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Clima, intervista a Franco Battaglia: “è da dieci anni che dico che il global warming è un bluff”

Posted by Peppe Caridi su 28, novembre, 2009

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/4344/foto/franco_battaglia.jpghttp://www.meteoweb.itFranco Battaglia insegna Chimica Ambientale all’Università di Modena ed è uno dei più importanti studiosi Italiani di climatologia. Gli abbiamo chiesto di commentare il ’Climagate’ che ha scosso, la scorsa settimana, la comunità scientifica internazionale.

A seguito della vicenda dei falsi dati con cui alcuni scienziati enfatizzavano il global warming con lo scopo di alimentare le teorie che considerano le attività umane responsabili del riscaldamento del pianeta, alcuni rappresentanti della Camera dei Lord sono intenzionati a chiedere una pubblica inchiesta che faccia interamente luce sull’argomento, per difendere, a quanto dicono, l’integrità dell’evidenza scientifica su cui si devono basare decisioni importanti a livello internazionale.

Abbiamo contattato il prof. Franco Battaglia, uno dei più preparati scienziati Italiani in campo chimico/ambientale e climatico.
Franco Battaglia ha conseguito la Laurea in Chimica in Italia e il Ph.D. in Chimica – Fisica negli Stati Uniti, ha svolto ricerca in questo campo all’estero per sette anni: uno in Germania, al Max Planck Institut (Gottingen); e sei anni in USA, all’University of Rochester (Rochester, NY), alla State University of New York at Buffalo (Buffalo, NY) e alla Columbia University (New York, NY).

In Italia ha svolto ricerca nelle Università di Roma (Tor Vergata e Roma Tre), della Basilicata e di Modena, dove attualmente insegna Chimica Ambientale.

Ha pubblicato numerosi lavori e alcuni libri, tra cui: Lecture Notes in Classical and Quantum Physics (Blackwell, Oxford, 1987) e Fundamentals in Chemical Physics (Kluwer, London, 1998).

E’ stato membro del comitato scentifico dell’Agenzia Nazionale Protezione Ambiente (2001-2002) è life-member dell’American Physics Society ed è membro dell’Editorial Board dell’International Journal of Theoretical Physics, Group Theory and Nonlinear Optics.

Ha pubblicato, con presentazione di Umberto Veronesi, Elettrosmog: un’emergenza creata ad arte (Leonardo Facco Editore, 2002), è tra i fondatori dell’Associazione Galileo 2001 per la libertà e dignità della scienza (http://www.galileo2001.it) ed è editorialista del Giornale (qui tutti i suoi articoli).

Quando gli chiediamo di commentare l’episodio che ha visto coinvolti gli scienziati del Centro di ricerche sul clima dell’Università dell¹East Anglia in Inghilterra, facciamo espicito riferimento allo ’scossone’ subito dal mondo scientifico internazionale.

“Ma io non ho battuto ciglio”, ci ha risposto. “E’ da dieci anni che dico che quello del global warming antropogenico è un colossale falso scientifico”.

Però adesso la bufala è venuta fuori e i falsificatori del clima sono stati smascherati.

E’ vero che Lenin sembra avesse detto: se non hai argomenti, inventali. Ma pare disse pure: puoi ingannare molti per molto tempo, alcuni per sempre, ma non tutti per sempre”.

Ma perchè facevano questo? Che interessi ci sono dietro il Global Warming?

“Gli ultimi interessi sono quelli delle tecnologie cosiddette alternative di produzione elettrica, principalmente eolico e fotovoltaico. Sono una colossale frode che si vorrebbe sdoganare col falso di cui sopra”.

Ma qual’è la reale situazione nell’atmosfera? Esiste il global warming e, soprattutto, se esiste, è determinato dalle attività umane oppure è assolutamente naturale?

“No, il GW come fenomeno anomalo non esiste. Attualmente la Terra sta sperimentando un periodo caldo cominciato 400 anni fa e continuato fino ai giorni nostri. L’uomo non c’entra. Per nulla”.

Quali sono gli scenari futuri, e come dovremmo approcciarci a questo tipo di studi?

“I cambiamenti climatici sono fenomeni naturali: bisogna adattarsi, non sperare di governarli”.

Sono efficaci e, soprattutto, utili gli interventi che i grandi del Mondo si stanno sforzando di operare in favore dell’ambiente?

“Totalmente inefficaci, inutili, dispendiosi e, probabilmente, l’origine della recessione economica”.

E’ schietto, il prof. Franco Battaglia.
Non ha peli sulla lingua, dice quello che pensa senza interessi di sorta nel nome della verità scientifica che troppo spesso, incredibilmente, sta diventando una chimera nella climatologia.

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4 Risposte to “Clima, intervista a Franco Battaglia: “è da dieci anni che dico che il global warming è un bluff””

  1. Renzo Riva said

    Plaudo l’intervistatore che ha squarciato lo spesso velo dell’ipocrisia di personaggi pseudoscientifici che vorrebbero obbligare i governi, e questi complicici, alla spesa dirigistica alla fine inconcludente.

    http://renzoslabar.blogspot.com/

    Mandi,
    Renzo Riva
    Via Avilla, 12/1
    33030 Buja – UD
    renzoriva@libero.it
    349.3464656

    Nuovo PSI F-VG
    Energia e Ambiente
    e
    C.I.R.N. F-VG
    Comitato Italiano Rilancio Nucleare

  2. Giorgio Giovanardi said

    Concordo con quanto sostenuta dal Prof. Battaglia anche per quanto
    rigurda le energie alternative (solare fotovoltaico ed eolico).
    Ultime notizie riportano che per il fotovoltaico in Italia sono già stati spesi 4 mila miliardi (certo, di Euro) per ottenere solamente lo 0,2% dell’energia necessaria al Paese. Tutto ciò è economicamente rovinoso; con la stessa cifra si sarebbe potuto avere una moderna centrale nucleare con una produzione di energia 16 volte maggiore, pari al 3,30% del fabbisogno nazionale.

  3. Giuseppe Lollobrino said

    SFIGATI!SFIGATI!

  4. Giampiero Santarossa said

    E’ sconfortante che gli italiani non si rendano conto di come i loro soldi vengono buttati per finanziare societa’ incentifaghe che lavorano sul fotovoltaico e sull’eolico. Sono tecnologie che possono anche essere utilizzate da chi ha soldi da sprecare, ma e’ truffaldina e insensata la legge nata con Prodi del conto energia, e tali applicazioni non dovrebbero essere a carico degli utenti che pagano la bolletta. Mi sembra di ripetere cose ovvie. Ma gli italiani nel loro insieme sembrano troppo ignoranti o stupidi o rassegnati o condizionati da un decadimento programmato dell’istruzione.

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