LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

La pagina è il mio campo, su cui posso scrivere valorosamente; la penna il mio aratro; le parole la mia semente

Arrestato “l’uomo nero” serbo, tradito dai tatuaggi

Posted by Peppe Caridi su 13, ottobre, 2010

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/images/Bestie1.jpg

Dall’inviato della Gazzetta dello Sport Riccardo Pratesi GENOVA, 13 ottobre 2010 – Lui si chiama Ivan. Lo dice un agente, quando alle 3 della notte tra il 12 e il 13 ottobre il ricercato numero uno degli ultrà serbi a Marassi viene immortalato dai fotografi dopo essere stato arrestato da pochi minuti. Lui l’avete visto con un passamontagna appollaiato sopra la rete del settore ospiti prima di Italia-Serbia. Aveva tagliato la rete, e, da lassù, fisico enorme e tatuaggi ostentati in bella vista, lanciava bengala in campo e in curva nord. Proprio i tatuaggi sono stati il suo tallone d’Achille.

CACCIA ALL’UOMO — Sì perchè gli agenti lo hanno cercato per tutta la notte, dopo che i disordini degli ultrà serbi dal campo si sono estesi agli spalti al piazzale antistante lo stadio, quello dove avevano i pullman, nel dopopartita. Un cancello forzato dai tifosi, gli scontri con le forze dell’ordine, che poi hanno ricevuto rinforzi e caricato in forze, costringendo tutti a risalire sui pullman. Anche Ivan, l’”uomo nero”, il capo ultrà, l’uomo dei tatuaggi. Un 28, il simbolo della Stella Rossa, addirittura una bomba a mano. E allora, via alle ricerche. Estenuante, interminabili. La forze dell’ordine hanno fatto scendere uno ad uno tutti i passeggeri. Poi hanno fatto sfilare la maglietta a tutti i tifosi, per riconoscere i tatuaggi immortalati dalle telecamere. Niente. E così i pullman hanno cominciato a ripartire, via da Marassi e da una nottata che hanno trasformato in incubo per tifosi e squadre. Senza di lui. Perchè doveva essere ancora lì, da qualche parte.

L’ULTIMO PULLMAN — Quando di pullman nel piazzale ne è rimasto solo uno, ed è stato circondando da un numero enorme di agenti in tenuta antisommossa, il pensiero condiviso da chi era ancora lì, al di là della rete, ad aspettare di dare un volto all’uomo nero delle fiabe, è stato: ci siamo. Erano le 2.30. E però i passeggeri del pullman sono scesi, si sono messi in fila orizzontale, un film già visto, si sono tolti la maglietta e hanno mostrato che di tatuaggi ne avevano a bizzeffe pure loro. Sì, ma non quelli giusti. Insomma, i tifosi serbi erano stati controllati tutti senza successo, anzi, tutti meno uno. Ivan. Scovato alle 2.41 nel vano bagagli di quel pullman. Tra gli applausi e gli insulti degli astanti. Lui, enorme, è stato placcato da diversi agenti, e trascinato, insieme a borse con centinaia di bengala, di nuovo nella pancia dello stadio. Dove qualche ora prima guardava tutti dall’alto, dove ora era costretto alla resa. Ammanettato.

Ivan, il capo ultrà con la bomba tatuata
Ivan Bogdanov, l’ultrà serbo arrestato nella notte a Genova, sarebbe uno dei capi storici riconosciuti della tifoseria serba. Ha una bomba a mano tatuata sul pettorale destro e la data 1389 sul bicipite destro: è l’anno della battaglia persa alla Piana dei Merli dai serbi contro i turchi, ma che segnò l’inizio dello spirito ultranazionalista serbo.

Inoltre, come recita un comunicato della Questura di Genova, “sono stati inoltre al momento segnalati a piede libero altri 35 tifosi, passeggeri di un pullman a bordo del quale sono stati ritrovati numerosi artifici esplodenti ed incendiari. Sono stati identificati complessivamente 138 tifosi, nel confronti dei quali sono in atto accertamenti”.

GENOVA, 12 ottobre 2010 – Le domande, dopo la brutta, terribile, serata di Marassi, sono principalmente due: come è potuto succedere? E perchè proprio questa partita? Una spiegazione del come può essere questa: dal dicembre 2009 non serve più il visto per lasciare la Serbia, questo spiegherebbe l’esodo di massa, favorito da questa normativa. Quella di stasera con l’Italia è la prima grande partita della Serbia dopo il via libera, quindi aveva calamitato l’attenzione dei gruppi ultrà serbi. Probabilmente anche un gruppo meno nutrito di sostenitori serbi avrebbe potuto fermare questa gara – perchè questo era il loro evidente intento -, in passato avevano già fatto bravate in tutta Europa (sfruttando ad esempio i passaporti con doppia cittadinanza di tanti serbi), però, il numero di “assalitori” sarebbe probabilmente stato minore. Ancora sul perchè: di certo per calamitare l’attenzione mondiale, e forse anche per “punire”, oltre al portiere nel mirino, il presidente federale Karadzic, ex presidente del Partizan, accusato dai tifosi della Stella Rossa (la maggioranza, non la globalità dei tifosi presenti a Marassi, c’erano ad esempio anche i “becchini” del Partizan, ad esempio) di alterare il campionato.

J’ACCUSE RICAMBIATO — Se la sicurezza italiana attacca quella serba, le accuse sono reciproche, ricambiate. Il presidente della federazione serba Tomislav Karadzic ha infatti dichiarato: “È un attacco allo Stato e lo Stato deve risolvere questo problema. Questo non è solo un attacco al calcio serbo, ma alla Serbia nella sua interezza, e al calcio mondiale. E’ una vergogna, ma noi a Genova da due giorni sentivamo la pressione dei tifosi intorno all’albergo, e ieri la polizia serba e la Federcalcio del nostro Paese avevano informato le forze dell’ordine italiane che c’era pericolo, che fazioni violente di tifosi erano in Italia per fermare questa partita. E non è stato fatto niente, non sono stati evitati i fatti di stasera”. L’accaduto del Ferraris è testimonianza di un disagio sociale applicato al calcio, ma poi ci sono anche i risvolti politici, con la connotazione di estrema destra di parecchie fazioni di tifosi serbi. Sugli spalti stasera è stata bruciata la bandiera del Kosovo.

MILOSEVIC — Dal canto suo un ex nazionale, Savo Milosevic, ha definito quello di oggi “Uno dei giorni più neri della storia del calcio serbo. Penso che tutto questo non possa essere stato provocato solo dall’animosità contro il portiere (Vladimir Stoikovic, ndr). Le cose sono molto più serie e pericolose”, ha dichiarato. “Negli ultimi 20 anni lo Stato non ha fatto nulla per stroncare questa violenza. Pagheremo un prezzo molto alto per la mancanza di volontà di risolvere alla radice il problema”, ha concluso.

SANZIONI — E infatti, al di là dei tempi di ratifica della decisione, sembra scontato il 3-0 a tavolino. Ma la Serbia rischia anche di più: chissà, forse, anche l’esclusione dalle competizioni internazionali.

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/images/Bestie2.jpg

Annunci

Una Risposta to “Arrestato “l’uomo nero” serbo, tradito dai tatuaggi”

  1. sgrz said

    Maroni ride sulle critiche per la gestione della sicurezza. saranno contenti i genovesi che hanno visto la città messa a ferro e fuoco dai delinquenti serbi

    La tragedia sfiorata allo stadio di Marassi e le risate di Maroni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: