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Un’armata brancaleone destinata al fallimento

Posted by Peppe Caridi su 6, ottobre, 2010

https://i0.wp.com/www.meteoweb.it/images/fini_gianfranco.jpgdi Giovanni Alvaro – Si fa un gran parlare sulla necessità di rifare la legge elettorale, prima di andare a votare, giustificandola con l’ urgenza di evitare la elezione dei ‘nominati’ dai parte dei partiti per introdurre la possibilità della ‘scelta’ da parte degli elettori. Se così fosse, se fosse vero che questo è il vero obiettivo, sarebbe semplice ottenerlo, addirittura col voto anche dell’attuale maggioranza.  Infatti reintrodurre la preferenza non modifica per nulla l’attuale sistema che prevede di dare un premio di maggioranza alla coalizione che piglia più voti. Così è stato con Prodi, nel 2006, così è stato con Berlusconi, nel 2008.         Ma l’obiettivo degli apprendisti stregoni della nuova armata Brancaleone non è per nulla questo. Essi vogliono liquidare Berlusconi e per questo obiettivo sono disposti a tutto.
Si dice che l’attuale sistema elettorale sia un ‘porcellum’, come lo aveva battezzato il suo inventore, ma volutamente si sorvola sul perché l’on. Calderoli gli abbia voluto appioppare questo titolo. Si fa finta di dimenticare, infatti, che la legge attuale funziona, per la Camera,  con un premio di maggioranza che scatta con i voti dell’intero paese, mentre, per il Senato, detto premio viene assegnato Regione per regione. Ne consegue che si possono ottenere due maggioranze diverse che vanificano l’obiettivo che ci si prefiggeva e che era quello di dotare la coalizione vincente di una solida maggioranza. E’ questo il motivo per cui Calderoli parlò di legge ‘porcellum’. La modifica da fare è quella, quindi, di uniformare il Senato alla Camera e nient’altro. L’abolizione delle preferenze ha tagliato, tra l’altro, le unghie al condizionamento delle mafie.

Ma chi agita questo problema, che sul piano psicologico ha un forte appeal, punta a costruire un largo consenso nell’opinione pubblica, che storce il naso dinanzi alla pratica dei ‘nominati’ ed è sensibile alla reintroduzione delle preferenze, con l’obiettivo di liquidare il ‘porcellum’, con il quale è praticamente impossibile che l’attuale opposizione possa vincere le elezioni, e introdurre sistemi elettorali che, nel migliore dei casi, ‘trucchino’ il risultato, e nel peggiore, sia la scusa per percorrere altre vie. In tale direzione non è escluso un meccanismo che riduca il premio di maggioranza, liquidi il bipolarismo, e faccia ritornare i giochi di corridoio in cui sono maestri gli eredi del comunismo.

Il popolo, a cui ci si appella un giorno si e l’altro pure, verrebbe espropriato del diritto di scegliere chi deve governare. E a suo nome viene tentata l’operazione ribaltone con la scusa della legge elettorale. Gli attuali stregoni sanno benissimo che senza voti non c’è sistema elettorale che tenga, e che il tempo ‘di un batter d’ali’, come ama dire il trattorista di Montenero, o il tempo strettamente necessario a varare la nuova legge, si trasformerebbe da subito in ‘occupazione abusiva del potere’, fino alla scadenza, magari cambiando in corso d’opera un paio di volte il Presidente del Consiglio (cosa necessaria a soddisfare gli appetiti dei leaders in panchina).

Sono, quindi, masturbazioni cerebrali il cianciare sul doppio turno alla francese, sul sistema tedesco, sui collegi uninominali (i cui candidati sarebbero ‘nominati’ dai partiti), sugli sbarramenti al 5% e così via. La sinistra non è, ancora, pronta ad affrontare un nuovo rovescio elettorale che decreterebbe la sua fine nelle fauci dell’estremismo più becero, e lo si capisce, prima ancora che dai sondaggi, dal rifiuto a prendere in considerazione l’ipotesi di nuove elezioni. Essa spera di invertire la rotta oggi decisamente votata alla sconfitta e, quindi, ha bisogno di tempo.  E il tempo spera di ottenerlo con la vergogna del ‘governo tecnico’.  Ma è un gioco senza respiro.

Federalismo, Università, crisi internazionale, giustizia, grandi opere, e quant’altro stava maturando in Parlamento, per l’armata Brancaleone, sono solo un fastidio. Ma proprio questo fastidio, che denota un’assenza di dignità politica e la mancanza totale di senso dello Stato, che  dimostra com’è lontano il tempo per liquidare Silvio Berlusconi e le forze che questo senso ce l’hanno.  Purtroppo creeranno danni, ma il paese non glielo perdonerà mai.

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Una Risposta to “Un’armata brancaleone destinata al fallimento”

  1. mimmasuraci said

    d’accordo. Che,però,il Governo si dia da fare per attuare il famoso programma piuttosto che raccogliere sfide qualunquiste e ipocrite.

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