LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Fini a Mirabello “certifica” la fine del Pdl

Posted by Peppe Caridi su 5, settembre, 2010

https://i0.wp.com/www.meteoweb.it/images/finifini.jpg(dell’inviata Milena Di Mauro) (ANSA) – MIRABELLO (FERRARA), 5 SET – Gianfranco Fini lancia l’opa sul centrodestra tracciando la nuova rotta del suo gruppo, Futuro e liberta’.”Il Pdl- dice- non c’e’ piu’, appartiene ad una bella e affascinante ipotesi politica che non si e’ realizzata, e’ solo una Forza Italia allargata con qualche colonnello e capitano di An che ha solo cambiato generale ed e’ pronto a cambiarlo ancora”. Dal fortino di Mirabello, dove per anni Giorgio Almirante ha galvanizzato una destra nera asserragliata nella rossa Emilia, il presidente della Camera spara palle di fuoco contro Silvio Berlusconi. E rilancia: ”siccome e’ contro natura, contro la fisica, che Futuro e Liberta’ rientri in cio’ che non c’e’ piu’, si va avanti con le nostre idee”. Fini candida ‘Futuro e Liberta” – e poco conta chiamarlo partito o in altro modo – ad occupare uno spazio vuoto, a realizzare quello che il Partito delle Liberta’ non ha saputo compiere, tradendo le attese per cui era nato. ”Futuro e Liberta’ non e’ An in sedicesimo ma lo spirito autentico del Pdl”, di quel partito che ”non c’e’ piu’ dal 29 luglio quando, con un gesto profondamente lesivo non della mia persona ma delle ragioni stesse del partito che non puo’ essere della Liberta’ se si caccia chi dissente”, in due ore soltanto l’ufficio politico e Silvio Berlusconi hanno dichiarato Fini ”incompatibile” e lo hanno cacciato. ”Si va avanti – sprona – con le nostre idee e senza farci intimidire dai ‘metodi Boffo’, per far rinascere il Pdl e non per tradirne l’origine, per evitare che il governo commetta errori e perche’ la legislatura arrivi alla fine, senza cambi di campo, ribaltoni o ribaltini: se lo tolgano dalla testa”. ”Non ci ritiriamo ne’ in convento ne’ tantomeno andiamo raminghi in attesa di perdono – respinge al mittente le ultime offerte del Cavaliere – perche’ Berlusconi, che e’ uomo di spirito, deve capire che i nostri parlamentari non possono essere trattati come clienti della Standa, che se non cambiano supermercato hanno il premio fedelta”’. Quando si trattera’ in Parlamento di votare i 5 punti di programma sui quali Berlusconi chiede la fiducia ”i nostri capigruppo diranno si’ a nome di tutti, senza distinzioni tra falchi e colombe, perche’ non siamo appassionati di ornitologia”. Si chiede pero’ di discutere ”con spirito costruttivo”, e di farlo ogni volta ”con un nuovo patto di legislatura e non un tavolo a due gambe e con l’acquiescenza del Pdl alla Lega”. Da oggi ci sono ”la Lega, Forza Italia allargata” e ‘Futuro e Liberta”, chiamatelo partito o come volete. Con questo spirito Fini chiede di ”lavorare per unire e non dividere, dando vita ad una politica di qualita’, senza insulti, che sappia accogliere anche le politiche dell’opposizione, quando ha buone idee”. Avanti ”con il coraggio di fare quelle riforme che erano nel progetto originario del Pdl, nell’interesse nazionale”. ”E’ avventurismo politico minacciare ogni giorno elezioni – dice ancora Fini rivolto al Cavaliere convitato di pietra. La fine della legislatura sarebbe un fallimento di tutti: mio, suo, perche’ quando si ha una maggioranza cosi’ ampia il primo dovere e’ governare, non liquidare il dissenso e mettere alla porta chi non ti e’ simpatico”. La colpa non e’ mia, torna a dire Fini ”non c’e’ stato alcuna fuoriuscita, scissione, atteggiamento demolitorio” ma solo legittima difesa per l’espulsione dal partito creato ”con un atto illiberale, perche’ solo nel peggiore stalinismo si puo’ essere messi alla porta perche’ si dissente”. ”Governare – dice invece – significa comprendere le ragioni degli altri e garantire l’equilibrio tra poteri. non ho mai contestato la sua leadership, ma un leader deve essere capace di cercare il compromesso ed il punto di intesa”. Il Pdl, quello dal quale Fini non si sente escluso e alla cui leadership anzi si candida ”non puo’ essere derubricato a contorno del leader, a coro di plaudenti”. Deve essere invece ”fucina di idee”. E il Presidente della Camera offre le sue: un federalismo equo che non intacchi l’unita’ del paese, una legge elettorale dove si scelga il premier ma anche i parlamentari (”Faccio mea culpa perche’ ho contribuito anch’io, ma e’ vergognosa la lista bloccata”), una riforma della giustizia ”dove si rovesci l’approccio, il premier abbia uno scudo che tuteli la sua funzione ed il ruolo” senza amnistie generalizzate. E ancora: immigrazione, giovani, riforma del fisco (con una apertura al quoziente familiare), provvedimenti anti-corruzione. Infine, fuori i sassolini dalle scarpe, mentre in platea Elisabetta Tulliani stringe le labbra e guarda dritto in faccia Fini, sulla campagna di ”calunnie, diffamazioni, volgarita’ che hanno dato vita alla lapidazione di tipo islamico, con un atteggiamento infame perche’ diretto non alla mia persona ma alla mia famiglia, ed e’ tipico degli infami farlo”.

(di Federico Garimberti) (ANSA) – ROMA, 5 SET – Silvio Berlusconi tace. E’ forse l’unico esponente politico dell’intero arco istituzionale a non commentare pubblicamente le parole di Gianfranco Fini dal palco di Mirabello. Ma e’ facile intuire che il premier abbia accolto davvero male l’intervento del cofondatore del Pdl. ”L’ha definito cattivo e astioso”, riferisce una persona che dice di avergli parlato. Non servono voli di fantasia per capire quale sia stata la reazione: basta mettere insieme le parole dei fedelissimi per dedurre che il Cavaliere non si fa troppe illusioni sull’esito dello scontro con l’ex leader di An. L’intervento non deve averlo sorpreso. Anzi, visto che come ha affermato in serata Umberto Bossi ”non ha detto niente di nuovo”. Ma era proprio cio’ che il Cavaliere temeva di sentire visto che di fatto tutti i nodi al collo della maggioranza restano; anzi, assomigliano sempre piu a un cappio. Sostanzialmente Berlusconi continua a pensare che molto difficilmente si potra’ concludere la legislatura. L’ipotesi che si possa stringere un patto che permetta di arrivare al 2013, cosi’ come proposto da Fini, si scontra con il sospetto che l’ex leader di An lo voglia solo logorare. Certo, il premier intende esperire tutti i tentativi. Andra’ in Parlamento a cercare i voti sui 5 punti programmatici, magari sperando in quei finiani ‘moderati’ di cui gli parlano spesso, perche’ – come ha detto Fabrizio Cicchitto – la verifica della maggioranza ci sara’ solo in Aula. Ma il sospetto di Berlusconi e’ che l’ex-alleato trasformi i passaggi parlamentari in una palude. Insomma, come pronostica il ‘falco’ Mario Valducci, ”con queste premesse” sara’ difficile trovare un’intesa di legislatura. In questo quadro, a preoccupare ancor di piu’, e’ proprio il fatto che Fini sieda sullo scranno piu’ alto della Camera. E visto che, come ha sottolineato Gianni Alemanno, la ”fuoriuscita di Fli dal Pdl appare ormai irreversibile”, i berlusconiani tornano a chiederne le dimissioni: le chiede il ‘duro’ Giorgio Stracquadanio, ma anche Cicchitto che falco non e’. Tutte considerazioni ben presenti nella mente del premier che per questo resta sulla sua posizione: piuttosto che farmi logorare, preferisco il rischio delle urne. Ed ecco spiegato il pessimismo di alcuni fedelissimo: ”Fini ha indicato un orizzonte ben chiaro: il voto anticipato”, sintetizza Osvaldo Napoli. ”Da domani dovremo avere nella mano sinistra un palottoliere e nella mano destra il calendario per fissare la data delle prossime elezioni”, gli fa eco Francesco Giro. Ovviamente dure, per non dire stizzite, le dichiarazioni degli ex di An. Non sono i colonnelli che hanno cambiato generale ma e’ ”il nostro generale che ha cambiato bandiera”, afferma Ignazio La Russa rispondendo alle accuse rivolte da Fini. Ma come spesso avviene e’ la Lega a dire quello che altri si limitano a sussurrare. ”La situazione e’ difficile: per Berlusconi la strada e’ molto stretta” visto che ”se tutti i giorni deve andare a chiedere i voti a Fini e a Casini non dura molto”, e’ la brutale sintesi di Bossi. Del resto persino il solitamente ottimista Roberto Maroni sembra non avere piu’ molte speranze: ”La questione e seria”, visto che di fatto ”e’ rinata An”. Che la temperatura resti incandescente, infine, lo conferma l’ultima polemica nata fra Pdl e Fli: al centro dello scontro il Tg1 di Augusto Minzolini, con i finiani che lo accusano di ”faziosita”’ e i berlusconiani che difendono il direttore.

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