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Reggio, bomba a Di Landro, le reazioni. Il Governo esalta il lavoro contro la criminalità. Maroni: «a settembre nuovo vertice a Reggio, non ci faremo intimidire». Interviene anche Napolitano

Posted by Peppe Caridi su 26, agosto, 2010

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/images/bomba2.jpgIntanto alle 18:30 la Città manifesterà solidarietà al procuratore con un sit-in a cui hanno aderito molti movimenti e associazioni – La bomba che stanotte ha fatto esplodere il portone dell’abitazione dove vive il procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, non è un fulmine a ciel sereno. In Città l’atmosfera è tesissima da mesi, dopo che le forze dello Stato, il Governo, la Magistratura e le forze di polizia, hanno deciso di colpire duramente la criminalità organizzata con provvedimenti straordinari che hanno consentito arresti e sequestri da record. In 27 mesi sono stati catturati 6.483 mafiosi, con un incremento del 53% rispetto agli anni precedenti, fra cui 26 superlatitanti tra i 30 più pericolosi. La ‘ndrangheta ha deciso di reagire, e lo sta facendo con minacce, attentati e intimidazioni.
Innanzitutto il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, convocato dal prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta, dopo la bomba esplosa nella notte sotto il portone del palazzo in cui abita il procuratore Di Landro, ha deciso di attuare la vigilanza fissa dell’abitazione dello stesso magistrato. Lo stesso Di Landro ha preso parte alla riunione, insieme al procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia Nicola Gratteri e ai vertici delle forze dell’ordine.
A margine della riunione, incontrando i giornalisti, Di Landro ha detto che «lo scontro con la criminalità ha raggiunto livelli che sono insopportabili per la mafia. L’attentato significa che evidentemente abbiamo lavorato bene. Noi pensiamo di fare solo e fino in fondo il nostro dovere. Anche io sono portato a domandarmi da cosa nasca la personalizzazione contro di me. La risposta che posso dare è nei fatti. Evidentemente il nostro, il mio impegno, è intollerabile se hanno reagito in modo così violento e becero. Noi vogliamo fare, o per lo meno io voglio fare, soltanto il mio dovere».

Di Landro ha ricevuto la solidarietà di moltissimi colleghi, esponenti politici, sindacali, e tanti cittadini.
Sull’argomento, che ha proiettato nuovamente Reggio Calabria sulle prime pagine delle cronache nazionali, è intervenuto anche il Capo dello Stato. Giorgio Napolitano ha manifestato i suoi sentimenti di solidarietà e la vicinanza del Paese, ribadendo «il convinto apprezzamento già espresso per l’impegno e la professionalità della magistratura reggina, insieme alle forze dell’ordine, nel dare sviluppi e ottenere risultati senza precedenti nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata facente capo all’ndrangheta. Tale azione si è intensificata anche aggredendo i patrimoni illeciti e scoprendo le pericolose ramificazioni e infiltrazioni dell’ndrangheta nella economia legale in Italia e fuori d’Italia. Il gravissimo atto intimidatorio di oggi segue purtroppo altri gravi episodi e impone quindi a tutti di non abbassare la guardia. Insostituibile resta il ruolo della magistratura per il rispetto delle regole e l’affermazione dei principi di legalità, con il pieno sostegno di tutte le istituzioni».

Anche gli esponenti del Governo sono intervenuti sull’episodio, facendo eco alle parole del Ministro della Giustizia Alfano che, esprimendo solidarietà a Di Landro e complimentandosi con il lavoro dei magistrati reggini, aveva detto stamattina che evidentemente la ‘ndrangheta si comporta così perchè è messa alle spalle al muro, sottolineando i meriti del Governo che con leggi speciali attente e interventi precisi sta facendo registrare in questi mesi i record assoluti della storia della Repubblica Italiana nella lotta alla criminalità organizzata, dopo il Consiglio dei Ministri che lo scorso 28 gennaio s’è svolto proprio a Reggio Calabria per l’emergenza criminalità.

Il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha espresso piena solidarietà a Di Landro e ha aggiunto che l’attentato di stanotte «dimostra quanto la ‘ndrangheta si senta sotto pressione per la dura azione che le Istituzioni stanno conducendo nei suoi confronti. Bene ha fatto il Procuratore Di Landro – ha aggiunto il ministro – a dire che non ci lasceremo intimidire e che continueremo a fare il nostro lavoro con più determinazione di prima. Per testimoniare il nostro sostegno alla magistratura reggina e per rafforzare l’azione di contrasto alla ‘ndrangheta a settembre terremo un nuovo vertice a Reggio Calabria. Contro la ‘ndrangheta bbiamo sviluppato una strategia di aggressione ai patrimoni mafiosi che sta producendo risultati straordinari: nessun governo ha fatto meglio di noi».

Il sottosegretario Alfredo Mantovano ha detto che «la bomba di stanotte si inserisce su importanti lavori in corso che stanno vedendo sia polizia che le autorità giudiziarie fortemente impegnate negli ultimi anni nel contrasto agli aspetti che danno più fastidio alla ‘Ndrangheta. E cioè nel colpire non solo i latitanti nella cattura ma anche e soprattutto i loro beni, con i sequestri e la confisca. Adesso sono state introdotte nuove misure dal piano straordinario Antimafia, approvato all’unanimità dal Parlamento. E’ chiaro però che la particolare esposizione di chi si trova nei luoghi di frontiera li rende destinatari di queste attenzioni violente. Il governo è vicino non solo alle forze di polizia ma anche alle autorità giudiziarie più esposte e certo non mancherà nelle prossime settimane una rinnovata presenza sul luogo anche del ministro Maroni oltre che dei vertici nazionali della polizia, come più volte avvenuto nei mesi passati. Chi voleva intimidire ottiene l’effetto esattamente opposto».

Il capogruppo Pdl Camera Deputati, Fabrizio Cicchitto, esprimendo solidarietà a Di Landro, ha detto che «la lotta contro la criminalità da parte del governo Berlusconi è stata davvero esemplare e ci sono anche i numeri degli arrestati per mafia a testimoniarlo. E come conferma anche il potenziamento immediato della scorta e delle misure a sicurezza del magistrato».

Solidarietà e vicinanza a Di Landro anche dal Governatore Scopelliti, la cui Giunta da quando è in carica ha ricevuto almeno 6 intimidazioni, e dal Ministro Matteoli.
Ma non solo il Governo, anche le opposizioni, molti esponenti della sinistra, e tantissimi rappresentanti delle istituzioni (prefetti, questori, magistrati, amministratori di enti locali) hanno espresso apprezzamento per il lavoro della magistratura reggina e solidarietà nei confronti del procuratore.

A Reggio, i cittadini hanno organizzato un sit-in proprio davanti la casa di Di Landro alle ore 18:30 per manifestare al procuratore generale che non «non si deve e non si può lasciare soli i servitori dello Stato come il dott. Di Ladro nella lotta alla ‘ndrangheta».

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Una Risposta to “Reggio, bomba a Di Landro, le reazioni. Il Governo esalta il lavoro contro la criminalità. Maroni: «a settembre nuovo vertice a Reggio, non ci faremo intimidire». Interviene anche Napolitano”

  1. ester said

    caro peppe, ogni tanto ti leggo e sono stupita dal fatto che in questi giorni, nonostante la bomba, ci sia fin troppo calcio nella tua pagina…forse perchè a reggio si teme uno tsunami a seguito delle indagini di milano che potrebbero compromettere anche il tuo amato scopelliti?????

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