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Sansonetti anche stavolta non mi convince

Posted by peppecaridi su 6, agosto, 2011

di Giovanni Alvaro - E la seconda volta che non condivido le posizioni di Piero Sansonetti, Direttore di Calabria Ora, che per altro apprezzo sinceramente come giornalista sia per la scelta di ‘isolarsi’ nel profondo Sud accettando di dirigere un quotidiano calabrese, sia per l’acume politico e le proprie posizioni autonome chiaramente non vincolate a scelte di cordata ideologica. Stavolta non mi trova d’accordo la polemica sugli ultimi stanziamenti del Cipe, cosiddetto Piano per il Sud, che essendo appannaggio di imprese del Nord determinerebbero il ritorno al Nord di gran parte degli stessi. Mi sembra, infatti, una polemica da retroguardia, tutta tesa a dimostrare solo l’esistenza di un sud  colonizzato, perché i profitti anziché a imprese meridionali andrebbero altrove. Mi sembra per la verità una polemica fine a se stessa perché se è vero che i profitti che le imprese realizzeranno verranno incamerate da chi vincerà le gare d’appalto è pur vero che nel Sud rimarranno, comunque, i salari corrisposti alle maestranze impiegate nell’attività lavorativa, rimarrà anche quanto sarà speso per le materie prime (calce, cemento, bitume, ecc.), così come rimarranno le stesse opere che saranno realizzate per ridurre il gap esistente col resto del Paese e, forse, rimarrà anche lo stimolo a realizzare quell’associazionismo imprenditoriale che, pur importante, non è certamente fondamentale come elemento di rottura della dipendenza economica.

La rottura non si realizza perché l’Impresa aggiudicataria di un appalto è targata ‘Calabria’ o ‘Sicilia’ e non ha sede al Nord, e ciò soprattutto oggi che si vive nel cosiddetto villaggio globale, ma la rottura si realizza superando l’enorme divario, economico e infrastrutturale,  esistente tra le diverse aree del Paese. Se così non fosse ogni zona del pianeta dovrebbe vivere in autarchia, e non sarebbe ipotizzabile non solo l’appalto al Sud dell’Impregilo, ma nemmeno la partecipazione e la vincita della gara d’appalto della stessa Impregilo per l’allargamento del canale di Panama.

Altri sono i problemi che le scelte del Cipe, pur importanti, hanno evidenziato. Lo hanno rilevato i ‘Socialisti Uniti-PSIrimettendo l’accento sul Porto di Gioia Tauro, sul Corridoio 1, sulla SS Jonica 106 e sull’aeroporto di Lametia; lo ha fatto il Governatore Scopelliti, lo hanno fatto anche molti dirigenti politici, e ben ultimi gli stessi Sindacati condizionati, però, dalla loro scelta di ‘dare all’untore’ sempre e comunque e, quindi, poco credibili.

Ci associamo al coro positivo ed anche alle critiche, ma vogliamo mettere l’accento su quello che a noi sembra l’elemento più importante che può determinare la rottura di cui ha bisogno il profondo Sud. Parliamo dell’alta velocità che il Cipe, in questa fase, ha riservato solo alla tratta Napoli-Bari assecondando, almeno psicologicamente, un’ipotesi di ‘abbandono’ del Corridoio 1.

Senza l’alta velocità ferroviaria, verso Calabria e Sicilia, infatti, si determinano due gravissimi risultatil’isolamento di dette aree dal resto del Paese anche dai flussi turistici (mentre Milano-Roma lo si copre in 3 ore, Roma-Reggio, nella migliore delle ipotesi ha bisogno di 6/7 ore, mentre per Roma-Palermo è meglio non parlarne); e dall’altra si penalizza il Porto di Gioia Tauro che non può vivere di solo transhipment ma deve, per assolvere al proprio compito, essere collegato non alla semplice rete ferroviaria, ma alla rete dell’alta velocità. Lo stesso ragionamento vale per il Ponte sullo Stretto che senza l’alta velocità, però, è solo una bella meraviglia da contemplare.

La polemica del Direttore Sansonetti ci sembra quindi, come già detto, una polemica da retroguardia. Quella polemica si porterebbe a dire no a qualsiasi investimento al Sud se non ci fosse la garanzia che l’appalto venga vinto da Imprese meridionali. Ci sono già i verdi a dire sempre NO, evitiamo che a farlo siano anche cervelli non all’ammasso.

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6 Risposte to “Sansonetti anche stavolta non mi convince”

  1. mimmasuraci said

    nella fattispecie di cui qui si tratta io condivido la tesi di Sansonetti. E’ vero che siamo stati trattati,e lo siamo tuttora, come colonia; senza arrivare, però, a soluzioni estreme, che io d’altra parte sostengo, come la secessione di tutto il Meridione, secondo me sarebbe importantissimo se noi potessimo gestire in piena autonomia le nostre risorse, così si vedrebbe di che pasta siamo fatti, si vedrebbe la nostra nobilitate. E proprio noi tutti dovremmo metterci in gioco senza paure e senza servilismi, ma con l’orgoglio della nostra storia e delle nostre infinite capacità.
    Apprezzo Sansonetti perchè anche questa volta, secondo me, sa leggere i fatti ed ha il coraggio di andare controvento.

  2. debenedetto said

    prova

  3. Vanni said

    Cara Mimma, mi dispiace ma non riesco a capire cosa c’entra ‘la possibilità di gestione in piena autonomia le nostre risorse’. Ci si dimentica che non viviamo in regime separato ed autarchico e che, quindi, l’affidamento della esecuzione delle opere deve sottostare alle ‘regole’ non solo italiane ma anche europee che prevedono la partecipazione ai bandi di imprese extranazionali. Detta partecipazione è regolata dalle iscrizione delle imprese ad appositi albi per livello di capacità imprenditoriale ed economica.
    In Italia sono poche le imprese che possono partecipare a bandi milionari, figurarsi quante sono quelle in grado di partecipare a bandi miliardari. Spesso è necessario fare le cosiddette ATI (Associazioni Temporanee di Imprese).
    Per concludere: a che serve battersi per far restare il profitto nelle casse di Imprese calabresi e sostenere come fa Sansonetti che i soldi ‘formalmente’ arrivano in Calabria e in sostanza ritornano al Nord? Ci si dimentica che in loco rimangono i salari delle maestranze, quanrto si spende per le materie prime (calce, cemento, bitume, ecc.) e le opere stesse. Forse rimane anche lo stimolo a consociarsi e a finire d’essere solo imprese accattone.
    Per finire. Non mi aveva convinto per nulla Sansonetti, e mi dispiace che neanche gli assunti tuoi, cara Mimma, mi fsnno smuovere dasi miei convincimenti.

  4. mimmasuraci said

    Confrontarsi con gli altri, soprattutto quando l’altro è una persona come te, carissimo Giovanni, che stimo a prescindere per la serietà e la preparazione, è sempre per me stimolante, ma nella fattispecie ciò che dici non fa che confermare il fatto che noi, quelli del Sud, continuiamo ad essere colonia. Urta enormemente la mia sensibilità il fatto che noi siamo assuefatti a questa condizione e non vediamo via di uscita, che secondo me esiste proprio nelle risorse. In particolare quelle umane nel caso della realizzazione di grandi opere ci dovrebbero consentire di poter competere in maniera paritaria con tutte le altre imprese; a parte la considerazione che ci dovrebbe essere, in questo caso certo che sì, qualche privilegio legale per le imprese territoriali.

  5. debenedetto.v said

    Stanziamenti per il Sud Cipe 2011 Reggio cal,

    Discussione cuturale ALVARO-SANSONETTI, SURACI

    Il Sud ed in particolare Reggio, futura area Metropolitana non può rimanere in uno stato di sottosviluppo sofferente, di sudditanza verso nessuno.
    Il tema che intercorre tra i soggetti della discussione merita particolare attenzione e approfondimento che non può esaurirsi in una notizia stampa. Essa va analizzata e anche accarezzata in sede opportune che a <Reggio e nel sud non esistono. (strutture organizzative)
    Il Sansonetti ha ragione in quanto usa la razionalità (vede il periodo politico favorevole ma incerto)
    Lo Alvaro ha ragione perchè usa enfasi e passione e mi sembra che tutto fili liscio (politica Berlusconiana)

    La Suraci ha ragione in quanto conoscitrice del processo storico del Sud .cerca le verità Le sue posizioni e proposizioni vanno accolte, rivedute e corrette in un quadro di sviluppo di tutta l’area meridionale
    Ella segnala sostiene che ci si deve rendere autonomi e camminare con le proprie gambe con la quale posizione ,concordo pienamente ,
    In detta discussione ,ed in altre , sedi ed interventi, mancano elementi culturali di formazione dei giovani per una classe politico manageriale: priva dei quadri! Amministrativi tecnici finanziari economici ecc…
    Mi riservo di fornire qualche utile indicazioni in un prossimo commento in maniera più appropriata e con lungimiranza, rivolta ai giovani reggini per una Grande Reggio.
    Osservatorio romano dbv A tutti i lettori

  6. Vincenzo De Benedetto said

    SANSONETTI ANCHE STAVOLTA NON MI CONVINCE

    Stanziamenti del Cipe – Piano per il Sud.
    Posizioni: Sansonetti – Alvaro – Suraci

    La particolare attenzione da me dedicata allo studio del territorio di Reggio nel 1988, con la ricerca sulle CARATTERISTICHE STRUTTURALI DEL PROCESSO D’INDUSTRIALIZZAZIONE IN PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA nei centri superiori a 10 000 abitanti, e la documentazione in mio possesso inedita sugli avvenimenti del 1970, mi permettono d’inserirmi nel colloquio tra le Parti: SANSONETTI ALVARO-SURACI.L’articolista Alvaro, con enfasi,affronta non solo le problematiche della città di Reggio, ma in taluni servizi anche i momenti politici attraversati dall’Italia.Ricordando che, allo stato attuale, Reggio beneficia del supporto di una politica di centrodestra,è di oggi la notizia dei finanziamenti elargiti dal Governo per gli investimenti in Calabria. Il momento favorevole per l’usufruibilità degli stazionamenti in Reggio durerà fintanto che la Padania lo permetta, e che perduri la normale situazione politica ed economica vigente (cosa auspicabile).
    Gli stanziamenti sono tanti, tanti, tanti, e fa piacere prendere conoscenza sia dei progetti formulati che delle cifre stanziate per la città, cose che i reggini avrebbero voluto da sempre al centro del dibattito politico. Per amministrare e trasformare questi stanziamenti in attività o opere pubbliche, dovrebbe esistere una organismo,che concretizzasse quanto deliberato, e tutto un mondo culturale per la realizzazione.Ma la realizzazione di questo organismo si intravede solo in lontananza, poiché ci vorrebbero 3/4 anni prima che abbia inizio questa operazione, per poi avviare i lavori dei progetti già definiti.Si fa osservare che nell’articolo non viene menzionato alcun intervento produttivo nell’occupazione ordinaria, come se i finanziamenti straordinari fossero sufficienti per rendere produttivo in modo continuato il territorio. In merito al dualismo tra Sansonetti e il giornalista Alvaro, Sansonetti osserva gli avvenimenti in modo razionale e non esaltante, al contrario di Alvaro. In questo dialogo di cifre, di affari, di interessi, s’inserisce la Dott/ssa Suraci, profonda conoscitrice della questione Meridionale, che relaziona autorevolmente su quanto riportato da Carlo Alianello in. LA CONQUISTA DEL SUD. Quest’opera è di grande rilievo storico per l’analisi sul processo evoluivo del Sud,rimasto fermo alla conquista piemontese e che subisce un continuo depauperamento in ogni settore.
    La Suraci,con la sua arguzia e lungimiranza,ha ragione nel dire “questo denaro amministriamolo da noi gente del Sud”. Bene Dottoressa Suraci,condivido pienamente il suo postulato,ma si ricordi che al Sud, e a Reggio in particolare, mancano un mondo finanziario, il supporto tecnologico, la struttura economica, la stampa, una Banca di riferimento etc…..
    Quindi ci si deve rivolgere a “ditte”,con una esperienza specifica,di provenienza forestiera, esotica.
    I tempi di costruzione di un impianto, una ferrovia non possono durare 20 o 30 anni. In uno-due anni l’opera deve essere completata (esperienza francese).
    Per condurre un tale programma, gentilissima Dott/ssa Suraci,è necessaria una organizzazione che in Calabria e nel Sud manca. Ricordo ai politici e anche a Lei, che io pongo da anni in modo dettagliato, alle personalità del mondo culturale reggino, il problema della formazione di una scuola politico manageriale per i giovani,senza ricevere alcuna attenzione,ma forse una risata (non da parte sua ma dei politici, in cui è mancata persino… il buonsenso a rispondere).Ancora insisto e persisto nel segnalare un tale utile,urgente e improrogabile intervento a beneficio dei giovani del sud e dell’intera area metropolitana in formazione, ai quali si deve impartire un nuovo modello di vita in considerazione degli ultimi avvenimenti economici mondiali. E’ mio convincimento che sia necessario acquisire dei nuovi modelli antropologici, in quanto i mercati della produzione sono ”saturi”,quindi privi di acquirenti,e il calo della produzione determina disoccupazione, sottomercato,crisi.

    Come intervenire?Su quale elementi si deve agire?
    Ritengo sia utile approfondire la storia dell’antropologia del vivere dell’uomo,in cui anche lo spirito concorre (e deve concorrere) ai cambiamenti. Forse è ciò che ancora non è stato avvertito da quella parte culturale,etica,sociale ecc.. che rimane silenziosa per non trovarsi coinvolta nella mischia, mentre dovrebbe uscire allo scoperto,con la sua autorevolezza, per suggerire una modifica del modo di vivere. Per rendere più interessante ai lettori tutta la problematica trattata dal dott Alvaro, mi permetto di segnalare una serie di domande sorte nel sottoscritto nel relazionarsi con il territorio.
    1)Quanti operatori economici hanno 2-3 milioni di euro in tasca per affrontare e condurre i progetti finalizzati?
    2)Quanti all’Ufficio delle Entrate evidenziano un patrimonio di decine di milioni di euro?
    3)Quanti (e dove) sono gli impianti tecnologici produttivi cantierizzati?
    4)Quante difficoltà ambientali incontrerebbero gli operatori locali?
    5)Quanti manager darebbero la loro disponibilità di trasferirsi al Sud?

    Tutti questi sono aspetti e processi d’analizzare,studiare,approfondire,discutere al di fuori delle Università, al fine di creare il concorso fra le diverse competenze in un giro difficile da amministrare, ma virtuoso in quanto darà,porterà il seme del domani. Quindi facciamo le opere,arrancando, ma provvediamo a costruire una scuola ed una classe politico-manageriale per uscire da questa atavica soggezione di servilismo verso il Nord. E’ possibile che a Reggio non si pensi alla promozione di una classe Manageriale per UNA GRANDE REGGIO? Come si affronteranno i problemi dell’era metropolitana,se non si hanno quadri dirigenziali ad alta specializzazione?Ecco, se non si provvederà a ciò, cari miei concittadini, si rimarrà in un limbo indefinito, anomalo,e pertanto le menti del Sud continueranno a trasferirsi al servizio di altre regioni più attente ed avvedute. Quanto riportato ne “LA CONQUISTA DEL SUD” di Carlo ALIANELLO in merito alle conferenze,in cammino verso un Europa nuova e verso la conquista dell’area mediterranea.attività del politico meridionale e al comportamento delle popolazioni, risulta di evidente attualità. Un richiamo alla classe culturale dormiente:non più circoli culturali vuoti di significato, ma attivi,con spazi,aree attrezzate per dibattiti e conferenze,in cammino verso la conquista dell’area del Mediterraneo.

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