LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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No all’egoismo di pochi che blocca la Calabria

Posted by Peppe Caridi su 23, settembre, 2010

https://i0.wp.com/www.meteoweb.it/images/aggressione_scopelliti/5.jpgdi Giovanni Alvaro – C’era da aspettarselo. Non ci potevano essere dubbi che qualcosa sarebbe successo quando dalle parole si fosse passati ai fatti delle scelte concrete per avviare il risanamento di quella voragine finanziaria che è la sanità in Calabria così com’è stata ereditata da Peppe Scopelliti. Una gestione dissennata, targata Loiero che, come in altri settori, ha confuso la sanità per un postificio, determinando un deficit che, con i tempi che corrono, non poteva passare sotto silenzio. La vergognosa sceneggiata messa in atto da un gruppo di dipendenti di un ospedale del cosentino guidati, a quel che hanno riportato i giornali, da un Sindaco di sinistra, è la prova provata che le resistenze al cambiamento, purtroppo, ci saranno e, sicuramente, si intensificheranno via via che il processo di risanamento andrà avanti. Ma, è bene che si sappia, che non saranno le manifestazioni ostili a bloccare le necessarie e urgenti correzioni per smantellare il sistema di potere costruito in Calabria da una sinistra miope e accattona

Del resto sarebbe difficile far digerire alle popolazioni calabresi, ora che il bubbone sanità è venuto prepotentemente alla luce, il mantenimento di ospedali con soli 60, 40 o addirittura 20 posti letto e produrre, anche da questo versante, un deficit endemico che determina una dilapidazione di risorse e la contemporanea impossibilità di avere una sanità degna di questo nome. Ogni calabrese sa che l’offerta sanitaria in Calabria è indegna di un paese civile e moderno, e che, per ottenere prestazioni eccellenti, deve ‘emigrare’ nelle regioni del centro-nord.  Per fortuna della Calabria sarà difficile alle consorterie, ai clan, ai gruppi di potere riuscire a strumentalizzare l’opinione pubblica, nelle diverse zone, tentando un suo coinvolgimento magari sventolando la bandiera del campanile.

No, stavolta il campanile non potrà condizionare le scelte di risanamento e, conseguentemente, di razionalizzazione e qualità dell’offerta sanitaria. La chiusura di decine di ospedali inutili, o meglio la loro trasformazione in punti di pronto soccorso e prima assistenza non comporterà licenziamenti del personale, ma una sua diversa utilizzazione che libererà risorse e andrà a migliorare l’offerta costruendo il percorso per la realizzazione di ospedali di eccellenza. Forse sfugge a molti che la proliferazione degli ospedali, realizzata in Calabria, ha significato, come con il pane di Cristo, la moltiplicazione dei primariati, dei Direttori Generali, e di quant’altro serviva a far soltanto apparire meno inutili di quello che erano gli ospedali di zona.

La scelta di usare il bisturi è, quindi, una scelta ineludibile perché solo così si eviteranno i facili sarcasmi sulla Calabria e l’accusa d’essere una palla al piede dell’intero Paese. Sarcasmi ed accuse che, certamente, fanno male ma che non si risolvono con l’ostentazione dell’orgoglio ferito, ma con immediati e, se si vuole, anche dolorosi interventi su quanto va male in questa nostra terra. Scopelliti, e le forze che lo hanno sostenuto, hanno ricevuto un sostegno enorme da parte dei calabresi, ma l’hanno ricevuto su un programma che aveva tra i suoi più importanti punti il cambio di fase anche nel settore della sanità. Va onorato quel sostegno.

La differenza di governo, tra ieri e oggi, sta nel fatto che, per esempio, in settori come la sanità, la pubblica amministrazione e la difesa del territorio, ieri si interveniva ricercando il sostegno di quanti operavano in quel determinato settore; oggi  si interviene, o almeno è questo l’obiettivo, ricercando il sostegno delle popolazioni a cui il settore deve garantire un servizio. E’ certamente una scommessa, ma ne vale la pena affrontarla se si ha la forza di respingere le provocazioni come quelle di Cariati. Scopelliti ha, certamente, la forza per non farsi intimidire: l’egoismo di pochi non può sopraffare l’interesse di tutti.

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15 Risposte to “No all’egoismo di pochi che blocca la Calabria”

  1. Spero davvero che si taglino gli sprechi e che si vada a spendere meglio. Spero davvero che i fantomatici ospedali diventino, perlomeno, dei buoni punti di pronto soccorso e prima assistenza. L’autore dell’articolo si è però scordato di dire che Scopelliti ha aumentato il numero di ospedali da chiudere dal pre-elezioni al post-elezioni, quindi magari quelli che hanno protestato prima lo hanno votato perché gli salvava il posto di lavoro e lo stipendio e ora si sono ritrovati in questa situazione. (la cosa non mi pare sia di poco conto)

  2. bravo Peppe…avanti tutta

  3. vanni said

    Nel pezzo è detto chiaramente che NESSUNO perderà il posto di lavoro e di conseguenza lo stipendio.

    • caterina said

      è proprio questo il problema……nessuno di quei vagabondi a spasso negli ospedali perderà il posto per far lavorare gente seria….. cambieranno sonìlo zona d passeggio chi avrà disagi sarà la popolazione….che deve andare sbattendo di qua e la

  4. Signor Alvaro, ma lei nel pezzo può scrivere quello che vuole.

  5. vincenzo said

    infatti l’ospedale che chiude è quello di Cariati l’unico col bilancio in pareggio e si lascia quel territorio con 250.000 abitanti in mano a due soi ospedali con una carenza di 350 posti letto in un territorio di 100 km di lunghezza e di 40 di larghezza. Chiudono Cariati e Trebisacce con un aggravante di 32000 interventi di pronto soccorso su Rossano e Corigliano, praticamente 30 in più al giorno.

    • liu said

      è tutto inutile…se non leggono xkè non vogliono leggere i nostri documenti…sarà tutto inutile…xkè se leggessero il nostro resoconto dell’ospedale di cariati, si renderebbero conto tutti…l’ospedale di cariati non era in deficit ed era il fiore all’occhiello della sibaritide e caputo lo sà!!!

  6. maria teresa said

    bravo Scopelliti continua cosi’ (non farti condizionare)abbiamo bisogno di una ona ed efficiente Sanita’

    • vincenzo said

      Maria Teresa guarda che la sanità resta la stessa, quello che chiuderanno solo solo ospedali per diminuire la spesa pubblica secondo loro ma invece quei soldi andranno a spendersi per la benziana alle ambulanze. La gente qui ha paura adesso anche ad andare a fare un parto in questi ospedali perchè non c’è sicurezza, perchè nessuno si prende il rischio. Un mio amico, preoccupato per il caso dei medicinali scaduti a Rossano, è andato a Bologna a far partorire la moglie, e se anche i parti vanno via adesso, il debito aumenterà perchè aumenteranno anche l’assalto alle gare d’appalto. Si stanno producendo dei cimiteri sparsi. Scala Coeli non sarà più un paese ma un cimitero perchè l’ospedale più vicino sarà Rossano a un’ora e mezza e ci vorranno più di due ore prima di arrivare. Considera che da Scala Coeli a Cariati la strada è tortuosa e larga tre metri, che si incontrano pecore e trattori, che quando piove c’è fango e rischio frane e che d’estate quel territorio triplica la popolazione. Guardate che i nuovi ospedali nasceranno non meno di 15 anni se nasceranno, guardate che aumenteranno i casi di malasanità, guardate che non migliorerà l’offerta dei medici anzi, andremo a strozzare il proprio operato. Qui non si tratta di colori politici, qui non si tratta di tessere di partito, qui si parla di diritto alla vita. Io personalmente ho votato Scopelliti, qui a Cariati ha preso il 70% dei voti, non voglio che è obbligato a salvare l’ospedale ma, lasciare vivere questi territori sino a quanto non sono pronte le nuove strutture. Guardate che le stesse commissioni regionali della sanità stanno dicendo che Cariati è l’unico presidio che ha le carte in regola per restare aperto. Nel 2009 ha prodotto 2000 ricoveri, 16000 interventi di pronto soccorso ed ha prodotto un debito di soli 4 milioni di euro. Acri ne ha prodotto 26 milioni di euro ma ha l’assessore all’agricoltura regionale, non c’è esubero di personale e tutti i reparti sono a norma. Non è vero che viene applicato il piano di Loiero, Loiero aveva lasciato l’ospedale com’era e potenziato con un servizio di TAC. Adesso cara Maria Teresa, da Crotone a Rossano con solo SS 106, che sono poco più di 100 Km ci saranno al servizio solo 2 ambulanze per 60 mila persone senza incontrare un solo ospedale. Non è questo che è riportato nella Costituzione Italiana. Io devo avere le stesse tue possibilità di VIVERE e devo avere lo stesso tuo servizio di trattamento. Un voto del Reggino conta quanto un Mio voto. Si dice che siamo Ndranghetisti bhe, leggete i libri dell’amico Nicola Gratteri e chiedete a lui personalmente e guarda cosa vi risponde. Se il territorio calabrese fosse come Cariati dal punto di vista di Ndrangheta, a quest’ora eravamo più onesti e civili del più onesto e civile paese della Padania. Qui non si registra un fatto di ndrangheta che sono 5 anni, i pochissimi sono in carcere dal 1994 e credi che se ci fosse stata la ndrangheta, lasciava venire gli altri da fuori a prendersi i voti? siamo Gente per Bene che vive di pane, pane e pane.

  7. giancarlo said

    Caro peppe,
    abbiamo creduto che eri l’uomo nuovo, il cambiamento, la calabria orgogliosa che si mette in gioco, la speranza dei giovani, l’alba di un nuovo giorno.
    Ci siamo illusi, in un sogno che durato troppo poco, d’altra parte il grande Indro Montanelli diceva :
    Tutte le rivoluzioni muoiono all’alba del giorno dopo.

  8. rocco said

    peppe, sai che ti dico a te e ai tuoi compari, tanto tra poco saremo sotto la Lega quindi dobbiamo imparare il milanese:
    Ma vai a dar via er cul……strunz

  9. rob said

    non si tratta di posti e stipendi, si tratta di diritto alla salute. e’ molto triste ciò…
    LOTTIAMO PER L’OSPEDALE DI TREBISACCE che serve una popolazione di 60.000 persone, che serve paesi montani difficilmente raggiungibili, che SERVE.

    • LUIGI said

      ciao a tutti voi replico ai vari vincenzo,Rob Rocco ecc……….ecc………MA SE IL DIRETTORE SCAFFIDI I TECNICI, L’AGENAS, DICONO CHIARAMENTE CHE IL TERRITORIO A SUD DELLO IONIO E A NORD “CARIATI E TREBISACCE” SONO TERRITORI SGUARNITI DI P.S. E CHE IN TUTTA LA FASCIA IONICA CHE VA DA AMENDOLARA A CARIATI NON SI USA IL CRITERIO “LEA” (livello essenziale di assistenza)CHE E’ UNA NORMATIVA NAZIONALE E CHE MANCANO NEL TERRITORIO CIRCA 350 POSTI LETTO E SCOPELLITI FA FINTA DI NON SAPERE ALLORA DI COSA VOGLIAMO PARLARE? NON C’E’ PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE NON DICE CHE RIGUARDA UNA QUESTIONE POLITICA MA CONTINUA AD AFFERMARE CHE DIFENDIAMO LOBBY AFFARISTICHE NDRANGHETISTTCI QUANDO QUESTO IGNORANTE NON SA CHE CARIATI E TREBISACCE NON HANNO FORNITORI DIRETTI MA VENGONO FORNITI DI TUTTO L’OCCORRENTE DIRETTAMENTE DALLA ASP DI COSENZA E IN PRECEDENZA DALLA ASL N°3 DI ROSSANO CITTA’ DEL SUO COMPARE “CAPUTO” QUINDI NON SI RENDE CONTO COSA FARNETICA MA QUALI LOBBY E NDRANGHETA LO SCOPO DI QUESTE SCELTE SCELLERATE E’ SOLTANTO FAR SCOPPIARE IL P.S. DI ROSSANO PER POI CHIEDERE DI ACCELLERARE IL CORSO DELLA COSTRUZIONE DEL NUOVO OSPEDALE CHE COME PRIMO LOTTO SI TRATTEREBBE DI BEN €380.000.000 CHE FANNO GOLA A QUALCUNO ALLA FACCIA DI 140000 “SAKINEH” INDUBBIAMENTE UNA VITA DA SALVARE MA NOI PARLIAMO DI 140000 VITE CHE SE NE ANDRANNO PER AVER PERSO IL SACROSANTO DIRITTO ALLA SALUTE. GRAZIE “DON PEPPE” SICURAMENTE TI COMMUOVERA’ LA DRAMMATICA STORIA DI “SAKINEH” MA DELLA VITA QUELLA DEI TUOI CONTERRANEI NON TI INTERESSA O DOBBIAMO RIVOLGERCI A AHMEDINEJAD? GRAZIE!!!!!! “DON PEPPE” I MIEI RISPETTI!!!!!

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