LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Ma quando finiranno di dire sempre no?

Posted by Peppe Caridi su 27, agosto, 2010

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/images/LogoComitatoPonte.jpgdi Giovanni Alvaro e Bruno Sergi Comitato ‘Ponte Subito’ – Sembrava veramente strano che gli antagonisti del Ponte (perché mai poi?) avessero potuto mantenere il silenzio che ha caratterizzato la loro attività da alcuni mesi a questa parte. Dopo la serie di continui rovesci e di flop collezionati si sono ripresentati, pimpanti più che mai, anche se sempre di meno, in questo fine agosto scelto per organizzare un ‘importante’ corteo che, per esser tale, ha bisogno anche della partecipazione di calabresi e siciliani. Gli argomenti ‘contro’ sono sempre gli stessi e mal riposti: progetto incompatibile con il territorio perché devastante dal punto di vista ambientale, ma ‘atteso con frenesiadal governo, dalle amministrazioni locali e da ‘certe associazioni’; ‘folle per i costi’ che sono uno schiaffo alla povertà del Sud; inutile per la Calabria, e per la Sicilia, perché esse hanno bisogno di ‘ben’altro’. Ed allora ci si appella alle popolazioni ‘affinché comprendano che al loro futuro non serve un simile manufatto’. Anche gli argomenti a ‘favore’ sono ovviamente gli stessi, ma non serve a niente sciorinarli dato che non esiste peggior sordo di chi non intenda sentire. Sembra, invece, più giusto e opportuno rintuzzare alcune amenità che l’iniziativa dell’Associazione ‘Cantiere Creativo’ (ma creativo o distruttivo?) ha messo in evidenza.

I signor NO al ponte appellandosi alle popolazioni interessate dimenticano ben tre verità inoppugnabili. La prima è la vittoria di Peppe Scopelliti alla Regione Calabria ottenuta contro la parte politica avversa scatenata contro il Ponte e che, addirittura, è stata protagonista dell’uscita della Regione dal Consiglio di Amministrazione della Stretto di Messina. La seconda è il cambio della direzione politica nella città di Villa San Giovanni che, in questi anni, ha recitato il ruolo di Comune anti Ponte ed che ha annoverato tra i suoi consiglieri l’on Grazia Francescato. La terza è la nascita del ‘Comitato Ponte Subito’ che ha riempito un vuoto esistente e ha dato voce alla maggioranza dei cittadini che vogliono la realizzazione della grande opera nello Stretto.

La lenta ma inesorabile erosione degli ‘adepti’ alle tesi del ‘NO’ ed a quelle altrettanto illusorie del benaltrismo, avrebbe dovuto servire a correggere le posizioni di chi dice sempre e solo il contrario di quel che dice colui che viene indicato come il nemico numero uno, e cioè il premier e il Governo da lui presieduto. La cosa è ancor più grave se si pensa alle condizioni socio economiche del Mezzogiorno d’Italia che col Ponte può avviare un processo di inversione di tendenza, una rottura con il passato fatto di inefficienze della politica, della burocrazia e del sindacato, e porre le basi per un vero rilancio del Sud. Non tanto per la quantità degli occupati che il ponte garantirà durante la fase della costruzione, ma soprattutto per la valenza economica, imprenditoriale e turistica che lo stesso avrà successivamente, e per le migliori dotazioni infrastrutturali che determinerà.

Il ‘benaltro’ infatti non precede, come del resto il secolo e mezzo dall’Unità d’Italia dimostra, ma segue gli investimenti di un certo rilievo. Sarà il Ponte infatti che stimolerà gli interventi a difesa del suolo, se non altro nell’area interessata; che modificherà assetti e trasporti nelle aree urbane coinvolte; che determinerà il completamento dell’Alta Velocità, oggi ferma a Salerno, e accorcerà le distanze del profondo Sud dal resto d’Italia e dell’Europa; che potrà puntare a creare attorno al porto hub di Gioia Tauro una rete portuale diffusa ed efficiente all’interno di tutto il Mediterraneo e in stretto rapporto con le economie del nord Africa che oggi registrano tassi di crescita economica solo secondi alla Cina. Il No al Ponte invece è a totale beneficio di gruppi imprenditoriali marittimi che hanno già scelto di baypassare la Calabria veicolando il traffico via mare tra Messina e Salerno, in ciò senza rivolgere lo sguardo al ruolo guida dell’intero Mediterraneo e a cui guardare con grande simpatia e lungimiranza.

E allora, quando la si smette di opporsi sistematicamente alle scelte infrastrutturali che il Governo ha rilanciato (oltre quelle già realizzate e in corso di realizzazione), qualche giorno fa, inserendo tra i 5 punti delle proprie scelte fondamentali il Mezzogiorno e in esso la riconferma del Ponte di cui si sta attendendo la stesura del progetto esecutivo che dovrà essere redatto entro l’anno in corso? Per fortuna che la gente è più attenta di quanto si possa pensare garantendo così che il processo realizzativo del Ponte andrà avanti rispettando il ruolino di marcia che l’appalto prevede. Il No espresso ad alta voce non spaventa più nessuno.

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3 Risposte to “Ma quando finiranno di dire sempre no?”

  1. Enza said

    Ma quando finirete di sostenere l’insostenibile assurdo?????????????

  2. Enza said

    Dal punto di vista economico è fallita e tramontata la politica dei grandi poli industriali ed infrastrutturali, di cui il ponte sarebbe l’ultimo enorme colpo di coda: basta osservarne le macerie, da Priolo e Gela, da Milazzo a Termini Imerese. Oggi lo sviluppo della Calabria e della Sicilia può venire solo dalla valorizzazione sostenibile delle loro risorse territoriali e paesaggistiche, se fruite in maniera equilibrata e intelligente, piuttosto che essere degradate e distrutte da consumo intensivo e sfrenato.

  3. ..è proprio così. Basta solo però non parlarne più e “fare”

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