Aveva ragione Buffon: “Ci ringrazierete”. E li ringraziamo. Li ringraiamo per le magiche emozioni che continuano a farci vivere con tanto cuore, tanta classe, tanta grinta e una qualità eccelsa.
Un’Italia perfetta ha battuto la Francia con un meraviglioso 2-0 che è però bugiardo rispetto a un dominio territorale, fisico, atletico e tattico: sarebbe potuta finire 6-0.
E adesso gli azzurri volano ai quarti: domenica si gioca contro la Spagna di David Villa e Fernando Torres, un’altra rivale temibilissima come se non fossero bastate le tre avversarie del girone di ferro. Ma stavolta è dentro/fuori, un pò come stasera, un pò come sempre quando vinciamo perchè ci piace soffrire per trionfare.
All’inizio di quest’Europeo era tutto troppo bello, troppo roseo per continuare a vincere come al mondiale di due anni fa. Serviva qualcosa, una polemica, una difficoltà un bastone tra le ruote: altrimenti che Italia saremmo ?
E così è stato. Tutti giù in critiche contro Donadoni che però ha saputo rimediare con grande dignità agli errori commessi ed è principalmente suo il merito se ha rialzato l’Europeo da solo, contro tutto e tutti, insieme ai giocatori che hanno sempre creduto in lui. E che finalmente viene premiato anche da un risultato dopo la splendida prova contro la Romania, e il secondo tempo, volenteroso ma sfortunato, contro gli Olandesi.
Ma ancora non è finita: il percorso fino a Vienna è lungo e impervio, non c’è tempo per godere della gioia di questa meravigliosa serata perchè c’è subito la Spagna e non solo: eventualmente arrivassimo in semifinale potremmo vedercela nuovamente con l’Olanda di Van Basten: quell’Olanda che s’è comportata bene, pur giocando con tutte le riserve, battendo 2-0 la Romania facendo il proprio dovere, lasciando a Svezia e Danimarca (Euro 2004) il disonore e la vergogna per un biscotto che ci cacciò fuori da quell’Europeo senza che avessimo perso una partita.
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