LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Cosa accadrebbe oggi nelle varie aree d’Italia in caso di terremoto? Non dimentichiamo lo sgomento di queste ore; facciamone tesoro

Posted by peppecaridi su 8, aprile, 2009

http://www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/1782/foto/terremoto.jpgL’Italia in queste ore sta dando il meglio di sè: gare di solidarietà, aiuti, donazioni di sangue ancor prima che di soldi, offerte di ospitalità, sottoscrizioni, volontari che da ogni angolo del Paese si sono precipitati a L’Aquila per dare una mano alla popolazione colpita dal sisma e anche chi non ha fatto sentire in modo diretto il proprio contributo, dentro di sè è profondamente colpito da quanto accaduto negli ultimi giorni.

Ci troviamo di fronte alla calamità naturale più devastante, per il nostro Paese, di questo nuovo giovane millennio e la sofferenza dei cittadini Abruzzesi, che piangono 260 morti, non può assolutamente passare inosservata.
Siamo un Paese che nelle peggiori tragedie, nelle disgrazie più gravi sa unirsi: i pianti degli Abruzzesi sono pianti di nostri fratelli.
Così come siamo bravi, però, a dare il nostro meglio proprio in momenti così drammatici e struggendi, poi però siamo anche i migliori in assoluto a dimenticarcene: siamo bravissimi a mettere da parte il passato e a non fare tesoro degli insegnamenti della storia.

Gran parte del nostro Paese sorge su un territorio ad elevatissimo rischio sismico: dal nord/est a tutta la dorsale Appenninica fino alla quasi totalità della Calabria e alla Sicilia orientale.

I terremoti hanno scandito la storia millenaria della penisola in cui viviamo tanto che ormai ci sentiamo un pò tutti “terremotati” nel Dna, vuoi per motivi storici o, spesso e volentieri, per esperienze di vita.

Dopo aver fatto chiarezza sulla questione della prevedibilità dei terremoti, spiegando che in realtà Giuliani non aveva previsto il sisma che poi s’è verificato e approfondendo il tema degli studi scentifici sul gas Radon come segnale precursore dei terremoti, dobbiamo assolutamente abbandonare le sterili polemiche che in questi giorni hanno monopolizzato l’attenzione mediatica: oggi non è possibile prevederli, e quindi da questo punto di vista non possiamo individuare colpevoli nè prendercela con qualcuno.

Siamo costretti, però, a segnalare altri tipi di ’stranezze’, altri tipi di problematiche che senza dubbio hanno dei colpevoli, seppur difficilmente individuabili: il vero problema dell’Italia che crolla sotto i colpi dei terremoti non è tanto quello della prevedibilità, ma quello dell’edilizia.
In nessun Paese del mondo, infatti, sono in grado di prevedere i terremoti e se, in altre aree del Pianeta, un sisma come quello che sta devastando l’Abruzzo non avrebbe fatto neanche il solletico, allora ci sono altri motivi che ci devono indurre a riflettere in modo molto serio e attento.

Alessandro Martelli, docente di “costruzioni in zona sismica” all’università di Ferrara, dirigente della sezione “prevenzione rischi naturali” all’Enea e presidente dell’Associazione nazionale di ingegneria sismica, ha dichiarato che “in Giappone un terremoto come quello dell’Aquila non sarebbe neanche finito sul giornale”. E, come in Giappone, anche negli Stati Uniti d’America e in Nuova Zelanda, Paesi con molte aree ad alto rischio sismico come l’Italia, non ci sarebbero stati nè crolli, nè tantomeno morti e feriti.

Ai Giapponesi, agli Statunitensi e ai NeoZelandesi della prevedibilità dei terremoti non gliene frega niente: loro non hanno questo problema. Anzi, quando la terra trema gli sembra quasi di essere in discoteca, e si divertono pure, anche perchè sanno che non gli può succedere nulla di male.

“Se si adottano tutte le tecniche dell’ingegneria antisismica, non esiste un terremoto in grado di far crollare un palazzo”: è il parere di Rui Pinho, docente di meccanica strutturale all’università di Pavia e responsabile del settore rischio sismico all’European Centre for training and research in earthquake engineering.

E noi, in Italia, che facciamo? Anzichè preoccuparci dell’edilizia antisismica, ci preoccupiamo di chiedere le dimissioni di Bertolaso e di esaltare un tale Giuliani che avrebbe scoperto un fantomatico modo per prevedere i terremoti (liberandoci così dal problema di costruire in modo antisismico, perchè tanto se lo sappiamo prima possiamo scappare di casa e salvarci anche se poi la casa crollerà!).

In realtà anche in Italia dovremmo portare avanti le regole antisismiche che in modo molto ferreo e rigido sono applicate in Giappone, negli U.S.A. e in Nuova Zelanda.
Le costruzioni antisismiche le conosciamo bene, tanto che proprio i nostri scenziati del Cnr sono all’avanguardia nella progettazione e nella realizzazione di edifici resistenti a terremoti fino al 7,2° della scala Richter!

Gli edifici antisismici sono composti dai cuscinetti antisismici disposti alla base degli edifici, dall’uso di acciai molto più elastici del normale, da una fibra di carbonio che avvolge i pilastri e li rende più resistenti alle fratture, da apparecchi detti “dissipatori” che assomigliano agli ammortizzatori di un auto e vengono disposti tra un piano e l’altro degli edifici più a rischio, dall’uso di travi in legno (materiale elastico e deformabile) che aumenta la resistenza delle costruzioni e dal cemento armato rinforzato nei pilastri verticali, che impedisce il crollo dell’edificio.

Non è fantascienza, anzi sono stati gli Italiani a progettare per primi questo tipo di strutture e a venderne i brevetti agli altri Paesi del mondo che hanno voluto dotarsi di questi accorgimenti.

Nelle nostre Regioni, com’è la situazione?
Per capirlo, abbiamo provato a reperire un censimento degli edifici antisismici, per notare innanzitutto cosa si intende per “antisismico” e per reperire poi la percentuale di costruzioni realizzate con queste norma rispetto alla totalità di edifici esistenti.
Dopo molti sforzi, abbiamo scoperto che il censimento esiste ed è in mano alla Protezione Civile.
Ma è considerato tra quei ’dati sensibili’ che non possono essere resi pubblici. “Divulgarlo potrebbe generare paure ingiustificate tra la popolazione” spiega sempre il prof. Rui Pinho.
Ma siamo sicuri che quelle paure della popolazione sarebbero poi così “ingiustificate” ?

Alla luce di quanto accade ogni volta che si verifica un terremoto, sono invece paure assolutamente comprensibili e condivisibili.

Nello Stretto di Messina, ad esempio, nelle città che hanno celebrato pochissimi mesi fa il centenario di uno dei fenomeni tellurici più violenti dell’intera storia d’Italia, siamo pronti ad affrontare un eventuale nuovo sisma?
Quali palazzi di Reggio e di Messina rimarrebbero in piedi, e quanti crollerebbero? Quante persone morirebbero sotto le macerie?

Nello Stretto, come in tutte le altre aree ad alto rischio sismico del Paese, bisogna essere doppiamente colpiti da quanto sta accadendo in Abruzzo perchè è bene che ognuno abbia coscienza di quant’è alto il rischio di fenomeni sismici simili, o anche più violenti.

Oltre alla responsabilità di enti e istituzioni, che dovrebbero assolutamente far verificare lo stato delle costruzioni pubbliche e far rispettare ai costruttori privati le normative vigenti (*), ognuno di noi s’è mai interrogato sull’antisismicità del palazzo in cui vive ?

Se non parte dalla popolazione la voglia di mettersi al sicuro, non se la si può prendere, poi, sempre con le solite ’figure franche’: il Sindaco, il Presidente della Provincia, il Presidente della Regione, il Governo, la ’classe dirigente’ in genere sono facili bersagli in queste circostanze.

Noi cittadini abbiamo la cultura e la sensibilità a questo tipo di tematiche?
Noi cittadini, oggi afflitti per i nostri fratelli Abruzzesi, quando domani sarà passato lo sgomento per la tragedia di L’Aquila, dimenticheremo di nuovo tutto come abbiamo fatto dopo il Friuli, dopo l’Irpinia, dopo l’Umbria, dopo San Giuliano di Puglia oppure questa sarà la volta buona che ci rimboccheremo le maniche iniziando ad imporci di vivere solo ed esclusivamente in costruzioni che rispettano le normative antisismiche ?

Il nostro Paese ha assoluta esigenza che, giunti a questo punto, anche la magistratura si occupi della questione interessandosi dei catasti e dei cantieri, magari usufruendo dell’aiuto dei vari assessorati all’urbanistica delle Regioni e delle sovrintendenze.

Ma, al tempo stesso, ha bisogno di una nuova coscienza e una nuova cultura popolare.
Quella della prevenzione.

* Secondo il prof. Pinho, l’Italia “ha una normativa antisismica all’avanguardia internazionale. Il problema è che non viene applicata”. Se così fosse davvero, non avremmo avuto il pensiero di inserire quest’asterisco nel testo dell’articolo e di approfondire l’argomento delle normative vigenti. In realtà c’è chi non è d’accordo con Pinho: Alessandro De Stefano, professore di progettazione di strutture antisismiche al politecnico di Torino, che spiega quanto la normativa antisismica nel nostro Paese sia “confusa, figlia di un conflitto tra diverse istituzioni e della resistenza dei costruttori”.
In quel caso sarebbe giunto il momento di rifondarla daccapo.

http://www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/1782/foto_appr1/casa1.jpg
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7 Risposte to “Cosa accadrebbe oggi nelle varie aree d’Italia in caso di terremoto? Non dimentichiamo lo sgomento di queste ore; facciamone tesoro”

  1. Danilo said

    Il problema è che il semplice cittadino purtroppo non ha gli strumenti per capire se il costruttore sta rispettando le norme oppure no, se sta utilizzando i materiali nelle giuste quantità o se il progetto quantomeno è compatibile con il livello di rischio della propria zona.

    In teoria credo che dovrebbero essere gli uffici tecnici del Comune a:
    1) effettuare il controllo progettuale in sede di rilascio della concessione edilizia
    2) controllare la regola d’arte dei lavori

    La vergogna è che (per colpe gravissime della politica e dei cittadini) l’edilizia gode da sempre in Italia di una sorta di immunità da controlli da parte delle autorità preposte (quasi sempre perchè bisogna creare “sviluppo”).

    Non vengono controllati i progetti, non vengono controllati i cantieri, non vengono rispettate le più elementari norme di sicurezza e spesso si utilizza manodopera in nero, spessissimo clandestini senza nè arte, nè parte che non distinguono le differenze fra una struttura in cemento armato o solo in mattoni

    Aggiungiamo anche i vari condoni edilizi che sanano (senza alcun controllo reale) solo fiscalmente (giusto per fare un po’ di cassa) edilizia spropositata, scriteriata e folle.
    Si è legalizzata la costruzione di case su letti di torrenti, si è continuato a ricostruire laddove la natura ha distrutto decine di volte e sempre con il bene placido dello Stato.

    Per quanto riguarda Reggio, mi preme sottolineare che in una delle zone più sismiche del mondo con la solita presunzione dell’essere umano che a tutti i costi vuole sovrastare la natura, andremo a costruire un’opera colossale (il Ponte) utilizzando un progetto stravecchio (progettazione terminata nel 1993 dopo circa 20 anni) e discutibilissimo (visti i progressi tecnoligici degli ultimi 35 anni)

    Non voglio nemmeno immaginare cosa succederebbe da noi se dovesse riaccadere un terremoto con intensità simile a quello del 1908 (7,1 gradi della scala Richter)
    Se il Ponte anche dovesse resistere, servirebbe a collegare (visto lo stato disastroso dell’edilizia di Reggio e Messina) due cimiteri.

  2. Vorrei spendere un paio di righe su questo argomento replicando all’amico che ha scritto…
    Chi può garantire che i materiali adoperati per la costruzione possano durare a lungo e che non siano deteriorabili? Nessuno, anche se vengono effettuati test sulla consistenza dei materiali ecc…
    Chi progetta dovrebbe seguire delle regole, solitamente non le segue mai…molti progetti vengono apposta rimandati alle autorità competenti (procura della repubblica) per incompetenza nell’applicazione delle Leggi…sono spesso i Tecnici preposti a fare questi errori, soprattutto in Calabria o quando sono Tecnici “del copia incolla”…
    I progetti per tua informazione vengono CONTROLLATI ed a volte bocciati…non a caso ogni anno si eseguono dei sorteggi a campione e vengono proposti CONTROLLI ADEGUATI…questo prevede la legge sulla SISMICA…
    Personalmente sono contrario ai condoni edilizi…per me andrebbe demolito tutto quello che è stato condonato…
    Il Ponte sullo Stretto è una struttura altamente tecnologica, ve ne sono altri più grossi ed importanti nel mondo, in zone altamente più sismiche della nostra area dello Stretto…
    Augurati di non dover mai scappare di casa durante la notte per un terremoto che nessuno può PREVEDERE…

  3. mimmasuraci said

    in Italia è sempre più diffusa la politica delle chiacchiere, per cui si parla troppo per concludere nulla. Se ognuno di noi pensasse di fare seriamente il proprio mestiere vivremmo tutti meglio. Questa polemica sul Ponte, poi, è qualcosa di incomprensibile e dimostra la nostra mancanza di cultura. Ulisse naufrago costruisce zattera, tavolo e quanto gli possa servire per sopravvivere; Ulisse spinge i compagni di viaggio timorosi dell’ ignoto a “seguir virtute e conoscenza” e sfidare i confini conosciuti. Ulisse è simbolo di un uomo attore e artefice del proprio destino. Oggi, negli anni duemila, preferiamo sentirci oggetti e subire arroccandoci al passato e restandoci incartati senza futuro e senza speranza.Questo atteggiamento ci porta ad aver paura anche di costruire sullo Stretto un’ opera come il Ponte che in altre parti del mondo ammiriamo estasiati.Inoltre abbiamo la capacità, unicamente italiana, di ricondurre malamente ogni problema ad antagonismo politico, salvo poi celebrare la Costituzione come un totem a rappresentare un popolo che non c’è.

  4. ciao io ho una forte sensatività ,ti confido che il terremoto toccherà anche la TUNISIA e la GRECIA la sicilia avvertirà il terremoto uniformemente variando la scal amercalli di pochi gradi prevedo una scossadi magnitudo 6 a PALERMO TRAPANI E CATANIA entro il mese di luglio

  5. mi chiedo se i nostri capi di stato ci avvertirebbero in caso di di possibilità di terremoto, soprattutto in una grande città cone roma. premerebbe loro più non creare panico, quando con ampia possibilità di tempo le persone potrebbero mettersi in salvo, o ridurre il pericolo per le persone? Staremo a vedere quanti parlamentari in entrambi le camere saranno al lavoro la prossima settimana o se troverannno scuse plausibili??? per rinviare le sedute. Spero proprio che le sane coscienze li guidi nell’operare per il bene di tutti.

  6. spero che i nostri capi di stato, in caso di pericolo, non nascondano la scelta di salvezza per i molti dietro la falsa opinione del panico che si potrebbe creare, basta agire con doveroso tempo alle prime avvisaglie e organizzando gli spostamenti. A proposito qualcuno a mai pensato ad un piano di esodo o fuga in caso di terreomto come si dice potrebbe esserci a roma, o di roma preoccupa solo la poltrona nelle vari camere del governo? Che sia la giustizia e il buon senso a guidarli e a guidarci. Tutti abbiamo il diritto di salvarci.

  7. spero che i nostri capi di stato, in caso di pericolo, non nascondano la scelta di salvezza per i molti dietro la falsa opinione del panico che si potrebbe creare, basta agire con doveroso tempo alle prime avvisaglie e organizzando gli spostamenti. A proposito qualcuno ha mai pensato ad un piano di esodo o fuga in caso di terreomto come si dice potrebbe esserci a roma, o di roma preoccupa solo la poltrona nelle vari camere del governo? Che sia la giustizia e il buon senso a guidarli e a guidarci. Tutti abbiamo il diritto di salvarci.

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