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L’esercito è arrivato a Reggio: le foto

Posted by Peppe Caridi su 18, ottobre, 2010

dell’inviato ANSA Ezio De Domenico – REGGIO CALABRIA – Sono arrivati un po’ in sordina e senza dare troppo nell’occhio. Eppure gli 80 militari dell’Esercito cui da oggi e’ affidata a Reggio Calabria la sorveglianza di quattro ”obiettivi sensibili” rappresentano una rivoluzione nella gestione dei servizi di ordine pubblico in citta’.
I soldati appartengono al reggimento Bersaglieri di Cosenza e alla Brigata Aosta, di stanza in Sicilia. Hanno raggiunto le loro postazioni nella tarda mattinata, con un leggero ritardo rispetto alle 13, che era l’ora fissata, dando il cambio a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza cui in precedenza era affidata la sorveglianza. Saranno loro da oggi in poi e per un tempo ancora indeterminato ad attuare la vigilanza fissa diurna e notturna davanti gli uffici della Dda, della Procura generale e della Corte d’appello e davanti l’abitazione del procuratore generale Salvatore Di Landro, il magistrato che ha subito il maggior numero di intimidazioni.   E’ stato proprio dall’attentato fatto il 3 gennaio scorso contro la Procura generale, quando una bomba fu fatta esplodere davanti il portone dell’ufficio, a dare avvio alla difficile fase a Reggio che ha portato alla decisione di impiegare l’Esercito per compiti di ordine pubblico. Una presenza, come ha ribadito piu’ volte il prefetto di Reggio, Luigi Varratta, che non sara’ invasiva e non determinera’ alcuna militarizzazione del territorio.

Anche perche’ i soldati non si muoveranno dai posti affidati loro per la sorveglianza e non andranno in giro per la citta’. Reggio, comunque, ha accolto con un certo distacco l’arrivo dei soldati in citta’. Complici anche le avverse condizioni meteorologiche e la poca gente per strada, la presenza dei militari e’ passata un po’ inosservata. Qualche passante li ha guardati un po’ incuriosito, e altri sono passati senza soffermare piu’ di tanto la loro attenzione. Ma c’e’ stato anche chi ha osservato che se la presenza dell’Esercito puo’ servire per aumentare il livello di sicurezza, si tratta di una decisione sicuramente positiva anche se c’e’ stato chi ha sostenuto che se non si aumenta il numero di magistrati che devono indagare sulle cosche (solo alla Procura della Repubblica mancano otto dei pm previsti dall’organico), la lotta contro la ‘ndrangheta restera’ puramente teorica perche’ alla fine cio’ che conta sono soprattutto le inchieste, i processi e le condanne. Apprezzamento per la presenza dell’Esercito e’ stato espresso dal procuratore della Repubblica, Giuseppe Pignatone, secondo il quale ”si tratta di un segnale importante dell’attenzione che lo Stato riserva per Reggio Calabria”.

Il dato significativo fatto rilevare anche dal procuratore Pignatone e’ che gli 80 soldati che saranno utilizzati per i servizi di sorveglianza consentiranno di impiegare le altrettante unita’ di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza che ora non li svolgeranno piu’ per le indagini contro la ‘ndrangheta. Ottanta uomini in piu’ per combattere quelle cosche il cui potere, un tempo inattaccabile, comincia a sgretolarsi grazie anche all’apporto di un numero sempre maggiore di pentiti, fenomeno un tempo sconosciuto alla ‘ndrangheta.

L’ultimo collaboratore di giustizia in ordine di tempo, Antonino Lo Giudice, che si e’ attribuito la responsabilita’ delle intimidazioni al pg Di Landro e al procuratore Pignatone e che sara’ sentito ancora in questa settimana, potrebbe dare un contributo determinante anche per svelare i rapporti tra cosche e settori della politica, segnando in questo senso una svolta determinante. Piu’ uomini per le indagini, dunque, grazie all’impiego dei soldati, che domattina riceveranno l’abbraccio della citta’ di Reggio Calabria nel corso di una manifestazione organizzata dal sindaco, Giuseppe Raffa.

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