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Ponte: Villa San Giovanni pronta a cambiare volto. I primi stralci del progetto defintivo

Posted by Peppe Caridi su 4, settembre, 2010

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/3907/foto/Scheda.jpgdi Giusy Caminitihttp://www.gazzettadelsud.it – E’ arrivato il tempo di studiarsi le carte (a questo proposito nella pagina a fianco pubblichiamo la cartina con i cantieri operativi e logistici, raccordi tra le opere a terra e il Pone) e cominciare a capire il tipo di impatto che già in questa prima fase, quella propedeutica alla costruzione del Ponte, la città subirà. In attesa che gli elaborati grafici ufficiali vengano consegnati anche al comune di Villa, le prime indiscrezioni cominciano a trapelare e i rapporti pressoché quotidiani tra il primo cittadino Rocco La Valle, i progettisti e i responsabili dell’opera, spingono il sindaco ad essere speranzoso: «Il non sapere cosa succederà – commenta – è peggio del rendersi conto dei cambiamenti che stanno per avvenire in città e rispetto ai quali adesso sono molto meno preoccupato, perché ho la sensazione che l’impatto su Villa sarà inferiore a quello per anni immaginato. Non c’è una città che dovrà trasferirsi altrove».
Certo è che fino ad ora Villa è stata solamente impegnata dai sondaggi idrogeologici (sul lungomare Cenide, a Pezzo, Piale, Case Alte) e a tappeto da quelli ambientali.
Procedono, poi, i lavori per la variante ferroviaria nel tratto che va da Cannitello a Pezzo. Ancora nessuna richiesta ufficiale per localizzare cave o discariche. «L’unica richiesta – risponde Rocco La Valle – ci è pervenuta dall’Anas per l’utilizzo di un sito sul torrente Piria da destinare allo smaltimento dei materiali di risulta dei lavori autostradali. Per il problema discariche e trasporto, devo dire che ci conforta la prescrizione di VIA che è l’unica ad oggi efficace: le discariche saranno localizzate verso Saline e i trasporti dei materiali avverranno via mare con chiatte che da Villa si sposteranno verso sud». L’arrivo dei materiali è previsto, secondo quanto conferma il primo cittadino, in località Cannone (sul tratto di lungomare verso Cannitello), con un apposito approdo che sarà realizzato a tal fine.
Due sono le priorità di queste ore secondo La Valle: «Non possiamo sbagliare nell’indicare le opere compensative e dobbiamo stare vigili rispetto ai problemi che i nostri concittadini dovranno affrontare nel quotidiano». Se questa seconda preoccupazione sarà più tangibile quando si conosceranno le aree di cantiere (che sono localizzate nella parte nord della città) e il piano degli espropri, l’altro timore è molto più attuale, perché entro fine mese la Stretto di Messina aspetta i progetti «Questa città ha i piedi di argilla – continua La Valle – nel senso che bisogna innanzitutto rifare gli impianti. E molto sarà discusso oggi stesso in commissione Ponte. Noi stiamo provando a immaginare la città del futuro, ma credo serva una qualificata consulenza urbanistica per legare la città all’opera Ponte. Resta altissimo il livello di attenzione per il progetto in fase di elaborazione e soprattutto resta altissima la volontà di elaborare un’idea di città del futuro, turistica, ricettiva, commerciale e ricreativa, capace di fare sistema a sud con Reggio e il suo lungomare e a nord con la Costa Viola».

Il Documento: i primi stralci del progetto defintivo

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2 Risposte to “Ponte: Villa San Giovanni pronta a cambiare volto. I primi stralci del progetto defintivo”

  1. Lino da Messina said

    quindi demoliranno mezza villa san giovanni mi sembra di capire…speriamo la ricostruiscano almeno meglio dello scempio tutto abusivo che è adesso….

  2. Piero Marcianò said

    IL PONTE SULLO STRETTO : UN MOSTRO DI SPECULAZIONI E INTERESSI

    A prescindere dalla certezza che il ponte in ogni caso non si farà mai!! Voglio fare delle considerazioni generali sull’argomento che, in questo periodo va molto di moda. L’utilità del ponte sullo stretto. La tesi che il ponte è una realizzazione inutile, ovviamente scatena le ire dei sostenitori. Chi sono i sostenitori? Appartengono a due categorie, una costituita dal popolino ingenuo e disinformato che, disinteressandosi delle problematiche strettamente collegate alla realizzazione del ponte non va oltre la punta del proprio naso. All’altra categoria appartengono invece tutte le persone che sono direttamente coinvolte nella costruzione e, mi riferisco: in primis alle rappresentanze politiche che, per il gusto di poter essere annoverati nei libri di storia farebbero carte false. Naturalmente, oltre al novero sulla Treccani, ci mangiano anche qualche mollichina che, per il bene della propria famiglia non guasta mai. Con i tempi neri che corrono, qualche milioncino di Euro in più nel conto corrente fa sempre comodo. Ovviamente, i progettisti, l’A.T.I. che dovrebbe costruire il mostro d’acciaio e tutto l’indotto collegato alla realizzazione non possono essere che d’accordo sulla costruzione propinando in ogni caso l’utilità del mostro. Certamente ai sostenitori del sì, non frega proprio niente del disastro ambientale che si verrebbe a creare, del disagio delle migliaia di residenti nell’area individuata per la realizzazione che, sarebbero costretti ad emigrare in altri siti, abitando nuove case, perché le prime sarebbero demolite con tutti i ricordi di una vita. Non importa se da Sala Consilina a Scilla ci vogliono alcune volte anche otto ore di auto, oppure da Palermo a Messina cinque ore, tanto poi il ponte si attraverserà in dieci minuti. Non importa se l’economia locale ne risentirà tremendamente, tanto, il biglietto per circolare sul ponte costerà 50 Euro che, moltiplicato per milioni di automezzi l’anno farà incassare alla società gestore (magari Francese come quella che sta attualmente gestendo gli acquedotti calabresi) altrettanti milioni di Euro. Non importa se moriranno nella realizzazione del mostro decine di operai, sono stati già messi in conto anche i funerali. Non importa se malauguratamente i lavori dovessero iniziare a mai finire, tanto l’opera si realizza al sud non nella padania. Non importa se il governo deve reperire 24 Miliardi di Euro per sanare i bilanci. Non importa se in Calabria la disoccupazione è al 35 % e mancano i servizi essenziali, tanto, avremo il ponte per poterci buttare giù quando non riusciremo più a sopravvivere..

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