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	<title>LA PAGINA - Peppe Caridi Live News</title>
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	<description>L’inchiostro è il mio campo, su cui posso scrivere valorosamente; la penna, il mio aratro; le parole, la mia semente.</description>
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		<title>LA PAGINA - Peppe Caridi Live News</title>
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		<title>Time: ”Infernale” il primo decennio del ventunesimo secolo</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 21:57:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica e Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[The Decade From Hell]]></category>
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		<description><![CDATA[A poco più di un mese dalla fine del primo decennio del ventunesimo secolo, la rivista Time ha definito l&#8217;ultimo decennio &#8220;il peggiore di sempre”, dedicandogli una copertina e un video di &#8220;fine anno” con un bambino che piange disperatamente mentre attorno a lui cadono coriandoli. Titolo della cover-story: &#8220;The Decade From Hell” (Il decennio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=peppecaridi2.wordpress.com&blog=994165&post=7045&subd=peppecaridi2&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright" src="http://www.meteoweb.it/images/time1.jpg" alt="http://www.meteoweb.it/images/time1.jpg" width="260" height="190" />A poco più di un mese dalla fine del primo decennio del ventunesimo secolo, la rivista <a href="http://www.time.com/time/">Time</a> ha definito l&#8217;ultimo decennio &#8220;il peggiore di sempre”, dedicandogli una copertina e un video di &#8220;fine anno” con un bambino che piange disperatamente mentre attorno a lui cadono coriandoli. Titolo della cover-story: &#8220;<strong>The Decade From Hell</strong>” (<em>Il decennio Infernale</em> ndr).</p>
<p>&#8220;<em>Cominciato con l’11 settembre e finito con lo tsunami finanziario, i primi 10 anni di questo secolo saranno molto probabilmente ricordati come il decennio più scoraggiante e disilluso attraverso il quale gli americani hanno vissuto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Mancano ancora settimane alla fine del 2009, ma è non prematuro formulare un giudizio. Chiamatelo il decennio infernale, o della resa dei conti, o dei sogni infranti o il decennio perduto. Chiamatelo come volete, ma siate grati che è quasi finito</em>&#8220;. <span id="more-7045"></span></p>
<p>Allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre 1999  il mondo, ma soprattutto l&#8217;America, aspettava il &#8216;big bang&#8217; dei computer. Gli esperti del pianeta avevano previsto un &#8217;tilt&#8217; globale, con conseguenti catastrofi. Non fu cosi&#8217;, ma in quel momento cominciava per gli Usa il decennio piu&#8217; tragico dalla seconda guerra mondiale in poi.      Lo rileva oggi l&#8217;autorevole rivista americana Time Magazine, che, anticipando di qualche settimana la fine del 2009, dedica ai primi dieci anni del XXI secolo la copertina per quello che definisce &#8221;Un Decennio d&#8217; inferno&#8221;. E&#8217; una sorta di classifica degli eventi piu&#8217; tragici che hanno caratterizzato questo scorcio di secolo, dall&#8217;11 settembre all&#8217;uragano Katrina. &#8221;Se vivete in Brasile, o in Cina, potete dire di aver avuto un decennio economicamente buono. Ma per gli americani &#8211; scrive Time Magazine &#8211; questo e&#8217; stato senza dubbio il periodo piu&#8217; negativo della storia recente&#8221;. Un periodo &#8211; sostiene &#8211; figlio di scelte pregresse le cui conseguenze si sono manifestate tutte insieme e che hanno segnato la vita e l&#8217;immagine degli Usa.</p>
<p>1) 2000: ELEZIONI USA &#8211; Tutto comincia con le presidenziali del 2000. Non e&#8217; un evento tragico in se&#8217; ma e&#8217; un segno di debolezza che la piu&#8217; grande democrazia al mondo abbia deciso per via giudiziaria la 1/a presidenza di George W. Bush.</p>
<p>2) 2001: 11 SETTEMBRE &#8211; E&#8217; l&#8217;evento del decennio, da cui derivano in modo diretto le guerre in Iraq e Afghanistan</p>
<p>3) 2002: AFGHANISTAN &#8211; Gli Stati Uniti dichiarano caccia aperta a Osama Bin Laden e inviano le prime truppe. E&#8217; una guerra pesantissima. Ma gli Usa quasi la dimenticano di fronte al &#8216;&#8217;senso di eccezionalita&#8221;&#8217; dato all&#8217;altra.</p>
<p>4) 2003: IRAQ &#8211; Sull&#8217;onda della spinta emotiva seguita all&#8217;11 settembre, Bush ordina l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq sostenendo che il regime di Saddam Hussein detiene armi di distruzione di massa.</p>
<p>5) 2004: TSUNAMI &#8211; L&#8217;evento piu&#8217; tragico dell&#8217;anno avviene alla fine, ed e&#8217; lontano: a dicembre uno tsunami di proporzioni inaudite si abbatte sulle coste del Sudest asiatico. Tra Sri Lanka, Indonesia e Thailandia muoiono 200 mila persone.</p>
<p>6) 2005: URAGANO KATRINA &#8211; L&#8217;1 settembre New Orleans &#8221;cosi&#8217; autentica nella sua immagine di citta&#8217; americana &#8211; scrive Time Magazine &#8211; affoga nella alluvione provocata dall&#8217;uragano Katrina. L&#8217;inefficienza dei soccorsi compromette in modo indelebile il mito dell&#8217;eccezionalita&#8217; americana&#8221;.</p>
<p>7) 2008: CROLLO WALL STREET &#8211; Il 13 settembre, giorno del fallimento della Lehman Brothers, viene citato dalla rivista come il momento emblematico della recessione Usa. L&#8217;immagine del finanziere Bernie Madoff in manette e&#8217; il simbolo della fine.</p>
<p> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> 2008: DISINTEGRAZIONE DI DETROIT &#8211; Fa il paio con Madoff: crollano giganti come General Motors e Chrysler, simboli americani nel mondo. Per gli Usa e&#8217; la fine di un&#8217;epoca.</p>
<p>9) 2009: GUANTANAMO &#8211; Per Time Magazine, l&#8217;immagine del carcere di massima sicurezza si accompagna a quella lasciata sugli Usa dallo scandalo del carcere di Abu Grahib. Sono macchie gravi per gli Stati Uniti paladini dei diritti umani.</p>
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		<title>Nasce il Comitato &#8216;Ponte Subito&#8217; per favorire la realizzazione della grande opera dello Stretto</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:57:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; nato il Comitato ‘Ponte Subito’, un movimento composto da quei reggini, messinesi, siciliani e calabresi che vogliono sostenere con forza e convinzione la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.
Il Comitato &#8220;intende favorire il dialogo tra i cittadini e le istituzioni e ‘avvicinare’ il territorio all’importante momento di apertura dei cantieri per la realizzazione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=peppecaridi2.wordpress.com&blog=994165&post=7041&subd=peppecaridi2&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft" style="border:3px solid black;margin:3px;" src="http://www.meteoweb.it/images/LogoComitatoPonte.jpg" alt="http://www.meteoweb.it/images/LogoComitatoPonte.jpg" width="265" height="176" />E&#8217; nato il Comitato ‘Ponte Subito’, un movimento composto da quei reggini, messinesi, siciliani e calabresi che vogliono sostenere con forza e convinzione la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.</p>
<p>Il Comitato <em>&#8220;intende favorire il dialogo tra i cittadini e le istituzioni e ‘avvicinare’ il territorio all’importante momento di apertura dei cantieri per la realizzazione di questa grande opera, vista come un’imperdibile occasione in modo particolare per le Province di Messina e Reggio Calabria&#8221;</em>: lo spiega una nota diffusa dai fondatori del movimento.</p>
<p>Il 23 dicembre a Cannitello inizieranno i lavori preliminari per l’eliminazione delle interferenze alla costruzione del Ponte, e sarà il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a tagliare il nastro del cantiere di Cannitello. Poi, nei primi mesi del 2010, toccherà al Messinese con i primi lavori tra la città e la sua periferia settentrionale finché, a giugno 2010, con la presentazione del progetto esecutivo del Ponte, potrà finalmente iniziare l’iter dei lavori del tanto atteso collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. <span id="more-7041"></span><br />
Il Ponte, come rileva <strong>Giuseppe Zamberletti</strong>, padre della Protezione Civile italiana e Presidente del CdA della Stretto di Messina Spa, <em>“è particolarmente strategico per il Sud perché, con il completamento del programma di alta velocità, il Mezzogiorno sarà collegato con il sistema ferroviario europeo rappresentando così un importante fattore di sviluppo per tutte le regioni meridionali”</em>.<br />
La vera novità del Ponte, dichiara ancora<strong> Zamberletti</strong>, <em>“è che si tratta di un ponte ferroviario, e non solo stradale, che permetterà ai porti siciliani di diventare porti europei strategici con un grande vantaggio per quanto riguarda i costi di trasporto delle merci. Le merci in partenza dalla Germania e dirette verso l&#8217;Oriente, ad esempio, guadagnerebbero cinque &#8211; sei giorni di navigazione se dopo un transito in treno venissero imbarcati in Sicilia”</em>.</p>
<p>Col Ponte, quindi, si completerebbero anche le infrastrutture a monte e a valle, cioè l&#8217;autostrada Salerno &#8211; Reggio Calabria e la statale ionica.</p>
<p>Collegando Calabria e Sicilia all’Alta velocità rendendo veloce il corridoio Berlino &#8211; Palermo si toglieranno le regioni periferiche del Paese dal perenne isolamento in cui si trovano.</p>
<p>Il professor <strong>Bruno Sergi</strong>, titolare della cattedra di Economia Internazionale della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina è uno dei fondatori del Comitato ‘Ponte Subito’ e interviene dall’European Trade Union Institute di Bruxelles.: <em>“La portata economica del Ponte</em> – dichiara il professore dell’ateneo Messinese &#8211; <em>deve portarci a considerarlo come strumento di crescita di tutta l’area dello Stretto e del mezzogiorno, come vero e proprio volano con un ritorno economico, sociale, culturale e turistico che è a dir poco enorme e incalcolabile. L’indotto che il nostro territorio potrebbe avere non si ferma certo al Ponte in sé. Il ponte non deve necessariamente autofinanziarsi. Diventerebbe famoso e conosciuto nel mondo molto più della Tour Eiffel, molto più del Ponte di Brooklyn e del Tower Bridge londinese. Milioni di persone arriverebbero nello Stretto per visitare e fotografare il Ponte più grande e lungo del mondo, e con questa scusa scoprirebbero tutti gli altri tesori del territorio dello Stretto in primis, e di Calabria e Sicilia in secundis che dobbiamo essere altrettanto bravi a valorizzare. L’indotto che ne ricaveremmo sarebbe tale da garantire lavoro, benessere e ricchezza a questo territorio oggi economicamente depresso, che deve puntare sul turismo per rialzarsi. Inoltre</em> – continua il professore Sergi -<em> decine di migliaia di persone, da manovali a eccellenze di qualità, troverebbero lavoro facilmente in un periodo di crisi internazionale. E, oltre ai circa dodicimila operai che per sei anni lavoreranno alla costruzione dell’opera, altri due/tre mila tecnici specializzati (e nel posto ne abbiamo tante, di eccellenze sfornate dalle nostre università!) troverebbero un posto di lavoro nel territorio in cui sono nati a tempo indeterminato. Scusate se è poco”</em>.</p>
<p>Anche <strong>Massimiliano Ferrara</strong>, presidente del corso di laurea in Scienze economiche dell’Università ‘Mediterranea’ di Reggio Calabria, pro-rettore dell’Università per Stranieri ‘Dante Alighieri’ di Reggio Calabria e membro dell’Advisory Committee of the Indian Academy of Mathematics, sostiene fortemente la realizzazione della Grande Opera dello Stretto: <em>“il Ponte</em> – dice il professore &#8211; <em>ha una grande ricettività turistica, e rappresenta un episodio unico e straordinario, quantitativamente e storicamente, dell’erogazione di spesa pubblica. E’ quello ‘shock’ economico che serve per dare linfa importante al territorio, che è chiamato a creare un indotto intorno alla realizzazione di questa grande opera. Certamente i tantissimi turisti attirati dal Ponte, non vengono a vedere il Ponte, fare una foto e andare subito via, anzi … il Ponte è un’attrazione moderna in un territorio dal grande background storico, artistico, monumentale e culturale. Quindi se i reggini e i messinesi sapranno valorizzare le grandi risorse turistiche del territorio delle due città e delle due Province, i turisti avranno modo di scoprire tutti quei favolosi tesori oggi semi-sconosciuti e poco valorizzati. Il Ponte fornirebbe al territorio dello Stretto quella svolta economica che serve a Reggio e Messina per crescere e svilupparsi. L&#8217;opera,unica nel suo genere,sarebbe un grande stimolo per l&#8217;area dello Stretto e rappresenterebbe una grande opportunità per tutti i settori, non solo per quello edilizio e turistico, ma anche per quello della formazione e dell’università. L’approccio del territorio</em> – conclude il prof. Ferrara &#8211; <em>dev’essere quello della progettualità, non quello della critica aprioristica. Le barricate, ideologiche e non solo, non servono a nulla e non fanno altro che posticipare il problema e prolungare i tempi per la realizzazione dell’opera”</em>.</p>
<p>Il Comitato ‘Ponte Subito’ <em>&#8220;intende favorire e stimolare</em> &#8211; conclude la nota &#8211; <em>un processo rapido e concreto affinché non ci siano più dubbi e tentennamenti e stavolta, davvero i lavori del Ponte possano avere inizio per poi svolgersi in modo regolare e concludersi con l’inaugurazione di questa grande opera strategica nei tempi previsti dal Governo&#8221;</em>.</p>
<p>Per info e adesioni:</p>
<p>// &lt;![CDATA[// &lt;![CDATA[<br />
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		<title>Caro Ministro, buon appetito!</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:12:34 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.meteoweb.it/images/LaRussaVorace.jpg" alt="http://www.meteoweb.it/images/LaRussaVorace.jpg" width="590" height="442" /></p>
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		<title>Condannato. Ma il giudice è consulente del rivale</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 08:39:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppecaridi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Felice Manti &#8211; http://www.ilgiornale.it/ &#8211; È consulente giuridico a libro paga del presidente della Regione Calabria Agazio Loiero. Eppure come giudice della Corte dei conti ha condannato il più accreditato avversario del politico Pd alla vigilia della sua candidatura ufficiale per fatti che risalgono al 2003.
La notizia della condanna del sindaco Pdl di Reggio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=peppecaridi2.wordpress.com&blog=994165&post=7037&subd=peppecaridi2&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft" style="border:3px solid black;margin:3px;" src="http://www.meteoweb.it/images/scopell.jpg" alt="http://www.meteoweb.it/images/scopell.jpg" width="119" height="116" /><strong>di Felice Manti</strong> &#8211; <a href="http://www.ilgiornale.it/">http://www.ilgiornale.it/</a> &#8211; È consulente giuridico a libro paga del presidente della Regione Calabria Agazio Loiero. Eppure come giudice della Corte dei conti ha condannato il più accreditato avversario del politico Pd alla vigilia della sua candidatura ufficiale per fatti che risalgono al 2003.<br />
La notizia della condanna del sindaco Pdl di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, per un presunto danno erariale da oltre 1,3 milioni nell’acquisto di un immobile nel 2003 (l’ex fabbrica Italcitrus destinata a diventare un centro di produzione televisiva Rai) è arrivata lunedì sera. Il Comune l’aveva valutata e comprata per 2,5 milioni, ma secondo un perito del Tribunale di Reggio l’immobile ne vale solo 1,14. Da qui il danno e la condanna. La sentenza è stata firmata dal giudice calabrese Angelo Buscema: lo stesso magistrato contabile che da quattro anni e mezzo si fregia di essere uno dei consulenti giuridici del governatore calabrese Loiero e che, per questo incarico, incassa ogni anno un compenso lordo pari a 86.976 euro grazie alla delibera 566 del 13 giugno 2005, con contratto biennale confermato poi fino alla scadenza naturale della legislatura, come pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Calabria del 3 aprile 2006 e come risulta dal sito internet della Regione. <span id="more-7037"></span><br />
Può un magistrato a libro paga del governatore di centrosinistra pronunciarsi contro il più temibile avversario del suo «datore di lavoro»? È possibile che il suo palese conflitto d’interessi non abbia interferito nella decisione e non abbia influenzato la sua stessa serenità di giudizio? Secondo i legali di Scopelliti, condannato insieme a un tecnico del Comune a pagare quasi 700mila euro a testa, certamente sì: «Siamo sbalorditi dalla sentenza &#8211; è stato il commento del difensore del Comune, Mario De Tommasi &#8211; avevamo chiesto l’audizione di due ex direttori generali della Rai che avevano sottoscritto il protocollo d’intesa. E soprattutto ci attendevamo che la Corte dei conti nominasse un proprio perito per fare una valutazione e non si affidasse ad una consulenza fatta in un altro contesto». Peraltro, un po’ a sorpresa, tutti gli assessori comunali dell’epoca che avevano sottoscritto il presunto spreco di denaro pubblico sono stati assolti perché «non erano dotati di professionalità tecniche e non avevano a disposizione elementi idonei a consentire una diversa valutazione della situazione».<br />
Ma gli interrogativi sul doppio ruolo di Buscema non si fermano qui. Cosa accadrebbe se il consigliere della Corte dei conti dovesse giudicare Loiero, i suoi assessori o magari dirigenti o funzionari della Regione Calabria? Ipotesi non poco plausibile, visto che l’amministrazione Loiero è ormai logora, è finita più volte nel mirino della magistratura e diversi consiglieri di maggioranza sono indagati a vario titolo. Tanto che il «purista» Idv Antonio Di Pietro, istigato dall’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris che indagò Loiero nel caso Why Not (il governatore, rinviato a giudizio, ha chiesto il rito abbreviato) ha già scaricato Agazio e il Pd, ben prima delle Idi di marzo.<br />
Uno scenario politico che ha aperto un’autostrada davanti a Scopelliti, dato ben oltre il 50% e che solo due anni fa aveva letteralmente stracciato il suo antagonista Pd Lamberti Castronovo al Comune con il 70,1%. Non è un caso che già da mesi sono partiti i soliti boatos conditi da fantomatici dossier al vetriolo e che qualche «nemico» abbia sussurrato ai giornali l’ipotesi che Berlusconi voglia sostituirlo con l’ex medico di mamma Rosa, Bernardo Misaggi. Voci, sospetti e veleni. Il Pdl calabrese ha già detto «no, vogliamo il cambiamento promesso dal 40enne ex An». L’annuncio su Scopelliti arriverà, si dice, quando il premier sarà in riva allo Stretto il prossimo 4 dicembre.</p>
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		<title>Università di Messina: presentato il libro della prof. Luciana Caminiti sul terremoto del 1908</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 14:04:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli studi e le ricerche sul terremoto del 1908 continuano a produrre risultati: su quel 28 dicembre che ha cambiato la storia di Messina, la prof. Luciana Caminiti, docente di Storia contemporanea della facoltà di Scienze politiche dell’Università di Messina, racconta, nel suo ultimo libro “La grande diaspora – 28 dicembre 1908 la politica dei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=peppecaridi2.wordpress.com&blog=994165&post=7034&subd=peppecaridi2&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright" src="http://www.meteoweb.it/images/unime.jpg" alt="http://www.meteoweb.it/images/unime.jpg" width="119" height="119" />Gli studi e le ricerche sul terremoto del 1908 continuano a produrre risultati: su quel 28 dicembre che ha cambiato la storia di Messina, la prof. <strong>Luciana Caminiti</strong>, docente di Storia contemporanea della facoltà di Scienze politiche dell’Università di Messina, racconta, nel suo ultimo libro “<em>La grande diaspora – 28 dicembre 1908 la politica dei soccorsi tra carità a bilanci</em>” (ed. GBM), la vita e i disagi di chi quel dramma l’ha dovuto affrontare, subendone fino in fondo le conseguenze. La presentazione ieri, 23 novembre, nell’aula Cannizzaro.</p>
<p><em>&#8220;Non è l’ennesima riproduzione della tragedia che ha colpito Messina</em> – ha detto il prof.<strong> Santi Fedele</strong>, docente della facoltà di Lettere e Filosofia – <em>ma, attraverso un lodevole percorso di studi, il terremoto viene visto dalla parte della politica dei soccorsi. Si giunge, così, al compimento di un lavoro davvero originale</em>&#8220;. <span id="more-7034"></span></p>
<p>Per il prof. <strong>Rosario Battaglia</strong>, docente di Storia contemporanea<em> &#8220;emerge l’aspetto umanitario della fase dei soccorsi, con le contraddizioni di un paese che, in quel momento, viveva un assoluto “caos”. Il terremoto del 1908, infatti, mette a dura prova lo stato liberale: si scontrano elementi come la ricerca di un’identità nazionale con altri stereotipi di natura antropologica. Emerge un profondo scollamento tra il nord industrializzato e un sud prevalentemente agricolo, dal quale, però, Messina era molto distante: era, infatti, una città florida sia dal punto di vista economico che da quello culturale</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Ci troviamo di fronte a un saggio monografico che indaga con precisione sulle grandi cifre che questa catastrofe porta con sé</em> – ha affermato il prof. Guido <strong>Pescosolido</strong>, ordinario di Storia moderna a “La Sapienza” di Roma – <em>siamo, infatti, davanti a un cambiamento con pochi precedenti nella storia e nella società di Messina. E questo è un libro che stimola gli interrogativi: una catastrofe immane che, però, è stata affrontata con un po’ di deficienza</em>&#8220;.</p>
<p>Ha chiuso la presentazione del saggio, l’autrice, prof. <strong>Luciana Caminiti</strong>: &#8220;<em>Affrontare il tema del terremoto mi spaventava. Nella nostra città non c’è quasi traccia di un monumento che ricordi le vittime di questa tragedia. Nel corso delle mie ricerche ho trovato tanto materiale intonso: ho aperto buste totalmente sigillate, ho tagliato corde. Così ho cercato di descrivere le difficoltà dei profughi al momento di inserirsi nelle comunità, il continuo stato di emergenza e le crepe più profonde nella politica degli interventi. Ne è venuta fuori un’Italia lanciata economicamente, ma colma di antimeridionalismo: una cultura diffusa soprattutto nelle classi dirigenti</em>&#8220;.</p>
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		<title>Global Warming, era tutto un trucco di alcuni scenziati. Ecco la prova: è scoppiato il ’Climagate’</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 18:56:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[www.meteoweb.it - E’ lo scaldalo del clima: il ’Climagate’ è iniziato la scorsa settimana quando, giovedì notte, centinaia di email interne del Centro di ricerche sul clima (Cru) dell’Università dell’East Anglia in Inghilterra sono finite su internet, leggibili a tutti, dopo l’attacco di un pirata informatico.
Proprio mentre i grandi del mondo stanno cercando di trovare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=peppecaridi2.wordpress.com&blog=994165&post=7031&subd=peppecaridi2&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://www.meteoweb.it/" target="_blank"><img class="alignleft" src="http://www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/4299/foto/globalwarming-saidaonline.jpg" alt="http://www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/4299/foto/globalwarming-saidaonline.jpg" width="203" height="212" /></a><strong><a href="http://www.meteoweb.it/" target="_blank">www.meteoweb.it</a> </strong>- E’ lo scaldalo del clima: il ’Climagate’ è iniziato la scorsa settimana quando, giovedì notte, centinaia di email interne del Centro di ricerche sul clima (Cru) dell’Università dell’East Anglia in Inghilterra sono finite su internet, leggibili a tutti, dopo l’attacco di un pirata informatico.</p>
<p>Proprio mentre i grandi del mondo stanno cercando di trovare un accordo in vista del meeting di Copenhagen, vengono messe in dubbio tutte le basi da cui dovrebbero scaturire determinate scelte politiche ed economiche di fondamentale importanza per il futuro.</p>
<p>Si tratta di oltre mille email e 3.500 documenti di varia natura sulla climatologia e sui cambiamenti climatici che alcuni scienziati di questo centro di ricerca hanno condiviso tra il 1996 e giovedì scorso.</p>
<p>Il contenuto di questi messaggi è clamoroso: gli scienziati in questione si scambiano pareri e informazioni su come censurare alcuni dati meteorologici ed esaltarne altri, filtrando le notizie e decidendo cosa rendere di dominio pubblico. All’interno del centro Studi venivano ingigantiti tutti i dati tesi a rapportare le attività umane all’aumento delle temperature, mentre erano cestinati i dati che facevano pensare ai cambiamenti climatici come naturali cicli assolutamente normali. All’interno del centro di ricerca veniva utilizzato il programma di elaborazione dati ’Hadcrut3’, il cui codice è sempre rimasto misterioso.  <span id="more-7031"></span></p>
<p><strong>Phil Jones</strong>, direttore del Climatic reaserch Unit, in una di queste email scrive che è stato utilizzato <em>&#8220;il trucchetto di Mann per nascondere il declino delle temperature dal 1981 ad oggi&#8221;</em> e <strong>Kevin Trenberth</strong>, ricercatore presso l’NCAR scrive che <em>&#8220;non possiamo spiegare l’assenza di riscaldamento negli ultimi anni, è una finzione che non possiamo permetterci&#8221;</em>.</p>
<p>Alla base di tutto c’è, quindi, il fatto che negli ultimi anni il global warming s’è interrotto. Le temperature non stanno più aumentando e gli scienziati non possono nasconderlo, dopo tanti anni di censure e disinformazione.</p>
<p>Proprio il Centro di ricerche sul clima (Cru) dell’Università dell’East Anglia ha avuto un ruolo fondamentale nell’ultimo rapporto dell’Ipcc, il panel intergovernativo delle Nazioni Unite che studia i cambiamenti climatici. I rapporti dell’Ipcc, evidentemente, sono stati truccati da interessi economici e politici.</p>
<p>E oggi i grandi del mondo stanno discutendo come intervenire &#8220;contro&#8221; (!! Tsk! &#8220;contro&#8221;!!) i cambiamenti climatici proprio sulla base di quel rapporto.</p>
<p>La teoria secondo la quale siano le attività umane a determinare i cambiamenti climatici è oggi completamente smontata dal ’Climagate’ che mette a nudo un clamoroso scandalo con cui bisogna adesso fare i conti.</p>
<p>Dopotutto c’è chi lo dice già da tempo, e l’abbiamo sempre sottolineato. Il clima cambia, sta cambiando e continuerà sempre a cambiare perchè è sempre cambiato nel corso della storia.<br />
Dovremo, piuttosto, iniziare a preoccuparci il giorno in cui il clima non cambierà più e inizierà a rimanere sempre statico e monotono.</p>
<p>Noi esseri umani, inoltre, dovremmo imparare ad avere maggiore rispetto della natura mettendo da parte la presunzione che ci spinge a considerarci padroni di tutto.<br />
Com’è possibile pensare che siano le attività umane a determinare i cambiamenti climatici?<br />
L’uomo è insediato su appena il <strong>2%</strong> della superficie terrestre (lo <strong>0,4%</strong> del volume!) e il riscaldamento delle temperature di alcuni decenni del secolo scorso non ha interessato solo la Terra, ma tutti i pianeti del sistema Solare.<br />
E’ evidente che l’evoluzione climatica è dettata ciclicamente da forze naturali molto più grandi rispetto alle piccole e insignificanti attività degli esseri umani che al cospetto sono assolutamente ininfluenti.</p>
<p>Una nota finale dobbiamo dedicarla a quei veri e propri ’eroi’ del giornalismo Italiano che hanno avuto il coraggio e l’attenzione di riprendere e diffondere questa notizia anche in Italia: <a href="http://www.ilfoglio.it/redazione/31"><strong>Paolo Vietti</strong></a> su <a href="http://www.ilfoglio.it/">http://www.ilfoglio.it/</a>, <strong>Claudio Gravina</strong> e il Maggiore dell’Aeronautica Militare <strong>Guido Guidi</strong> sul <a href="http://www.climatemonitor.it/">http://www.climatemonitor.it/</a>.</p>
<p>Eccezion fatta per <strong>Paolo Valentino</strong>, che ne ha parlato poche ore fa sul <a href="http://www.corriere.it/">http://www.corriere.it/</a>, i media Italiani tacciono.<br />
Torneranno presto a parlare delle emissioni di Co2, dei ghiacci che si sciolgono e degli accordi di Copenhagen perchè il sensazionalismo catastrofista fa più ’appeal’ rispetto alla verità scientifica delle cose.</p>
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		<title>Regionali in Calabria: Berlusconi scarica Scopelliti? E&#8217; bufera nel Pdl</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 18:52:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il caso-Cosentino in Campania ha fatto saltare per aria tutti gli accordi precedenti, e adesso la candidatura del Sindaco di Reggio sembra in bilico.Gasparri minaccia le dimissioni e interviene anche La Russa
&#8220;Dobbiamo ancora incontrarci con gli alleati e decidere chi saranno i nostri candidati alle Regionali del prossimo marzo, posso sbilanciarmi solo su due nomi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=peppecaridi2.wordpress.com&blog=994165&post=7028&subd=peppecaridi2&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>Il caso-Cosentino in Campania ha fatto saltare per aria tutti gli accordi precedenti, e adesso la candidatura del Sindaco di Reggio sembra in bilico.<img class="alignright" style="border:3px solid black;margin:3px;" src="http://www.tempostretto.it/8/fotoarticoli/1258997103.jpg" border="0" alt="" width="171" height="128" />Gasparri minaccia le dimissioni e interviene anche La Russa</em></p>
<p><em>&#8220;Dobbiamo ancora incontrarci con gli alleati e decidere chi saranno i nostri candidati alle Regionali del prossimo marzo, posso sbilanciarmi solo su due nomi che sono certi: <strong>Formigoni</strong> in Lombardia e <strong>Scopelliti</strong> in Calabria&#8221;</em>: così il Presidente del Consiglio <strong>Silvio Berlusconi</strong> si era espresso, più volte, a partire dall&#8217;estate scorsa, lanciando il Sindaco di Reggio come candidato governatore del Pdl in Calabria.<br />
La sua candidatura è stata talmente tanto forte e decisa da diventare quasi &#8220;ufficiale&#8221;: i centri di ricerca hanno fatto sull&#8217;asse <strong>Scopelliti</strong> &#8211; <strong>Loiero</strong> &#8211; <strong>Callipo</strong> addirittura i primi sondaggi elettorali e all&#8217;interno del Pdl nessuno avrebbe mai messo in dubbio la candidatura dell&#8217;attuale sindaco di Reggio Calabria.<span id="more-7028"></span></p>
<p>Ma dopo il caso -<strong> Cosentino</strong> in Campania, forse, è successo qualcosa: forse, e precisiamo a sottolineare il condizionale, equilibri tra le forze interne al Pdl hanno fatto cambiare idea a <strong>Berlusconi</strong>.<br />
Almeno questo pensano i &#8220;ben informati&#8221;: venerdì 13 novembre il quotidiano <em>&#8216;Calabria Ora&#8217;</em> ha lanciato in esclusiva la notizia della candidatura del medico di Roccella Jonica <strong>Bernardo Misaggi</strong> <em>(nella seconda foto a corredo dell&#8217;articolo n.d.r.)</em> al posto di Scopelliti.<br />
In molti hanno considerato questa notizia come un sensazionalismo giornalistico, ma oggi è niente popò di meno che il Corriere della Sera, nella sua versione online, a riprendere la notizia del <em>&#8220;medico di mamma Rosa&#8221;</em>.<br />
E&#8217; lo stesso <strong>Misaggi</strong>, 55enne iscritto a Forza Italia dal lontano 1993 a dire di aver incontrato il premier ad Arcore: <em>&#8220;gli ho detto che sarei or­goglioso di servire la mia terra. Tra una bat­tuta sul Milan e sulla sanità, abbiamo avu­to modo di parlare anche di Calabria. E lui mi è sembrato entusiasta di questa mia scelta&#8221;</em>.</p>
<p>All&#8217;interno del Pdl c&#8217;è tanto imbarazzo: <strong>Gasparri</strong> ha minacciato di dimettersi e <strong>La Russa</strong> sta facendo pressioni sul premier affinchè possa tornare sui suoi passi e appoggiare in modo indiscusso <strong>Scopelliti</strong>.</p>
<p>Non s&#8217;è fatta attendere la nota del coordinamento Regionale del Pdl in Calabria, firmata dal senatore <strong>Antonio Gentile</strong>: <em>&#8220;pur rispettando il </em><a href="http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&amp;id_articolo=22529#"><img src="http://www.tempostretto.it/8/fotoarticoli/1258996943.JPG" border="0" alt="" hspace="15" vspace="5" align="right" /></a><em>diritto di cronaca della stampa, locale e nazionale, relativamente alle prossime elezioni regionali non abbiamo altro da aggiungere a quanto dichiarato in precedenza. Sosteniamo Giuseppe Scopelliti quale candidato a Presidente della Giunta Regionale. Un sostegno che e&#8217; scaturito non solo dal percorso politico del Sindaco di Reggio Calabria, ma anche dalle discussioni maturate a Roma e dalle convergenza registrate con movimenti politici di centro e autonomisti e dall&#8217;adesione entusiasta dell&#8217;elettorato . Ricordiamo che i rilevamenti sondaggistici, per quanto essi debbano essere interpretati con la massima prudenza, assegnano a Scopelliti un vantaggio abissale nella simulazione con i suoi competitori. Sappiamo che l&#8217;attuale fase politica accomuna gli schieramenti opposti in un momento di incertezza che va oltre le conflittualità dialettiche . Ad essa attribuiamo il rincorrersi di voci che la stampa legittimamente raccoglie ma che non spostano di un millimetro la nostra posizione. Siamo certi &#8211; conclude &#8211; che nei prossimi giorni sarà fatta definitivamente chiarezza su tutta la vicenda&#8221;</em>.</p>
<p>Nel merito è intervenuta anche <strong>Lella Golfo</strong>, parlamentare reggina del Pdl: <em>&#8220;Misaggi è sicuramente una persona degnissima e di primario rilievo nel campo medico, ma sulla candidatura di Scopelliti c&#8217;è accordo unanime di tutto il Pdl, con il placet dello stesso presidente Berlusconi. La Regione</em> &#8211; aggiunge &#8211; <em>ha bisogno di stabilità e di punti di riferimento certi, per cui mal sopporta questi rimescolamenti improvvisi. Scopelliti ha il sostegno pieno e convinto dell&#8217;opinione pubblica calabrese, ha ben amministrato la città di cui e&#8217; sindaco ed e&#8217; un dirigente politico di ottimo profilo. Sarebbe illogico se il PdL non lo candidasse dopo avere investito sulla sua carriera politica, sulle sue capacità e sul suo merito indiscusso di aver condotto la città a livelli europei. La Calabria</em> &#8211; conclude <strong>Lella Golfo</strong> -<em> deve poter credere nella politica e nella sua capacità di selezionare al suo interno una buona classe dirigente. Scopelliti rappresenta anche questo e ciò costituisce un valore di cui la Regione non può fare a meno&#8221;</em>.</p>
<p>Intanto Reggio, che già da tempo si stava stringendo attorno al suo Sindaco per trascinare un reggino a Governatore della Regione, per la prima volta nella storia della Calabria, ha paura.<br />
Ha paura di perdere quest&#8217;occasione, ha paura di subire l&#8217;ennesima beffa, ha paura di vedersi messa da parte per l&#8217;ennesima volta.<br />
Perchè<strong> Scopelliti</strong>, ancor prima di essere il candidato del centro/destra, è il candidato di Reggio.</p>
<p>Certamente un pò di paura, per come si stanno mettendo le cose, dovrebbe averla anche il Pdl. Un partito che con <strong>Scopelliti</strong> avrebbe la vittoria praticamente in tasca, rischia di perdere credibilità e di lanciare allo sbaraglio uno stimatissimo professionista in campo medico ma un &#8217;signor nessuno&#8217; in campo politico solo a causa di delicati giochi di potere politico a livello nazionale.</p>
<p>Dovrebbe essere il premier <strong>Berlusconi</strong> a sciogliere il nodo della vicenda in prima persona quando, <strong>venerdì 4 dicembre</strong>, sarà a Reggio Calabria.</p>
<div><em>Peppe Caridi</em></div>
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		<title>Alemanno in visita a Reggio sancisce il gemellaggio tra Roma e la città dello Stretto</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 14:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppecaridi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft" style="border:3px solid black;margin:3px;" src="http://www.meteoweb.it/images/AlemannoRC/4.JPG" alt="http://www.meteoweb.it/images/AlemannoRC/4.JPG" width="168" height="126" />Il <em>&#8220;Diogene e Platone&#8221;</em> di <strong>Mattia Preti</strong> (olio su tela, 101&#215;151cm), l&#8217;<em>Erma</em> di <strong>Pitagora</strong> e di <strong>Omero</strong> (entrambe sculture di marmo greco risalenti al I° secolo dopo Cristo) sono le opere d&#8217;arte appartenenti ai Musei Capitolini che da oggi fino al prossimo 7 febbraio sono esposte presso la Pinacoteca Civica di Reggio Calabria: il gemellaggio culturale tra le due Città è stato sancito oggi dal sindaco <strong>Gianni Alemanno</strong> e dal consigliere comunale di Roma <strong>Domenico Naccari</strong> con l&#8217;Assessore ai Beni Culturali del Comune di Reggio <strong>Antonella Freno</strong> e col Sindaco <strong>Giuseppe Scopelliti</strong>, che ha festeggiato con quest&#8217;importante evento il suo 43° compleanno. <span id="more-7026"></span></p>
<p>Nel corso della conferenza stampa, in un Salone dei Lampadari pieno all&#8217;inverosimile, il consigliere <strong>Naccari</strong> ha ricordato le sue origini Calabresi e ha tenuto a precisare il grande amore che prova per la terra di Reggio e della Calabria. Ha sottolineato <em>&#8220;l&#8217;atavico rapporto tra Roma e Reggio che si evince dal corso delle vicende storiche, quando Reggio, già fiorente città della Magna Grecia, fu alleata di Roma nel 351 a.C., quando per contrastare le incursioni dei bruzi, ottenne aiuti utili a mantenere la propria indipendenza. La Provincia Reggina, &#8216;cum suffraggium&#8217;, mantenne sempre la propria importante autonomia e venne denominata Reghium Julii in onore di <strong>Giulio Cesare Ottaviano</strong>. Il legame si rafforzò ulteriormente durante le guerre puniche e nelle successive battaglie, quando Reggio era ormai &#8217;socia navalis&#8217; di Roma tanto da offrire navi e contingenti militari&#8221;</em>.</p>
<p>Il Sindaco di Roma, <strong>Gianni Alemanno</strong>, è andato ancor più indietro nelle origini delle civiltà Mediterranee richiamando la Magna Grecia da cui poi è nato l&#8217;Impero Romano. Magna Grecia di cui Reggio era culla. Alemanno ha parlato del Mediterraneo, spiegando che <em>&#8220;il Sud Italia avrà una funzione strategica nel futuro del nostro Paese in quanto è l&#8217;area geografica più vicina al Mediterraneo e al Nord Africa: lì si gioca il futuro economico, sociale e civile della nostra realtà&#8221;</em>.</p>
<p>A fargli eco l&#8217;artista e parlamentare <strong>Luca Barbareschi</strong>, che ha preso parte alla conferenza da ospite. Il regista e attore milanese, infatti, si trova a Reggio per la rappresentazione dell&#8217;opera teatrale <em>&#8220;Il Caso di Alessandro e Maria. Curiosa replica di una storia che ha già avuto luogo&#8221;</em> già in scena ieri sera e in replica stasera e domani pomeriggio: <em>&#8220;dobbiamo creare un ponte culturale, economico, sociale e civile con il nord Africa. Non dobbiamo essere la terra degli approdi come miraggio di un paradiso che non c&#8217;è, dobbiamo piuttosto esportare tecnologia e modernità nel nord Africa e diventre protagonisti di noi stessi. Questa terra, la Calabria e il Sud in genere, è la più grande sfida del nostro Paese perchè il futuro passa da qui. Infine consentitemi un monito al mondo dei media: basta parlare male della Calabria! Non immaginate quanto possa far male a questa terra una prima pagina che parla di cose brutte, sempre e solo di sangue e omocidi. La realtà è un&#8217;altra, per ogni gesto sbagliato ce ne sono dieci, cento, mille buoni e virtuosi che non vengono mai presi in considerazione. Questa è una Regione fatta da tanta gente onesta che la mattina quando si sveglia va a lavorare e non è giusto essere etichettati come delinquenti solo perchè i media finiscono con esaltare i gesti vili che sono una minoranza rispetto a quelli nobili&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Barbareschi</strong> s&#8217;è congedato tra gli scroscianti applausi della platea Reggina, e nuovamente <strong>Alemanno</strong> è tornato sull&#8217;argomento: <em>&#8220;posso dire che sono il Sindaco della Città più grande della Calabria, perchè a Roma ci sono 500 mila Calabresi doc. I media spesso sbagliano a esagerare dando troppo risalto a ciò che di brutto avviene in questa terra, che ha tanti difetti e problemi che non vanno ignorati e dimenticati. Ma non devono essere enfatizzati. Ognuno ha i suoi mali, ognuno ha i suoi problemi: a Reggio come a Roma o a Milano c&#8217;è il bene e c&#8217;è il male. L&#8217;importante è trovare una ricetta affinchè il bene abbia il predominio sul male, ma i media rischiano di far passare tutta la Regione come un mondo di delinquenze e abusi quando c&#8217;è tanta gente splendida, onesta e di sani principi&#8221;</em>.</p>
<p>Infine <strong>Alemanno</strong> ha &#8220;confidato&#8221; di aver chiesto più volte a consigli a <strong>Scopelliti</strong> su come scalare la classifica dei Sindaci più amati d&#8217;Italia: <em>&#8220;Peppe è nei primissimi posti da molti anni, io invece sono ancora al diciassettesimo&#8230;&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;Assessore ai beni culturali del Comune di Reggio, <strong>Antonella Freno</strong>, aveva ringraziato i due Sindaci per aver appoggiato l&#8217;iniziativa che ha realizzato insieme al Consigliere <strong>Naccari</strong>: uno scambio culturale avvenuto <em>&#8220;praticamente a costo zero. Con spese irrisorie sia per il Comune di Roma che di Reggio&#8221;</em>, ha precisato <strong>Alemanno</strong>.</p>
<p><em>“La Calabria</em> – ha concluso Alemanno – <em>è una realtà unica al mondo e lo è davvero, non lo dico per retorica. Eliminiamo i falsi stereotipi, perchè è giunto il tempo di una grande primavera calabrese che può essere realizzata da Scopelliti”</em>.</p>
<p>E proprio il Sindaco<strong>Scopelliti</strong> ha fatto il punto strategico riguardante il riconoscimento da parte di questo Governo di Reggio come &#8216;Città Metropolitana&#8217; e di Roma come &#8216;Città Capitale&#8217;, spiegando che questo tipo di scambio culturale è solo l&#8217;inizio di un gemellaggio molto più ampio, vario e profondo tra due città sempre vicine.</p>
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		<title>Stretto immerso nella Nebbia, volo dirottato da Reggio a Malta</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 23:17:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppecaridi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Peppe Caridi - Guardo fuori dalla finestra verso il solito lampione. E’ opaco, offuscato. Mi giro verso nord: il crinale della collina di Pentimele è sparito. C’è nebbia.
Un’insolita nebbia: siamo a Reggio Calabria, nello Stretto di Messina, e qui tutto ci si aspetta meno che la nebbia. Reggio è una delle città meno nebbiose [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=peppecaridi2.wordpress.com&blog=994165&post=7020&subd=peppecaridi2&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignright" style="border:3px solid black;margin:3px;" src="http://www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/4266/foto/Nebbia.jpg" alt="http://www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/4266/foto/Nebbia.jpg" width="228" height="179" /><strong>di Peppe Caridi -</strong> Guardo fuori dalla finestra verso il solito lampione. E’ opaco, offuscato. Mi giro verso nord: il crinale della collina di Pentimele è sparito. C’è nebbia.</p>
<p>Un’insolita nebbia: siamo a Reggio Calabria, nello Stretto di Messina, e qui tutto ci si aspetta meno che la nebbia. Reggio è una delle città meno nebbiose d’Italia: qui c’è sempre vento, il tasso di umidità è mediamente basso soprattutto rispetto alla media delle località Italiane, e solitamente l’unico caso in cui si può verificare la nebbia è quello della <strong>lupa</strong>.<br />
Il fenomeno della <strong>lupa</strong> è tipico di alcune località marittime dell’Italia e in modo particolare della Toscana settentrionale e dello Stretto di Messina. Si tratta di un fenomeno che si verifica in condizioni rare e particolari, ed è tremendamente localizzato in una piccola porzione di spazio. Tecnicamente si tratta di <strong>nebbia da evaporazione</strong>, determinata dallo scorrimento di masse d’aria fredde su una superficie marina molto più calda. In questo caso il vapore acqueo, per evaporazione appunto, entra nell’atmosfera e si satura condensandosi. Per questo motivo la <strong>lupa</strong> è tipica della stagione primaverile.<span id="more-7020"></span><br />
<img src="http://www.meteoweb.it/images/nebbia191109/1.JPG" alt="" width="498" height="373" /><br />
In questo momento invece sta accadendo l’esatto contrario: siamo alle prese con <strong>nebbia d’avvezione</strong> e cioè a un tipo di nebbia provocata dallo scorrimento di masse d’aria caldo/umide sopra a un terreno freddo.<br />
Viviamo una fase meteorologica di anticiclone e da diversi giorni subiamo l’impulso di masse d’aria caldo/umide provenienti da sud/ovest: le temperature sono infatti aumentate di pari passo al tasso di umidità.<br />
I bassi strati dell’atmosfera, però, si erano ormai rinfrescati dopo il tanto freddo intenso delle scorse settimane: così si spiega la presenza della nebbia in queste ore sullo Stretto.</div>
<div><img src="http://www.meteoweb.it/images/nebbia191109/2.JPG" alt="" width="482" height="361" /></div>
<div>Addirittura è stato dirottato il volo dell’Air Malta KM615 partito da Fiumicino poco dopo le 19:30. Sarebbe dovuto arrivare a Reggio, all’Aeroporto dello Stretto, alle 20:40 ma la nebbia ha impedito l’atterraggio e così l’aereo è stato dirottato addirittura a Malta dove adesso le numerose decine di passeggeri stanno trascorrendo la notte all’Hotel Hilton e domattina ripartiranno alla volta di Reggio.Non è l’unico caso: nelle ultime 48 ore moltissimi scali Italiani hanno avuto seri problemi, Bari in primis. Ma anche Firenze e Foggia hanno riscontrato disagi soprattutto negli arrivi.<br />
La nebbia, infatti, sta interessando tutta la costa Adriatica e l’Italia centro/settentrionale da più di due giorni in modo estremamente costante e intenso.</p>
<p>Si tratta di uno tra i fenomeni meteorologici più fastidiosi e problematici soprattutto per la circolazione e i trasporti: sono stati diversi gli incidenti mortali provocati dalla nebbia sulle strade Italiane nelle ultime ore.</p>
</div>
<div><img src="http://www.meteoweb.it/images/nebbia191109/3.JPG" alt="" width="488" height="366" /></div>
<div>All’occhio fantasioso di un bambino, a maggior ragione di un bambino reggino o messinese che la nebbia non sa neanche cosa sia, può però apparire come un fenomeno strano e affascinante.E’ la visione di un mondo ovattato che cancella tutto ciò che sta intorno al punto d’osservazione, che rende più elastici e modellabili i contorni delle cose.<br />
E’ la magìa del cielo che si avvicina fino a farsi sfiorare con un dito.<br />
E’ la voglia di volerla toccare, senza poi riuscirci.<br />
E’ un lampione sfocato sotto casa in una tranquilla serata d’autunno.</p>
</div>
<div><img src="http://www.meteoweb.it/images/nebbia191109/4.JPG" alt="" width="490" height="367" /></div>
<div>E’ un elemento nuovo, diverso, che stacca dalla consueta routine quotidiana. E che costringe a fermarsi, a mettere da parte la frenesia. A riflettere, almeno per un attimo, sulle bellezze e sull’affascinante e infinita varietà della Natura.<br />
A riflettere soprattutto, sul fatto che anche oggi, nel mondo delle nanotecnologie, nel 2009 dopo Cristo, sempre alla natura appartiene il predominio sulle cose.</div>
<div><img src="http://www.meteoweb.it/images/nebbia191109/5.JPG" alt="" width="490" height="367" /></div>
<p>Possiamo esserci sviluppati talmente tanto da costruire automobili, strade e autostrade. Ma se non vogliamo rischiare la pelle, dobbiamo sperare che la natura sia clemente.<br />
Possiamo esserci sviluppati talmente tanto da volare sù, in alto nel cielo. Ma decide la natura se, dove e quando possiamo andare.</p>
<p>In fondo, ma neanche tanto in fondo, le nostre forze sono bazzecole rispetto a quelle molto più grandi che dominano il mondo che ci circonda.</p>
<p>Un mondo che merita più rispetto e più attenzione.<br />
Ecco, sì: attenzione.<br />
Basterebbe quella. Fermarsi per un attimo a riflettere su quel lampione sfocato, ovattato da un’insolita nebbia serale.</p>
<div><img src="http://www.meteoweb.it/images/nebbia191109/6.JPG" alt="" width="495" height="371" /></div>
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		<title>A Reggio il Meeting Internazionale sulle Fonti Energetiche: nella prima sessione il punto sul Nucleare</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 23:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peppecaridi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica e Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[di Peppe Caridi &#8211; L&#8217;energia nucleare in Italia dal referendum del 1987 alle prospettive di rinascita nei prossimi anni: se n&#8217;è parlato a Reggio oggi pomeriggio.
Si sta infatti svolgendo presso l’E’Hotel la decima edizione del meeting internazionale &#8220;Donne, Economia &#38; Potere&#8221; organizzato dalla Fondazione Marisa Bellissario in collaborazione con Enel e Eni.
L’edizione che si svolge [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=peppecaridi2.wordpress.com&blog=994165&post=7021&subd=peppecaridi2&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft" style="border:3px solid black;margin:3px;" src="http://www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/4265/foto/enelenirc.jpg" alt="http://www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/4265/foto/enelenirc.jpg" width="278" height="172" /><strong>di Peppe Caridi &#8211; </strong>L&#8217;energia nucleare in Italia dal referendum del 1987 alle prospettive di rinascita nei prossimi anni: se n&#8217;è parlato a Reggio oggi pomeriggio.<br />
Si sta infatti svolgendo presso l’<em>E’Hotel</em> la decima edizione del meeting internazionale <em>&#8220;Donne, Economia &amp; Potere&#8221;</em> organizzato dalla Fondazione Marisa Bellissario in collaborazione con Enel e Eni.<br />
L’edizione che si svolge in riva allo Stretto è interamente dedicata a un tema estremamente interessante per il futuro del pianeta, e di strettissima attualità anche nell’agenda politica internazionale: le <em>&#8220;Energie Nuove&#8221;</em>. Più nello specifico, il meeting si divide in due sessioni. La prima s’è conclusa pochi minuti fa ed è stata dedicata al tema dell’<strong>energia nucleare</strong>, la seconda è in programma per la mattina di domani, venerdì 20 novembre, e sarà affrontato il tema delle <strong>energie rinnovabili</strong> con la presenza del ministro dell’Ambiente <strong>Stefania Prestigiacomo</strong>.<span id="more-7021"></span>Il Sindaco,<strong> Giuseppe Scopelliti</strong>, ha fatto gli onori di casa dando il benvenuto ai tanti autorevoli ospiti che hanno raggiunto lo Stretto per l’occasione.</p>
<div><strong>Scopelliti </strong>ha parlato delle potenzialità energetiche della Calabria e del Meridione d&#8217;Italia, &#8220;<em>le cui ricchezze naturali ne farebbero un luogo ideale dove produrre e sviluppare tecnologie energetiche d&#8217;avanguardia in tutti i campi, dall&#8217;eolico al solare, passando per il nucleare. Serve un progetto che finora è mancato</em>&#8220;.</div>
<div>Subito dopo <strong>Lella Golfo</strong>, presidente della Fondazione Marisa Bellisario, ha illustrato le linee guida del meeting: <em>&#8220;Non abbiamo scelto a caso il tema delle ’Energie Nuove’. L’ambiente, la sua salvaguardia, il su futuro e i cambiamenti climatici rappresentano questioni che non possono più attendere e che riguardano da vicino ognuno di noi. In particolare la nuova sfida del nucleare rappresenta un’opportunità per il nostro Paese. Oggi in Italia il nucleare è una parola difficile da pronunciare. Occorre uno sforzo divulgativo da parte di tutti per stabilire un equilibrio tra tutte le componenti sociali e farlo diventare un punto di condivisione&#8221;</em>.E’ intervento il pro rettore per la Ricerca e lo Sviluppo dell’Università ’La Sapienza’ di Roma, <strong>Luciano Caglioti</strong>: <em>&#8220;in un sistema globale basato soprattutto sullo sviluppo della tecnologia, l’Italia vive in una sorta di paradosso: l’Italiano medio utilizza oggetti di grande modernità e legati alla tecnologia ma si oppone alla diffusione di qualsiasi cosa riguardi il progresso tecnologico. Siamo in prima linea nell’opposizione al nucleare, alle centrali termoelettriche, ai gassificatori, agli elettrodotti, al carbone, alle dighe, agli OGM, alla variante di valico, al Mose, alla Tav, alle onde elettromagnetiche, all’industrializzazione dell’agricoltura ma troviamo normale fare largo impiego di apparecchiature elettriche, Tv, Dvd, telefonini, automobili, aeri, treni veloci, elettrodomestici, cibi precotti ecc. ecc. Il simbolo di questo atteggiamento è l’opposizione al nucleare che ci ha portato ad essere l’unico fra i Paesi industrializzati che non produce un solo kw/h con il processo di fissione nucleare, alla messa a punto del quale abbiamo robustamente contribuito con i nostri scenziati a via Panisperna. Paradosso nel paradosso, parliamo molto di effetto serra, cambiamenti climatici, buco dell’ozono e contrastiamo la fonte nucleare che è l’unica che produce elettricità senza emettere sostanze sgradite all’ambiente. E non ci si rende conto del fatto che ogni volta che si frena il progresso scientifico e tecnologico i nostri giovani vengono derubati di un pezzo di futuro hi-tech, di possibilità di lavoro competitivo, ricco, che non viene negati ai giovani di altri Paesi&#8221;</em>.
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Sindaco di Flamanville, <strong>Patrick Fauchon</strong>, ha raccontato l’esperienza della regione rurale del Cotentin, nella Normandia, dove la realtà di Flamaville e non solo si sviluppa da oltre quarant’anni in funzione a siti industriali nucleari con il consenso della popolazione locale. La città di Flamaville, infatti, dopo aver votato per l’installazione di una centrale nucleare più di trent’anni fa, nel 1975, si è candidata nel 2004 per accogliere la testa di serie Epr di rinnovmento del parco nucleare francese. <em>&#8220;Oggi Flamanville accoglie più di duemila operai impegnati nei lavori del cantiere per la costruzione dell’Epr. Quest’opportunità di attività economica che offre la possibilità di continuare a vivere e lavorare nel paese da più di due generazioni si è potuta realizzare solo costruendo progressivamente un processo d’informazione e di scambio tra tutte le parti coivolte, fissando le basi di accettazione del nucleare e la difesa permanente della necessità di informare la popolazione locale al fine di valutare vantaggi e inconvenienti del nucleare a ogni livello&#8221;</em>.</p>
<p>E’ intervenuto poi <strong>Piero Gnudi</strong>, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Enel: <em>&#8220;nel nucleare ci sarà spazio per tutta la filiera industriale italiana. Il ritorno del nucleare in Italia rappresenta un’opportunità unica per contribuire al rilancio dell’economia del nostro Paese creando posti di lavoro specializzati e sviluppando l’occupazione. Enel vuole coinvolgere le imprese nazionali nella filiera nucleare, individuando il necessario percorso di scouting e qualifica dell’indotto industriale italiano. La quota Enel del programma nucleare nazionale richiederà investimenti compresi tra i 16 e i 18 miliardi di euro. Un programma importante che avrà rilevanti ricadute nel contesto economico e occupazionale del Paese. Prima del referendum del 1987 l’Italia era in possesso di un’importante filiera nucleare. Se il nostro Paese tornerà al nucleare potremo ricostruire l’intero comparto permettendo all’industria italiana di partecipare tutta a questo nuovo rinascimento. Nel mondo si stanno costruendo 53 centrali nucleari in grado di produrre 47 mila milioni di megawatt. Un livello elevato, consistente che crea le condizioni affinchè tutti gli operatori abbiano le opportunità di potere lavorare. Il problema è però trovare le giuste sinergie. Le centrali nucleari non emettono Co2: se ipotizzassimo di sostituire 100 miliardi di kilowattori all’anno prodotti da centrali a ciclo combinato alimentate a gas con il nucleare, potremmo evitare l’immissione nell’atmosfera di circa 35 milioni di tonnellate di anidride carbonica l’anno, pari a circa l’8% del totale delle emissioni di Co2 in Italia, e pari a circa il 27% delle emissioni di anidride carbonica prodotte dalle centrali termoelettriche in Italia. In questa direzione è anche importante progredire nella tecnologia del sequestro della Co2, la cosiddetta carbon capture and storage (Ccs), una tecnologia innovativa che Enel è impegnata a sviluppare&#8221;</em>.</p>
<p>La giovane e bionda francese <strong>Cècile Maisonneuve</strong>, vice presidente dell’International Meetings dell’AREVA, ha spiegato che <em>&#8220;le nostre società si scontrano oggi con tre crisi strettamente collegate: quella economica, quella finanziaria e quella energetica. Non esiste un’unica soluzione, ma un ventaglio di risposte complementari. Oltre al miglioramento dell’efficienza energetica e della ricerca, s’impone lo sviluppo di tutte quelle fonti energetiche che non emettono gas serra: l’energia nucleare e le energie rinnovabili. E’ questa complementarietà tra il nucleare, come energia di base, e le rinnovabili, a uso sporadico, che è al centro della strategia di AREVA. Serve questo rinnovamento che deve avvenire in completa trasparenza e senza tabù&#8221;</em>.<br />
La <strong>Maisonneuve</strong>, a margine della sessione, ha dichiarato che &#8220;<em>proseguono le trattative tra Areva e Ansaldo sul nucleare in Italia. Stiamo discutendo, nulla è deciso. Siamo positivi, non ci sono particolari problemi</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Sergio Orlandi</strong>, direttore generale di Ansaldo Nucleare, ha detto che <em>&#8220;il referendum popolare del novembre 1987 ha bloccato in Italia la produzione di energia elettrica da fonte nucleare. Ma, grazie soprattutto al supporto del Gruppo Finmeccanica, allo scopo comunque di mantenere vive le competenze tecniche specifiche nell’ambito dell’ingegneria nucleare, è stato creato in quegli anni (nel 1989) un presidio, la Divisione Nucleare di Ansaldo Energia, che è stato investito della missione primaria di mantenere e sviluppare le conoscenze tecniche e gestionali nella progettazione e realizzazione degli impianti nucleari per la produzione di energia elettrica come pure nello sviluppo di nuove tecnologie mirate sia a rendere più sicuro il funzionamento degli impianti stessi, sia al trattamento e allo stoccaggio in sicurezza dei rifiuti nucleari. Si è lavorato per dare risposte convincenti ai quesiti generati dagli incidenti nucleari di Three Miles Island e Chernobyl. Ansaldo Nucleare ha sviluppato l’applicazione di tecnologie passive sugli impianti di terza generazione e con queste tecnologie, interamente sviluppate a Genova, attualmente sta partecipando alla costruzione di quattro impianti di una filiera Cinese. Ritengo effettivamente che il sistema industriale italiano, insieme con le sue maggiori Utilities, le nostre Università e i centri di Ricerca che mai hanno interrotto le attività di sviluppo nell’ingegneria sia della fissione che della fusione nucleare, sia pronto per ripartire nello scenario globale onde recitare un ruolo di primo piano, attivo e non di comparsa, nel nuovo Rinascimento Nucleare Internazionale&#8221;</em>.</p>
<p>Ha concluso i lavori di questa prima sessione <strong>Marta Ziakovà</strong>, presidente dell’Autorità per la regolazione del nucleare nella Repubblica Slovacca: <em>&#8220;La condizione fondamentale nell’uso dell’energia nucleare per scopi pacifici è quella di assicurare che l’impatto sulle persone, le proprietà e l’ambiente sia minimo e accettabile. E’ una responsabilità dello Stato assicurare questo principio. Perciò gli Stati che utilizzano l’energia nucleare devono prevedere una specifica autorità per la regolazione che possa supervisionare la sicurezza degli impianti nucleari. E’ così nella Repubblica Slovacca, dove abbiamo l’Authority per la regolazione del nucleare&#8221;</em>.</p>
<p>L’appuntamento per la seconda sessione, dedicata alle <strong>energie rinnovabili</strong> è per domani mattina a partire dalle <strong>09:30</strong> sempre all’<em>E’ Hotel</em> di Reggio Calabria. L’incontro sarà presentato da <strong>Safiria Leccese</strong>, giornalista parlamentare e conduttrice di Studio Aperto. E’ attesa la presenza del Presidente della Regione Calabria, <strong>Agazio Loiero</strong>, e la sessione sarà introdotta da <strong>Alessandra Goria</strong>, ricercatrice Senior della Fondazione Eni Enrico Mattei, e moderato dal vicedirettore dell’Agi <strong>Antonio Lucaroni</strong>.<br />
Parteciperanno alla sessione <strong>Leila Bahri</strong>, direttore esecutivo di Medrec, <strong>Wanda Ferro</strong>, presidente della Provincia di Catanzaro, <strong>Clara Poletti</strong>, direttore dell’IEFE, l’onorevole <strong>Ermete Relacci</strong>, presidente onorario di Legambiente, <strong>Paolo Scaroni</strong>, amministratore delegato dell’Eni, <strong>Antonio Pires Santos</strong> dell’Ibm Energy and Utilities Leader South Est Europe. Le conclusioni saranno affidate al Ministro dell’Ambiente <strong>Stefania Prestigiacomo</strong>.</p>
</div>
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