Reggina, adesso si fa sul serio: il punto
Pubblicato da peppecaridi su 4, Dicembre, 2008

Corradi lotta sotto la neve contro la retroguardia bianconera
Smaltita l’ennesima batosta in trasferta, la Reggina lavora intensamente per preparare la sfida-salvezza di domenica quando al Granillo riceverà il Bologna di Siniša Mihajlović e di un ritrovato Marco Di Vaio (8 gol in stagione). La retroguardia amaranto, con 28 reti al passivo, è la più perforata del campionato ed è quindi tempo di analisi soprattutto in merito alle debacle fuori dalle mura amiche.
ANALISI – 4-0 con Juventus e Genoa, 3-0 con Napoli, Fiorentina e Roma: 17 su 28 dei gol subiti sono stati incassati nelle cinque trasferte sopra citate. Nelle accuse fatte alla squadra, e in modo particolare ai giocatori, spesso si dimentica la caratura delle formazioni avversarie (tutte e cinque sono grandi del campionato, con le quali nessuno avrà vita facile) e soprattutto l’andamento delle singole gare e la prestazione della squadra nel suo complesso. Troppo spesso distaccati dall’attenzione alla partita, tifosi e purtroppo a volte anche pseudo-giornalisti giudicano e criticano i giocatori, l’allenatore e la società attaccandosi solo ed esclusivamente al risultato. Fermo restando che cinque sconfitte di questa pesantezza in appena tre mesi di campionato segnano delle evidenti lacune della Reggina, bisogna capire che tipo di lacune sono se poi la squadra vince 0-1 a Udine, se la gioca fino alla fine a Palermo dove perde 1-0, rischia di espugnare il Bentegodi dove viene sconfitta con molta sfortuna per 2-1, e soprattutto all’interno del Granillo mantiene un ruolino di marcia da coppa Uefa (otto punti in sei partite) uscendo battuta, comunque con grande dignità e con orgoglio, dalle due “strisciate” milanesi. Evidentemente i problemi delle “mazzate” di Napoli, Roma, Firenze, Torino e Genova sono dovute più che altro ad aspetti caratteriali che tecnico/tattici, perchè è evidente che questa squadra tende spesso a sfaldarsi e disunirsi dopo aver subito il primo gol, senza dimostrare grandi reazioni. Anche se non bisogna fare di tutta l’erba un fascio: ogni partita ha una storia a sè ed è condizionata dagli episodi. A Genova, ad esempio, la Reggina aveva messo sotto i padroni di casa sempre vincenti tra le mura amiche fino a quel momento ed è riuscita a chiudere sullo 0-0 il primo tempo recriminando per alcune occasioni mancate. Anche per i telecronisti Sky avrebbe “meritato il vantaggio” ma purtroppo l’espulsione di Andrea Costa ha poi condizionato la ripresa. A Firenze la squadra ha reagito al gol del vantaggio viola fino a pochi minuti dal termine, quando in quattro e quattr’otto è capitolata ad Alberto Gilardino. A Torino contro la Juventus comunque i giocatori hanno dimostrato una certa reazione, nonostante le pessime condizioni del terreno di gioco, sia dopo lo svantaggio dovuto alla rete di Camoranesi che dopo il raddoppio di Amauri. Addirittura se non fosse stato per la traversa, Santos avrebbe pareggiato sull’1-1 e rimesso in equilibrio la gara pochissimi minuti dopo il vantaggio bianconero. A Roma i goal sono arrivati, con grandi prodezze di Panucci e Aquilani allo scadere del primo tempo e all’inizio della ripresa, tagliando le gambe degli amaranto. Quella di Napoli è stata l’unica vera brutta figura della stagione Reggina fino a questo momento, e bisogna comunque considerare che quello era il miglior periodo dei partenopei, che in quella gara sotto i colpi di Hamsik, Lavezzi e Denis, schiantarono subito la Reggina.

Siniša Mihajlović: pensieri e preoccupazioni della Reggina in vista della partita di domenica sono tutte per lui. Quattro 1-1 da quand'è nella panchina del Bologna.
EFFETTO “GRANILLO” – Tra le mura amiche è tutta un’altra storia. La Reggina ha saputo sempre interpretare bene le gare che il calendario ha posto di fronte, domenica dopo domenica. Ha sempre dimostrato un gioco brillante e vivace, eccezion fatta per l’opaca prestazione contro il Lecce quando comunque arrivò la prima vittoria (2-0) che zittì critici e scettici, al solito preoccupati solo del risultato e non della prestazione. Sfortunata, e penalizzata dalla gestione arbitrale delle partite contro Catania e Torino (due 1-1), senz’appello la trionfante vittoria contro l’Atalanta e commoventi le prestazioni contro Milan (1-2) e Inter (2-3) da vera provinciale, con le palle, tanto cuore e gran dignità. Adesso arriva il doppio turno casalingo, in una settimana la Reggina ospiterà Bologna e Sampdoria e spera di fare bottino pieno o, comunque, di mettere in saccoccia quei 4 punti che servirebbero per guardare con maggior tranquillità alle ultime giornate del girone d’andata.

Walter Zenga, per confermare il Catania nella prima metà della partita dovrà fare grandi imprese nelle prossime difficilissime partite
LOTTA SALVEZZA - Mancano cinque giornate al termine del girone d’andata. La Reggina, dopo aver ospitato Bologna e Sampdoria, andrà a Cagliari, tornerà al Granillo per affrontare la Lazio di Zarate, Pandev e dell’ex indimenticato Pasquale Foggia arrivando al giro di boa nell’anticipo previsto per sabato 17 gennaio a Siena. Cinque partite con tre scontri diretti per la salvezza (le trasferte di Siena e Cagliari e la sfida imminente col Bologna) e due partite casalinghe contro le temibili Sampdoria e Lazio. Un calendario non certo impossibile di fronte a quegli 11 punti in campionato, frutto di un’urna sfortunata e di aver già disputato le partite (tutte perse) contro Inter, Milan, Juve, Napoli, Fiorentina, Roma. Se ci aggiungiamo Udinese, Palermo, Atalanta e Catania, la Reggina ha già giocato contro tutte le squadre della prima metà della classifica tranne la Lazio. Il Catania, ad esempio, che con i suoi 22 punti (il doppio della Reggina) naviga nelle posizioni che hanno odore d’europa, in queste cinque gare dovrà giocare in trasferta contro Milan, Napoli e Fiorentina, e dovrà ospitare la Roma e il Bologna. Difficile anche il calendario del Chievo, che dovrà vedersela a Verona con Roma, Genoa e Napoli, e che in trasferta andrà a Bologna e Milano con l’Inter.Il Bologna è la squadra che ha più scontri diretti in assoluto: Reggina, Torino, Lecce, Chievo e Catania in queste cinque partite che separano i rossoblù dalla fine del girone d’andata. Anche il Siena ha un calendario molto più difficile rispetto a Reggina e Bologna. I toscani dovranno giocare contro Napoli, Palermo e Juventus fuori casa, e in casa ospiteranno Inter e, appunto, Reggina. Per il Lecce all’orizzonte le sfide con Juventus, Bologna e Genoa al Via del Mare in terra salentina, e le proibitive trasferte di Napoli e Firenze. Dura anche per il Cagliari: ospiterà Palermo, Reggina e Udinese, ma fuori casa giocherà contro Roma e Inter. Per il Torino trasferte a Bologna e Genoa, in casa sfide con Fiorentina, Napoli e Roma, un calendario altrettanto duro. Insomma, la lunga classifica tra le otto squadre che lotteranno fino alla fine per la retrocessione che oggi vede il Catania a 22,il Siena a 19, il Cagliari a 17, il Lecce a 13, il Torino a 12, la Reggina a 11, il Bologna a 10 e il Chievo a 9 è destinata ad accorciarsi notevolmente entro la fine del girone d’andata, quando tutte le squadre avranno affrontato una volta ciascuna ogni altra compagine della serie A.

Rolando Bianchi in amaranto ha vissuto la stagione più bella della carriera (18 gol in serie A)
MERCATO - Sono, intanto, già serrate le trattative per il mercato di Gennaio, non solo per le grandi squadre anzi proprio le piccole che sono con l’acqua alla gola cercheranno di rinforzare il proprio organico. Pazzini è nell’orbita di Torino o forse Bologna, mentre il presidente Foti della Reggina ha dichiarato di voler portare a Casa Sant’Agata un difensore e un attaccante. Chi sarà mai? Corradi non soddisfa quanto ci si attendeva: nonostante i 6 gol (di cui tre su rigore, uno su deviazione e due in mischia su calci piazzati) ultimamente va spesso in panchina, specie in trasferta, e pur ammirati dalla presenza di Elena Santarelli in città, i tifosi non hanno fatto di Bernardo il beneamino che ci si attendeva. Foti probabilmente sta pensando a uno scambio con il Torino di Cairo che potrebbe riportare a Reggio un certo Rolando Bianchi, colui che a Reggio era diventato Rolandinho grazie alla trionfante gestione Mazzarri ma che poi in quest’anno e mezzo tra Manchester City, Lazio e Torino s’è perduto svanendo nel nulla. Oltre alla nuova scommessa per il reparto offensivo, al fascino del ritorno in amaranto del capocannoniere più prolifico in una sola stagione della Reggina in serie A, Foti sarebbe entusiasta di riacquistare un giocatore ceduto per 15 milioni di € a pochi spiccioli dopo poco più di un anno. Non sarebbe la prima volta: l’ennesima prova della grande abilità gestionale del presidentissimo.















