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Serie B: Padova-Reggina 4-0, disastrosa trasferta in terra Veneta per gli amaranto

Posted by Peppe Caridi su 10, settembre, 2010

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/images/Succi.jpgLa Reggina esce con le ossa rotta dall’Euganeo. Oltre al risultato, preoccupanti anche la prestazione e l’atteggiamento. E’ sembrata una partita con i fantasmi della scorsa stagione – Brutta, bruttissima Reggina quella che stasera è crollata di fronte ai colpi di un Padova frizzante e concreto. Alla fine per la squadra di mister Atzori è una vera batosta, anche morale, che proprio l’allenatore dovrà arginare nel modo giusto durante la settimana in vista della gara di sabato al Granillo contro il Modena, al momento primo in classifica.
La partita dell’Euganeo è equilibrata nei primi 30 minuti, in cui a dire il vero le due occasioni migliori sono proprio per la Reggina, entrambe su calcio d’angolo, prima con Bonazzoli e poi con Acerbi. La gara si gioca sui tatticismi, ma senza spettacolo. Finchè al 30° minuto il Padova non passa in vantaggio grazie a un lampo di Succi che con un assist pettacolare lancia El Shaarawy in mezzo a una difesa reggina inguardabile. Per Puggioni non c’è niente da fare e per il “faraone” in prestito dal Genoa, è il primo gol in serie B ad appena 17 anni. Qui inizia un’altra partita. La Reggina non riesce a reagire, e i pochi affondi nell’area di rigore avversaria non fanno che il solletico ai Veneti. 

Nel secondo tempo, dopo pochi minuti Atzori lancia nella mischia Tedesco e Campagnacci al posto di Zizzari e di un deludente Missiroli. Ma la musica non cambia anzi il Padova, che contemporaneamente aveva fatto entrare l’ex Di Gennaro al posto di Di Nardo, diventa padrone assoluto del campo e la Reggina piano piano inizia a spegnersi definitivamente, stentando non solo a trovare la via della porta ma anche il possesso della palla e il pallino del gioco.

Al 15° minuto della ripresa Puggioni, con una doppia prodezza, salva il risultato: prima para un tiro forte e ravvicinato di Cuffa, che incornava direttamente da cross di calcio d’angolo, e poi da terra riusciva a intuire la ribattuta ravvicinatissima di Succi compiendo un vero miracolo.
Ma il raddoppio e nell’aria e passano appena 4 minuti. Puggioni è ancora protagonista, stavolta in negativo: su un tiro-cross apparentemente innocuo di Vicente, il portiere amaranto si fa trovare fuori dai pali e pur sfiorando il pallone non riesce a deviarlo, compiendo una clamorosa papera.

Ma, a prescindere dall’episodio, il Padova meritava il raddoppio, e dopo appena 3 minuti metteva al sicuro il risultato con un calcio di rigore provocato da un ingenuo e disattento Viola, autore di una clamorosa dormita in area di rigore e poi di un intervento poco pulito su Renzetti.
Succi realizza, anche se Puggioni sembra un pò imbarazzato: riesce a intuire il tempo e la direzione del pallone, ma si tuffa con le braccia piegate al contrario della regola fondamentale per i portieri che per parare i rigori devono distendere il corpo e allungarsi il più possibile. Il tiro di Succi non era imparabile, nè troppo forte nè angolato. E Puggioni l’aveva anche intuito. Ma, come tanti altri compagni di squadra, stasera sembrava con la testa altrove.

A questo punto Atzori getta nella mischia Adiyiah. Mancano ancora 22 minuti più recupero, ma il risultato è troppo pesante e allora il Padova controlla, la Reggina è in continuo affanno. Al 36° arriva il 4-0 firmato Succi su assist di Di Gennaro, mentre la difesa reggina è ormai nel pallone, con un Cosenza davvero disastroso.

Mancano 9 minuti al termine, e c’è ancora tempo per una meritatissima espulsione a Laverone, autore di un’entrata pericolosissima su un calciatore avversario.

La Reggina esce dall’Euganeo con le ossa rotte, non solo per il risultato ma anche per la prestazione e l’atteggiamento: è sembrato di rivedere la squadra dello scorso anno, incapace di reagire allo svantaggio iniziale (era la prima partita che la squadra passava in svantaggio) e poi totalmente assente dal terreno di gioco.

Questa debacle è la seconda, dopo quella di Siena due settimane fa. L’impressione di quest’inizio di campionato è quella di avere una Reggina double face: bella, vivace e a tratti spettacolare quando gioca in casa, poi assolutamente inguardabile nelle trasferte.
L’obiettivo stagionale, è stato ribadito più volte, è quello di riconquistare i tifosi riportando entusiasmo nella tifoseria e voglia di riempire gli spalti del Granillo.
Ma i tifosi seguono la squadra anche in trasferta, non si limitano ad andare allo stadio nelle partite di casa. E adesso Atzori deve subito correre ai ripari per fare in modo che il tracollo di Padova non lasci aperte determinate ferite in una squadra così giovane (la più giovane della serie B).
Il calendario non aiuta, anzi le prossime tre partite (Reggina-Modena, Atalanta-Reggina e Reggina-Vicenza) sono quanto di più difficile potesse capitare in un momento come questo, delicato per gli amaranto che devono darsi un’identità e anche una posizione di classifica.

Di certo c’è che nella prossima gara, per la prima volta dopo 4 formazioni identiche, la Reggina scenderà in campo in modo diverso, quantomeno per la squalifica di Laverone. Ma probabilmente Atzori deciderà di cambiare anche qualche altra cosa, a partire dal modulo e poi anche nei singoli giocatori.

Mister Atzori ha espresso tutta la sua amarezza nel dopogara: “Non riesco a spiegarmi questo blackout, siamo stati troppo brutti per essere veri. Dopo il gol subito abbiamo perso le distanze tra i reparti e di questa partita, a parte l’approccio, non salvo assolutamente nulla. Ho dei ragazzi giovani, mi auguro che un batosta del genere non ci faccia perdere le certezze che avevamo acquisito in quest’inizio di stagione. Avevamo preparato questa partita in maniera diversa, mi dispiace perché eravamo venuti a Padova con buoni propositi. Il primo responsabile sono io, da martedì analizzeremo questa partita. Dispiace che questa prestazione possa compromettere la credibilità che avevamo acquisito con la società ed i tifosi, adesso sarà come ricominciare da capo. Siamo entrati mosci nel secondo tempo, quasi come se non ci fosse più speranza di recuperare la partita e questo mi dà forse più fastidio del risultato stesso. Ho visto i ragazzi giù. Ho provato a dare una scossa, ma senza successo. Per la prima volta siamo andati in svantaggio, devo dire che psicologicamente la squadra ha sofferto parecchio questo. Non so se a questa squadra manca un po’ di personalità, ma è chiaro che dopo una partita così è normale che possano venire tanti dubbi. Dopo il secondo gol abbiamo perso ancora di più sicurezza, poi è arrivato anche il rigore ed anche la debacle. Questo 4-0 è difficile da digerire, sicuramente lunedì ricominceremo a preparare un’altra settimana, perché contro il Modena ci sarà da giocare una partita importante”.

LE PAGELLE

Puggioni 4 Non può bastare la prodezza su Succi. Anche nel primo tempo, sullo zero a zero, è protagonista di un’ingenuità. La papera del 2-0, quando ancora la gara era “recuperabile”, è un errore gravissimo.
Adejo 5 Anche lui annebbiato, dopo le belle prestazioni delle prime tre partite di campionato.
Cosenza 4 Dov’è finito il roccioso centrale visto contro Alessandria e Crotone? Sbaglia i tempi sia sul primo che, in modo clamoroso, sul quarto gol.
Acerbi 5 sottotono come tutta la squadra, si evidenzia solo per alcune sbavature.
Laverone 4 Avrebbe avuto un voto bassissimo anche senza l’episodio dell’espulsione: è irriconoscibile rispetto a inizio stagione, non riesce più a pungere sulla destra e sbaglia gli unici due cross che prova a fare. Il fallaccio nel finale la dice tutta anche sulle sue condizioni mentali: rosso strameritato.
Missiroli 5 Anche stasera, sulla falsariga di tutte le altre partite di questa stagione, è completamente fuori fase tanto che Atzori decide di mandarlo in panchina a inizio ripresa. Forse la fascia di capitano lo responsabilizza troppo? E’ davvero irriconoscibile rispetto alle giocate che l’anno scorso hanno trascinato la squadra verso una salvezza di cui ha grandissimi meriti. Ma quest’anno è un vero problema, anche perchè gioca male pure quando i compagni fanno bene.
Viola 4,5 Come per tutti gli altri, sembra assente dal campo e per giunta provoca in modo ingenuo un rigore assolutamente evitabile.
Rizzo 5,5 E’ tra i meno peggiori: si salva perchè sbaglia poco, ma non è la diga vista nelle scorse partite.
Barillà 5,5 Spesso in affanno sulla sinistra: si impegna molto in fase difensiva e non può spingere come invece predilige.
Zizzari 6 E’ il “migliore” della Reggina: lotta, combatte, si da da fare e prova a smuovere la squadra, partendo dall’attacco ma posizionandosi tra le linee davanti al centrocampo.
Bonazzoli 6 Come per Zizzari, non sono certo sue le colpe di questa sconfitta. Il reparto offensivo è stato il meno peggiore in una gara in cui comunque anche Emiliano ha provato a giocarsi le sue carte. Ma quei due lì davanti non sono stati per nulla supportati dalla squadra. La sufficienza per entrambi è un riconoscimento per l’impegno e la grinta, anche se sembravano predicare nel deserto.
Tedesco 5 Entra per sostituire Missiroli ma nessuno se ne accorge, anzi…
Campagnacci 5 Sta in campo 35 minuti, ma non se ne accorge quasi nessuno.
Adiyiah 4,5 Gioca 21 minuti, ha qualche pallone giocabile ma se lo fa sfuggire in modo sciocco.
All. Atzori 5 A livello tattico c’è ben poco da rimproverare. La Reggina è la stessa di domenica scorsa, ma in campo sembrano controfigure. L’unica possibile annotazione potrebbe essere sulla prima sostituzione, quando anzichè piazzare Tedesco al posto di Missiroli avrebbe potuto avanzare Viola dietro le punte, dando al giovane di Oppido Mamertina la possibilità di giocare finalmente nel suo ruolo, mettendo Tedesco a fianco di Rizzo nel centro del campo. E togliere Zizzari che era stato uno dei meno peggiori forse non è stata la scelta più azzeccata. Ma questa partita non s’è persa a livello tattico. La squadra non era in campo nè con la mente nè con il cuore. E’ evidente che deve ancora lavorare molto sulla mentalità, perchè se è vero che aveva detto che la Reggina sarebbe andata a Padova per vincere, è anche vero che adesso a Padova se la stanno ridendo doppiamente. Oltre al danno, la beffa.

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