzati parametri di integrazione tra opera umana e natura e affidato a uno degli architetti italiani più famosi nel mondo: Italo Rota. Nessun impianto industriale è mai stato studiato prima con questa attenzione al paesaggio, al territorio, all’ambiente e alla salute pubblica.

Il rifacimento del porto (ad uso largamente turistico e commerciale, poiché le navi carboniere avranno un altro attracco separato dal porto turistico), le 1.500 persone impiegate per costruire l’impianto, le 300 persone a regime per farlo funzionare, la disponibilità ad ascoltare le richieste del territorio per far partire una serie di progetti di valorizzazione delle risorse locali investendo decine di milioni di euro, un centro di ricerca e sviluppo sulle più promettenti fonti di energia rinnovabile, le borse di studio: sono tutte misure che non vengono messe in campo per far passare un impianto nocivo per la salute (che nessuno al mondo potrebbe accettare, tantomeno una commissione ministeriale), ma sono elementi cardine di un progetto che guarda davvero allo sviluppo del territorio in cui SEI crede

Di fronte a questi elementi, che vorremmo spiegare nel dettaglio a tutti i cittadini, accogliendo con grande favore un’eventuale richiesta di chiarimenti da parte della Regione e un incontro con il Presidente Scopelliti, ci chiediamo: perché dire di no a priori senza neanche lo scrupolo di vedere cosa SEI stia realmente proponendo? Chi ha interesse a mantenere le cose come sono? Perché non valutare tutti i dettagli del progetto e poi eventualmente dire di no a valle di un percorso reale di ascolto delle comunità locali e delle loro istanze? Perché privare la gente del diritto di sapere e del diritto di scegliere?”

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Una Risposta to “Centrale a Carbone di Saline Joniche (RC), nota della SEI: “Il fronte del no non ha capito il progetto. Chi ha interesse a mantenere le cose come stanno ora?””

  1. Alberto Ieracitano said

    Non serve vedere il progetto, basta il titolo. Centrale a CARBONE.
    Se i residui, per quanto pochi che siano, li mangeranno loro, va bene. Se li rilasceranno nell’ammbiente (aria e acqua), che la facciano a casa loro la centrale.
    E tutto questo al di là di discorsi sulla CO2, sulla devastazione causata dalle miniere e dal trasporto del carbone, delle promesse di rilanci occupazionali e tutto il resto….

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