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Punta Pellaro (Rc): la spiaggia dei sospiri tra sport d’azione e vergognosi scarichi fognari

Posted by Peppe Caridi su 16, settembre, 2010

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/images/KitesurfRC/1.JPGdi Peppe Caridi – Cosa potrebbe diventare la spiaggia di Punta Pellaro qualora l’attenzione di enti, istituzioni, imprenditori e cittadini fosse concentrata sulle specifiche peculiarità di questo meraviglioso angolo dello Stretto?
In pochi lo sanno, ma la spiaggia di Punta Pellaro ha caratteristiche uniche al mondo dal punto di vista geografico, naturalistico e meteorologico. Soprattutto eolico: grazie alla particolare conformazione geomorfologica dello Stretto, infatti, la spiagga di Punta Pellaro (l’unica di tutto lo Stretto esposta a nord!) è uno dei luoghi mediamente più ventosi non solo d’Italia, ma di tutto il comparto Euro-Mediterraneo.
E questa caratteristica alimenta attività sportive specifiche, soprattutto alcuni sport d’azione come il kitesurf e il windsurf che solo in luoghi così ventosi si possono praticare con regolarità.

Sono sport davvero spettacolari che stanno crescendo in maniera esponenziale diffondendosi in modo rapidissimo in tutti i Paesi del mondo: dal Messico al Brasile, dalla Spagna alla Grecia e, in Italia, sono famosi dal Lago di Garda al litorale laziale, dalle spiagge Adriatiche di Abruzzo e Molise fin in Calabria e Sicilia.

Alcune località che in queste attività sportive hanno creduto e investito, nel corso degli anni hanno creato realtà turistiche di rilievo con indotti notevolissimi: basti pensare a Tarifa, nello Stretto di Gibilterra, in Andalusia. E’ il comune più meridionale dell’intera Europa continentale e la piccola cittadina di Tarifa è famosa come la “Città del Vento” per il levante che soffia costantemente in modo teso. Negli ultimi anni, però, Tarifa è diventata anche la “Città del Surf”.
La città si trova nella provincia di Cadice, a soli 14 km dal Marocco, la costa africana è ben visibile col profilo della montagna chiamata Jebel Moussa. Uno scenario, insomma, molto simile a quello dello Stretto sia dal punto di vista panoramico che dal punto di vista eolico.
Il piccolo comune spagnolo di circa 17mila abitanti era totalmente estraneo dalle principali rotte turistiche nazionali e internazionali fino a pochi anni fa, quando un gruppo di imprenditori privati appoggiati dall’entusiaso degli enti locali ha deciso di investire nel kitesurf, di cui oggi Tarifa è la patria più ambita a livello mondiale.
In pochi anni sono nate tantissime strutture alberghiere e sportive che fanno di Tarifa il paradiso dei “kitesurfer”, intorno a cui ruota un indotto davvero notevolissimo.
E’ un turismo pulito, ecologico, salutare e a misura d’uomo, che esalta le caratteristiche naturali del territorio alimentando l’industria turistica settoriale.

Tutto ciò che, insomma, potrebbe accadere a Punta Pellaro, dove esiste una scuola di kitesurf d’eccellenza: la NewKiteZone (http://www.newkitezone.it/), che è anche Iko Kite Center e ‘Best Test Center’.
A Punta Pellaro, i ragazzi del NewKiteZone hanno già fatto tantissimo: sono famosi in tutt’Italia e ogni anno centinaia di uomini e donne di tutte le età vengono nello Stretto per imparare a fare kitesurf. A Pellaro sono nati tanti B&B convenzionati e, seppur in piccolo, s’è creato un mini-circuito turistico nato dal basso.
NewKiteZone, inoltre, organizza ogni anno la traversata dello Stretto in kite (Continent-Island, la prossima sarà la 4° edizione).

Il problema è che nel caso di Pellaro, le istituzioni locali e anche i cittadini e la società civile sono totalmente distanti da questa splendida realtà, ignorandola e sottovalutandone le potenzialità. Quella che potrebbe diventare una delle spiagge più esclusive e ambite del mondo, traino turistico di tutta la Città di Reggio e della Provincia, è abbandonata a sè stessa e ai ragazzi del NewKiteZone.
In spiaggia, infatti, poche centinaia di metri a nord del loro villaggo, sgorga il vergognoso scarico fognario della ‘Fiumarella’, che trasporta a cielo aperto gli scarichi dei 30.000 abitanti del popoloso quartiere di Pellaro.
Inoltre alla foce del torrente sono spesso presenti rifiuti ingombranti abbandonati da cittadini incivili.

Eppure durante la primavera 2009 sono stati fatti dei lavori per il consolidamento del depuratore di Pellaro per i quali sono state impegnate risorse per un milione e duecentomila euro, quasi interamente coperte dalla Regione Calabria.
Ma il problema dello scarico fognario a Pellaro non è stato mai risolto: un continuo flusso di liquame fognario non depurato si riversa nella battigia e, complici le correnti marine e l’immancabile vento, si espande fino allo specchio d’acqua antistante punta Pellaro proprio dove ci sono i ragazzi che praticano Kite, costretti a divertirsi col puzzo della fogna e con liquami inquinanti galleggianti nell’acqua.

Il problema della depurazione non è limitato a Punta Pellaro, ma accomuna un pò tutto il litorale reggino e calabrese.
A prescindere dall’occasione turistica data dal kitesurf nelle zone in cui è praticabile, a Reggio e dintorni servono con urgenza interventi incisivi per ripristinare la naturale limpidezza delle acque marittime, in una zona che proprio sul turismo deve puntare per alimentare processi di crescita e sviluppo.

Quella del kitesurf, così come il windsurf e altri sport marittimi d’azione, può anzi deve essere un ulteriore incentivo a spronare le coscienze affinchè in questo territorio così sofferente, finalmente, si inizi a valorizzare le grandissime risorse offerte dalla natura.

Essere orgogliosi e coscienti dell’esistenza del NewKiteZone e degli altri centri di windsurf esistenti a Reggio è un dovere.
Attivarsi per risolvere le problematiche che non gli consentono di “sfondare”, un obbligo. Soprattutto per gli Amministratori, che altrimenti saranno responsabili di quella che per il territorio sarà l’ennesima occasione sprecata.

Perchè Reggio e Punta Pellaro non hanno nulla in meno di Tarifa, Cumbuco in Brasile o Tulum (Playa Paraiso) in Messico.
Anzi, uno scenario così bello con l’Etna a sovrastare lo Stretto, e in una realtà dalle risorse storiche, culturali, monumentali e artistiche come quelle custodite dai centri storici di Reggio e Messina, e con – ancora – l’hinterland composto dalle isole Eolie, Taormina, Scilla e l’Aspromonte non ha nulla da invidiare a nessun altro luogo del mondo.

Se non ci fosse la fogna. Se solo ci fosse attenzione e lungimiranza degli amministratori locali, se solo i cittadini fossero più attenti e rispettosi nei confronti del territorio tutelando le bellezze regalate dalla natura e avendo coscienza delle eccellenze locali.
Se, se, se …
Senza se e senza ma, Punta Pellaro non sarebbe più la spiaggia dei sospiri e delle occasioni mancate, ma potrebbe diventare la ‘Copacabana’ del kitesurf Mediterraneo.

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/images/KitesurfRC/11.JPG
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