LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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A Messina tornano in piazza i ‘No-Ponte’ e minacciano: “Se faranno sul serio, saremo pronti a bloccare i cantieri”

Posted by Peppe Caridi su 3, ottobre, 2010

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/images/noponopo.jpgdi Peppe Caridi – Messina torna a tingersi di rosso per una nuova manifestazione contro il Ponte sullo Stretto. E si tinge di rosso perchè la coreografia è fatta di magliette, bandiere, cappellini e palloncini quasi sempre di colore rosso, come quello degli striscioni dei partiti politici più rappresentati dai manifestanti, e cioè i Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Sinistra e Libertà e altri ancor più estremisti di sinistra. Poi ci sono i Verdi, Legambiente, il Wwf e altri movimenti ambientalisti, oltre ad alcuni rappresentanti dell’Italia dei Valori. E su Via Garibaldi si canta e balla al ritmo di “O partigiano portami via o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao“.

Secondo gli organizzatori della ‘Rete No-Ponte‘ c’erano settemila persone, poco più di tremila invece per la questura. In tanti sono arrivati da fuori, non erano messinesi nè reggini ma hanno scelto quest’appuntamento da Palermo, Cosenza, Napoli, qualcuno addirittura da Roma, L’Aquila, Firenze, Bologna, Milano.

La ‘Rete No Ponte’ ha organizzato questa manifestazione per protestare contro la realizzazione dell’opera e per chiedere che i fondi per la sua costruzione siano destinati alle zone alluvionate del Messinese, un anno e un giorno dopo la tragica alluvione di Giampilieri e Scaletta Zanclea.

Dalla manifestazione è emersa una certa preoccupazione da parte dei “No-Ponte” rispetto al fatto che il Governo stavolta faccia davvero sul serio per quanto riguarda la realizzazione del Ponte: per questo vengono alzati i toni e viene spostato il mirino proprio sui cantieri e sul progetto definitivo che sarà presentato entro la fine dell’anno. Non s’è più sentito, infatti, il ritornello degli ultimi anni secondo cui “bisogna stare tranquilli, tanto il Ponte non lo faranno mai“, tanto che Luigi Sturniolo della ‘Rete No Ponte‘, ha detto che “nel momento in cui dovessero davvero partire i cantieri, saremo lì a bloccarli. E’ quello il nostro prossimo obiettivo“.

Crediamo che sia un’indecenza – ha detto Anna Giordano, componente della segreteria nazionale del Wwf – che decine di persone che vivano nel disagio dopo l’alluvione di Giampilieri e Scaletta perchè non si trovano i fondi per sistemare quelle aree, mentre per la realizzazione di un’opera inutile e impossibile da realizzare si stanziano dei soldi. Ricordo inoltre che il ponte a campata unica piu’ lungo del mondo e’ di 1.131 metri e quello che vorrebbero fare e’ di 3.300 metri. C’e’ un gap tecnologico non colmabile nemmeno tra cento anni“.

Daniele Ielacqua, di Sinistra e Libertà, s’è detto soddisfatto del “successo della manifestazione, perchè a Messina sono arrivati tanti movimenti da tutt’Italia che si battono contro le grandi opere. Il livello della protesta si deve alzare“.

Salvatore Mammola dell’Italia dei Valori ha detto che “Messina è già unita alla Calabria, non ha bisogno del Ponte che tra due Regioni come Calabria e Sicilia sarebbe inutile. Se fossero due Svizzera allora si potrebbe pensare di unirle con un Ponte, ma una Messina e una Sicilia che ha problemi di acqua, infrastrutture ecc. ecc. non ha bisogno del Ponte ma di ben altro”.

Pietro Interdonato del Comitato ‘Pendolari dello Stretto‘ ha detto: “Il Ponte è una grande iattura. Berlusconi è un megalomane, il Ponte serve solo alla sua megalomania e a quella di alcuni cittadini che non conoscono nè la storia nè il vissuto di Messina, che è una città immonda, con pessimi amministratori. Per ripristinare il nostro martoriato territorio servono navi a prezzi agevolati con tariffe che non siano da strozzinaggio. La Metromare è stato un fallimento con prezzi dettati a tavolino“.

Renato Accorinti della ‘Rete No-Ponte‘ ha ribadito che “il Ponte è solo un’illusione pericolosissima. E’ un simbolo di tanti mali, dire no al Ponte significa dire Sì a tante altre cose, cioè le migliori alternative, le autostrade del mare, le ferrovie, i porti. La nostra lotta è gioia, è una cosa nobile, non dobbiamo abbassare la testa. Non lottare significa morire“.

Il presidente nazionale dei Verdi per la Costituente ecologista, Bonelli, ha detto che “il Ponte sullo stretto di Messina serve solo ad unire mafia e ‘ndrangheta e gli interessi che ruotano intorno ai loro affari. Il governo Berlusconi sta per buttare letteralmente a mare circa 8 miliardi solo per incartare un regalo alle lobbies del cemento e degli affari. Con quelle risorse si potrebbe cominciare a cambiare il Paese, cominciare a rivoluzionare il trasporto pubblico nelle nostre citta’ e mettere in sicurezza il territorio, visto che nel nostro Paese ancora si muore di frane“.

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