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Reggio: “Insostenibile leggerezza” e “Ponte Subito” a confronto

Posted by Peppe Caridi su 2, ottobre, 2010

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/3907/foto/Scheda.jpgIl giorno dopo del nuovo annuncio del Presidente del Consiglio Berlusconi, che ha ribadito dicembre come scadenza per presentare il progetto definitivo del Ponte, a Reggio Calabria un incontro culturale ha posto l’attenzione sull’argomento.
E’ stato un dibattito davvero appassionante che ha intrattenuto il pubblico fino a sera e ha alimentato convinzioni, dubbi, opinioni e idee legate al sempre attuale tema del Ponte sullo Stretto: l’incontro organizzato dall’Associazione Anassilaos per presentare il libro del prof. Domenco Marino, “L’insostenibile leggerezza del Ponte“, è stato occasione di un acceso ma equilibrato confronto tra l’autore del volume e un esponente del Comitato ‘Ponte Subito’, Giovanni Alvaro, noto esponente politico e sindacale socialista reggino già consigliere comunale. 

L’incontro, iniziato poco prima delle 17:00 nella Sala della Biblioteca del Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, s’è protratto fin quasi le 20:00 e gli interventi dei due principali relatori sono stati arricchiti dalle riflessioni e domande giunte numerose dal pubblico presente in sala.
L’appuntamento, moderato dal nostro Peppe Caridi, è stato presentato dal Presidente dell’Anassilaos, Stefano Iorfida, che in apertura ha esplicitato le motivazioni di alimentare una discussione culturalmente valida sulla grande opera dello Stretto.
Si è subito entrati nel vivo del tema con l’intervento del prof. Marino, che ha raccontato le motivazioni e la genesi del libro facendo riferimento all’editore Rubbettino, enucleando poi tutti gli argomenti approfonditi nel pamphlet.
Marino, che insegna politica economica all’Università Mediterranea di Reggio Calabria e che nel settore economico ha grande prestigio nazionale e internazionale (i suoi studi, saggi e articoli trovano spazio di frequente sulle più importanti riviste di economia d’Italia e d’Europa) ed è anche stato Consulente del Comitato per l’Emersione del lavoro non regolare della Presidenza del Consglio dei Ministri, ha approfondito le motivazioni del suo “No” al Ponte, perchè “insostenibile” sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista dell’utilità per il territorio. Secondo il professore, infatti, i fondi per realizzare il Ponte non ci sono e, comunque, qualora ci fossero, andrebbero destinati ad altre opere infrastrutturali che considera prioritarie rispetto al manufatto dello Stretto. “Inoltre ci sono molti tecnici – ha detto l’autore del libro – tra cui il prof. Remo Calzona che aveva fatto parte dello staff del progetto di massima, che consierano irrealizzabile questo progetto. La ferrovia non potrà essere funzionale per una questione di dilatazione termica, quindi i treni non potranno passare. E il limite di 7,2 gradi della scala Richter per quanto riguarda la resistenza ai terremoti non è rassicurante, per una zona che dal punto di vista geologico è a grande rischio come lo Stretto di Messina. Ma l’elemento principale è che il Ponte non serve. Non serve a Reggio e Messina, non serve nè dal punto di vista trasportistico, nè dal punto di vista occupazionale nè tantomeno dal punto di vista turistico“.

Di parere completamente opposto è Giovanni Alvaro, esponente e fondatore del Comitato ‘Ponte Subito’ che, insieme al prof. Marino, ha dato vita a un dibattito molto intenso, ricco di contenuti di qualità, sempre equilibrato e rispettoso del parere altrui ma senza peli sulla lingua, con grande chiarezza: “Il Ponte non serve certo per Reggio e Messna, altrmenti – ha detto Alvaro – non verrebbero spesi tutti quei soldi. E’ un progetto di interesse internazionale, perchè fa parte del Corridoio 1 ‘Berlino-Palermo’ previsto dall’Unione Europea per i grandi movimenti delle merci. Noi, con il Ponte, abbiamo l’occasione di captare i grandi traffici del Mediterraneo trasformando Calabria e Sicilia nelle piattaforme d’interscambio tra l’Europa, l’Africa e l’Asia. Nel Mediterraneo transitano il 30% dei traffici mondali, e se non creiamo un sistema portuale, stradale e ferroviario che sia in grado di intercettarli, sceglieranno altre vie che già si stanno muovendo per sfruttare la ghiotta e appetitosa occasione. Dobbiamo mettere in ‘rete’ il porto di Gioia Tauro, principale riferimento in quanto hub d’interesse internazionale, con quelli di Pizzo, Reggio, Messina, Catania, Siracusa, Milazzo, Palermo. Dobbiamo avere l’alta velocità ferroviaria e il Ponte per velocizzare i collegamenti. Il Ponte viene realizzato per questo. Poi le altre ricadute, tutte vantaggiose sul territorio dal punto di vista dei trasporti, dell’indotto, dell’occupazione, del turismo, sono solo secondari, anche se comunque importanti perchè generano, di riflesso, benessere sul territorio direttamente interessato dalla grande opera. Dal punto di vista tecnico, io non posso controbattere a ciò che dice il professore con dati alla mano perchè non sono un ingegnere o un esperto, ma non lo è neanche lui ed entrambi possiamo solo rifarci a studi e pareri di esperti che, tra loro, sono contrastanti. Lui cita Calzona, io posso citare il convegno che pochi mesi fa, a Maggio, l’ordine degli Ingegneri della Provincia di Catania ha realizzato nella città Etnea (click qui per leggere l’articolo, n.d.r.) portando i più grandi esperti di Ponti del mondo, dal Giappone alla Danimarca, dalla Cina agli Stati Uniti, tutti concordi nel dire che il Ponte sullo Stretto si può fare senza problemi e tutti direttamente coinvolti nell’entusiasmante processo di progettazione che è in corso e che porterà alla stesura del progetto definitivo“.

Risponendo poi alle domande del pubblico, entrambi i relatori hanno concordato sul fatto che “la criminalità organizzata non può essere il motivo per non realizzare il Ponte“, affrontando in modo dettagliato e approfondito gli aspetti economici legati non solo alla realizzazione del Ponte, ma anche alla situazione delle altre infrastrutture d’Italia e del Mezzogiorno e della sua situazione generale di mobilità.
Qualche riflessione anche dal punto di vista storico: il prof. Marino ha sottolineato come già i Romani, nel 250 a.C., realizzarono un collegamento fatto d barche per far passare le truppe da un lato all’altro dello Stretto, mentre Giovanni Alvaro ha voluto ricordare che tra gli anni ’70 e l’inizio del terzo millennio, quindi per lunghi decenni, “la sinistra Italiana ha cavalcato il progetto del Ponte, tanto che D’Alema nel Cipe del 1999 ha approvato il progetto preeliminare, quello che oggi abbiamo tutti in mente, e lo studio d’impatto ambientale dando l’Ok del suo governo. Già negli anni precedenti, la sinistra era schierata a favore del ponte ‘per lo sviluppo’, come dimostra una ardita campagna di ‘Repubblica’ che nel 1984 titolava ‘Nove Italiani su Dieci vogliono il Ponte’. Noi del Comitato Ponte Subito siamo nati per riempire un vuoto, è un impegno sociale, perchè la maggioranza degli Italiani, dei Calabresi, dei Siciliani, dei Reggini, dei Villesi e dei Messinesi, come si dimostra dentro le urne ogni volta che democraticamente andiamo a votare, è favorevole al Ponte, altrimenti non voterebbe chi vuole realizzare il Ponte. Eppure la minoranza rumorosa dei ‘No-Ponte’ riesce a farsi sentire molto di più, dando un’immagine fittizia e falsa di un territorio che rifiuta la grande opera quando la realtà è esattamente opposta“.

Dal pubblico sono arrivati tanti complimenti per i toni e i contenuti del confronto, anche se qualcuno ha espresso l’esigenza di avere riscontri più tecnici proprio a livello scientifico, e meno “politichese“.
Potrebbe essere partita proprio da qui una nuova pulce nell’orecchio di Stefano Iorfida e dell’Anassilaos, che nei prossimi mesi potrebbe realizzare altri incontri con esperti tecnici e ingegneri che possano chiarire in modo inequivocabile anche gli aspetti più strettamente scientifici del Ponte, un pò come avvenuto a Catania poco più di quattro mesi fa.

E sul fronte dei cantieri, proprio in queste ore, mentre proseguono i lavori per lo spostamento della variante di Cannitello, una delle “interferenze” al progetto del Ponte, sulle due sponde dello stretto Eurolink, il General Contractor, sta effettuando sondaggi e carotaggi nel terreno per la stesura del progetto definitivo di cui Berlusconi ha parlato a Montecitorio e Palazzo Madama nei giorni scorsi.
A dicembre, sicuramente, ne sapremo di più, con un progetto che potrebbe cambiare, anche tanto, quello attuale che è solo il preeliminare, il “progetto di massima“, come dice il prof. Marino.

Oggi pomeriggio, intanto, a Messina si svolgerà una nuova manifestazione contro il Ponte organizzata dalla ‘Rete No Ponte‘: “mi auguro che sarà un flop come tutti i loro ultimi appuntamenti, ormai sono rimasti in pochissimi“, ha detto Alvaro in chiusura dell’incontro.
I manifestanti faranno riferimento al dissesto idrogeologico, ricordando l’alluvione di un anno fa nel Messinese Jonico, chiedendo che i soldi stanziati per il Ponte vengano destinati proprio alla messa in sicurezza del territorio. Alla manifestazione, infatti, hanno anche aderito molte associazioni ambientaliste come il Wwf e Legambiente.

https://i0.wp.com/www.meteoweb.it/images/LibroMarino1.JPG

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