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Sardegna: donna muore in spiaggia dopo puntura di medusa. E’ il primo caso nel Mediterraneo

Posted by Peppe Caridi su 25, agosto, 2010

https://i0.wp.com/www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/6499/foto/medusa.jpgTutti gli aggiornamenti, i consigli e gli approfondimenti su http://www.meteoweb.it/Un incontro troppo ravvicinato con una medusa e’ stato fatale a una donna di 69 anni, Maria Furcas, di San Nicolo’ Gerrei (Cagliari), che stamattina stava facendo il bagno nello splendido mare di Porto Tramatzu, nel Comune di Villaputzu.
Uno shock anafilattico l’ha stroncata in pochi minuti, nonostante l’intervento di bagnini, amici, familiari e poi di un’equipe del 118 che ha messo in atto tutte le tecniche di rianimazione prima di arrendersi. Dopo la prima relazione dei medici intervenuti sul posto e dei Carabinieri della Compagnia di San Vito, il magistrato di turno non ha ritenuto di dover disporre la perizia necroscopica.  Sulla coscia destra della donna e’ stato refertato il classico segno lasciato dai tentacoli di una medusa, una specie di bruciatura. L’episodio e’ avvenuto verso le 11. La donna mentre nuotava ha sentito un forte bruciore alla gamba ed e’ uscita dall’acqua dolorante, chiedendo aiuto ai familiari. Si e’ pero’ subito sentita male e si e’ accasciata a terra. I bagnini in servizio sulla spiaggia sono intervenuti subito, cercando di rianimarla con le tecniche ’’bls’’ (basic life support), facendo tenere le gambe della donna in alto, in modo da sostenere la circolazione sanguigna. All’arrivo dell’ambulanza del 118, anche i medici hanno effettuato a lungo le manovre di rianimazione, usando anche il defibrillatore, ma alla fine si sono dovuti arrendere. Il referto consegnato al magistrato parla di ’’arresto cardiocircolatorio dovuto a shock anafilattico a seguito della ’puntura’ di medusa’’.

La salma, su disposizione del magistrato, e’ stata subito restituita ai familiari, totalmente increduli per quanto accaduto. ’’Non e’ possibile che nel 21/o secolo si debba morire ancora cosi’ – diceva un familiare al momento di avviarsi al seguito del carro funebre per il triste ritorno a casa – e’ un’assurdita’. Ma ringrazio tutti quelli che sono intervenuti per cercare di salvare Maria’’. Sulla spiaggia si e’ diffuso il panico per la presenza di quelle che sono state subito ribattezzate a furor di popolo ’’meduse killer’’, ma secondo gli esperti davanti a Porto Tramatzu non sono state avvistate le meduse ’’caravella portoghese’’ o altre specie tropicali la cui presenza e’ gia’ stata piu’ volte segnalata nel Mediterraneo. A favorire l’abnorme proliferazione di meduse e l’arrivo di specie ’aliene’, spiegano al Dipartimento di Biologia Marina dell’Universita’ di Cagliari, il riscaldamento dell’acqua e la diminuzione di pesci antagonisti.

’’Non c’erano mai stati casi di punture mortali di medusa nel Mediterraneo. Questo e’ il primo. La Physalia Physalis, questo il nome scientifico della medusa responsabile, c’e’ sempre stata ma ora e’ piu’ presente’’.

Non ha dubbi il professor Ferdinando Boero, professore di Zoologia e Biologia marina all’Universita’ del Salento e a capo del progetto di avvistamento ’Occhio alla medusa’, sulla tipologia di medusa che avrebbe punto una donna in Sardegna, a Villaputzu, provocandole uno choc anafilattico che l’ha uccisa. Secondo la tossicologa Maria De Giacomo, del Centro antiveleni del Policlinico Gemelli di Roma, anche se solo l’autopsia dira’ le esatte cause del decesso della donna ’’sembrerebbe molto probabile che ci siano state cause concomitanti o una patologia pre-esistente, pur non potendosi escludere uno choc anafilattico’’. ’’Reazioni sistemiche come quella avvenuta in Sardegna sono molto rare – aggiunge De Giacomo – e nel Mediterraneo questo potrebbe essere il primo caso, di cui abbiamo notizia, in questi ultimi decenni’’. Cosa fare allora? Quando si viene ustionati non bisogna usare l’ammoniaca che aumenta l’infiammazione. ’’Quello che conviene fare – afferma la dottoressa De Giacomo – e’, mediante una superficie dura, un coltello o una carta di credito se non si ha di meglio, togliere i filamenti passando la superficie di taglio sul punto colpito e poi sciacquare con acqua di mare o con acqua e aceto. Meglio una crema cortisonica se la si ha. Tutto questo va bene per un effetto localizzato. In caso invece di sintomi sistemici e’ importante fare un’assistenza di supporto cardiorespiratorio, cosa che, a quanto pare, sarebbe stata fatta alla signora in Sardegna’’. Guardando da vicino questi organismi marini, per quanto riguarda in particolare la Physalia Physalis, spiega il biologo Ferdinando Boero, non e’ propriamente una medusa ma un suo parente stretto, della famiglia degli idrozoi. L’allarme era arrivato all’inizio del mese dalla Spagna, dalla Costa Blanca nei pressi di Alicante, dove le Physalia si erano presentate improvvisamente cosi’ numerose tanto da costringere alla chiusura delle spiagge per preservare l’incolumita’ dei bagnanti. ’’Il nome italiano della medusa – prosegue Boero – e’ Caravella portoghese. Entra nel Mediterraneo dalle acque di Gibilterra. E’ un sifonoforo che galleggia, con un’enorme vescica d’aria.

Il corpo dell’animale non e’ molto grande ma i tentacoli possono essere lunghi anche 20 metri. Punge in un solo punto con un lungo tentacolo. Se la medusa e’ robusta, e se la puntura si verifica mentre l’animale sta pescando, i sintomi, in chi ne e’ vittima, sono molto forti, simili a quelli di una fortissima scarica elettrica, e il segno che rimane e’ come quello di un ferro rovente appoggiato sulla pelle’’. ’’L’incremento di meduse in tutto il Mediterraneo e in tutti gli oceani – prosegue Boero – e’ dovuto alla sovrappesca. Si pescano troppi pesci, che sono sia predatori sia competitori delle meduse. La seconda causa deriva dal riscaldamento globale, che ha allargato il periodo riproduttivo’’. L’esperto di biologia marina conclude pero’ con un appello a non spargere inutili allarmismi: ’’Specie d’estate sono molto frequenti anche le punture di ape o di calabrone, ma non e’ che per questo uno non va piu’ in campagna. Quest’anno la Physalis e’ stata avvistata molto in Corsica, in Sardegna e in Sicilia. Proprio in Corsica, lo scorso anno, c’era stato un altro episodio di puntura, non mortale’’.

Le meduse del Mediterraneo di solito non uccidono. E’ precisa su questo punto la dottoressa Maria De Giacomo, tossicologa Centro antiveleni del Policlinico Gemelli di Roma, secondo cui, anche se solo l’autopsia dira’ le esatte cause del decesso della donna di in Sardegna ustionata da una medusa, ’’sembrerebbe molto probabile che ci siano state cause concomitanti o una patologia pre-esistente, pur non potendosi escludere uno shock anafilattico’’. ’’Reazioni sistemiche come quella avvenuta in Sardegna sono molto rare – aggiunge – e nel Mediterraneo questo potrebbe essere il primo caso, di cui abbiamo notizia, in questi ultimi decenni’’. Altro discorso per i mari tropicali dove l’incontro con meduse-cubo, coralli e jelly fish puo’ avere conseguenze gravissime. ’’Le meduse del Mediterraneo provocano ustioni piu’ o meno gravi e hanno normalmente conseguenze localizzate. Quelle tropicali possono avere invece effetti sistemici piu’ gravi, ma nel Mediterraneo al momento non risultano esserci. Potrebbero arrivare con l’innalzarsi della temperatura del mare, come sta succedendo con alcuni tipi di pesci tropicali. Ma e’ solo un’ipotesi’’. In ogni caso quando si viene ustionati non bisogna usare l’ammoniaca che aumenta l’infiammazione. ’’Quello che conviene fare – afferma la dottoressa De Giacomo – e’, mediante una superficie dura, un coltello o una carta di credito se non si ha di meglio, togliere i filamenti passando la superficie di taglio sul punto colpito e poi sciacquare con acqua di mare o con acqua e aceto. Meglio una crema cortisonica se la si ha. Tutto questo va bene per un effetto localizzato. In caso invece di sintomi sistemici e’ importante fare una assistenza di supporto cardiorespiratorio, cosa che a quanto pare sarebbe stata fatta alla signora in Sardegna’’.

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