LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Accordo tra l’Italia e il Sudafrica su energia e riduzione di Co2

Pubblicato da peppecaridi su 24, aprile, 2009

http://www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/2078/foto/Taranto_Priolo.jpghttp://www.meteoweb.it/di Aldo Mantineohttp://www.gazzettadelsud.it/ – Al summit di Siracusa che oggi consuma nei suggestivi spazi del Castello Maniace l’atto conclusivo dopo tre giorni di dibattito e confronto sulle principali emergenze ambientali, ieri – sessioni di lavoro sulla biodiversità tutte rigorosamente off limits per cronisti e telecamere – è stato il momento degli Stati Uniti. E gli Usa non c’è dubbio che per quel che rappresentano sono uno dei “motori” di questo processo di alleanza tra Nord e Sud del mondo che si vuol mettere in moto, idea rilanciata proprio da Siracusa, per uno sviluppo globale che sia compatibile con le tante emergenze ambientali.  Così ieri sera Lisa Jackson, responsabile dell’Agenzia americana per la protezione dell’ambiente (Epa) in una conferenza stampa ha spiegato che per gli Stati Uniti gli obiettivi sono «energia pulita ed efficienza energetica. Il presidente Obama e il suo staff sono concordi che possiamo raggiungere questi obiettivi e affrontare le sfide». Inevitabilmente il discorso è scivolato anche sul piano energetico. «C’è un futuro per il nucleare secondo il presidente Obama – ha aggiunto Lisa Jackson – ma c’è da affrontare e risolvere il problema delle scorie, dei rifiuti nucleari che non è ancora chiuso», questione comunque che non impedisce di considerare il nucleare presente nello sviluppo ecologico. Ma sono temi ancora da affrontare».
Ed è stata la stessa Lisa Jackson a fornire in serata le prime indicazioni sullo stato del “negoziato” per la sottoscrizione della “Carta di Siracusa” sulla biodiversità che dovrebbe vedere la luce oggi dopo che nel pomeriggio nel corso di un brevissimo briefing con la stampa il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo aveva parlato di «un confronto aperto». «Sull’adattamento ai cambiamenti climatici, rispetto al ripristino degli ecosistemi, c’era concordia ma su altri temi non si è ancora trovato l’accordo – ha chiosato la responsabile dell’Epa –. C’è stata un’ampia discussione ma io non ero presente».
Il processo di elaborazione della “Carta di Siracusa” sulla biodiversità, ieri è parso aver subito un rallentamento per via di alcuni protocolli sottoscritti in precedenza. A tenere banco, in particolare, la rivendicazione del Brasile che sembra aver richiesto proprio agli Stati Uniti il riconoscimento di un articolo di un accordo siglato in precedenza. I Paesi in via di sviluppo, avendo un grande patrimonio di biodiversità, chiedono di vedere riconosciuto questo valore: a cominciare dal Brasile che chiede garanzie per la foresta Amazzonica.
La seconda giornata del summit mondiale dell’Ambiente è stata comunque anche quella della sottoscrizione di una nuova intesa che vede protagonista sul fronte del recupero dell’efficenza energetica e della difesa dell’ambiente l’Italia. In particolare il ministro Prestigiacomo ed il suo omologo sudafricano Marthinus Van Schalkwyk hanno firmato ieri a conclusione di una conferenza stampa-lampo un accordo quadro giuridico tra i due Paesi che prevede cooperazione in termini di progetti di efficienza energetica e di riduzione di Co2. «Abbiamo già esperienza come Italia in questo campo – ha commentato il ministro Prestigiacomo -. Sono tantissimi i progetti che svolgiamo all’estero, nei Paesi in via di sviluppo. È, insomma, una buona occasione questa di oggi qui al G8 Ambiente di sottoscrivere un accordo che ci darà già dalle prossime settimane la possibilità di metterci al lavoro e di individuare le iniziative più efficaci ed utili per aiutare il Sudafrica». «Per noi – ha spiegato il ministro sudafricano – sono due gli obiettivi principali: migliorare la possibilità di adeguarsi ai cambiamenti climatici e sviluppare le energie rinnovabili. Il Sudafrica registra gravi danni a ovest mentre nella zona orientale ci sono precipitazioni sempre più intense. Rischiamo di perdere il 20 per cento di produzione di mais – ha concluso il ministro sudafricano – e per noi è una grave minaccia mentre il 92 per cento dell’energia è generata dal carbone».

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