LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Intervista al ‘Gattuso dello Stretto’. Giuseppe Rizzo, il 19enne messinese che fa impazzire Reggio Calabria

Posted by Peppe Caridi su 20, ottobre, 2010

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/images/pepperizzo.JPGE’ la grande rivelazione di questa serie B: Giuseppe Rizzo, 19enne Messinese che regge sulle spalle il centrocampo della Reggina insieme a Nicolas Viola, sta facendo tornare l’entusiasmo in una città che negli ultimi anni s’era disaffezionata dal calcio. E, soprattutto, sta unendo Reggio e Messina anche nel calcio, unico argomento di divisione tra due realtà urbane sempre più vicine nelle relazioni sociali ed economiche.
Giovanissimo, molto umile, timido e a tratti impacciato mentre lo intervistiamo, è per la prima volta nella sua vita sotto i riflettori: s’è formato calcisticamente negli “Allievi” e nei “Giovanissimi” dell’Fc Messina Peloro, ed è arrivato nell’altra sponda dello Stretto dopo il fallimento della società di Franza, prelevato da Simone Giacchetta senza spendere un euro. Nella Reggina è stato protagonista assoluto della stagione più esaltante della squadra “Primavera” che nel 2008/2009, mentre la prima squadra retrocedeva dalla serie A alla B, era arrivata ai quarti di finale della corsa scudetto, fermata solo dall’Udinese. Il centrocampo di quella Reggina Primavera era targato Nicolas ViolaGiuseppe Rizzo, entrambi titolari di quest’altra esaltante stagione amaranto, in serie B, stavolta in prima squadra.

In questa Reggina, terza in classifica e protagonista di un calcio davvero spettacolare, Rizzo è insostituibile per il lavoro che fa in mezzo al campo. Quando arriviamo a ‘Casa Sant’Agata’, il Centro Sportivo della Reggina, troviamo un ambiente sereno e tranquillo. L’appuntamento per l’allenamento tra Mister Atzori, staff tecnico e giocatori è alle 14:30 ma un’ora prima sono già tutti qui. Non vedono l’ora di giocare, divertirsi, allenarsi, preparare la prossima partita.

Rizzo si concede ai nostri microfoni ma sta già pensando all’allenamento, non vede l’ora di unirsi ai compagni con i quali c’è grande sintonia e si diverte tantissimo.

Mister Atzori ha detto che nel tuo gioco ricordi Gennaro Gattuso. Hai 19 anni e stai facendo benissimo: qual’è il tuo sogno nel cassetto?

“Il mio sogno è il Milan. Essere paragonato a Gattuso per me è un onore, il mio sogno più grande è proprio quello di fare la stessa carriera di Gattuso, il mio idolo”.

Hai esordito in serie B l’anno scorso in Reggina-Crotone, ti ha lanciato mister Breda che ti aveva allenato anche nella Primavera. Che ricordo hai di lui? E’ l’allenatore che ti ha lanciato, e adesso sta vivendo un grande momento con la Salernitana capolista del girone A della Lega Pro. Vuoi mandargli un messaggio?

“Ho un grande ricordo di Breda, mi ha fatto esordire in B e lo ringrazio molto. Sono contento che sta facendo bene, e spero di incontrarlo presto”.

Quest’inizio di stagione sta andando benissimo. Come vivi il momento?

“Sono molto contento, non me l’aspettavo. Mi sono dovuto ambientare alla serie B, sono arrivato qui direttamente dalla primavera e all’inizio mi sono dovuto calare nella categoria. Ma qui alla Reggina mi aiutano tutti: Bonazzoli, Tedesco, Puggioni ma anche Missiroli e Barillà, sono tutti fantastici e poi c’è il mister, Atzori. E’  davvero una grande persona. Inoltre a centrocampo mi trovo benissimo con Nicolas Viola, abbiamo già fatto bene insieme con la Primavera. Sono davvero felice e spero che questo momento duri a lungo, dobbiamo migliorarci sempre e non mollare mai”.

Fai un pensierino alla Nazionale Under 21?

“Non mi interessa, penso solo alla Reggina”.

Sei giovanissimo, ti stai lanciando nel calcio che conta, eppure hai già un piccolo rammarico …

“Sì, il calcio di rigore che ho sbagliato all’ultimo Torneo di Viareggio. Per colpa mia siamo stati eliminati e non me ne capacito. Ancora ricordo quel momento, se ci penso mi sembra di vivere un incubo, vorrei molto tornare al Viareggio, sempre se Atzori e la Società lo ritenessero opportuno, per rifarmi e lanciare la Reggina”.

Atzori ha a disposizione una rosa molto ampia, in ogni ruolo c’è concorrenza. Tu e Nicolas, a centrocampo, state tenendo in panchina gente come Castiglia e Tedesco. E’ la risposta migliore a chi era scettico, prima dell’inizio del campionato, su un tuo impiego da titolare.

“No, alla concorrenza non penso minimamente. Ci alleniamo tutti duramente durante la settimana, mister Atzori, i preparatori, Ciccio Cozza e lo staff tecnico ci danno tantissimo e poi il sabato va in campo chi dice il mister. Io sono molto felice di questo momento, spero duri il più a lungo possibile”.

Sabato al Granillo arriva l’Empoli, l’unica squadra che in questa serie B è ancora imbattuta. Lunedì sera hanno fermato il Siena con un 3-0 impressionante.

“Sì, anche loro come noi corrono tantissimo, dovremo essere bravi e correre ancora di più”.

La classifica dice Novara 22, Siena 21, Reggina 20, Empoli e Atalanta 18.

“Non ci interessa minimamente, non la guardiamo proprio, nè io nè gli altri nello spogliatoio. Pensiamo solo a giocare e vincere partita dopo partita, poi si vedrà”.

Fai ancora il pendolare per venire ad allenarti?

“Sì, vivo a Messina con la mia famiglia e viaggio col traghetto ogni giorno. Ma non è un problema, ormai mi sono abituato e mi trovo bene. A volte, quando capita, resto qui a dormire, mi trovo benissimo”.

Per te, adesso c’è tanta gente di Messina che fa il tifo per la Reggina.

“Sì, i miei amici tifano Reggina da quando io gioco qui, anche i miei fratelli. Quando possono vengono sempre a vedermi al Granillo, e mi fa piacere”.

Ma ovviamente tu sei e resti sempre un cuore giallorosso

“Certo, il mio cuore è giallorosso, io tifo tantissimo per il Messina. L’attuale spiacevole situazione del calcio nella mia città mi rattrista molto. Eppure abbiamo uno stadio così bello … Spero che arrivi qualcuno che rilanci la squadra ad alti livelli. Io voglio tornare a giocare nel Messina, magari chiudendo la carriera nella squadra della mia città”.

Ovviamente in serie A.

“Serie A, serie B… la categoria non mi interessa”.

Questo è Giuseppe Rizzo, l’emblema di modestia e umiltà. Due caratteristiche d’oro che stanno lanciando questa giovane Reggina con 11 giocatori provenienti dal vivaio amaranto di cui 7 reggini e un messinese, appunto. Rizzo ancora parla di Torneo di Viareggio, di serie B, dice che la categoria “non importa” pur di giocare nella squadra della sua città.
Ma l’impressione è che già dalla prossima stagione possa affermarsi in serie A. Con la Reggina, se gli amaranto riuscissero a centrare l’impresa, o comunque altrove. Dopo quello che sta facendo vedere sul campo quest’anno difficilmente tornerà a giocare in cadetteria, promette ben altri palcoscenici.
Forse non è del tutto consapevole di quanto di buono sta facendo, e per il momento è meglio così sia per la sua carriera che per la Reggina.

Intanto gli sportivi di Messina, nella stagione ciclistica dell’affermazione definitiva di Vincenzo Nibali, lo “Squalo dello Stretto”, possono coccolarsi un nuovo talento sportivo. Il “Gattuso dello Stretto” che sicuramente nei prossimi anni darà tante soddisfazioni a questa Città.

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LA MAGLIA AMARANTO DI RIZZO SULLA BARA DELLA MOGLIE DI MIMMO VENTRA, CAPO ULTRA’ MESSINESE

Giuseppe Rizzo giovedì scorso è stato protagonista di un momento toccante e commovente: Reggio e Messina per l’ennesima volta si sono unite nel dolore. Nella chiesa del popolare Villaggio Cep, molto vicino allo stadio S. Filippo e alla casa della famiglia Rizzo dove vive il centrocampista della Reggina, è stato celebrato il funerale della moglie di Mimmo Ventra, uno dei capi della tifoseria giallorossa, appartenente al gruppo Uragano Cep.
Una folla imponente ha dato l’ultimo saluto alla donna, tragicamente scomparsa in seguito ad un malore. Insieme ai parenti e ai conoscenti, era presente la squadra del Messina al completo (i giallorossi, nell’occasione, hanno anticipato la consueta partitella infrasettimanale al mattino) oltre ad un gran numero di tifosi messinesi.

Giuseppe Rizzo, cresciuto proprio nel quartiere del Cep, di fronte l’altare, sulla bara della signora Rosa, ha voluto appoggiare la sua maglia amaranto con il numero 18, ponendola accanto a quella della squadra peloritana. Una scena commovente, che ha colpito tutti i presenti, e che dimostra ancora una volta quanto la sportiva rivalità calcistica tra Reggio e Messina sia solo una civile e marginale goliardia di colore in una società civile, unita e sensibile.

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