LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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All’expo di Shanghai la piccola Calabria ha bussato alla porta del gigante cinese

Posted by Peppe Caridi su 24, agosto, 2010

https://i0.wp.com/www.meteoweb.it/images/ReggioShan.JPG“La mia terra – dice – si è presentata nella veste migliore Bene aver puntato sulla logistica e sull’area di Gioia Tauro” – di Paolo Cannizzarohttp://www.gazzettadelsud.it/ – La Calabria ha avuto uno spazio tutto suo, dal 15 al 31 maggio, nell’Esposizione universale di Shanghai che chiuderà i battenti il 31 ottobre, ma un pezzo della nostra regione è rimasto nel bel mezzo del cuore pulsante della Cina. È originario di Cosenza il prof. Beniamino Quintieri, commissario del Governo italiano all’Expo. Quintieri, 58 anni (li compie giusto oggi), professore ordinario di Economia internazionale a Tor Vergata e docente alla Luiss, è – tra l’altro – esperto economico del Cnel.
– Prof. Quintieri, che Italia si scorge da Shanghai?
«Si vede un’Italia forse più bella di quella che ci appare in patria. Venendo qui per far conoscere il nostro Paese al mondo in una sorta di competizione tra altre nazioni (sono 152 quelle che all’Expo hanno un padiglione nazionale oltre a 60 organizzazioni internazionali) ci si accorge del patrimonio immenso del nostro Paese e di quanto abbiamo da dire, soprattutto in chiave di miglioramento di qualità della vita, sia alla Cina che al mondo».
– L’Expo è una immensa vetrina. Lei che ne conosce ogni scaffale, dove ha trovato sistemato il “prodotto Italia”: ad altezza d’occhio o magari giù, in basso, lontano dagli sguardi?
«L’Expo è una vetrina immensa è vero ma, per sua natura, è quanto di più lontano possa esserci da una mera operazione commerciale. Il Made in Italy in Cina come nel mondo ha da sempre un posizionamento medio alto, grazie alle tante aziende che producono beni di lusso, e ai brand italiani, che sono sinonimo di qualità. In questo contesto il Padiglione Italia sta facendo tanto per il Made in Italy, sia col suo successo sia verso la massa di visitatori, sia con i media cinesi e internazionali, ma anche e soprattutto con opinion maker del mondo dell’economia e della politica che ogni giorno ci visitano in delegazione. Il ruolo che il Padiglione può giocare e a mio avviso sta giocando è quello di un moltiplicatore delle attività promozionali: 40mila persone al giorno che fanno anche 4 o 5 ore di fila ogni giorno per vedere l’Italia, sono un target di consumatori che nessun esperto di marketing si lascerebbe sfuggire. Oro colato per le aziende e per chi vende i nostri prodotti».
– In quali settori abbiamo dato il meglio, e in quali magari avremmo potuto fare uno sforzo maggiore?
«Sicuramente la media azienda, che poi è l’ossatura industriale del nostro paese, è quella che ha partecipato con più entusiasmo e traendo i migliori vantaggi dal Padiglione, che poi è al 95% un prodotto made in Italy, quindi è il migliore ambasciatore della nostra capacità innovativa. Queste aziende sono quelle che possono fare tanto in Cina, dinamiche detentrici di know how e di capacità innovativa. Purtroppo invece i grandi istituti di credito, il cui supporto è fondamentale anche per lo sviluppo delle aziende italiane, sono rimasti ai margini di questa grande manifestazione internazionale, perdendo a mio avviso una grande occasione».
– In tutto questo, la Calabria come l’ha vista?
«Bene assolutamente, anzi è stato un piacere vedere la mia terra presentarsi con la sua veste migliore. La Calabria ha portato il proprio artigianato, la cucina e i sapori inconfondibili della nostra terra, la moda, ma soprattutto ha avuto l’intelligenza di puntare su un settore, la logistica, che potrà avere un grande sviluppo. Il porto di Gioia Tauro è uno dei primi punti di accesso per le merci che vanno e vengono tra Cina e Europa. Un traffico che è destinato ad aumentare in modo esponenziale. Le notizie sulla portentosa accelerazione cinese di questi giorni ce ne danno la prova. La seconda economia del mondo può trovare sulla sua strada proprio una piccola regione come la Calabria. Il porto di Gioia Tauro può essere un’opportunità in questo senso. Le infrastrutture che dovranno sorgere intorno al porto daranno ancora più buoni motivi alle navi cinesi per fare sosta da noi».
– Shanghai è l’ombelico di un mondo, la Cina, che sembra destinata a diventare la locomotiva economica della Terra; la Calabria è una delle regioni più povere d’Europa. Un dialogo, realisticamente, su quali basi è possibile?
«C’è spazio per la Calabria in Cina si decide a specializzarsi e puntare su poche riconosciute eccellenze. Il turismo, sicuramente, l’agroalimentare, e la logistica, eccellenze che ci appartengono e che non solo la Cina, ma tutto il mondo, se fossero sviluppate e promosse a dovere, ci dovrebbe invidiare».

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