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Reggio: fumata nera della crisi comunale, sfiorata addirittura la rissa. Il commissariamento è sempre più vicino

Posted by Peppe Caridi su 23, agosto, 2010

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/images/pdl_logo.jpgAlcuni esponenti del Pdl sono arrivati a un passo dallo scontro fisico – Peggio di così non poteva davvero concludersi la riunione interpartitica (Pdl, Pri, Udc) con il sindaco f.f. Giuseppe Raffa. Le cose stavano andando sul binario della riconciliazione, nonostante alcune difficoltà che sembravano comunque bypassabili.
A un tratto, però, nella sala della riunione si sono piombati, di corsa, i due consiglieri del Pdl Paolo Gatto e Bruno Ferraro, che avrebbero dato a Raffa alcune indicazioni sulle decisioni da prendere.
A quel punto Tuccio, coordinatore comunale del Pdl, è insordo manifestando la volontà di abbandonare il tavolo delle trattative. Ma mentre si alzava per uscire dall’aula, veniva trattenuto da chi voleva invece continuare a discutere. Solo nel momento in cui Tuccio ha fatto fisicamente capire che avrebbe abbandonato l’aula pur a costo di sfondare la porta, è stato lasciato andare. E adesso, molto probabilmente, indicherà ai consiglieri di maggioranza di dimettersi dal consiglio comunale, sfiduciando di fatto il Sindaco e determinando il commissariamento di Palazzo San Giorgio, scrivendo il capitolo “fine” di questa brutta farsa.

Scopelliti, Tuccio e il Pdl l’hanno ribadito e dimostrato più volte: del commissario non hanno paura anzi, peggio della situazione provocata dalle bizze di Raffa e da chi lo guida (Nino Foti, Paolo Gatto e Bruno Ferraro sono altri degli elementi destabilizzanti – a torto o ragione – all’interno del Pdl) non credono possa essere.
E commissario sarà: probabilmente dopo una crisi così lunga, scontrosa e complessa, i cittadini tireranno un sospiro di sollievo solo a sapere che quest’incubo è tutto finito.

Certo che con quest’epilogo il Pdl perde anche quel poco di dignità che, da questa crisi, gli era rimasta.
La dialettica, anche accesa, e i litigi politici possono anche andar bene in una società democratica.
Ma le botte non rientrano nei termini di una basilare convivenza civile.
E con un’opposizione disgregata a causa d un Pd davvero frantumato in tutti i sensi, il fatto che anche il Pdl a Reggio e in Calabria si sia “adeguato” a una situazione politica di così basso livello non è certo di buon auspicio in vista delle prossime elezioni comunali, quando è sempre più probabile che i candidati a sindaco siano davvero tantissimi …

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2 Risposte to “Reggio: fumata nera della crisi comunale, sfiorata addirittura la rissa. Il commissariamento è sempre più vicino”

  1. La politica, secondo un’antica definizione scolastica, è l’Arte di governare le società.
    La prima definizione di “politica” (dal greco πολιτικος, politikós) risale ad Aristotele ed è legata al termine “polis”, che in greco significa la città, la comunità dei cittadini; politica, secondo il filosofo ateniese, significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano. Altre definizioni, che si basano su aspetti peculiari della politica, sono state date da numerosi teorici: per Max Weber la politica non è che aspirazione al potere e monopolio legittimo dell’uso della forza; per David Easton essa è la allocazione di valori imperativi (cioè di decisioni) nell’ambito di una comunità; per Giovanni Sartori la politica è la sfera delle decisioni collettive sovrane.
    Al di là delle definizioni, la politica in senso generale, riguardante “tutti” i soggetti facenti parte di una società, e non esclusivamente chi fa politica attiva, ovvero opera nelle strutture deputate a determinarla, la politica è l’occuparsi in qualche modo di come viene gestito lo stato o sue substrutture territoriali. In tal senso “fa politica” anche chi, subendone effetti negativi ad opera di coloro che ne sono istituzionalmente investiti, scende in piazza per protestare.
    Ma la èpolitica che si espleta da 50 anni a questa parte abbraccia tutti i pensieri dianzi prospettati…anzi, molto democraticamente, oggi, è solo ambizione di potere per se stessi, per i parenti, per gli amici, per gli adepti. Vedi questo caso Reggio, di cui a livello nazionale non se ne parla ma lo si intuisce che è seguito perchè ognuno non perda i brandelli rimasti di chi governa e di chi fa opposizione.
    Peccato che i generali son pagati troppo bene, altrimenti visti i remoti tempi trascorsi, qualcuno avrebbe certamente fatto una nuova “marcia su Roma”. Ci auguriamo, ovviamente che le cose si mettano a posto a livello romano e sicuramente vedremo le cose di città cambiare
    di punto in bianco. Nessuno ne parla, ma è certo che a Reggio Calabria la spaccatura è avvenuta perchè la vera destra, ex Finiana, non esiste più, si è imbarcati tutti sulla nave del berlusconismo, proprio per comodità di poltrone. Una volta la destra reggina domandava consiglio al Gianfranco Fini di alleanza nazionale, oggi, invece ci si rivolge a Larussa, Gasparri e Verdini. Non dimentichiamoci che chi oggi tuona nel nostro comune proviene da famiglia che ha avuto un tracciato di candidatura comunista. SPERIAMO BENE…PER IL BENE DI UNA CITTA’ che attende di risorgere definitivamente dopo i lunghi anni relegata in un dimenticatoio per essersi ribbellata ad un governo che di democrazia, per la nostra città, conosceva carri armati e cingolati e reparti celere armati sino agli occhi. Il sottoscritto ha vissuto pienamente il 1970 e, a parte i locali, chi ha difeso città e cittadini non sono certo stati di democratici “cristiani”. Per qualche annetto Ginfranco Fini e venuto a fare il consigliere comunale a Reggio Calabria, lui che era bolognese, adesso chi era schierato con lui si meraviglia che si cerchi di portare qualcuno da fuori nell’ambito del consiglio. Voglio anche ricordare che Berlusconi avrebbe voluto candidare a presidente della Regione Calabria una personalità lombarda, fu Fini a battersi perchè si candidasse Scopelliti, reggino e di destra, fu allora un plebiscito. Sarabbe stata la stessa cosa con un lombardo ? Ed ancora voglio ricordare che dal dopoguerra sino agli anni della rivolta Reggio era democristiana e vi spadroneggiavano cosentini e catanzaresi perndendo anche tantissimi voti in questa città e, vergogna delle vergogne, non abbiamo mai avuto un nostro parlamentare reggino che difendesse l’abominio che si perpretava ai danni di cittadini deboli costretti a vendere i propi voti per qualche piccolo favore. MEDITIAMO BENE SU CIO’ CHE ACCADE A REGGIO…CARI POLITICI NON COSTRINGETECI A SCENDERE IN PIAZZA PERCHE’ PER VOI TUTTI SAREBBE FINITA PER SEMPRE.

  2. debenedetto vincenzo said

    PER UNA GRANDE REGGIO!
    PREPARARE I GIOVANI INVIANDOLI AD UNA SCUOLA POLITICO MAMAGERIALE INTERNAZIONALE-
    No a preparazione post univeristaria- Non serve a nulla
    PROPOSTA INVIATA ALLE AUTORITA? DI REGGIO- FRUTTO DI STUDIO- FRA DIECI ANNI AVRETE il raccolto- SE PER UN CONSIGLIO COMUNALE avvengono queste situazioni vergognose immaginiamo ad amministrare una metropoli!
    OGNUNO ESIBISCA I TITOLI DI SCUOLA POLITICA di provenienza.SI deve abbandonare la politica del compare
    OSSERVATORIO DI ROMA DBV

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