LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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“Vergine bella dapriti li porti ca stannu venendu li divoti vostri”

Posted by Peppe Caridi su 1, settembre, 2010

madonnapolsidi Elda Musmeci http://www.strill.it “Vergine bella dapriti li porti ca stannu venendu li divoti vostri”. Queste alcune delle parole che nel cuore della notte si sentono cantare dai pellegrini alla vista del Santuario della Madonna di Polsi.
Il luogo del santuario è una specie di isola formata da due fiumi nelle gole dell’Aspromonte, lo chiudono cime di mille e mille cinquecento metri, e la vetta di quasi duemila del Monte Alto; denso di boschi, pieno di laghetti, roccioso e verde di felci e di ginestre. Crescono vicini il castagno e il pino, il nocchio e il pioppo, il fràssino e l’abete, mescolanza di piante alpestri e mediterranee dei nostri luoghi, più chiare quelle estive, scure quelle invernali, e come ammantate, che nei nostri climi a vederle si pensa al cattivo tempo”. Ecco come Corrado Alvaro descrive Polsi, e nessuno meglio di lui, che tra quei boschi, è nato e cresciuto, riuscì a coglierne la vera essenza..
Sulla Madonna di Polsi si raccontano molte leggende. Una di queste vuole che nel IX secolo alcuni monaci bizantini, in fuga dalla vicina Sicilia a causa delle incursioni saracene, si spinsero nel cuore dell’Aspromonte, ai piedi di Montalto, dove fondarono una piccola colonia ed una chiesa. A causa dell’estremo disagio procurato dalla lontananza con i più vicini villaggi, il sito fu però poi abbandonato[senza fonte].
Un’altra leggenda, diffusissima, racconta che nell’XI secolo un pastore di nome Italiano, oriundo della cittadina di Santa Cristina d’Aspromonte, intento a cercare un toro smarrito in località Nardello, scorse l’animale che dissotterrava una croce di ferro; gli apparve quindi la Beata Vergine col Bambino che disse: Voglio che si erga una chiesa per diffondere le mie grazie sopra tutti i devoti che qui verranno a visitarmi.
Tutt’oggi all’interno del santuario vengono conservate la statua della Madonna della Montagna di Polsi, scultura in tufo di notevole bellezza e lucentezza, la Santa Croce e vari cimeli tra i quali la bara del principino di Roccella.

Negli anni, a seguito di diverse inchieste dell’antimafia, è stato chiamato il ‘Santuario dei boss’ perche’ è stato scoperto che li’ si incontravano i capi delle cosche criminali di San Luca (protagoniste della strage di Duisburg) per discutere dei loro interessi. Ma per la popolazione il Santuario di Polsi, dove si venera la Madonna della Montagna, e’ un luogo di preghiera e meditazione. Don Pino Strangio, sacerdote di frontiera in una terra difficile, ringrazia ”la magistratura per aver fatto luce su alcune cose che altrimenti sarebbero rimaste con il punto interrogativo. Il lavoro dei magistrati e delle forze dell’ordine e’ molto importante”, ma il suo santuario lo vuole descrivere per l’aspetto religioso che ogni anno, il 2 settembre, fa affollare il piccolo centro di Polsi  di fedeli che si raccolgono in preghiera con l’animo di penitenti. Dal 24 agosto sono iniziati gli appuntamenti di preparazione con la novena che si concludera’ il giorno della grande festa. Grande soprattutto per la partecipazione dei fedeli, che arrivano non solo da tutta la provincia di Reggio Calabria, ma da tutto il mondo, percorrendo a piedi tratti che superano anche i venti km. Qualche mese fa il vescovo di Locri, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, ha pubblicato una lettera aperta in cui chiede ai boss di non infangare il nome del Santuario e di restituirgli la dimensione religiosa che gli appartiene. Ora a tutti i pellegrini viene consegnata la lettera, gia’ distribuita in oltre tremila copie. ”Non si puo’ portare l’immagine della Madonna in tasca e poi andare a delinquere”, dice don Pino Strangio. ”Ma se questo posto e’ in vita dal 1144 -aggiunge- non saranno le amenita’ umane a cancellarlo. La Madonna e’ la sua sentinella”.

Da alcuni giorni, comunque, le forze dell’ordine sono state mobilitate per la festa della Madonna della Montagna che sara’ celebrata oggi e giovedi’ proprio a seguito del marchio di ”santuario della ‘ndrangheta”, rifiutato dai vertici della Diocesi di Locri, secondo la quale la chiesa in cui si venera la Madonna della Montagna e’ soltanto un luogo di culto. L’attenzione sul piano investigativo, comunque, e’ sempre massima, con la presenza dei vertici di tutte le forze dell’ordine e la predisposizione di massicci servizi di ordine pubblico che interesseranno tutta l’area su cui sorge il santuario. Lo scorso anno, tra l’altro, la riunione in cui ebbe luogo l’investitura di Domenico Oppedisano, come hanno documentato le immagini riprese dalle forze dell’ordine, avvenne in uno spiazzo poco distante dal santuario, con i partecipanti mischiati tra i fedeli e quindi difficilmente distinguibili.  La Madonna di Polsi, resta infine  il fulcro della fede mariana calabrese, amata e venerata e capace di suscitare un sentimento di doveroso rispetto anche in chi non condivide la fede cattolica.

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Una Risposta to ““Vergine bella dapriti li porti ca stannu venendu li divoti vostri””

  1. mimmasuraci said

    che non sia ” japriti” piuttosto che “dapriti”: credo si tratti di un errore di trascrizione

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