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I dati dell’Alluvione di Reggio: non aveva mai piovuto così tanto in città

Posted by Peppe Caridi su 8, settembre, 2010

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/6590/foto/nubifr.jpgdi Peppe Caridi – Reggio Calabria, dopo quattro giorni dall’alluvione-lampo di venerdì sera, sta ancora facendo i conti con le ferite lasciate aperte dal violento evento calamitoso.
Proprio per questo motivo, il Comune richiederà la dichiarazione dello stato di calamità ai governi regionale e nazionale: in questo modo i privati che hanno subito danni dall’evento alluvionale, potranno usufruire di rimborsi pubblici a titolo risarcitorio.
Lo stato di calamità, infatti, è una “condizione conseguente al verificarsi di eventi naturali calamitosi di carattere eccezionale che causano ingenti danni alle attività produttive dei settori dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura” prevista dal nostro ordinamento giuridico. 

Nella periferia nord, la zona più colpita, si combatte ancora con polvere e fango. Particolarmente preoccupante la situazione di alcune fiumare (Scaccioti, San Biagio, Torbido e Gallico) che, pur essendo tornate secche o quasi dopo la piena e le esondazioni di venerdì sera, adesso si presentano con un alveo rialzato di 2-4 metri a causa del fango e dei detriti depositati lungo il corso d’acqua dalla piena di venerdì. In alcuni punti, il fondo del fiume è molto vicino a ponti stradali e ferroviari che nelle prossime settimane potrebbero essere inondati anche con piogge normali, non esagerate, qualora non si intervenisse immediatamente per rimuovere i detriti e il fango riportando l’alveo delle fiumare al loro livello originario.

Ma a proposito di piogge esagerate: dati alla mano, come bisogna classificare l’evento di venerdì sera?
Abbiamo ripercorso tutti i dati pluviometrici della storia di Reggio Calabria da quando, alla fine dell’800, furono installati i primi pluviometri per il monitoraggio della situazione idro-meteorologica.
Ebbene, abbiamo scoperto che mai a Reggio aveva piovuto così tanto.

Venerdì sera in circa 90 minuti, in un’ora e mezza, il pluviometro della protezione civile installato nel centro della città ha accumulato ben 132mm di pioggia. Un quantitativo davvero eccezionale, tipico di tutti i grandi e tragici eventi alluvionali della storia d’Italia nel rapporto pioggia accumulata/durata della precipitazione. Il rain/rate, infatti, ha superato i 400mm/hr. Come a Sarno, come a Giampilieri, come in Valtellina.

Ma dei confronti con le altre alluvioni d’Italia parleremo più avanti.
Intanto dobbiamo aggiungere che, purtroppo, il pluviometro della protezione civile installato a Catona non ha potuto fornire in quest’occasione il dato dell’evento alluvionale perchè, colpito da una saetta, è andato in tilt.
Ma senza ombra di dubbio, nella zona più colpita (Catona-Rosalì-Salice-Galligo-Gallico Superiore-Sambatello-Archi) ha piovuto ancora più che a Reggio centro, verosimilmente con accumuli over 200mm.

Mai nella storia di Reggio aveva piovuto così tanto.

Tornando inietro negli anni, troviamo 85mm caduti l’8 settembre 2000, 126mm caduti il 24 dicembre 1990, 111mm caduti il 26 novembre 1988, 94mm caduti il 18 novembre 1976 e poi altri 94mm caduti una settimana prima, l’11 novembre sempre 1976. Ancora più indietro, abbiamo 125mm l’11 ottobre 1960, 102mm il 27 ottobre 1946 e 96mm il 9 novembre 1932.

Solo altre quattro volte, quindi, nella storia Reggio ci sono stati eventi piovosi con più di 100mm accumulati, e mai erano stati così tanti e così intensi come quelli di venerdì sera.

S’è trattato, e chi l’ha vissuto in diretta a Reggio lo sa bene, di una pioggia davvero straordinaria per violenza e intensità: basti pensare che molti tra i più tragici eventi alluvionali della storia d’Italia sono stati causati da eventi naturali meno furiosi.

Non s’è trattato – ad esempio – di un’alluvione, ma di un semplice nubifragio sulla Brianza quando, circa un mese fa, il Lambro esondava nel cuore della Lombardia andando a inondare il parco di Monza. Un disastro provocato da appena 50mm di pioggia.

L’anno scorso, il 1° ottobre 2009, il Messinese Jonico fu colpito da una violentissima alluvione che provocò, tra Giampilieri, Altolia e Scaletta Zanclea, 38 morti. Nell’area più colpita da un forte temporale che ha imperversato per più di tre ore, sono caduti quasi 300mm di pioggia. L’evento è durato il doppio del tempo rispetto a quello di Reggio, ma l’intensità della pioggia è stata la stessa, identica.

Il 3 luglio 2006, un violento temporale alluvionale provocò la tragedia di Vibo Valentia, dove in circa due ore caddero 202mm di pioggia. S’è trattato di un evento molto molto simile, a livello pluviometrico e meteorologico, di quello di venerdì sera a Reggio. Con la differenza che a Vibo morirono 4 persone trascinate dal fango, tra cui un bambino di 15 mesi.

Tornando indietro con gli anni arriviamo al 2000, quando il 9 settembre a Soverato fu inondato un campeggio dove morirono 12 ragazzi. Quel giorno cadero 70mm di pioggia.

Il 5 maggio 1998 è il drammatico giorno dell’alluvione di Sarno e Quindici: 159 morti e centinaia di feriti per decine di frane dal monte Pizzo d’Alvano verso il fondovalle. A Sarno caddero 140mm nell’arco di 48 ore. Lo stesso quantitativo di Reggio venerdì sera, ma distribuiti su due giorni quindi con piogga molto meno intensa.

E due anni prima, il 14 ottobre 1996, era il giorno dell’alluvione di Crotone quando morirono 6 persone tra fango e inondazioni. Quel giorno a Crotone caddero 112mm di pioggia.

Il mese di giugno 1996, poi, fu segnato dall’alluvione della Versilia, con 13 morti e 1.500 senzatetto. Questa tragedia fu provocata da un violento temporale che scaricò al suolo 470mm di pioggia nell’arco di 12 ore.

Il 12 settembre 1995 in Lombardia esondarono vari corsi d’acqua, provocando un morto e centinaia di sfollati: caddero 376mm in 30 ore.

Nell’estate 1987, invece, fu il turno della Valtellina: in Provincia di Sondrio morirono 53 persone per l’esondazione del fiume Adda e di alcuni torrenti vicini. In un giorno caddero 300mm di pioggia, a causa di precipitazioni che hanno imperversato senza sosta per circa 22 ore.

Più indietro ancora abbiamo l’alluvione di Firenze del 1966, con 34 morti e gravissimi danni al patrimonio artistico e culturale del capoluogo Toscano, ma anche l’alluvione di Salerno dell’ottobre 1954 con 567 morti e 5.500 senzatetto a causa di 500mm di pioggia caduti in 21 ore tra Vietri sul Mare, Cava de’ Tirreni, Salerno, Maiori, Minori, Tramonti.

Tra 1951 e 1953, inoltre, una serie di violente alluvioni si abbattè su Sicilia Orientale, Sardegna Sud/Orientale e Calabria Jonica. In quegli anni furono abbandonati molti paesi, tra cui Pentidattilo, Roghudi, Africo e Canolo tutti nel reggino, proprio per i disastri provocati dalla furia della natura.

Insomma, l’evento di venerdì sera a Reggio non solo è stato il più violento della storia della città, ma è anche paragonabile a livello pluviometrico e meteorologico con molti altri grandi eventi alluvionali della storia d’Italia, che, però, a differenza di Reggio, hanno avuto risvolti molto più tragici e drammatici a causa di morti, feriti e senzatetto.
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