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E’ rottura tra Rifondazione e Comunisti Italiani: sospesa la ‘Federazione della Sinistra’ Calabrese. Ma la candidatura di Massimo Canale “non è a rischio”

Posted by Peppe Caridi su 8, settembre, 2010

https://i0.wp.com/www.meteoweb.it/images/comitfds.jpgdi Peppe Caridi – In Calabria ‘Fds’ non esiste più. Almeno per il momento: è stata sospesa dal PdCI a causa di presunte anomalie nel comportamento di Rifondazione Comunista negli ultimi mesi.
I motivi della scelta li hanno spiegati proprio i principali rappresentanti del Partito dei Comunisti Italiani: Orazio Antonio Licandro della segreteria nazionale, Michelangelo Tripodi che è il coordinatore Regionale in Calabria e Lorenzo Fascì che è il coordinatore provinciale a Reggio.
Gli esonenti del partito comunista hanno comunicato alla stampa la decisione di sospendere la Federazione della Sinistra assunta ieri, a Lamezia Terme, durante il Comitato Regionale del PdCI, con la votazione all’unanimità di un documento che pubblichiamo integralmente in coda all’articolo.
Il coordinatore Tripodi ha spiegato che “dopo 5 mesi di Amministrazione Scopelliti, abbiamo deciso di assumere questa posizione perchè a livello Regionale non c’è un’opposizione adeguata agli sfaceli di questo centro/destra, nè da parte del Pd nè da parte degli esponenti della Federazione della Sinistra. Siamo convinti che per fare bene opposizione serva un forte livello di coesione. Abbiamo superato il 4% per appena 200 voti e tutti, anche noi dei Comunisti Italiani, abbiamo fatto grandi sacrifici per il raggiungimento di questo risultato. Ci saremmo aspettati più compattezza e coesione all’interno della Federazione, anche sull abase di impegni e intese precedentemente assunti. Da parte dei vertici Regionali di Rifondazione Comunista è in atto un atteggiamento anomalo di grave chiusura: si comportano come se la Fds non esistesse, e per questo la sospendiamo“.

Licandro, della segreteria nazionale del PdCI, ha spiegato che quella della Federazione della Sinistra è “una sperimentazione senza precedenti in Italia. Non è una fusione o un’unione tra partiti in una nuova forza, come hanno fatto Pd e Pdl cancellando il loro passato e le loro origini. E’ un’unione federale tra partiti e movimenti che mantengono la loro storia, i loro simboli e la loro identità. In tutt’Italia quest’esperimento sta andando avanti e sta funzionando bene, tranne che in Calabria dove i vertici Regionali di Rifondazione Comunista sono irresponsabili e immaturi. In modo bizzarro, stravagante e paradossale, Rifondazione si comporta come se noi del PdCI non esistessimo, forse solo perchè i due eletti in Consiglio Regionale vengono dal loro partito. Ma anche noi siamo stati fondamentali alla loro causa, e senza il nostro contributo non siederebbero lì. Auspico che i vertici nazionali di Rifondazione vengano in Calabria per far capire ai vertici Regionali del partito che bisogna rispettare gli accordi sottoscritti“.

Gli esponenti del PdCI hanno spiegato che questo strappo non va assolutamente a minare la candidatura di Massimo Canale, che fino a questo momento è apparso come il candidato a sindaco della Città di Reggio Calabria più credibile e con alle spalle il progetto politico più sereno: “Non stiamo certo bloccando la candidatura di Massimo, che ha un grande progetto e raccoglie ogni giorno sempre più consensi non solo con i partiti e con la politica ma anche con le associazioni e altri movimenti sociali. La scelta di sospendere la Fds è a livello Regionale, il Comune è tutto un altro livello politico che non è assolutamente coinvolto da questa situazione. Certamente non potevamo subire e accettare questo comportamento di Rifondazione, che continua a ignorarci e a comportarsi come se non esistessimo, solo per un mero motivo di opportunità elettorale. Con tutto il rispetto per Reggio, questa è una questione più grossa a livello Regionale, è una decisione di principi e di valori che non può essere condizionata dalla situazione politica di un singolo comune. E’ da 5 mesi che con Rifondazione manca interlocuzione, e così è difficile costruire un rapporto comune. Che poi i vantaggi principali della Fds, almeno fino a questo momento, li hanno avuti loro perchè due loro esponenti siedono in consiglio Regionale, quindi dovrebbero essere loro ad avere tutto l’interesse di preservare questa stretta alleanza, perchè senza di noi non sarebbero lì. Siamo preoccupati per lo squagliamento di Rifondazione: a Cosenza in decine sono passati a ‘Sinistra e Libertà’ tra cui il segretario provinciale, che ancora dopo due mesi non è stato sostituito. Non è una bella situazione, e va risolta. E’ normale che accadano intoppi e problemi di questo tipo nella costruzione di alleanze serie e durature, altrimenti avremmo fatto come Pd e Pdl dando vita a partiti-fantoccio senza alcuna struturazione: sono partiti che nei fatti non esistono. Quella di Canale è una candidatura che non c’entra con la Fds, è una candidatura senza Fds perchè è appoggiata dai singoli partiti“.

Licandro, poi, ha dipinto un quadro della situazione politica nazionale, paventando l’ipotesi delle elezioni anticipate vista la crisi all’interno della maggioranza di centro/destra che è una crisi “senza precedenti a livello politico, morale e istituzionale. Rispetto alla situazione attuale dell’Italia, anche la stagione di Tangentopoli impallidisce in termini di corruzione e malaffare. Viviamo una situazione di pericolosissimo scenario Argentino. Nè possiamo avere in Fini il nostro paladino: è stato il firmatario di leggi-barbarie come la Bossi-Fini o la Fini-Giovanardi che vanno contro la nostra cultura. Fini e Casini, due ex alleati di Berlusconi, costruiscano un terzo polo e siano una destra nuova, sempre destra quindi sempre nostra avversaria, ma almeno un pò più pulita delle cricche di Berlusconi. Per quanto ci riguarda, in questo momento pensiamo solo a sostenere la grande manifestazione della FIOM di ottobre perchè dopo Pomigliano, rischiamo di tornare nell’800 per quanto riguarda i diritti sul lavoro. Sono convinto che se il nostro partito oggi fosse in parlamento, questo scandalo non ci sarebbe mai stato perchè non avremmo permesso al Pd di girarsi dall’altra parte e far fare questa porcata al Governo. Inoltre abbiamo l’intenzione di difendere scuola e università, oltre a voler ripristinare la legalità“.

Pubblichiamo il documento integrale con cui il PdCI sancisce la “sospensione” della Federazione della Sinistra Calabrese:

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/images/comit.png

La grave e pesante sconfitta del centrosinistra alle elezioni regionali del 28/29 marzo richiederebbe una forte riflessione critica ed autocritica e una ripresa dell’iniziativa politica e della presenza nel territorio.
Ciò a partire dalle forze più consapevoli e responsabili. In particolare, un rinnovato impegno unitario nella battaglia politica sarebbe necessario da parte della sinistra calabrese , a cominciare dalla Federazione della Sinistra che, nonostante un quadro di gravissima sconfitta generale, è riuscita ad eleggere due propri rappresentanti al Consiglio Regionale.
Sarebbe davvero auspicabile un ruolo attivo e protagonista della FdS in Calabria, anche in conseguenza dei primi mesi del governo regionale Scopelliti che già nelle sue scelte e decisioni, conferma la sua pericolosità  per il territorio e per la società calabrese.
Purtroppo, però gli auspici  e le necessità non trovano riscontri nei comportamenti dei singoli dirigenti e delle forze politiche interessate.
Infatti, In Calabria  si verificano condizioni che vanno nella direzione opposta alla necessità di rafforzare il processo unitario a sinistra. In concreto nella nostra regione, registriamo con rammarico un comportamento di grave chiusura del ristretto vertice regionale del Partito della Rifondazione Comunista.
Prima delle elezioni regionali  era stato raggiunto un accordo e un’intesa con i vertici regionali del PRC per una gestione unitaria e collegiale della fase successiva a prescindere da chi sarebbero stati gli eletti al Consiglio Regionale.
Dopo le elezioni che hanno visto l’elezione di due consiglieri regionali, entrambi di Rifondazione Comunista, con la lista della Federazione della Sinistra, abbiamo semplicemente richiesto il rispetto degli accordi per garantire, come previsto, una gestione collegiale del gruppo consiliare e delle risorse.
Sono passati oltre cinque mesi dalle elezioni e dall’incontro con i vertici regionali del PRC e le nostre richieste sono state totalmente inevase (addirittura non si sono degnati neppure di dare un cenno di risposta).
La stessa costituzione del gruppo regionale della FdS, pertanto, rappresenta un’operazione di mera facciata, senza alcun contenuto e pratica unitaria, poiché i due consiglieri regionali con il loro operato negano l’essenza stessa della FdS e si comportano come se la FdS non esistesse.
È evidente che tutto ciò rende assolutamente impraticabile in questo momento il prosieguo della costruzione della Federazione della Sinistra in Calabria.
A tal proposito, riteniamo opportuno ricordare che il PdCI calabrese rappresenta un’organizzazione  politica presente e radicata nel territorio e tra le più forti del PdCI in Italia. Ed è davvero incredibile che si possa pensare di colpire il PdCI proprio in una delle situazioni di maggiore forza.

Abbiamo atteso pazientemente per tutto questo tempo sperando in un segnale positivo che non è mai arrivato. A questo punto prendiamo atto dell’ostacolo insormontabile che il ristretto vertice regionale del PRC ha frapposto con un ridicolo atteggiamento che, di fatto, punta a indebolire il PdCI, nonostante il nostro contributo sia stato determinante per il raggiungimento del quorum del 4% e per l’elezione dei due consiglieri regionali.
Tutto ciò è ben conosciuto anche a livello nazionale, dove c’è una piena consapevolezza di questa situazione, poiché la questione calabrese è stata sollevata e discussa anche nelle sedi unitarie della FdS, tant’è che il Segretario Nazionale del PRC, Paolo Ferrero, che ringraziamo pubblicamente, prendendo atto della situazione, nelle sedi ufficiali, ha criticato apertamente con parole pesanti il comportamento dei vertici regionali calabresi del PRC.
A questo punto per salvaguardare l’immagine, la credibilità, la dignità, l’onestà, la trasparenza, la coerenza tra le parole e i fatti, l’intransigenza sul piano politico e morale dei Comunisti Italiani della Calabria contro l’inutile tentativo di oscuramento, occorre assumere una decisione divenuta ormai inevitabile che ha un carattere momentaneo, nella speranza che vi sia un segnale di svolta da parte dei vertici regionali di Rifondazione Comunista.
Pertanto, noi Comunisti Italiani, pur ritenendo di fondamentale importanza politica e strategica la scelta di costruire la Federazione della Sinistra, riteniamo che in Calabria fino a quando non ci sarà una modifica radicale dell’atteggiamento dei vertici regionali e dei consiglieri regionali del PRC, non ci sono momentaneamente le condizioni per andare avanti nel processo della Federazione della Sinistra.
In tal senso, in Calabria, a tutti i livelli, è formalmente sospesa momentaneamente la costruzione della Federazione della Sinistra e non saranno avviate, fino a quando non si verificheranno i cambiamenti richiesti e necessari, le procedure riguardanti l’attivazione della fase congressuale della FdS.
E’ del tutto evidente che tale decisione comporta immediate conseguenze, a partire dallo stesso uso della sigla della Federazione della Sinistra.
Il nostro auspicio è che tutto questo possa finire al più presto per riprendere il cammino comune. Per tale ragione facciamo appello alle compagne e ai compagni del PRC della Calabria affinché si impegnino per ricollocare la linea politica regionale nella direzione di rilanciare il processo unitario a sinistra, ovviamente ripristinando le necessarie condizioni di lealtà, collegialità e pari dignità con il PdCI.
Tutto ciò richiama al massimo la responsabilità  dei Comunisti italiani che  da subito  devono sentirsi  impegnati, più che mai,  in un lavoro continuo, senza respiro,  per la ripresa della crescita e del peso del PdCI calabrese senza la cui forza è destinata ad allontanarsi la prospettiva , voluta dai lavoratori, dell’unità dei comunisti.

Lamezia Terme, 7 settembre 2010

IL COMITATO REGIONALE DEL PdCI DELLA CALABRIA

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