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POLSI: NEL CUORE DELL’ASPROMONTE, GIOVEDI’ LA FESTA PER LA MADONNA DELLA MONTAGNA

Posted by Peppe Caridi su 29, agosto, 2010

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/images/Polsipolsi.jpgCHIAMATO ‘IL SANTUARIO DEI BOSS’, IN REALTA’ E’ LUOGO DI PREGHIERA E MEDITAZIONE –  Reggio Calabria, 29 ago. (Adnkronos) – E’ stato chiamato il ‘Santuario dei boss’ perche’ diverse inchieste antimafia hanno scoperto che li’ si incontravano i capi delle cosche criminali di San Luca (protagoniste della strage di Duisburg) per discutere dei loro interessi. Ma per la popolazione il Santuario di Polsi, dove si venera la Madonna della Montagna, e’ un luogo di preghiera e meditazione che nulla vuole avere a che spartire con la cronaca nera. Don Pino Strangio, sacerdote di frontiera in una terra difficile, ringrazia ”la magistratura per aver fatto luce su alcune cose che altrimenti sarebbero rimaste con il punto interrogativo. Il lavoro dei magistrati e delle forze dell’ordine e’ molto importante”, ma il suo santuario lo vuole descrivere per l’aspetto religioso che ogni anno, il 2 settembre, fa affollare il piccolo centro di Polsi di fedeli che si raccolgono in preghiera con l’animo di penitenti. Dal 24 agosto sono iniziati gli appuntamenti di preparazione con la novena che si concludera’ il giorno della grande festa. Grande soprattutto per la partecipazione dei fedeli, che arrivano in migliaia da tutta la provincia di Reggio Calabria in pellegrinaggio, percorrendo a piedi tratti che superano anche i venti km.

Sono diverse le inchieste che hanno riconosciuto il Santuario di Polsi come luogo di incontro dei boss mafiosi. ”Non entro nel merito -commenta don Pino Strangio all’ADNKRONOS- ma le inchieste sulla ‘ndrangheta, che pure ci sono e sono importanti, vanno valutate bene e va data loro una giusta direzione”. Qualche mese fa il vescovo di Locri, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, ha pubblicato una lettera aperta in cui chiede ai boss di non infangare il nome del Santuario e di restituirgli la dimensione religiosa che gli appartiene. Ora a tutti i pellegrini viene consegnata la lettera, gia’ distribuita in oltre tremila copie. ”Non si puo’ portare l’immagine della Madonna in tasca e poi andare a delinquere”, dice don Pino Strangio. ”Ma se questo posto e’ in vita dal 1144 -aggiunge- non saranno le amenita’ umane a cancellarlo. La Madonna e’ la sua sentinella”

La Madonna della Montagna viene chiamata anche Madonna del Parto. Molti fedeli negli anni le si sono rivolti per chiedere la grazia di un figlio che non era arrivato in 10-15 anni di matrimonio e dopo poco il miracolo di una nuova vita e’ arrivato. Per questo i fedeli lasciano in voto abiti da sposa e bambini di cera nel santuario. Gli abiti vengono poi donati a chi ne ha bisogno. Una delle iniziative piu’ belle che don Pino Strangio racconta e’ l’invio di alcuni abiti da sposa di taglie diverse in Congo, dove lavora un sacerdote che qualche anno fa fece il confessore in occasione della festa della Madonna di Polsi. Li’ la popolazione e’ povera e le coppie non potrebbero permettersi un abito da sposa, cosi’ lui li ”presta” alle ragazze che vanno all’altare. Poi vengono lasciate in Cattedrale per le altre giovani.

Polsi si trova in una zona di montagna che d’inverno viene messa a dura prova dalle piogge. Le ultime ondate di maltempo hanno rischiato di farlo rimanere isolato. ”La politica, le istituzioni, gli enti non hanno ancora capito -dice don Pino Strangio- che bisognerebbe farlo vivere tutto l’anno, questo posto. D’inverno le strade franano e per noi sacerdoti e volontari che veniamo qui diventa davvero difficile”. ”Per aggiustare una strada ho dovuto far mandare cinquemila cartoline a un presidente della Regione, e lui ha risposto che non conosceva bene il Santuario di Polsi e quello che significa per la popolazione. Il mio invito -prosegue- rivolto a tutti e’ di venirlo a visitare perche’ solo cosi’ ci si puo’ rendere conto di che tipo di posto sia, spirituale, bello e immerso nella natura”. Solo cinque anni fa il Santuario e’ stato dotato di corrente elettrica, e negli ultimi e’ stato eretto un cancello che separa la zona sacra da quella della festa dove si suona con organetti e zampogne, e i fedeli celebrano la Madonna anche con il tradizionale ballo della tarantella. Attualmente sono in corso i lavori di ristrutturazione che, sotto il coordinamento della Soprintendenza per i beni architettonici, stanno riportando alla luce le antiche pareti in pietra della struttura.

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