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Ponte Galleggiante Abitato, Intervista al progettista israeliano, Mor Temor: «Una compagnia Canadese è pronta a costruirlo». Adesso le Province faranno lo studio di fattibilità?

Posted by Peppe Caridi su 11, novembre, 2010

L’architetto di Shaf-amer è tornato a Reggio Calabria per un incontro sulla sua idea di collegamento stabile dello Stretto che s’è svolto nella Facoltà di Ingegneria dell’Università ‘Mediterranea’ di Reggio – Il futuristico e suggestivo progetto del Ponte Galleggiante Abitato nello Stretto di Messina prende corpo ogni giorno di più.
Dopo la presentazione in anteprima dello scorso 29 aprile presso l’Altafiumara Resort di Santa Trada, nei pressi di Cannitello e Villa San Giovanni, l’architetto israeliano Mor Temor che ha ideato questo progetto è tornato in riva allo Stretto per un nuovo incontro, stavolta a Reggio, presso l’aula magna della Facoltà di Ingegneria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Nel corso del convegno sono intervenuti alcuni tecnici che hanno appoggiato e sostenuto l’idea del Ponte Galleggiante Abitato: l’ing. Domenico Gattuso dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, l’ing. Giovanni Saccà del Centro di Studi e ricerche dell’Università di Verona, l’arch. Massimo Pica Ciamarra dell’Università di Napoli, l’ing. Giovanni Falsone dell’Università di Messina.

A margine dell’incontro, abbiamo incontrato Mor Temor, architetto 36enne nativo di Shaf-amer, provincia di Nazareth, nell’Alta Galilea.
Temor, con l’occasione dell’incontro, è tornato volentieri a Reggio dove s’è fermato per più di una settimana, e ha portato tutta la famiglia perchè «questo posto è davvero splendido, ne sono innamorato. Quando studiavo a Milano, tutti mi parlavano male del sud Italia come se fosse quasi un inferno. Poi, però, quando sono venuto qui in Calabria per la prima volta, ho visto un mondo meraviglioso, con città splendide, panorami fantastici, natura bellissima. Quando sono tornato a Milano, gli ho detto ‘ma siete scemi? ma siete mai andati laggiù? E’ tutto fantastico’. Poi, dopo aver studiato per anni le immagini, i satelliti, le mappe e la cartografie dello Stretto per il mio progetto del Ponte Galleggiante Abitato, è davvero una grande emozione essere qui in un posto di grande storia, mito e leggenda. Guarda, guarda che bello – dice indicando il mare da una traversa del Corso Garibaldi di Reggio Calabria – si vedono le palme del lungomare mosse dal vento, le creste bianche del mare agitato e, in fondo, la Sicilia a un tiro di schioppo. Starei fermo qui ore a guardare questo scenario unico e bellissimo. Che colori, che profumo, che tonalità. E’ davvero fantastico».

Architetto, parliamo del suo progetto. Non sarà tornato in riva allo Stretto per la seconda volta in 6 mesi solo per guardare il panorama …
«No, anche se varrebbe la pena. Appena ho detto ai miei familiari che sarei dovuto tornare qui per l’incontro all’Università, si sono entusiasmati e sono venuti tutti con me. Stanno visitando Reggio e la Provincia e sono felicissimi, non se ne vorrebbero andare. Comunque sì, hai ragione tu, parliamo del Ponte. Sono molto contento che il progetto stia prendendo sempre più piede. Ti confido una notizia molto importante: nei giorni scorsi sono stato contattato da una compagnia canadese, una delle più importanti a livello internazionale per quanto riguarda la costruzione di strutture galleggianti. Mi hanno fatto i complimenti per la mia idea, e mi hanno espresso disponibilità totale per realizzarla. Il mio è un progetto molto innovativo, ma loro hanno già utilizzato tecniche simili per strutture galleggianti come piattaforme petrolifere, alberghi, case di lusso ecc. ecc. Mi hanno detto che hanno grande esperienza e tutte le tecnologie per realizzarlo, e che sarebbero entusiasti di farlo».

E allora dicci qualcosa in più, a livello tecnico, su questo progetto.
«E’ un progetto davvero avveniristico ma funzionale e sicuro. Innanzitutto il punto in cui realizzarlo: non abbiamo vincoli, possiamo costruirlo in quattro punti diversi, dalla zona più stretta dello Stretto fino a più a sud, collegando direttamente il centro storico di Messina con quello di Reggio. Si può scegliere dove farlo. Il nostro Ponte ha 6 corsie autostradali, tre per ogni carreggiata, più altre strade interne, la ferrovia ad alta velocità, piste ciclabili e pedonali perchè è pensato a misura d’uomo. All’interno sono previsti tanti spazi pubblici oltre a tre milioni di metri quadri di spazio abitabile, con ottomila appartamenti di circa 100 metri quadri che potranno essere adibiti ad abitazioni, negozi, centri commerciali, bar, pizzerie, ristoranti ecc. ecc. Questo Ponte è molto economico perchè si ripagherebbe da solo con la vendita di questi spazi. Per costruirlo ci vorrebbero solo due anni, senza causare alcun problema sulle due sponde dello Stretto perchè si costruirebbe tutto in mare con le chiatte».

Per capire cos’è il Ponte Abitato Galleggiante nello Stretto, è possibile osservare questo breve video che sintetizza i dettagli progettuali e lascia senza parole: http://www.youtube.com/watch?v=gMYwNo-uzX0&

Insieme all’architetto Temor abbiamo incontrato anche il dott. Carmelo Giuseppe Nucera che, in qualità di Presidente del Circolo di Cultura Greca “Apodiafazzi”, ha organizzato l’evento e ha “fatto suo” il progetto dell’architetto israeliano.

Dott. Nucera, questo progetto sembra risolvere tutti i problemi, tecnici ed economici, con cui al momento è alle prese il Governo per la realizzazione dell’altro progetto, quello già approvato, a campata unica.
(Temor sorride e ringrazia, n.d.r.) «Beh, si, è vero. Ma io voglio ribadire che non siamo contrari a quell’idea di Ponte. Abbiamo solo proposto la nostra idea, il progetto che reputiamo il migliore, che non per forza deve essere alternativo. Ci farebbe piacere che questo progetto venisse rispettato e tenuto in considerazione, ma senza nulla togliere ad altre idee altrettanto valide. Una cosa su cui sono fortemente convinto, è che il progresso e lo sviluppo non si possano fermare e che questo benedetto Stretto debba essere stabilmente collegato, perchè siamo nel terzo millennio ed è dall’antichità che c’è chi pensa a come collegare Calabria e Sicilia. Prima non ci riuscivano perchè non c’erano le tecnologie, anche se addirittura i Romani si attrezzarono con alcune botti e riuscirono a fare il Ponte seppur solo per poco tempo, ma oggi la scienza ci consente tutte le tecnologie per realizzare qualcosa di bello e utile, quindi perchè non farlo? La politica deve decidere i tempi e le priorità. Noi qui stiamo parlando solo di tecnica, e abbiamo presentato un’idea e un progetto. Tocca alla politica decidere se e quando fare il Ponte, e poi quale progetto realizzare».

Ok, ma per quanto questo progetto possa essere fattibile, ecologico, economico, affascinante, suggestivo e avveniristico, sicuramente sa bene che senza l’Ok della Politica non potrà mai venire realizzato. E allora la domanda che le pongo è: che riscontro avete avuto con le istituzioni, locali e nazionali? Questo progetto è piaciuto? Qualcuno vuole portarlo avanti anche a livello burocratico e legislativo?
«Sì, e non solo all’Università dove l’ing. Gattuso ci ha dato grande appoggio. Abbiamo anche avuto un importante incontro alla Provincia di Reggio Calabria: il Presidente Morabito si è detto molto interessato, anche perchè questo progetto riuscirebbe a concretizzare la conurbazione dell’Area dello Stretto. Adesso anche la politica sa che c’è pure questa soluzione per collegare stabilmente lo Stretto. Speriamo che la prendano in considerazione».

E i vostri prossimi obiettivi, dopo questo secondo incontro, quali sono?
«Il motivo di questi incontri era puramente informativo, affinchè cittadini, istituzioni e popolazione in generale prendesse coscienza di questa nuova idea. Adesso vogliamo stimolare le Province di Reggio e Messina affinchè portino avanti il progetto a livello istituzionale, coinvolgendosi in modo diretto e facendo uno studio di fattibilità sul Ponte Galleggiante Abitato».

Questo Progetto, però, potrebbe avere sin da subito molti nemici. Da un lato i ‘No-Ponte’ che sembrano contrari ad ogni tipo di Ponte, a prescindere dal progetto, e dall’altro il Governo e tutti coloro che si stanno battendo per realizzare il progetto, già approvato dal Cipe, a campata unica. L’iter è già avanzato e stanno per presentare il progetto definitivo.
«Non ci interessa, l’ho già detto. Non vogliamo metterci contro nessuno. Abbiamo avuto quest’idea, abbiamo questo progetto validissimo e lo stiamo solo presentando affinchè tutti possano saperlo. Se non vorranno tenerlo in considerazione, sarà una decisione politica. E’ ovvio che c’è sempre chi dirà no, ma il progresso e lo sviluppo non si possono fermare anche perchè realizzando il Ponte si porterebbe a compimento il corridoio 1 Berlino-Palermo, creando più integrazione tra le due sponde dello Stretto e riempendo di contenuti l’idea della Città Metropolitana, che per ora è solo un vuoto slogan. Poi è ovvio, quando si fa qualcosa c’è sempre qualcuno contrario. Ma non si può fermare il naturale sviluppo del Pianeta e dell’Umanità».

Infine l’architetto Temor ha voluto «ringraziare tutti perchè è stato un grande piacere lavorare nello Stretto, sperando che il mio progetto possa venire realizzato in modo da far crescere questa terra».

Documenti in allegato: cliccando qui e qui è possibile consultare la relazione dell’ing. Giovanni Saccà relativa all’incontro di venerdì scorso presso l’Università reggina.

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/images/Ponteee2.JPG

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