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MAFIA: MAXI-SEQUESTRO DA RECORD NEL TRAPANESE, SI STRINGE IL CERCHIO INTORNO A MATTEO MESSINA DENARO

Posted by Peppe Caridi su 14, settembre, 2010

https://i0.wp.com/www.meteoweb.it/images/Matteo_Messina_Denaro.jpgPalermo, 14 set. – Sequestro record contro i patrimoni mafiosi. La Direzione investigativa antimafia ha sequestrato beni per oltre un miliardo e mezzo di euro a un imprenditore trapanese. La misura di prevenzione patrimoniale e’ stata disposta dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, su proposta del direttore della Dia. I dettagli dell’operazione antimafia, fatta scattare nel ‘regno’ del superlatitante Matteo Messina Denaro, saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa presso la Direzione investigativa antimafia di Trapani, alle 10.30. 
Vito Nicastri, 54enne di Alcamo (Trapani), destinatario dell’ingente provvedimento di sequestro di beni da un miliardo e mezzo euro, definito il “signore del vento”, e’ un imprenditore del settore delle energie alternative, in particolare l’eolico. Per la Dia sarebbe il prestanome di Matteo Messina Denaro che da tempo avrebbe allargato il suo business nella ‘green economy’. Il 10 novembre del 2009 Nicastri fu tra i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Avellino che porto’ al sequestro, fra l’altro, di sette parchi eolici e dodici societa’ nell’ambito di un’indagine per truffa organizzata per percepire contributi pubblici per la realizzazione di parchi eolici. Nove delle societa’ sequestrate avevano sede ad Avellino, le altre tre in Sicilia. L’organizzazione, secondo gli inquirenti, avrebbe beneficiato di fondi pubblici producendo false attestazioni sulla titolarita’ dei terreni utilizzati per impiantare turbine e sulle disponibilita’ economiche presso istituti di credito. Il sistema messo a punto dall’organizzazione era basato su una rete di societa’, tutte riconducibili alle stesse persone, che detenevano la titolarita’ dei terreni e la disponibilita’ fittizia di capitali provenienti dall’estero, in particolare dall’Inghilterra, che corrispondevano all’importo del contributo gia’ ottenuto dall’impresa. L’attivita’ investigativa, attraverso rogatorie internazionali, si e’ estesa anche in Olanda, Spagna e Inghilterra. I sigilli giudiziari erano scattati per alcuni parchi eolici realizzati dalle societa’ indagate, in Sicilia, a Catania, Siracusa e Palermo e in Sardegna, a Sassari, pe run valore di 153 milioni di euro.

Il “signore del vento”. E Matteo Messina Denaro, che da tempo ha messo le mani sulla green economy. E’ lo scenario che emerge dal maxisequestro record da un miliardo e mezzo di euro messo a segno dalla Direzione investigativa antimafia nei confronti dell’imprenditore alcamese dell’eolico, il 54enne Vito Nicastri, titolare di diverse societa’ nel settore delle energie alternative, che si era in qualche modo guadagnato quel titolo. In base alle risultanze che hanno portato al provvedimento della Dia, l’uomo sarebbe il prestanome del superlatitante.
Ci sono una serie di attivita’ in corso – dice il direttore centrale della Dia Antonio Girone ai microfoni del Gr1 – che potranno confermare cio’ che per noi emerge: una contiguita’, cioe’, con elementi che sono vicini o attori per conto del noto latitante. E gli ulteriori accertamenti porteranno a confermare l’ipotesi che in via preventiva io ho configurato, dimostrando il ruolo dell’imprenditore quale prestanome del boss“. Per Girone ci sono diverse attivita’ sul piano giudiziario che stanno accertando come in molti settori dell’energia alternativa ci siano chiari inserimenti della criminalita’ organizzata“. Nicastri, peraltro, il 10 novembre 2009 fu tra i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Avellino che porto’ al sequestro di sette parchi eolici e dodici societa’ nell’ambito di un’indagine per truffa organizzata per percepire contributi pubblici per la realizzazione di impianti eolici.

‘E’ stata fatta oggi la piu’ grande operazione di sequestro dei beni ad un imprenditore nel Trapanese considerato vicino al boss Matteo Messina Denaro: sono stati sequestrati un miliardo e mezzo di euro”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nel corso della trasmissione Mattino 5.

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