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BERLUSCONI, PROFESSIONISTI POLITICA VOGLIONO MANOVRA PALAZZO HANNO ETA’ IN CUI LEADER COME BUSH E BLAIR SCRIVONO MEMORIE

Posted by Peppe Caridi su 14, novembre, 2010

(ANSA) – MILANO, 14 NOV – Dice no a ipotesi di ribaltone Silvio Berlusconi nel suo intervento telefonico alla manifestazione del Pdl a Milano e lo fa anche se non cita mai questa parola. Ciò di cui parla, invece, è il fatto che ”ci sono professionisti della politica ormai vicini all’età in cui grandi leader come Bush e Blair scrivono le loro memorie che possono aspirare alla presidenza del Consiglio o della Camera solo attraverso decisioni di palazzo quindi agendo come se la gente non esistesse. Ma questa non è democrazia, è solo partitocrazia”. ”Quindi – ha aggiunto il presidente del Consiglio – siccome noi siamo democratici e nel nostro Paese deve valere la democrazia, cioè quello che decide la gente, noi non crediamo che questi problemi possano andare avanti”. Quello che succederà è che ”andremo avanti a governare – ha aggiunto – con la fiducia che sono sicuro otterremo al Senato e credo alla Camera”. Se però alla Camera il governo non otterrà l’ok ”benissimo – ha aggiunto – si andrà a a votare per la Camera stessa e vedremo cosa decidono gli italiani”.

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Una Risposta to “BERLUSCONI, PROFESSIONISTI POLITICA VOGLIONO MANOVRA PALAZZO HANNO ETA’ IN CUI LEADER COME BUSH E BLAIR SCRIVONO MEMORIE”

  1. Gustavo said

    Questo matrimonio non s’ha da fare né domani né mai ….

    L’instabilità politico-istituzionale che mira volontariamente a minare la continuità e la stabilità del governo in Italia continua a manifestarsi con fenomeni di cannibalismo incivile, di bandistismo e di pirateria politica.

    Il grado di inciviltà giuridica, di immaturità umana e di irresponsabilità politica che scuote il sistema democratico, qui e adesso, ha raggiunto livelli di scabrosità e di squallore indicibile, ingiustificabile, inaccettabile, irricevibile.

    Il livello di guardia democratico è stato grandemente superato e la situazione politica verificatasi dopo il tradimento finiano ha reso instabile il sistema democratico creando un precedente di prassi procedurale nella “contrattazione politica” molto pericoloso e reazionario, oscurantista e parruccone, termini sinonimi fra di loro e contrari ai termini riformista e progressista.

    La contrattazione politica nelle alleanze di governo che si presentano agli elettori con un programma di governo da attuare e realizzare viene grandemente pregiudicata da questa prassi reazionaria che pretende di cambiare regole, schieramenti ed alleanze durante il mandato elettorale che ha validato una maggioranza di governo a governare.

    Da oggi in poi, grazie a questo precedente pericoloso, chiunque ed in qualunque momento è autorizzato a “scomporre” la maggioranza di governo in virtù di interessi di parte che nulla hanno a che fare con l’interesse generale, l’interesse pubblico e l’interesse del popolo sovrano nelle nucleazioni fondamentali di famiglie ed aziende.

    Questo “mischiare le carte”, questo confondere gli obiettivi comuni, questo disordinare ogni regola a partire da quella base della convivenza civile, a sua volta connotata dalla lealtà alla parola data, dalla correttezza dei conseguenti comportamenti politici e dal concetto ormai infranto (definitivamente?) di responsabilità politica ed istituzionale (quotidianamente violata e violentata, piegata ed abusata a miserabili interessi di parte politica e alle ormai smisurate ambizioni personali del reazionario di turno), questo ingarbugliare mirato a sovvertire la già espressa volontà popolare che indicava chiaramente uno schieramento politico composto di alleanze fra parti politiche che si impegnavano a governare per tutto il mandato, guidando l’esecutivo al fine della realizzazione di quella programmazione elettorale sottoposta all’elettorato e premiata dal responso dell’urna, questa ormai consolidata prassi del tradimento politico ed istituzionale a fini non compresi in quella progammazione, questo brigantaggio politico si rende responsabile della instaurazione di una prassi secondo la quale, nulla è sicuro, nulla è programmato, nulla è certo.

    Nella trasposizione di quella incertezza del diritto e della pena che impera da sempre nel nostro paese, questa novella incertezza politico-istituzionale, istituzionalizza appunto il tradimento come metodo di contrattazione politica che tende a superare il mandato elettorale ed il patto sottoscritto.

    Inizia un’era in cui l’incertezza assurge a valore (che squallore inumano: l’incertezza che sale al grado di “valore”!) e diviene asse trasversale a tutte le regole che accreditano il patto fondante di ogni società:
    l’interesse comune, certamente riconosciuto, certamente realizzabile, certamente inquadrabile in un ambito di norme e regole scritte e non scritte e fondanti una comunità umana condivisa e condivisibile.

    Ogni nuova alleanza elettorale d’ora in poi dovrà fare i conti con questo nuovo assioma, questa nuovo principio della incertezza nel futuro e della relativa mancanza di speranza, ormai divenuta prassi consolidata e consuetudine superante i limiti della valorizzazione legislativa (secundum, preter o contra), divenendo essa stessa regola sopra le regole, norma sopra le norme e, addirittura, “valore di riferimento”.

    Ogni nuova coalizione di governo, ogni nuovo premier, ogni nuovo esecutivo chiamato a governare non potrà garantire continuità e stabilità nel governo del paese proprio a causa di questa incertezza, di questo nuovo valore di riferimento.

    Cosa che, a dire il vero, avveniva anche nel passato, soprattutto nelle coalizioni di governo del centro-sinistra, laddove il premier era “incerto” e cambiava spesso e volentieri durante il mandato (governo Prodi-D’alema-Amato) e il programma era “incerto”, poichè continuamente attaccato dall’interno della stessa maggioranza (si fa rifermimento a quelle storiche manifestazioni di gruppi parlamentari della coalizione di governo che scendevano in piazza per manifestare contro l’azione del governo, del “loro” governo).

    Il fatto nuovo è che questo “virus della irresponsabilità ed immaturità politica” ha aggredito violentemente anche l’altra polarizzazione politica, quella del centro-destra, l’unica sinora capace di garantire polarizzazioni politiche finalizzate alla formazione di governi stabili e continui.

    Il fatto nuovo è che questo virus ha ormai contagiato gran parte del sistema politico, fatta eccezione per l’unico movimento politico che tutte le parti politiche ricercano per le sue “uniche” qualità di lealtà e correttezza rispetto alla parola data e di cui nessuno però, vintende pagare il conseguente prezzo politico di supporto alle progettualità ed idealità che lo identificano:
    esso è la lega Nord per l’Indipendenza della Padania.

    E’ la donna più bella, più attraente, più leale e corretta che esista, ma è anche la donna che nessuno vuol sposare.

    Ed è proprio il matrimonio l’elemento base del nostro sistema in profonda ed aperta crisi.

    Ed è proprio il matrimonio fra un uomo e d una donna, il matrimonio fra due partiti politici, il matrimonio fra due aziende cointeressate, il matrimonio fra gruppi sociali che condividono stili di vita comuni, è proprio questo concetto fondamentale di matrimonio ad essere messo in crisi.

    E’ lo stare insieme, è l’incapacità di unirsi seriamente e lealmente in matrimonio che corrode profondamnete la nostra comunità nei tempi moderni.

    Ci si è dimenticata la regola d’oro che pretende che i panni sporchi vadano lavati in casa e non esposti pubblicamente quasi fossero trofei sportivi.

    Ci si è dimenticata quell’analisi dell’esperienza comune che fece un tal Giuseppe Capograssi, magnifico uomo, filosofo e giurista che definì la difficoltà dell’unirsi dello stare insieme più di chiunque altro.ù

    E’ un invito alla lettura, questo:

    Analisi dell’Esperienza Comune
    Giuseppe Capograssi

    Per coloro i quali ancora credono che, una parola data, va rispettata, che una mano stretta, va onorata.

    Nel bene come nel male.

    Possibilmente, al di là dle bene e del male …..

    Gustavo Gesualdo
    alias
    Il Cittadino X

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