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Fini e Raffa: i “facili” paladini della sinistra che non c’è più

Posted by Peppe Caridi su 18, agosto, 2010

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/images/berlfinn.jpgdi Peppe Caridi – E’ rottura in casa-Pdl, a tutti i livelli. Il tormentone politico dell’estate 2010 è stato quello della “separazione” tra Fini e Berlusconi: Silvio, dopo il divorzio dalla Lario, ha assistito all’epilogo di un’altra storia da sempre tormentata. I rapporti con Fini non erano mai stati davvero idilliaci, soprattutto negli ultimi anni: basti pensare al 2006 quando, durante la campagna elettorale che poi avrebbe portato all’aborto del Governo Prodi, Fini si era già tirato indietro – di fatto – dalla competizione politica (così come Casini), lasciando su Berlusconi tutto il peso della campagna elettorale. Erano ancora i tempi di Forza Italia e Alleanza Nazionale, il Pdl non esisteva e Fini era il principale esponente di un partito che riusciva a rappresentare il 12% degli Italiani.
Alcune inspiegabili (col senno di poi) scelte politiche, però (l’ok all’ingresso nel Pdl, l’ok all’incarico istituzionale di Presidente della Camera nel 2008) hanno portato alla situazione del 2009, anno in cui da parte di Fini è partita la forte offensiva nei confronti di Berlusconi fatta di attacchi mediatici e frecciatine, più o meno esplicite, sul piano politico. Questo litigio è culminato nel divorzio di pochi giorni fa: una separazione, quella tra Fini e Berlusconi, che equivale alla separazione tra Fini e il Pdl: il partito è rimasto compatto con il suo unico e vero leader
Fini adesso ha la leadership di un piccolo movimento che è una grande incognita e che, alle prossime elezioni, difficilmente ripeterà le performance di Alleanza Nazionale (ma neanche la metà della metà, in termini di consensi).
Che senso ha avuto tutto questo?
L’unico risultato ottenuto da Fini è quello di essere diventato paladino della sinistra Italiana. Già da anni, a causa di alcune infelici “uscite” su tematiche tanto care all’elettorato (la storia, l’immigrazione, la sicurezza, il garantismo) Fini aveva portato avanti un percorso che l’ha sempre più allontanato dalla sua base, da quella che era la sua gente, dagli Italiani di destra. Fini, invece, si faceva applaudire solo e soltanto dalla sinistra. E anche su questo la Lega di Bossi, Maroni e Castelli ha costruito i propri successi, intercettando gran parte degli elettori scontenti di An e di Fini soprattutto al centro/nord.
Fini è diventato facilmente il paladino di una sinistra assolutamente inesistente: il Pd è un partito morto, che ormai risponde solo a ristrette logiche elitarie di lobby di potere. E così la gente di sinistra va a cercarsi i suoi miti all’interno del centrodestra, laddove ci sono frizioni e critiche all’operato di Berlusconi, ancora oggi nemico assoluto. E Fini diventa un “grande uomo“, un “politico libero“, un “modello esemplare” solo perchè va contro Berlusconi.
Si tratta di turpi giochetti politici, per nulla legati al bene del Paese, agli interessi della gente, alla necessità delle riforme basate sulla meritocrazia per il mondo della ricerca, della formazione e del lavoro, all’esigenza di sviluppo economico e infrastrutturale, di legalità e di sicurezza. Tutti temi su cui questo Governo Berlusconi, in poco più di due anni (dal maggio 2008 ad oggi) ha già fatto tantissimo. Anche se Fini ha sempre messo i bastoni fra le ruote.
E adesso cos’ha in testa? Quale strano progetto sta seguendo per “giustificare” scelte alquanto bizzarre?
Chi e cosa c’è dietro?

Lo scopriremo nei prossimi mesi … intanto andiamo a vedere cosa succede in riva allo Stretto di Messina.
https://i0.wp.com/www.meteoweb.it/images/ScopellitiRaffa.jpgUna situazione simile a quella del Pdl Nazionale e del Governo, è quella che si sta verificando nella Città di Reggio Calabria, e nello specifico al Comune che dal 2002 a pochi mesi fa è stato brillantemente guidato da Peppe Scopelliti. Lì dove, come a Roma, “Pdl” e “Governo” si equivalgono da tanti anni. Tolta la breve parentesi 2006-2008,  infatti,a Palazzo Chigi c’è Berlusconi dal 2001. E a Reggio, a Palazzo San Giorgio, Scopelliti è rimasto otto anni, dal 2002 a pochi mesi fa quando è stato eletto Governatore della Calabria.
Quaggiù Scopelliti è amatissimo: diventò Sindaco di Reggio tra mille difficoltà quando aveva appena 35 anni e in 8 anni di Amministrazione ha cambiato la Città “da così a così” in tutti i settori, dandole una spinta internazionale, inserendola in prestigiosi circuiti turistici, facendola conoscere al mondo, liberandola da stereotipi antichi ripulendo il fango che ne comprometteva l’immagine, progettando, inaugurando e portando avanti avanti numerose opere pubbliche utili e funzionali a migliorare la qualità della vita, realizzando progetti di occupazione e formazione estremamente efficaci, operando nel campo del sociale e sui servizi in modo serio, professionale, civile e avanzato.

Adesso, però, Scopelliti non c’è più. Per il suo successore bisognerà aspettare la prossima primavera, quando Reggio andrà nuovamente a votare e sceglierà il suo nuovo Sindaco con la speranza di individuare una figura che possa degnamente continuare a far crescere la Città sulla scia di quanto fatto da Scopelliti negli ultimi 8 anni e anche di quanto aveva già fatto Falcomatà negli 8 anni precedenti.

Intanto, però, dopo l’elezione di Scopelliti a Governatore della Calabria, il Pdl Reggino è allo sbando. Ed è allo sbando anche l’Amministrazione del Comune. A guidare Palazzo San Giorgio per questi mesi, in modo interlocutorio fino alle prossime elezioni comunali, dovrebbe essere Giuseppe Raffa, medico e politico mai di primo piano in città, proveniente da Forza Italia e chiamato da Scopelliti in qualità di vicesindaco dopo la morte di Giovanni Rizzica per ri-equilibrare i rapporti di forze interni alla maggioranza di Governo Comunale.
Da quando Raffa è diventato “Sindaco facente funzioni“, però, ne ha combinate di tutti i colori. All’inizio sembrava voler rispettare i migliori auspici, aveva chiamato i due manager più fidati di Scopelliti, Zoccali e Melissari affinchè potessero aiutarlo, con una consulenza assolutamente gratuita, a guidare Palazzo San Giorgio nel segno della continuità rispetto all’Amministrazione Scopelliti, ma poi ha iniziato a sbandare. Forse “accecato dalle luci della ribalta al punto da perdere l’orientamento dopo una storia politica in cui era sempre rimasto nell’ombra“, come dice il capogruppo del Pdl al Comune, Antonio Nicolò.
E così a Rtl, che anche quest’anno era pronta a venire a Reggio, che aveva già programmato l’Estate Reggina, i cantanti, il divertimento, la movida notturna sul Lungomare, la promozione turistica diurna per milioni di radioascoltatori, è stata sbattuta la porta in faccia. “Perchè siamo in periodo di crisi e non è giusto sprecare così tanti soldi“. Ma quali soldi? Rtl faceva tutto in modo gratuito, senza chiedere una lira al Comune  Le uniche spese che il Comune si sarebbe dovuto accollare erano quelle dovute, appunto, ai costi della radio, al vitto e all’alloggio di chi veniva a Reggio per lavorare per Rtl, gli spostamenti e la logistica. Insomma, le spese vive. Che non erano certo uno spreco, quanto invece un azzeccatissimo investimento con un ritorno molto ma molto più elevato per la Città.
Poi, la doccia fredda: Raffa di punto in bianco espelle Zoccali e Melissari, rilasciando dichiarazioni polemiche legate ai loro costi, ai loro stipendi e ai loro guadagni. Il sindaco facente funzioni li avrebbe licenziati perchè, “nominati da Scopelliti alla Regione, avevano un doppio stipendio“. Ma a Reggio non guadagnavano una lira! Erano consulenti a titolo gratuito, lavoravano per essere l’indispensabile filtro tra Scopelliti e la Città, che in questi mesi – fino alle elezioni di primavera – comunque avrebbe dovuto proseguire sul solco degli ultimi 8 anni con la supervisione del Governatore, ex Sindaco nonchè Coordinatore Regionale del Pdl.
Invece Raffa ha fatto tutto di testa sua, ha scatenato un incredibile putiferio politico, ha presentato le dimissioni per poi ritirarle dopo 20 giorni con la sorpresa più amara, che ha fatto infuriare tutto il Pdl, che ha lasciato di stucco la città: ha azzerato quella Giunta Comunale che tanti successi aveva costruito in 8 anni, che s’era fatta amare dalla Città che in modo plebiscitario gli aveva consegnato il 72% delle preferenze con cui la gente l’aveva osannata e confermata alle comunali del 2007. Ha azzerato tutta la Giunta di cui anche lui faceva parte! Ha gettato fango su Scopelliti e su quegli assessori e consiglieri con cui, fino a pochi mesi fa, era “compagno di banco” e con i quali aveva portato avanti il “modello Reggio” di Scopelliti, che era contemporaneamente sia un modello (vincente) di Città che un modello (altrettanto vincente) di politica. Ha azzerato una Giunta e ha gettato fango su quella Giunta e su una storia di cui aveva fatto parte e che mai aveva criticato.
Raffa è andato anche oltre. Ha provato a mettere zizzania all’interno del Pdl e del centrodestra, soprattutto nei confronti di Scopelliti. Ha provato a far capire che il Pdl stava dalla sua parte. Ha provocato e offeso una Città con scelte più che discutibili (Irene Pivetti a Reggio Calabria cosa deve fare? Può solo imparare tanto, certo non sarà lei a “rilanciare“, come dice Raffa, un’immagine che certo non ha bisogno di essere rilanciata dopo tutto il lavoro degli ultimi anni proprio in questo senso, nè potrà inventarsi dal nulla nuovi posti di lavoro, come ha detto lei..!!).
Raffa di lei ha detto che «è una persona straordinaria e con grandi capacità. Per lei vedrei bene un ruolo di rilancio dell’immagine della città, l’ho sentita molto entusiasta per questa nuova esperienza». Le ha assegnato un assessorato ma non ha ancora detto quale.
Certo che a sentire Raffa (rilancio dell’immagine, quindi marketing turistico) e poi la Pivetti (“a Reggio voglio impegnarmi del sociale“), pare che i due non si siano neanche parlati!!!

Il Pdl, comunque, in tutta questa vicenda s’è dimostrato un partito serio, forte e ben strutturato. Almeno fino a questo momento.
Raffa aveva provato a portare il partito dalla sua parte, addirittura facendo muovere Mario Valducci con cui è molto amico. Valducci, presidente della commissione trasporti della Camera dei Deputati e responsabile Enti locali del Pdl, si dice abbia “suggerito” a Raffa i nomi degli esterni da chiamare in Giunta per Palazzo San Giorgio (Pino Capua, Carlo Porcino e Irene Pivetti).
Ma il Pdl non ci è cascato.
Valducci a parte, contro Raffa e a favore di Scopelliti e della sua Giunta sono arrivate una valanga di dichiarazioni. Da Gasparri a Capezzone, da Collino a Speziale fino a un documento ufficiale del Coordinamento Nazionale del partito. Raffa è stato sbugiardato da tutto il Pdl compatto che, eccezion fatta per qualche pesce fuori d’acqua, s’è schierato anche stavolta dalla parte del proprio unico vero leader: Scopelliti.

Raffa, invece, cos’ha ottenuto?
E’ diventato paladino della sinistra reggina e calabrese che, al pari di quella nazionale, non esiste più. O meglio, non esiste quella vecchia e logora del Pd, quella di Loiero e Bova, di Naccari e Guccione. Quella del partito commissariato. A Reggio sta nascendo un’altra sinistra, quella che sta portando Massimo Canale verso le prossime comunali, quella fatta di Prc e PdCI, Idv e Verdi, Associazioni giovanili e ambientaliste. Il Pd ormai conta pochissimo, sia a livello elettorale (percentuali davvero ridicole nelle ultime comunali, europee e regionali a Reggio e in Calabria) che a livello politico. Dopo la batosta del 2007, in consiglio comunale siedono solo 6 consiglieri del Pd. Troppo poco per la classe dirigente di un partito che avrebbe dovuto raccogliere meglio l’eredità di Italo Falcomatà, che aveva lasciato grandissime risorse in termini di caratura politica e bacino elettorale.
Questa sinistra allo sbando, che è da un lato impegnata (senza successo) a provare a scalfire l’immagine di Scopelliti che ormai sta iniziando a farsi amare da tutti i Calabresi e contemporaneamente, dall’altro, a provare anche a sputtanare Massimo Canale che in questo momento viene visto come il più acerrimo rivale per le prossime elezioni comunali (il Pd non lo appoggia perchè non vuole rinunciare a una candidatura interna al partito, perchè con arroganza continua a fare gli stessi errori che l’hanno portato all’attuale stato comatoso), vede in Giuseppe Raffa il suo grande paladino.
Perchè? Ma è ovvio: come nel caso di Fini. Raffa è il paladino della sinistra solo e solamente perchè va contro il Pdl e contro Scopelliti. Non diventa un “mito“, un “uomo con la schiena dritta“, un “politico libero e indipendente“, una “persona perbene” perchè dice certe cose, perchè ne pensa altre, per alcuni contenuti della sua attività politica (Irene Pivetti docet…), ma solo e soltanto perchè va contro Scopelliti e il Pdl. Solo e soltanto perchè straparla del “modello Reggio“, criticando un capolavoro politico e amministrativo sputando, per giunta, in un piatto in cui aveva mangiato per lunghi anni.
Quel capolavoro del “modello Reggio” non era andato giù solo a quella piccola minoranza della Città che è convintamente schierata in politica dalla parte della sinistra. Ed è per quella minoranza che Raffa, oggi, rappresenta un paladino.

Ma paladino di che cosa? Ha evitato il commissariamento (che, con le dimissioni, lui stesso avrebbe provocato!) ma siamo sicuri che il commissario sarebbe stato peggio di Irene Pivetti e altri due romani che con Reggio non hanno mai avuto nulla a che vedere e che non conoscono neanche com’è fatta la Città?
No, la Città non può subire quest’onta.
Raffa non è un Sindaco, non è stato eletto dal popolo. E’ solo un facente-funzioni. Un traghettatore che avrebbe dovuto, in modo semplicemente notarile, portare avanti le istanze di Scopelliti e della sua squadra (Giunta + Manager/Consulenti gratuiti!) fino alle prossime elezioni, quando i reggini avrebbero nuovamente scelto da chi farsi governare.
Non come adesso, che si ritrovano un Sindaco e una Giunta che non hanno mai votato. Questi qui piacciono solo al Pd, che in tutto questo casino prova a sguazzarci dentro. Forse farebbe meglio a pensare ai suoi problemi. Che sono tanti.
Raffa è paladino della sinistra solo ed esclusivamente perchè a sinistra non c’è nessuno che possa avere questo ruolo.

Adesso, comunque, la palla passa al Pdl, che ha l’obbligo di confermarsi partito serio, forte e ben strutturato. Raffa può e deve essere espulso dal partito. Se un partito come il Pdl non espelle un suo esponente dopo un simile affronto, significa che è un partito debole, scarso, figlio di giochetti meschini e antichi, appartenenti alla vecchia politica delle lobby e dei poteri. Delle “cricche“. Reggio Calabria conosce bene quella politica, ma grazie a dio conosce bene anche un’altra politica, quella di Falcomatà e di Scopelliti. Quella che spera di ritrovare tra pochi mesi.
Il Pdl, dopo l’espulsione di Raffa, ha tutto il diritto (anzi, il dovere) di sfiduciarlo, mandando a casa lui e tutta la sua Giunta fallocca.
Arrivi pure il commissario: che le colpe di tutto questo sono di Raffa lo sanno anche i topi.
Tanto, durerà pochi mesi e non sarà certo un problema. In primavera si vota di nuovo e Scopelliti ha già detto che «il commissario non sarebbe un problema. Anzi, a volte, il commissario è utile se serve a chiudere una fase politica e ad aprirne un’altra».
E allora arrivi pure questo commissario, peggio del teatrino dei burattini giostrati da Giuseppe Raffa non potrà essere di certo.

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