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BOCCHINO: “NUOVO GOVERNO CON CENTRISTI”. PDL: “FANTASIE”

Posted by Peppe Caridi su 23, agosto, 2010

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/images/bobobo.jpgFINIANI MODERATI SI SMARCANO,NO ALCHIMIE;PREMIER GIOCA CARTA PPE (di Federico Garimberti) (ANSA) – ROMA, 23 AGO – Un ”nuovo governo” e una ”maggioranza piu’ ampia” che comprenda ”Casini e Rutelli e i moderati del Pd ormai delusi” per evitare che l’asse Bossi-Tremonti lo soffochi. Con questa provocatoria proposta, indirizzata a Silvio Berlusconi, Italo Bocchino cerca di sparigliare le carte nel confronto fra berlusconiani e finiani che ormai assume sempre piu’ l’aspetto di una ‘guerra di posizioni’. Ma il tentativo del capogruppo di Futuro e Liberta’, probabilmente dettato dall’esigenza di incunearsi nel nascente dialogo fra il Cavaliere e Pier Ferdinando Casini, oltre a scontrarsi con il prevedibile ‘no’ del Pdl, trova una bocciatura senza appello da parte di centristi e rutelliani.  ”L’unica strada” rimasta a Berlusconi, scrive Bocchino nel sito di Generazione Italia, ”e’ appellarsi al Parlamento come gli ha consigliato Casini per varare un nuovo governo con un profilo alto e riformatore e una maggioranza piu’ ampia, costruendo una nuova coalizione che comprenda i partiti di Fini, Casini e Rutelli e i moderati del Pd ormai delusi”. Solo cosi’, aggiunge il capogruppo di Fli, il premier potra’ sottrarsi alla ‘morsa’ del Senatur, che vuole solo ”prendersi i suoi voti” e del ministro dell’Economia che vuole ”prendere il suo posto”. Parole che trovano un’accoglienza fredda, per non dire gelida. Il Pdl, com’era facile prevedere, risponde ‘picche’: il fuoco di fila di critiche e’ inequivocabile. Partono Fabrizio Cicchitto (”l’autoribaltone piu’ che un’ipotesi e’ un film”), e Daniele Capezzone (”basta diversivi e fumisterie”); seguiti da Maurizio Gasparri (”solo gli elettori possono cambiare la maggioranza”) e Maurizio Lupi (”no ad alchimie”). Anche la Lega spara ad alzo zero contro Bocchino. Marco Reguzzoni, capogruppo a Montecitorio, non esita a definire la sua logica ”non democratica”. La proposta trova altrettante freddezza fra i centristi: ”Il giorno in cui Berlusconi aprisse una crisi dimettendosi valuteremo nuovi scenari. Tutto il resto rientra nel pur legittimo chiacchiericcio”, spiega il segretario Lorenzo Cesa. Un modo per dire che la proposta non solo e’ fuori tempo, ma rischia di essere (in questa fase) persino dannosa. Anzi, il fatto che Cesa inizi il suo comunicato precisando che l’Udc non vuole ”interferire” nel ”rapporto fra Berlusconi e Fini” dimostra che agli occhi dei centristi nessuna strada puo’ essere esaminata se prima non viene risolto il nodo dei rapporti dentro il Pdl. Anche Francesco Rutelli boccia l’idea: ”Il nuovo polo deve nascere sulla base di proposte non di alchimie”, chiarisce il leader di Api. Dal Pd, infine, Luciano Violante derubrica la vicenda come una ”provocazione”, mentre Filippo Penati sostiene che non fanno altro che ”certificare la fine della maggioranza”. Forse per lo scarso successo riscosso, la proposta di Bocchino viene rinnegata in serata persino da altri finiani: ”Basta con il ping-pong mediatico: si lavori al rilancio del centrodestra, bando alle alchimie e ai machiavellismi”, dicono i moderati Silvano Moffa, Pasquale Viespoli e Roberto Menia. Nel frattempo, un altro moderato, Adolfo Urso, chiede al Pdl di annullare la prevista seduta dei probiviri contro i ‘finiani’ allo scopo di svelenire il clima. Mentre Giorgio Stracquadanio getta benzina sul fuoco dei sospetti, annunciando di aver (forse) strappato due parlamentari al presidente della Camera. Sullo sfondo di questo quadro politico, sempre piu’ ingarbugliato, proseguono le manovre dietro le quinte. Il premier cerca la sponda parlamentare dell’Udc (sperando di convincere Bossi) su alcuni temi (giustizia su tutti), sapendo che Casini non ha nessuna intenzione di entrare al governo. Nel farlo, guarda con attenzione a Strasburgo, confortato dal fatto che se il presidente della Camera dovesse fondare un partito, sarebbe automaticamente fuori dal Ppe. I centristi, che non vogliono le elezioni, ma neanche un governo tecnico, puntano al bersaglio grosso delle larghe intese, sapendo che molto probabilmente otterranno meno. Il tutto in vista di nuove alleanze (magari una federazione con il Pdl). Per le mosse di Fini, bisognera’ attendere Mirabello. Intanto, tutte le ipotesi restano aperte e, come pronostica Gasparri, ci sono il 50% di possibilita’ che il tutto finisca in un voto anticipato.

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