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Il Giro torna in Calabria e Sicilia, una tappa arriverà a Tropea poi arrivo in salita sull’Etna. Ma è l’occasione sprecata dell’Aspromonte …

Posted by Peppe Caridi su 23, ottobre, 2010

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/images/tropea2.jpgdi Peppe Caridi – Il Giro d’Italia 2011 è stato presentato ufficialmente al Teatro Carignano di Torino dallo stesso Direttore della Corsa Rosa, Angelo Zomegnan, che parla di “Giro dell’Unità d’Italia” perchè la corsa ciclistica più importante d’Italia vuole celebrare il 150° anniversario dalla nascita del nostro Paese. Si partirà il 7 maggio con una cronosquadra di 21,5km da Venaria Reale a Torino, poi la carovana arriverà in Emilia (a Parma), in Liguria (a Rapallo), in Toscana (prima Livorno, poi Orvieto con un arrivo mozzafiato tra salite e sterrato), poi nel Lazio (Fiuggi Terme), poi ancora più a sud, in Campania con il primo arrivo in salita a Montevergine di Mercogliano

Nel weekend di 14 e 15 maggio, per l’ottava e la nona tappa, il Giro arriverà in Calabria e Sicilia. Una tappa in Calabria, sabato 14, da Sapri a Tropea, e una in Sicilia, domenica 15, da Messina fino ai 1.904 metri del Rifugio Sapienza, sull’Etna

Due tappe bellissime e ricche di suggestioni. L’ottava, da Sapri a Tropea, è una delle più lunghe del Giro (214km) e percorrerà tutti i deliziosi paesi del Cosentino Tirrenico: da Praia a Mare a Diamante, da Cetraro a Paola, da Amantea a Falerna fino alla piana di Lamezia Terme, passando da Sant’Eufemia, poi da Pizzo Calabro e infine arrivando a Tropea, nel Vibonese, dopo la discesa del Toboga a pochissimi km dal traguardo, con tornanti mozzafiato in cui si deciderà l’arrivo.

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Il giorno dopo, domenica 15 maggio, sarà il turno della Sicilia con una tappa storica.
Sarà l’unica tappa di questo Giro in Sicilia, prima del trasferimento aereo in Molise durante un giorno di riposo per poi risalire l’Italia sulle Regioni Adriatiche verso le Alpi e le Dolomiti dove si deciderà la corsa. 

Ma un sigillo importante, gli uomini di classifica, potranno già metterlo in Sicilia. La tappa di domenica 15, giorno della ‘Festa dei Siciliani‘ nella ricorrenza della promulgazione dello Statuto Speciale, sarà bellissima.
Si partirà dalla piazza Duomo di Messina e si scenderà verso sud, lungo il litorale Jonico, percorrendo la strada statale 114 ‘Orientale Sicula‘ passando quindi anche da Giampilieri Marina e Scaletta Zanclea, i paesi che il 1° ottobre 2009 hanno subito la tremenda e nota alluvione.

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La Carovana Rosa continuerà a muoversi verso sud, attraversando anche Nizza di Sicilia e Roccalumera prima di salire fino a Taormina e riscendere alle pendici dell’Etna: il gruppo salirà due volte sul vulcano, prima dal versante nord, passando da Linguaglossa fino alla località Lenza, a 1.631 metri di altitudine, poi riscenderà sullo Jonio passando da Acireale e risalirà dal versante sud, passando da Nicolosi e si arrampicherà fino al Rifugio Sapienza, dove sarà posto l’arrivo a quota 1.904 metri di altitudine, con una pendenza media superiore al 10% negli ultimi 8 chilometri. 

Sarà una tappa speciale, perchè si attraversano località affascinanti e si sale sul “Ventoux” d’Italia, dove tra gli uomini di classifica sarà bagarre per la maglia Rosa.

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Proprio in questa tappa, Vincenzo Nibali proverà sicuramente ad avere maglia Rosa. Lo “Squalo dello Stretto” è tra i super-favoriti del prossimo Giro.
Il corridore Messinese è arrivato 3° quest’anno, facendo da gregario a Ivan Basso che ha vinto la Corsa, e poi è andato a vincere la durissima Vuelta, il Giro di Spagna. In prima fila al Teatro Carignano di Torino durante la presentazione, lo “Squalo” ha commentato così il prossimo Giro d’Italia: “è veramente molto difficile e duro, sarà faticoso perchè ci sono tantissime salite. Molte le conosco, molte altre no e quindi devo andare a visionarle”.
Ovviamente le attenzioni di Nibali sono concentrate anche sulla tappa Siciliana, che parte dalla sua città Natale e arriva in cima all’Etna, adatta alle sue caratteristiche: “la Messina-Etna è una tappa che mi appartiene. Conosco il versante nord, quello di Linguaglossa perchè partendo da Messina l’ho fatto tante volte durante gli allenamenti. Non conosco quello sud, che è il versante Catanese. Si sale da Belpasso, so che è veramente duro. Andrò a visionarlo”.
Con un Basso che punterà tutto sul Tour de France, Nibali sarà l’uomo di punta della Liquigas-Doimo.
Indossare la maglia Rosa proprio sull’Etna, nella tappa che parte dalla Città che gli ha dato i natali e che percorre le strade che lui conosce a memoria, è il sogno più grande dello “Squalo dello Stretto”.
Ovviamente, con l’intenzione di non svestirla più fino a Milano.

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Quello del Giro in Calabria e Sicilia è un grande appuntamento, che può significare tanto dal punto di vista turistico e dell’immagine del territorio. Proprio il Giro d’Italia è considerato una delle principali “vetrine” per le città, i paesi e le località del nostro Paese.
Rispetto alle attese, comunque, c’è un certo ridimensionamento del percorso della Carovana Rosa nelle Regioni del Sud: ci si aspettava, infatti, due tappe in Calabria e due in Sicilia, invece ce n’è solamente una in ogni Regione.
Una riflessione va fatta: nel Giro dell’Unità d’Italia, che attraversa moltissime località in cui si conserva la memoria storica dell’avventura Garibaldina, della spedizione dei Mille e di tutto ciò che ha a che vedere con il Risorgimento, le due tappe di Calabria e Sicilia, pur con un tracciato bellissimo, sembrano due pesci fuor d’acqua perchè partono, arrivano e attraversano luoghi non certo conosciuti per i processi che portarono all’Unità.
Eppure in Calabria e Sicilia ce ne sono tantissimi, basti pensare al ‘Cippo Garibaldi’, l’albero in cui il 29 agosto 1862 l’esercito regio fermò il tentativo di Garibaldi ferendolo a una gamba nel cuore dell’Aspromonte, a pochi km dalla nota località turistica di Gambarie, prima stazione sciistica della storia nell’Appennino centro/meridionale (nata nel 1954).
E’ una delle località più importanti d’Italia, dal punto di vista storico, per conservare la memoria della storia dell’Unità.

Il tracciato del Giro d’Italia 2011 è la grande occasione sprecata dall’Aspromonte e dal territorio di Gambarie. Quale arrivo in salita migliore poteva esserci, nel Giro dell’Unità d’Italia, rispetto a quello del ‘Cippo Garibaldi‘? E quanto risalto avrebbe potuto dare, la vetrina del Giro, a tutte le meravigliose (ma sconosciute) bellezze turistiche dell’Aspromonte e del comprensorio di Gambarie?
Tanti enti (la Comunità Montana, l’Ente Parco, i vari Comuni, la Provincia, la Regione …) dovrebbero lavorare, nel settore turistico, per promuovere eventi di questo tipo, e l’occasione del Giro dell’Unità d’Italia era ghiottissima per consentire all’Aspromonte di ospitare una tappa in salita della ‘Corsa Rosa‘.

Certamente per conoscere le inestimabili bellezze naturali del massiccio montuoso reggino non dovrebbe servire il Giro d’Italia; ma allora si faccia qualche altra cosa per promuoverle, perchè tanto sono meravigliose quanto sconosciute e quindi poco produttive.

Intanto è iniziato il conto alla rovescia per tutti coloro che vorranno scendere in strada per abbracciare il Giro: potranno farlo nella Calabria Tirrenica centro/settentrionale e nel Messinese Jonico, durante due tappe fantastiche del Giro d’Italia più duro degli ultimi anni.

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